* * * ALEJANDRO JODOROWSKY * * *
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Non mi piace che la religione sia nelle mani di uomini che disprezzano le donne. ALEJANDRO JODOROWSKY
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GIUSEPPE DE NITTIS - Davanti al caminetto (1869)
Me revuelco en todas las cenizas
tratando de encontrar el solo fuego.
Me siento a conversar con la sombra
que un día de verano olvidaste en el sofá.
Soy el sueño de las huellas de unos pasos
que una noche perdieron la memoria.
Nadie anduvo nunca por aquí.
Se renta el cuarto vacío
de una casa que ya no existe más.
Smettete di cercare
Smettete di cercare, voi stessi siete la porta
e anche i portinai che proibiscono l'entrata
Ad ogni passo che fate vi allontanate dall'ombelico
convertiti in fantasmi assetati d’avventura.
Credete che il matrimonio vi liberi dalla morte
o che il denaro v’iscrivi nella gerarchia divina
Smettete di cercare, il filtro magico è la coscienza
occhio che può ritornare ai vuoti bacini di Dio
attraversando la morte. Nessuno trova se stesso
percorrendo i mari o scendendo in caverne.
Non è facile, è come aprire un menhir con le mani
perché abbiamo un'anima più dura della pietra.
Il primo domanda: "Com'è possibile che io viva nell'angoscia e tu nella gioia se entrambi preghiamo per lo stesso numero di ore?"
L'altro risponde: "Perchè tu preghi sempre per chiedere e io prego solo per ringraziare." ALEJANDRO JODOROWSKY
Mi aspiri, mi crei
Mi aspiri mi crei mi trasformi in ombra
e nel buio fatale della mia dissoluzione
avida ti espandi come un riccio di luce
per guidare la mia barca fino al porto della tua carne
Se la realtà è come un sogno
Se la realtà è come un sogno,
dobbiamo agire senza subirla,
così come facciamo in un sogno lucido,
ben sapendo che il mondo
è quello che crediamo che sia.
I nostri pensieri attraggono i loro simili.
Verità è quello che è utile,
non soltanto per noi ma anche per gli altri.
Tutti i sistemi che in un momento ben preciso
sono necessari,
in seguito diverranno arbitrari
e noi abbiamo la libertà di cambiare sistema.
La società è la risultante di quello che lei crede di essere
e di quello che noi crediamo che sia.
Possiamo cominciare a cambiare il mondo
cambiando i nostri pensieri”.
(Da La danza della realtà)
Di silenzio in silenzio
Di silenzio in silenzio cadendo
intorno a sí tanta assenza
mi precipito verso i tuoi baci
sperando di arrivare all'infinito centro.
Ma il dubbio appanna la mia certezza.
Verità è che non sei mai stata
e io ti rimpiango nel futuro.
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Anche se te ne vai non ti perdo. Vivi nei miei sogni.
Alejandro Jodorowsky
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GUSTAVE CAILLEBOTTE - Jeune homme a la fenetre
Poco a poco
Poco a poco stai entrando nella mia assenza
goccia a goccia riempendo la mia coppa vuota
là dove sono ombra non smetti di apparire
perché soltanto in te le cose si fanno reali.
Allontani l'assurdo e mi dai un senso;
ciò che ricordo di me è quello che sei,
giungo alle tue sponde come un mare invisibile.
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L'infermità emozionale della nostra società è catastrofe ancora più grande della bomba atomica e le uniche terapie possibili sono creatività e bellezza.
ALEJANDRO JODOROWSKY
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Quando cieco ti cercavo
Quando cieco ti cercavo la mia anima ti stava partorendo
mentre lasciava orme a forma di luna.
Non c'erano pareti nella mia stanza, solamente angoli
dove ombre con mille braccia chiedevano splendori.
Non c'era un pane nel mio altare e nella vecchia pergamena
le mosche divoravano le amare lettere sacre.
Non cresceva un albero di mele nel mio solitario letto
e le dita delle mani se le portava il vento.
Fu così che ti costruii, trasportando in carne i miei sogni
con lo splendore della luna donandoti una pelle d'argento
collocando un occhio vivo nelle tue mille mani che implorano
affinchè duplicata in quattro tu fossi il calice della mia tavola
e nelle tue innumerevoli labbra si tatuasse il nuovo credo.
La tua voce senza fine che entra nel mondo come un'ostia rossa
fino a paralizzare l'infinito specchio in un'eterna immagine.
Quando attraversi il vuoto che giace sotto il tempo
- lì dove i contrari altro non sono che dolori
del mio proprio misterioso cuore senza individuo -
solo allora i miei occhi si distaccano dal mondo
per vederti nel centro intorno al quale mi creo
Solo allora m'immergo nelle tue acque celestiali
e lo spazio indugia fino a che muore il tempo
e la coscienza nella mia materia è un dio indifferente
e l'attore e lo spettatore sono una stessa ombra
e nella fortezza mentale si apre un abisso verde
lì tu sola ci sei tu sempre tu definitivamente tu
vergine di carne in cui mi si è dissolta l'anima
luce rossa sangue dell'alba.
Alejandro Jodorowsky
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Io dico che la poesia va da anima ad anima e il corpo quello lo si incontra dopo. ALEJANDRO JODOROWSKY
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SE DELLA MIA VOCE
Se della mia voce potessi liberarmi
per attorcigliare la tua gola alla mia
e solo usare quell'oceano
formato dalle tue parole che nettare sono
per la mia lingua di orfano di vedovo di straniero
Se smettere potessi d'essere assente
per trasformare la tua anima nella mia patria
lasciandoti sentire per una volta
l'impatto mortale del mio silenzio
In fondo altro non sono che il ricordo della tua voce
Ogni volta che mi rifiuti
finisci di partorirmi.
(da Di ciò di cui non si può parlare, City Lights Italia, 1998)
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La "conoscenza" è la materializzazione dello spirito.
ALEJANDRO JODOROWSKY
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DI CIO' DI CUI NON SI PUO PARLARE
Costretto a vivere ogni secondo come tornando
da un viaggio in cui non si è potuto trovare il tesoro,
di ritorno al presente, a casa, a mani vuote,
come se il fare fosse il da farsi,
come se trattenersi fosse smettere di essere
e l'unico modo di vivere fosse creare utopie,
Wittgenstein, Tractatus Logico-Philosophicus, disse:
"Ciò di cui non si può parlare, deve essere taciuto".
Ma precisamente di ciò di cui non si può parlare bisogna parlare,
affondare la lingua nell'invisibile convertendo in specchio le parole,
navigarci dentro sapendo che sono barche senz'equipaggio,
senz'altro interesse che l'enigma di chi o cosa le ha trasformate in fantasmi,
una presenza impalpabile ma densa che dobbiamo avvicinare con passi da cieco
in quest'universo dove tutto è approssimazione o miracolo di cera!
Con i passi d'un cieco che col bianco bastone fende l'ubiquo centro,
là dove palpita l'origine eterna che produce vita a fiotti.
Di lui nulla possiamo dire, ma proprio per questo nell'oscurità è la nostra guida.
Se accettiamo l'ignoranza essa diventa lume:
sotto l'apparente vacuità si nascondono i divini splendori.
Benché ora qui non resti altro che uno sguardo
qualche voce, qualche fugace bagliore, passi affrettati
che indugiano finché non sprofondano nella polvere
e orme di piedi, di zampe, lunghi solchi lasciati da vermi d'ombra
larve che piangono, reclamano, esigono carezze da chi è privo di mani,
avvolti nel vuoto come in una fitta cappa,
crisalidi di feltro che aspettano di mettere le ali,
di popolare finalmente gli spazi della nostra eterna assenza,
dall'interno, tirando calci alla torre,
scaraventando fuori l'anello dai suoi muri
affinché si apra come un fiore d'oro.
Nudi in mezzo alla notte aprire la bocca
inghiottire i lampi che il cielo ci manda.
Ripetere la parola arcobaleno fino a raggiungere l'estasi
rendendola ponte fra una lingua morta e un vuoto vivo
dove si trova il non incarnato futuro
che annuncia il fine d'ogni speranza:
il ronzio delle mosche diventa la voce di Dio.
Se quello che cerchiamo non è qui, non è da nessuna parte!
Colui che ha perso le parole anche d'amore deve parlare:
con l'indifferente occhio sommerso in un universo di carne
di pelle e di marmo, di ardenti chiome e onde fluviali,
di luminose labbra che nascondono spirali d'ombra,
nel centro del piacere che assassina gli dei
scavare come una bestia ferita fino a trovare l'anima.
Capire che l'Essere è qualcosa che si consuma,
un falò senza legna che fiamme lancia dal sogno.
(da Di ciò di cui non si può parlare, City Lights Italia, 1998)
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GIUSEPPE DE NITTIS - Ondina
ALEJANDRO JODOROWSKY
VIENI A ME
Vieni a me come brezza senz'uscita
per nascere in ciò che dalla ferita scaturisce
là dove non è più possibile nidificare
Umile e silenziosa t'abbandoni al torrente
libera non ti dici ma sai sorridere quando non chiedi
perchè tutto hai perso tranne te stessa
Entrando nel piacere ombra su ombra
io della tua pelle vuota, tu dell'oblio della mia anima
come sopravvissuti di tutte le guerre
ogni carezza è un uccello miracoloso
ogni bacio un parto
ogni orgasmo un Eden nel nulla
(da Di ciò di cui non si può parlare, City Lights Italia, 1998)
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Non mi piace la gente che per retaggi infantili trasforma le bugie in superstizioni. ALEJANDRO JODOROWSKY
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VINCENT VA GOGH - Flower Still Life
Anche d'amore
La rosa che da giorni agonizza in questo bicchiere
non smette di concedermi la realtà del suo profumo
corpo invisibile che aderisce ai libri
che eternamente si estende nell’aria
Anche d’amore deve parlare il poeta
dissanguandosi in parole che sono la sua anima
E’ il canto degli uccelli che salutano la luna
è la morte trasformata in lingua
Non è che io solleciti le tue carezze
né tantomeno il latte che ti promette il futuro
come un cane cieco inseguo la tua assenza
i petali in cenere prima cadono a terra
poi viene il vento e li trasforma in aria
ma nella mia carne continua a persistere il loro profumo
mentre scrive il poeta agonizza
dentro un bicchiere d’acqua.
FUSSLI - Solitudine all'alba
CULTURA & SVAGO