GEORGE GROSZ
*In noi vi sono tutte le passioni
In noi vi sono tutte le passioni
E tutti i vizi
E tutti i soli e le stelle,
abissi e alture,
alberi, animali, boschi, fiumi.
Questo siamo.
Le nostre esperienze
Son nelle nostre vene,
nei nostri nervi.
Vacilliamo.
Ardenti
Tra grossi blocchi di case.
Sopra ponti d’acciaio.
Luce da mille tubi
Ci avvolge,
e mille notti violette
incidono rughe profonde
nei nostri volti.
Wystan Hugh Auden - Calypso
Più svelto, macchinista, e fammi in fretta
la Springfield Line sotto il sole splendente.
Via come un razzo, non fermarti mai
finchè non freni in Grand Central, New York.
Perché ad aspettarmi c'è laggiù,
in mezzo a quel salone, colui che fra tutti amo di più.
Se non è lì quando arrivo in città
starò sul marciapiede e piangerò.
Perché è lui che voglio rimirare,
l'acme di perfezione e di bontà.
Se mi serra la mano e mi dice "ti amo",
ed è per me un fenomeno sublime.
I boschi sono tutti verdi e lustri ai lati del binario;
anche gli alberi hanno i loro amori, pur diversi dal mio.
Ma il povero banchiere vecchio e obeso, in carrozza di lusso,
non ha nessuno che lo ami eccetto il suo avana.
Se fossi io il Capo della Chiesa o dello Stato,
m'inciprierei il naso e ordinerei a tutti di aspettare.
Perché l'amore conta ed è potente
ben più di un prete o di un politicante.
EDOUARD MANET
EDVARD MUNCH - Chiaro di luna
Harry Martinson - Appello
La luna piena risplende sul mare
e tu nel mio cuore.
La riva attende e invecchia.
Tu non vieni mai.
Fugace il sentiero lunare sul mare
che inghiottì
il veliero col quale a lungo
avremmo vagato
condotti dal desiderio, suonando il flauto
e la cetra
unendo canto e carne nell’argenteo vento
Michail Jurevic Lermontov (1814-1841) - Solitario io esco sulla strada
Solitario io esco sulla strada;
splende tra la foschia la via sassosa;
calma è la notte. Si affisa in Dio
il deserto. E stella parla a stella.
In alto il cielo è solenne e mirabile!
Dorme la terra in un fulgore azzurro...
Cosa dunque mi tormenta e m'angoscia?
C'è qualcosa che attendo, che rimpiango?
Già non attendo io nulla dalla vita,
e del passato non rimpiango nulla.
Vado cercando libertà e quiete!
Vorrei scordare me stesso, dormire,
e non del freddo sonno del sepolcro...
sì, per sempre dormire, ma che in seno
riposino le forze della vita,
e il petto, nel respiro, si alzi lieve;
che una tenera voce, notte e dì,
mi carezzi l'udito, canti amore,
e reclini e stormisca bruna quercia.
EDVARD MUNCH - La danza della vita
ALLEN GINSBERG - *Canzone
Il peso del mondo
è amore.
Sotto il fardello
di solitudine
sotto il fardello
dell'insoddisfazione
il peso,
il peso che portiamo
è amore.
Chi può negarlo?
In sogno
ci tocca
il corpo,
nel pensiero
costruisce
un miracolo,
nell'immaginazione
s'angoscia
fino a nascer
nell'umano -
s'affaccia dal cuore
bruciando di purezza -
poiché il fardello della vita
è amore,
ma noi il peso lo portiamo
stancamente,
e dobbiam trovar riposo
tra le braccia dell'amore
infine,
trovar riposo tra le braccia
dell'amore.
Non c'è riposo
senza amore,
né sonno
senza sogni
d'amore -
sia matto o gelido
ossesso d'angeli
o macchine,
il desiderio finale
è amore
- non può essere amaro
non può negare,
non può negarsi
se negato:
il peso è troppo
deve dare
senza nulla in cambio
così come il pensiero
si dà
in solitudine
con tutta la bravura
del suo eccesso.
I corpi caldi
splendono insieme
al buio
la mano si muove
verso il centro
della carne,
la pelle trema
di felicità
e l'anima viene
gioiosa fino agli occhi -
sì, sì,
questo è quel
che volevo,
ho sempre voluto,
ho sempre voluto,
tornare
al mio corpo
dove sono nato.
(1954)
Gastei uma hora pensando um verso
que a pena não quer escrever.
No entanto ele está cá dentro
inquieto, vivo.
Ele está cá dentro
e não quer sair.
Mas a poesia deste momento
inunda minha vida inteira.
Ho speso un'ora pensando un verso
che la penna non vuole scrivere.
Tuttavia esso è qui dentro
inquieto, vivo.
Esso è qui dentro
e non vuole uscire.
Ma la poesia di questo momento
inonda tutta la mia vita.
SALVADOR DALI - Tre apparizioni del viso di Gala (1945)
Sei ovunque, dovunque una volta
ti abbia potuto sapere, vedere, amare:
strada, cima, foresta con te mi salutano
paese e città, giorno e notte
ti evocano sempre montagna d'autunno e neve dell'inverno
riva, e fischio di treni, e tremano lì in ogni cosa
venticinque ardenti primavere e estati
del primo desiderio e di una follia che ancora dura.
Sei ovunque: come pioggia di fiori
ricopri la mia vita, piacere fresco
florida giovinezza e gioia mia:
tutto dappertutto con te mi tempesta,
ma scaturisce sempre quel grido silenzioso:
tanti Dovunque son ovunque in Nessun luogo!
LŐRINC SZABÓ - NELLA FORESTA DELL' INVIDIA (Az irìgysèg erdejèben)
Stavo lì, seduto nella foresta del maestro Suang Szi
e disse il fiore con un piede:
- Oh, millepiedi che invidia! Tu puoi correre,
io sto qui e non vado avanti!
Disse il millepiedi: - Invidia il serpente:
Ha meno piedi di te
eppure le sue costole lo portano più in fretta,
che i mille piedi me!
Il serpente guardò le ali celesti del cielo:
- Oh, vento - disse compiaciuto
tu scivoli leggero sull'oceano
ed io mi trascino nella polvere!
Il vento guardò me: - Vista, mi vinci,
tu, senza le ali senza corpo!
- Come me il pensiero! - disse l'occhio malinconico
e chiuse le ciglia.
Il pensiero si preparò a rispondere,
ma il cuore era più veloce,
io mi lamentai che tutto è scontentezza,
lotta e disperazione; -
e disse Suang Szi: - E' inutile, questa è la legge,
la foresta dell'invidia è questa!
Vivi e lotta e non far caso di vivere, e
muori, e non farci caso!
ALEXIS DIAZ PIMIENTA - Le lettere smarrite
Per favore, non recuperate le lettere smarrite.
Lasciate la busta accanto al tronco dell’albero,
sotto un’anonima pietra, o a rotolare nei giardini.
Ci sono lettere che si scrivono perché non arrivino,
perché dall’altro lato della voce diffidino di tutto,
perché esista una seconda lettera, esplicita e inutile.
Ciò accade con l’assenso di tutti, con soprassalti premeditati e complicità.
Sono mesi, anni, di matematica innocenza.
In quelle lettere si confessava tutto,
si annunciavano pericoli che poi la pioggia ha ammorbidito;
in quelle lettere c’erano poscritti che premonivano
sul fatto che sarebbero andate smarrite.
La loro vera destinazione era il silenzio,
le erbacce al bordo dei letti,
le ragnatele sui davanzali,
le nuvole sul volto.
Definitivamente,
dall’altro lato della voce non l’aspettavano.
Lasciatela accanto all’albero,
sotto un’anonima pietra,
a rotolare nella memoria del felice mittente.
SÁNDOR PETŐFI - *Sarò albero, se...
(1823-1849)
Sarò albero, se tu ne sei il fiore.
Se rugiada sei tu, sarò io fiore.
Io rugiada, se tu raggio di sole...
Perché unirsi a te il mio essere vuole.
Se, fanciulla, il paradiso tu sei,
Stella io allora mi farei.
Se, fanciulla, l'inferno tu sei,
Per starti unito dannato sarei.
Louis Janmot - L'Ideal
*ALBERT CAMUS
Quando si è visto
una volta sola
lo splendore della felicità
sul viso di una persona
che si ama,
si sa che per un uomo
non ci può essere
altra vocazione
che suscitare questa luce
sui visi che lo circondano.
Osip Mandel'stam
DA: I QUADERNI DI VORONEZ
Di questo corpo che m'è dato, che ne farò
Che ne farò di questo dono unico ed intimo?
Ditemi chi devo ringraziare
A chi devo essere grato
della tacita gioia di respirare ed esistere?
Sono un giardiniere ed anche un fiore
In questo mondo- prigione non sono solo.
Sui vetri dell'eternità si è posato
il mio caldo respiro, suggello di me
Come ricamo inconosciuto
Trascorre il sedimento dell'istante
Il caro segno non si cancellerà.
CONSTABLE - Nuvole (1882)
Christian Morgenstern - Le nuvole
E ancora una volta,
stanco di riflettermi
nei volti umani
come in altrettanti specchi
di indicibile follia,
alzo lo sguardo
oltre gli alberi e le case
fino a voi,
eterni pensieri del cielo.
Grandiose e libere
ancora una volta mi liberate,
e la mia mente corre lontano
insieme a voi, sopra terre e oceani,
e con voi rimango sospeso
sull'infinità dell'abisso
e svanisco infine
come nebbia,
quando incorporeo
vedo i semi delle stelle
volare
sui campi
delle profondità sconfinate.
(Da Per molti sentieri)
Osip Mandel'stam DA: KAMEN
E sopra il bosco quando fa sera
s'alza una luna di rame;
perché mai così poca musica,
perché mai un tale silenzio?
CAMILLE CLAUDEL - Amanti
ALEXIS DIAZ PIMIENTA
*Se mi propongo
Se mi propongo di scriverti
una lettera d'amore
il foglio si coprirà di sabbia
o cenere o pozzanghere.
Meglio amarti e,
ancora nudi,
raccomandarti i versi
di qualche altro
poeta che non ti ami.
Alexis Diaz Pimenta - Dagli occhi di un bambino...
Dagli occhi di un bambino decollano gli aeroplani.
Se chiudesse gli occhi cadrebbero.
Solo il suo stupore li mantiene sospesi,
la sua piccola mano li innalza,
il suo cuore li muove e li allontana.
Senza un bambino appiccicato ai vetri,
alle alte ringhiere di una terrazza adulta,
gli aeroporti morirebbero d'orrore.
Un bambino non potrà mai pronunciare la parola
"aeronautica"
ma da lui dipenderà l'imitazione dell'uccello.
Un bambino non saprà calcolare le distanze
ma è lui la garanzia del ritorno.
Ogni aeroporto deve avere un bambino incollato ai vetri, accanto agli
altoparlanti, dovunque si acquatti la paura.
Grazie a lui durerà meno lacrime il rientro di tutti,
dorrà meno baci l'addio delle madri
e le hostess potranno prescindere da avvisi insulsi.
Un aeroplano per aria
sono molti bambini che guardano l'orizzonte.
ALPHONSE MUCHA - Frau mit margerite
RUBEN DARIO - *Fiore di luce
Si levò la mia anima come dalla corolla
di un giglio. Sapeva restare nuda e sola.
Sola, come nell'acqua o nel vento. Leggera,
trasparente, sottile, meravigliosa. Era
quasi un divino fiore di luce, o un divino
uccello che nell'aria appare all'improvviso.
Non sapeva ascoltare, comprendere, vedere;
non sapeva ove andava,
né qual ch'era materia qua in basso, lassù in alto.
RUBEN DARIO
Allora la vecchia mi disse:
“Guarda questa rosa secca
che un giorno fu incantata
dallo sfarzo della sua stagione;
il tempo che sbriciola anche altissime mura
non priverà questo libro della sua saggezza.
In questi petali secchi c’è più filosofia
di quella che può darti la tua saggia biblioteca;
essa sulle mie labbra pone la magica armonia
con cui sul fuso incarno i sogni della mia rocca.”
“Sei una fata”, le dissi. “Sono una fata”, mi disse,
“e celebro l’esultanza della primavera,
donando vita e volo a queste foglie di rosa.”
Si trasformò in una principessa profumata
e nell’aria sottile, dalle dita della fata
volò la rosa secca come una farfalla.
STEVENSON - Memorial
quello che invocavo.
Non quello che spazza cieli senza difese,
astri senza capanne,
lune senza patria,
nevi.
Nevi di quelle cadute da una mano,
un nome,
un sogno,
una fronte.
Non quello che alla sua chioma
legò la morte.
Quello che io amavo.
Senza graffiare i venti,
senza foglia ferire né smuovere cristalli.
Quello che alla sua chioma
legò il silenzio.
Senza farmi del male,
per scavarmi un argine di dolce luce nel petto
e rendermi l’anima navigabile.
CABANEL - Nascita di Venere
Rafael Alberti - A quel tempo eri bionda e grande
A quel tempo eri bionda e grande
solida spuma ardente ed elevata.
Parevi un corpo staccatosi
dai centri del sole, lasciato
da un colpo di mare sulla sabbia.
Tutto era fuoco a quel tempo. Bruciava
intorno a te la spiaggia. A rutilanti
vetri di luci erano ridotte
le alghe, i molluschi, le pietre
che le ondate spingevano contro di te.
Tutto era fuoco, fulmine, palpito
d' onda calda in te. Se era una mano
che osava o le labbra, cieche braci
volando fischiavano nell' aria.
Tempo incendiato, sogno consumato.
Io mi rotolai nella tua spuma a quel tempo.
HEINRICH HEINE - Come un’orma sulla sabbia
Prima di noi sugli stessi albereti
è passato il vento, quando c’era vento,
e le foglie non parlavano
in maniera diversa da oggi.
Passiamo e ci agitiamo invano.
Non facciamo più rumore al mondo
di quanto ne facciano le foglie degli alberi
o i passi del vento.
Tentiamo dunque con costante abbandono
d’offrire il nostro sforzo alla Natura
e di non chiedere più vita
di quella dei verdi alberi.
Inutilmente sembriamo grandi.
Ma eccetto noi, niente al mondo
proclama la nostra grandezza
né ci serve se non la desideriamo.
Se qui, vicino al mare, con tre ondate
la mia orma sulla sabbia il mare cancella,
che farà sull’altra spiaggia
dove il mare è il tempo?
Hans Dahl - On The Banks of the Fjord
MIKHAIL VASIL’EVIC ISAKOVSKIJ
*Katjusa
Fiorivano i meli, fiorivano i peri,
le nebbie veleggiavano sul fiume.
Katjusa discendeva sulla riva,
sull’alta riva scoscesa.
Discendeva, intonava una canzone
Sull’aquila grigiastra delle steppe,
sull’uomo che amava,
di cui conservava le lettere.
Ohi tu, canzone, canzoncina di fanciulla,
vola dietro al nitido sole
e al combattente, alla remota frontiera,
reca il saluto di Katjusa
Che egli ricordi la ragazza semplice,
che ascolti com’ella canta,
che custodisca la terra nativa,
e Katjusa custodirà l’amore.
Fiorivano i meli, fiorivano i peri,
le nebbie veleggiavano sul fiume.
Katjusa discendeva sulla riva
sull’alta riva scoscesa.
VAN GOGH - Notte stellata
OLAVO BILAC - Amai
*Tu mi dirai: “Udir le stelle! Certo
Perdesti il senno”. Io ti dirò,
frattanto,
Che per udire il celeste concerto,
Le finestre apro attratto
dall’incanto.
E con le stelle io parlo. Brilla tanto
La Via Lattea come uno scrigno
aperto.
Ma appena sorge il sole, con rimpianto,
Le cerco ancora nel cielo
deserto.
” Mio stolto amico, quale conforto
Hai dalle stelle se guardi
l’infinito?
Che dicono quando sei con loro assorto?”
Ama, se vuoi comprendere le stelle
Perché solo amando si può aver
l’udito
Capace di intendere le loro favelle.
HUGO VON HOFMANNSTHAL - A Un Passante
Tu mi hai svelato cose
che in me tenevo segrete,
sei stato per le corde dell’anima
il sussurro notturno del vento.
Echo
EDGAR LEE MASTERS - Silenzio
Ho conosciuto il silenzio delle stelle e del mare
e il silenzio della città quando si placa
e il silenzio di un uomo e di una vergine
e il silenzio con cui soltanto la musica trova linguaggio
il silenzio dei boschi
prima che sorga il vento di primavera
e il silenzio dei malati quando girano gli occhi per la stanza
e chiedo: Per le cose profonde a che serve il linguaggio?
Un animale dei campi geme uno o due volte
quando la morte coglie i suoi piccoli
noi siamo senza voce di fronte alla realtà
noi non sappiamo parlare.
Un ragazzo curioso domanda a un vecchio soldato
seduto davanti alla drogheria:
Dove hai perduto la gamba?
E il vecchio soldato è colpito di silenzio e poi gli dice:
Me l’ha mangiata un orso
e il ragazzo stupisce
mentre il vecchio soldato muto rivive come un sogno
le vampe dei fucili
il tuono del cannone
le grida dei colpiti a morte
e sé stesso disteso al suolo
i chirurghi dell’ospedale
i ferri
i lunghi giorni di letto
ma se sapesse descrivere ogni cosa
sarebbe un artista
ma se fosse un artista
vi sarebbero più profonde ferite che non saprebbe descrivere.
C’è il silenzio di un grande odio
e il silenzio di un grande amore
e il silenzio di una profonda pace dell’anima
c’è il silenzio degli dei che si capiscono senza linguaggio
c’è il silenzio della sconfitta
e il silenzio di coloro che sono ingiustamente puniti
e il silenzio del morente la cui mano stringe subitamente la vostra
c’è il silenzio che interviene tra il marito e la moglie
c’è il silenzio dei falliti
il vasto silenzio che copre le nazioni disfatte e i condottieri vinti
c’è il silenzio di Lincoln che pensa alla povertà della sua giovinezza
e il silenzio di Napoleone dopo Waterloo
e il silenzio di Giovanna D’Arco
che dice fra le fiamme Gesù benedetto
e c’è il silenzio dei morti.
Se noi che siamo vivi non sappiamo parlare di profonde esperienze
perché vi stupite che i morti non vi parlino della morte?
Il loro silenzio avrà spiegazioni quando li avremo raggiunti.
DRAPER - Lamento per Icaro
EDGAR LEE MASTERS - George Gray
Molte volte ho studiato
la lapide che mi hanno scolpito:
una barca con vele ammainate...
alla fonda in un porto.
In realtà non è questa la mia destinazione
ma la mia vita.
Perché l’amore mi si offrì e io mi ritrassi dal suo inganno;
il dolore bussò alla mia porta, e io ebbi paura;
l’ambizione mi chiamò, e io temetti gli imprevisti.
Malgrado tutto avevo fame di un significato nella vita.
E adesso so che bisogna alzare le vele
e prendere i venti del destino,
dovunque spingano il vascello.
Dare un senso alla vita può condurre alla follia
ma una vita senza senso è la tortura
dell’inquietudine e del vano desiderio
-è una barca che anela al mare eppure lo teme.
ALPHONSE MUCHA - Inverno
Maurice Maeterlinck - DESIDERI INVERNALI
Piango le labbra appassite
Dove non sono nati i baci,
E i desideri abbandonati
Sotto una mietitura di tristezze.
Sempre pioggia all’orizzonte!
Sempre neve sui greti!
Mentre alla soglia chiusa dei miei sogni
Lupi sdraiati sull’erba
Osservano nella mia anima stanca,
Con gli occhi appannati nel passato,
Tutto il sangue un tempo versato
Dagli agnelli che muoiono sul ghiaccio.
Soltanto la luna alla fine rischiara
Con la sua monotona tristezza
Che gela l’erba dell’autunno,
Questi desideri ammalati di fame.
intero in se stesso.
Ogni uomo è un pezzo di Continente,
una parte della Terra
Se una Zolla viene portata via dall'onda del Mare,
la Terra ne è diminuita,
come se un Promonitorio fosse stato al suo posto,
o una Magione amica o la tua stessa casa.
Ogni morte d'uomo mi diminuisce,
perché io partecipo all'Umanità.
E così non mandare mai a chiedere per chi suona la campana:
Essa suona per te!
WILLIAM BUTLER YEATS
Quando tu sarai vecchia e grigia e sonnolenta,
Col capo tentennante accanto al fuoco, prenditi questo libro,
E lentamente leggilo, e sogna del tenero sguardo
Che gli occhi tuoi ebbero un tempo, e delle loro ombre
Profonde; quanti furono a amare i tuoi attimi
Di grazia felice, e quanti amarono, con falso o vero amore,
La tua bellezza; ma uno solo amò l'anima peregrina
Che era in te, e il dolore del tuo volto che muta.
Curva di fronte ai ceppi risplendenti mormora,
Con lieve tristezza, come Amore fuggì, come percorse,
Passando, i monti che ci stanno alti sul capo,
E nascose il suo viso fra un nuvolo di stelle.
Tutte le parole che raccolgo,
tutte le parole che scrivo,
devono aprire instancabili le ali,
e non fermarsi mai nel loro volo,
fino a giungere là dove è il tuo triste, triste cuore,
e cantare per te nella notte,
oltre il luogo ove muoiono le acque,
oscure di tempesta o lucenti di stelle.
WILLIAM BUTLER YEATS - Ricorda la Bellezza dimenticata
Quando ti stringo fra le braccia,
io premo il cuore sulla leggiadrìa
che da gran tempo è sparita dal mondo;
le corone gemmate che, le armate in rotta,
i re hanno gettato in stagni pieni d'ombra;
i racconti d'amore intessuti con fili di seta
da dame sognatrici sopra un drappo
che ha fatto grassa la trama assassina;
le rose che un tempo venivano intrecciate
dalle dame nei loro capelli,e i gigli freschi
di rugiada che recavano lungo i sacri corridoi
in cui si alzavano tali grigie nuvole d'incenso
che solo gli occhi di Dio non si chiudevano;
perchè quel seno pallido e quella mano che indugia
vengono da una terra più carica di sogni,
e da un'ora più carica di sogni di questa:
e quando tu sospiri fra due baci,
io sento sospirare anche la bianca Bellezza
per le ore in cui tutto svanirà come rugiada,
tranne fiamma su fiamma, abisso sopra abisso,
trono su trono dove in un semisonno,
le loro spade posate sulle ginocchia di ferro,
meditano i suoi alti solitari misteri.
LATIF HALMET
Io vado, madre.
Se non torno,
sarò fiore di questa montagna,
zolla di terra
per un mondo
più grande di questo.
Io vado, madre.
Se non torno,
il mio corpo cadrà come folgore
nelle celle della tortura
e il mio spirito squasserà
come l' uragano
tutte le porte.
Io vado, madre.
Se non torno,
la mia anima sarà parola
per tutti i poeti.
*ALEXIS DIAZ PIMIENTA
Se mi propongo di scriverti
una lettera d'amore
il foglio si coprirà di sabbia
o cenere o pozzanghere.
Meglio amarti e,
ancora nudi,
raccomandarti i versi
di qualche altro
poeta che non ti ami.
Eliomar Ribeiro de Souza - Donna
Nel tuo esserci l'incanto dell'essere,
la vita, tua storia,
segnata dal desiderio d'essere
semplicemente donna!
Nel tuo corpo ti porti,
come nessun altro,
il segreto della vita!
Nella tua storia
la macchia dell'indifferenza,
della discriminazione, dell'oppressione…
in te l'amore più bello,
la bellezza più trasparente,
l'affetto più puro
che mi fa uomo!
DANTE GABRIL ROSSETTI - L'amor che move il sol e l'altre stelle (1860)
JOHANN WOLFGANG GOETHE
Sarei già andato davvero lontano
Sarei già andato davvero lontano,
Tanto lontano quanto è grande il mondo,
Se non mi trattenessero le stelle
Che hanno legato il mio al tuo destino,
Così che solo in te posso conoscermi.
E la poesia, i sogni, il desiderio,
Tutto mi spinge a te, alla tua natura,
E dalla tua dipende la mia vita.
*JOSE' JULIAN MARTI' PEREZ - Coltivo una rosa bianca
Coltivo una rosa bianca
in luglio come a gennaio
per l'amico sincero
che mi porge la sua mano leale.
E per l'amico sleale
che sconvolge la vita del mio cuore,
non coltivo né cardo ne' ortica
coltivo una rosa bianca.
JOSE' JULIAN MARTI' PEREZ (1853- 1895) poeta, scrittore e uomo politico cubano.
WILLIAM BLAKE
Vedere il mondo in un granello di sabbia
E il cielo in un fiore
Tenere l'infinito nel palmo della tua mano
E l'eternità in un'ora.
POESIA DI GOETHE- A ZEUS
"Oh Giove copri pure con le nubi
il cielo ed il mio mare,
ché non puoi nulla contro questa casa
che tu non costruisti,
e non puoi nulla contro la mia terra,
o contro questo fuoco
per la cui fiamma tu mi porti invidia.
Io non conosco al mondo
qualcosa di più lurido di voi
oh dei, che vi nutrite
di suppliche e preghiere di bambini,
e non vivreste senza
le stupide speranze e i preci loro.
Un tempo ero bambino
e mi sentivo perso e solo al mondo.
Volgevo al sole gli occhi
sperando di trovare chi al mio pianto
volgesse i suoi e avesse
pietà per me oppresso e sventurato.
ma chi mi ha dato aiuto
per contrastare orribili titani?
chi mi salvò da morte?
da schiavitù? chi fu? non fosti tu
ardente cuore mio?
E vuoi oh Dio che io ti renda omaggio?
hai mai i miei asprissimi
immensi e insormontabili dolori
lenito tu? hai mai
calmato le mie lacrime che solo
e disperato spesso
versavo per terribili travagli.
credevi forse ch'io
sarei fuggito in boschi solitari
odiando la mia vita
perché non tutti i sogni che speravo
sarebbero fioriti?
Illuso non conosci il mio valore!
io sono ancora qui
e ancora creo dei figli a mia immagine
e somiglianza: stirpe
creata per soffrire e lacrimare
ma con orgoglio! figli
creati per godere e per gioire
e non curarsi affatto
di te malvagio, figli come me!"
PABLO PICASSO - Giovane che dorme
DAVID HERBERT LAWRENCE - La fine
*Se avessi potuto tenerti nel mio cuore,
se solo avessi potuto in me avvolgerti,
quanto sarei stato felice!
Ma ora la carta della memoria davanti
una volta ancora mi srotola
il corso del nostro viaggio sin qui,
qui dove ci separiamo.
E dire che tu non sei mai,
mai stata una qualche tua realtà, amor mio,
e mai alcuna delle tue varie facce ho visto!
Oh, mio amore, come stanotte fremo per te,
pur senza più speranza alcuna
di alleviar la sofferenza o ricompensarti
per tutta una vita di desiderio e disperazione.
Riconosco che una parte di me
è morta stanotte.
DAVID HERBERT LAWRENCE
L'amore ha fatto scoppiare il suo ermetico cuore
Come nei campi un'ape, nera e ambra,
Rompe il bozzolo invernale, per arrampicarsi
Sull'erba intiepidita dai novelli raggi di sole.
Di malizia albeggiano i suoi occhi ora
E sull'iride colorata è un luccichio
Simile a quello sull'ali ripiegate
Dell'ape, prima del volo.
Chi, con un soffio conturbante, preciso,
Ha aperto le ali del giovane spirito timido?
Chi ha eccitato l'animo a un inesperto volo
Nei suoi occhi di giovane ape incerta?
Grave rende l'amore la sua voce;
Il ronzio delle sue ali esitanti, pesanti,
Fa tremare di consapevolezza le cose comuni
Che dice, e le sue parole rallegrano.
LUIS GARCIA MONTERO - La speranza (con testo originale)
La speranza
Non a causa della vita,
bensì dell'aumento di leggende,
di canzoni e miti
di cui ho avuto bisogno per vivere,
ho imparato che l'inverno con le sue piogge metalliche
non sfocia mai
negli hotel della primavera,
solo nel fiore dell'autunno
di una passione completa.
Ma l'inverno ha segreti da conservare.
Mentre la nebbia della strada cancella
i limiti del mondo,
ci sono luci che si avvicinano dal retrovisore
come un ricordo
e mi sorpassano veloci
in cerca del futuro.
Non so,
semplice questione casuale
o forse ricompensa.
Ma nuovamente lì
la presagita
luce d'aprile sulle campagne.
No a causa de la vida,
sino del sobresueldo de leyendas,
de canciones y mitos
que yo necesité para vivir,
aprendí que el invierno con sus lluvias metálicas
no desemboca nunca
en los hoteles de la primavera,
sólo en la flor de otoño
de una pasión cumplida.
Pero el invierno tiene secretos que guardar.
Mientras la niebla del camino borra
los límites del mundo,
hay luces que se acercan por el retrovisor
como un recuerdo
y me adelantan rápidas
en busca del futuro.
No sé,
simple cuestión de azar
o tal vez recompensa.
Pero de nuevo ahí
la presentida
luz de abril en los campos.
CAMILLE PISSARRO - Montmartre di notte
ALLEN GINSBERG - *Guru
È la luna che scompare
Sono le stelle che si nascondono, non io.
È la città che svanisce, io resto
con le mie scarpe dimenticate
e la mia calza invisibile.
È il richiamo di una campana.
Quando in giugno svolazzavano i moschini
Intorno al lampione sull'angolo
Gettando ombre guizzanti sulla strada;
Quando tu passeggiavi a piedi nudi
In una calda e buia sera di giugno
Con l'erba che ti bagnava i piedi di rugiada;
Quando sentivi strimpellare un banjo
Sulla veranda della casa di fronte,
E dal parco ti giungeva il profumo di lilla'
C'era qualcosa che lottava, in te,
Che non riuscivi a mettere in parole....
Eri viva poesia, nel buio, là!
MARK STRAND
LOUIS ARAGON - Dammi le tue mani
Dammi le tue mani per l’inquietudine
Dammi le tue mani di cui tanto ho sognato
Di cui tanto ho sognato nella mia solitudine
Dammi le tue mani perch’io venga salvato.
Quando le prendo nella mia povera stretta
Di palmo e di paura di turbamento e fretta
Quando le prendo come neve disfatta
Che mi sfugge dappertutto attraverso le dita.
Potrai mai sapere ciò che mi trapassa
Ciò che mi sconvolge e che m’invade
Potrai mai sapere ciò che mi trafigge
E che ho tradito col mio trasalire.
Ciò che in tal modo dice il linguaggio profondo
Questo muto parlare dei sensi animali
Senza bocca e senz’occhi specchio senza immagine
Questo fremito d’amore che non dice parole
Potrai mai sapere ciò che le dita pensano
D’una preda tra esse per un istante tenuta
Potrai mai sapere ciò che il loro silenzio
Un lampo avrà d’insaputo saputo.
Dammi le tue mani ché il mio cuore vi si conformi
Taccia il mondo per un attimo almeno
Dammi le tue mani ché la mia anima vi s’addormenti
Ché la mia anima vi s’addormenti per l’eternità.
LOUIS ARAGON - Credo
Credo in te come al profumo
Come al cantar d'uccello nelle tenebre
Credo in te come al mare
Credo in te come alla rosa schiusa a mezzanotte
Credo in te nel frastuono e nel silenzio
Credo in te nel dolore
Credo in te come alla prova di esistere
Come alla lacerazione dell'addio
Credo in te più che alla mia stessa ombra
Credo in te come l'acqua nera dai riflessi d'oro
Come la polvere al piede nudo
Credo in te come il deserto alla pioggia
Come la solitudine all'abbraccio
Come all'orecchio crede il grido.
CULTURA & SVAGO