UMBERTO SABA
Città vecchia
(Da Trieste e una donna) 1910-12
Spesso, per ritornare alla mia casa
prendo un’oscura via di città vecchia.
Giallo in qualche pozzanghera si specchia
qualche fanale, e affollata è la
strada.
Qui tra la gente che viene che va
dall’osteria alla casa o al lupanare,
dove son merci ed uomini il detrito
di un gran porto di mare,
io ritrovo, passando, l’infinito
nell’umiltà.
Qui prostituta e marinaio, il vecchio
che bestemmia, la femmina che bega,
il dragone che siede alla
bottega
del friggitore,
la tumultuante giovane impazzita
d’amore,
sono tutte creature della vita
e del dolore;
s’agita in esse, come in me, il Signore.
Qui degli umili sento in compagnia
il mio pensiero farsi
più puro
dove più turpe è la via.
EUGENIO MONTALE - Felicità
Felicità raggiunta, si cammina
per te sul fil di lama.
Agli occhi sei barlume che vacilla,
al piede teso ghiaccio che s'incrina;
e dunque non ti tocchi chi più t'ama.
...Se giungi nelle anime invase
di tristezza e le schiari, il tuo mattino
è dolce e turbatore come i nidi delle cimase.
Ma nulla paga il pianto di un bambino
a cui fugge il pallone tra le case.
CHARLES BAUDELAIRE
Tristezze della luna
Più pigra sogna la luna stasera.
Come bellezza, su molli cuscini,
che accarezza distratta e leggera,
prima del sonno, le curve dei seni,
sul dorso serico delle valanghe,
morente, manda estenuati sospiri,
sperde il suo sguardo in visioni bianche
fluttuanti nell’azzurro come fiori.
Quando languida, oziosa, una furtiva
lacrima lascia che quaggiù arrivi,
un poeta, devoto, veglia e afferra
nella sua mano quella goccia pallida,
iridata come scheggia d’opale,
lungi dal sole in sé la sotterra.