PISSARRO - Tramonto a Rouen 1885
ANTONIO MACHADO
*Lungo la nuda terra
Lungo la nuda terra della strada
sboccia l'ora fiorita,
biancospino solingo,
d'umile valle nella svolta ombrosa.
Il salmo vero torna
oggi con voce tenue
al cuore, e sulle labbra
la parola interrotta e trepidante.
Dormono i vecchi mari miei; si smorza
il suono delle spume
sopra la spiaggia sterile.
Lontano va la bufera nella nube torva.
Torna la pace in cielo;
la brezza tutelare ancora aromi
sparge sui campi, e nella benedetta
solitudine appare la tua ombra.
FRANZ VON STUCKER - Dancers (particolare)
ANTONIO MACHADO
*Dalla soglia di un sogno
Dalla soglia di un sogno mi chiamarono…
Era la buona voce, amata voce.
- Dimmi: verrai con me a vedere l’anima?
Una carezza mi raggiunse il cuore.
- Sempre con te… Ed avanzai nel sogno
per una lunga, spoglia galleria;
sentii sfiorarmi la sua veste pura
e il palpito soave della mano amica.
GUSTAV KLIMT - People Men Emotions
ANTONIO MACHADO
*Si è addormentato il mio cuore?
Si è addormentato il mio cuore?
Alveari dei miei sogni,
state in ozio? Manca l’acqua
alla noria* della mente
e le secchie giran vuote,
sono piene solo d’ombra?
No, che non dorme il mio cuore.
È ben desto il cuore, è desto.
Non dorme né sogna: è intento,
aperti gli acuti occhi,
a lontani segni ascolta
agli orli del gran silenzio.
* Noria è una ruota idraulica usata in agricoltura.
Mentre la neve si struggeva, i monti
Mentre la neve si
struggeva, i monti
si son fatti lontani.
E verde la campagna
che al sole dell’aprile
corre una verde fiamma,
la vita, che non pesa;
e pensa l’anima ad una
farfalla,
atlante che sorregga il
mondo, e sogna.
Con il susino in fiore e i
campi verdi,
con l’azzurrino fumo
della riva
intorno ai rami, con
il primo biancheggiare
dei roveti,
a questo dolce soffio
che trionfa della morte
e della pietra,
l’amaro che mi soffoca
si scioglie
in speranza di lei...
(Antonio Machado)
Antonio Machado
Chiamò il mio cuore, un chiaro giorno,
nel profumo di un giardino, il vento.
-In cambio dell'aroma,
chiedo tutto l'aroma delle rose.
-Io non ho rose; fiori
non ha il mio giardino; son tutti morti.
Porterò via i pianti delle fonti,
le foglie gialle e i petali appassiti.
E il vento sparì... Il cuore sanguinava...
Anima, che ne è del tuo povero orto?
Llamó a mi corazón, un claro día,
con un perfume de jazmín, el viento.
-A cambio de este aroma,
todo el aroma de tus rosas quiero.
-No tengo rosas; flores
en mi jardín no hay ya: todas han muerto.
Me llevaré los llantos de las fuentes,
las hojas amarillas y los mustios pétalos.
Y el viento huyó... Mi corazón sangraba...
Alma, ¿qué has hecho de tu pobre huerto?
MACHADO - GIARDINO
Lungi dal tuo giardino arde la sera
incensi d'oro in fiamme porporine,
dietro il bosco di cenere e di rame
Dalie del tuo giardino.
Malnato il tuo giardino! Oggi mi sembra
l'opera d'un barbiere,
con quella miserina palma nana
e l'aiuola di mirti ritagliati...
e l'arancino nel barile... L'acqua
della fonte di pietra
non cessa il riso nella conca bianca.
ANTONIO MACHADO - VADO SOGNANDO SENTIERI
Vado sognando sentieri
della sera. Le dorate
colline, i pini verdi,
la polvere sulle querce!...
Il sentiero dove va?
Vado cantando viandante
che intanto fa il suo cammino
-Ecco scendere la sera-,
"Nel cuore mi doleva
la spina di una passione;
un giorno la strappai via:
non mi sento più il cuore".
La campagna, scura e muta,
resta assorta a meditare
un attimo. Nel pioppeto
sul fiume soffia il vento.
La sera diventa buia;
e il sentiero dalla bianca
serpentina che sbiadisce
offuscandosi scompare.
Torna il mio canto a penare:
"Pungente spina dorata,
come vorrei sentire
che mi trafiggi il cuore.
ANTONIO MACHADO - PROVERBI E CANTARI, XXVIII
Viandante, sono le tue orme
la strada, nient'altro;
Viandante, non sei su una strada,
la strada la fai tu andando.
Mentre vai, si fa la strada
e girandoti indietro
vedrai il sentiero che mai
più calpesterai.
Viandante, non hai una strada,
ma solo scie nel mare.
(da Campi di Castiglia, 1912)
ANTONIO MACHADO - SOGNO INFANTILE
Una chiara notte
di festa e luna,
notte dei sogni miei,
notte di allegria
- luce era l'anima
che oggi è tutta nebbia,
non erano neri
ancora i capelli -,
la più giovane fata
mi portò in braccio
all'allegra festa
che ardeva in piazza.
Sotto il crepitio
delle luminarie,
amore tesseva
matasse di danze.
E in quella notte
di festa e luna,
notte dei sogni miei,
notte di allegria,
la fata più giovane
mi dava un bacio
in fronte.. la mano
mi diceva addio...
Tutti i roseti
davano profumi,
tutti gli amori
offriva l'amore.
ANTONIO MACHADO - NUDA E' LA TERRA
Nuda è la terra, e l'anima
ulula contro il pallido orizzonte
come lupa famelica. Che cerchi,
poeta, nel tramonto?
Amaro camminare, perchè pesa
il cammino sul cuore. Il vento freddo,
e la notte che giunge, e l'amarezza
della distanza...Sul cammino bianco,
alberi che nereggiano stecchiti;
sopra i monti lontani sangue ed oro...
Morto è il sole...Che cerchi,
poeta, nel tramonto?
ANTONIO MACHADO - AL GRANDE ZERO
L'essere che si è compiva il niente
e riposava - ben meritava -;
ed ecco notte ebbe il giorno e anch'ei trovava,
l'uomo, compagna nell'amata assente.
Fiat umbra! Sgorgò il pensare umano.
E l'uovo universale alzò, svuotato,
dissostanziato, freddo, scolorato,
pieno di nebbia lieve, nella mano.
L'intero zero prendi, vuota sfera,
che guarderai, se puoi guardarlo, eretto.
Oggi che spalla è il dorso di te fiera,
portento del non essere perfetto,
offri, poeta, un canto di frontiera
al silenzio, all'oblio, alla morte eletto.
ANTONIO MACHADO - ERA UNA NOTTE D'ESTATE
Era una notte d'estate.
Il balcone era aperto;
anche la porta di casa;
in casa la morte entrò.
Al suo letto s'avvicina;
passando non mi guardò;
poi con dita delicate
qualcosa di tenue ruppe.
Taciturna, senza sguardo,
la morte passò di nuovo
davanti a me. Che hai fatto?
La morte non mi rispose.
La mia bambina tranquilla,
restò dolente il mio cuore.
Ahi, quel che ha rotto la morte.
ANTONIO MACHADO - Parabole
C'era un bimbo che sognava
un cavallo di cartone.
Aprì gli occhi quel bimbo
ma non vide il cavallino.
Un bianco cavallino
il bimbo tornò a sognare:
l'afferrava per il crine...
Ora non mi scapperai!
Ma come l'ebbe afferrato,
il bimbo si risvegliò.
Teneva il pugno chiuso.
Restò il bimbo tutto serio
al pensar che non è vero
un cavallino sognato.
E mai più tornò a sognare.
Diventò giovane il bimbo
e diceva alla sua amata:
Tu sei sogno o realtà?
Quando il giovane fu vecchio
pensava: ma tutto è sogno,
il cavallino sognato
e il cavallino vero.
E quando venne la morte,
il vecchio domandava
al cuore: Anche tu sei sogno?
E chi sa se si svegliò?
ANTONIO MACHADO - MORIRE...CADERE, GOCCIA
Morire... Cadere, goccia
di mare, nel mare immenso?
O essere chi non fui mai:
privo dell’ombra e del sogno,
un solitario che avanza
senza una via, senza specchio.
ANTONIO MACHADO - SE IO FOSSI UN POETA
Se io fossi un poeta
galante, canterei
agli occhi vostri un canto così puro
come sul marmo bianco l'acqua chiara.
E in una strofa d'acqua
tutto il canto direbbe:
"So già che non rispondono ai miei occhi,
che vedono e guardando nulla chiedono,
i vostri chiari; hanno i vostri occhi
la calma buona luce,
luce del mondo in fiore, che un mattino
ho visto dalle braccia di mia madre.
ANTONIO MACHADO - Primaverile
Nuvole, sole, prato verde e case
sull'altura, confusi. Primavera
ha messo nell'aria fredda dei campi
la grazia di quei pioppi lungo l'argine.
Dalla valle i sentieri vanno al fiume:
là, sul ciglio dell'acqua, amore aspetta.
Per te indossano i campi questa veste
di giovane, oh invisibile compagna?
E quest'odore del faveto al vento?
E quella prima bianca margherita?
Sei con me dunque? Nella mano sento
un doppio battito e il cuore mi grida
e nelle tempie mi assorda il pensiero:
sì, sei tu che fiorisci, che resusciti.
********************************
Si è squarciata la nube; ecco nel cielo
l'arcobaleno brilla,
s'avviluppa la terra
in un fanale di pioggia e di luce.
Fui desto. Ma chi offusca
i magici cristalli del mio sogno?
Mi palpitava il cuore
attonito e smarrito.
Il limoneto in fiore
del giardino, i cipressi
il verde prato, il sole, l'acqua, l'iride...
l'acqua nei tuoi capelli!
E tutto si perdeva nel ricordo
come una bolla di sapone al vento.
*****************
Un giorno mi sorprese la primavera
che In tutti i campi intorno sorrideva.
Verdi foglie in germoglio
gialle rigonfie gemme delle fronde,
fiori gialli, bianchi e rossi davano
varietà di toni al paesaggio.
E il sole
sulle fronde tenere
era una pioggia di raggi d'oro;
nel sonoro scorrere del fiume ampio
si specchiavano
argentei e sottili i pioppi.
CULTURA & SVAGO