BERTOLT BRECHT
POESIE DI BERTOLT BRECHT
LA GUERRA CHE VERRA'
Non è la prima. Prima
ci sono state altre guerre.
Alla fine dell'ultima
c'erano vincitori e vinti.
Fra i vinti la povera gente
faceva la fame. Fra i vincitori
faceva la fame la povera gente ugualmente.
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La memoria dell'umanità per le sofferenze patite è meravigliosamente breve. La sua immaginazione per le sofferenze a venire è quasi minore ancora. Contro questa insensibilità dobbiamo combattere. BERTOLT BRECHT
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FREDERICK SANDYS - Laurel Wreath_ frederick Sandys
Non ti ho mai amata tanto
Non ti ho mai amata tanto, ma soeur,
come quando ti ho lasciata in quel tramonto.
Il bosco m'inghiottì, il bosco azzurro, ma soeur,
sopra stavano sempre le pallide costellazioni dell'Occidente.
Non risi neppure un poco, per niente, ma soeur,
io che per gioco andavo incontro a oscuro destino -
mentre i volti dietro di me lentamente
sbiadivano nella sera del bosco azzurro.
Tutto era bello in questa sera unica, ma soeur,
non fu mai così dopo nè prima -
certo: ora mi restavano solo i grandi uccelli
che a sera, nel cielo oscuro, hanno fame.
L'analfabeta politico
Il peggiore analfabeta è l’analfabeta politico.
Egli non sente,
non parla, nè s’importa degli avvenimenti politici.
Egli non sa che il costo della vita,
il prezzo dei fagioli,
del pesce,
della farina,
dell’affitto,
delle scarpe
e delle medicine dipendono
dalle
decisioni
politiche.
L’analfabeta politico è così
somaro che si vanta e si gonfia il petto
dicendo che odia la politica.
Non sa l’imbecille
che dalla sua ignoranza politica
nasce la prostituta,
il bambino abbandonato,
l’assaltante,
il peggiore di tutti i banditi,
che è il politico imbroglione,
il mafioso corrotto,
il lacchè delle imprese
nazionali
e
multinazionali.
Anno per anno
1.
Ora nella notte che io ti amo
bianche nubi stanno nel cielo, silenziosamente,
e le acque scrosciano sopra i sassi
e il vento ha un brivido fra le erbe secche.
2.
Scorrono in declivio bianche
acque anno per anno.
E nel cielo le nubi
eternamente stanno.
3.
Più tardi, negli anni solitari,
nuvole, bianche, si vedranno sempre.
E le acque udremo scrosciare sui sassi
e il vento avrà un brivido fra le erbe secche.
Il postero
Lo confesso: io
non ho nessuna speranza.
I ciechi parlano di una via d'uscita. Io
ci vedo.
Quando gli errori sono esauriti
siede come ultimo compagno
di fronte a noi il nulla.
FREDERICK SANDYS - May Margaret 1865
Scoperta in una giovane donna
Congedo indifferentemente del mattino, una donna
fredda, sulla porta socchiusa, squadra con occhi freddi.
Allora vidi: nei suoi capelli il grigio di una ciocca,
ad andare non potevo più decidermi.
Senza parlare afferrai il suo petto e quando chiese
perché io, ospite notturno, trascorsa la nottata,
non volevo andarmene, come ci si aspettava,
la guardai con franchezza e le risposi:
E' soltanto in una notte, io voglio restare
ma tu sfrutta il tuo tempo; non è una cosa bella
che te ne stia così in mezzo alla porta.
E fa' che sia più svelto il nostro ragionare
perché noi ci scordammo che passa la tua ora.
E la voglia dei sensi mi tolse la favella.
RENOIR
I BAMBINI GIOCANO
I bambini giocano alla guerra.
E' raro che giochino alla pace
perché gli adulti
da sempre fanno la guerra,
tu fai "pum" e ridi;
il soldato spara
e un altro uomo
non ride più.
E' la guerra.
C'è un altro gioco
da inventare:
far sorridere il mondo,
non farlo piangere.
Pace vuol dire
che non a tutti piace
lo stesso gioco,
che i tuoi giocattoli
piacciono anche
agli altri bimbi
che spesso non ne hanno,
perché ne hai troppi tu;
che i disegni degli altri bambini
non sono dei pasticci;
che la tua mamma
non è solo tutta tua;
che tutti i bambini
sono tuoi amici.
E pace è ancora
non avere fame
non avere freddo
non avere paura.
è fiorito un fiore
stanotte nel timore
che gli sfuggisse maggio.
Non ci contavo ormai,
lo davo per spacciato
al mio sguardo, inutile.
Quasi l'avrei tagliato.
Ricordo di Marie A.
Un giorno di settembre, il mese azzurro,
tranquillo sotto un giovane susino
io tenni l'amor mio pallido e quieto
tra le mie braccia come un dolce sogno.
E su di noi nel bel cielo d'estate
c'era una nube ch'io mirai a lungo:
bianchissima nell'alto si perdeva
e quando riguardai era sparita.
E da quel giorno molte molte lune
trascorsero nuotando per il cielo.
Forse i susini ormai sono abbattuti:
Tu chiedi che ne è di quell'amore?
Questo ti dico: più non lo ricordo.
E pure certo, so cosa intendi.
Pure il suo volto più non lo rammento,
questo rammento: l'ho baciato un giorno.
Ed anche il bacio avrei dimenticato
senza la nube apparsa su nel cielo.
Questa ricordo e non potrò scordare:
era molto bianca e veniva giù dall'alto.
Forse i susini fioriscono ancora
e quella donna ha forse sette figli,
ma quella nuvola fiorì solo un istante
e quando riguardai sparì nel vento.
PICASSO - Blue nude
Poesia attribuita a BERTOLT BRECHT
Prima di tutto vennero a prendere gli zingari
e fui contento, perché rubacchiavano.
Poi vennero a prendere gli ebreie stetti zitto,
perché mi stavano antipatici.
Poi vennero a prendere gli omosessuali,
e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi.
Poi vennero a prendere i comunisti,
ed io non dissi niente, perché non ero comunista.
Un giorno vennero a prendere me,
e non c'era rimasto nessuno a protestare.
BERTOLT BRECHT
Chi sta in alto dice:
pace e guerra sono di essenza diversa.
La loro pace e la loro guerra
son come vento e tempesta.
La guerra cresce dalla loro pace
come il figlio dalla madre.
Ha in faccia
i suoi lineamenti orridi.
La loro guerra uccide
quel che alla loro pace
è sopravvissuto.
BERTOLT BRECHT - Lode della dialettica
L'ingiustizia oggi cammina con passo sicuro.
Gli oppressori si fondano su diecimila anni.
La violenza garantisce: com'è, così resterà.
Nessuna voce risuona tranne la voce di chi comanda
e sui mercati lo sfruttamento dice alto: solo ora io comincio.
Ma fra gli oppressi molti dicono ora:
quel che vogliamo, non verrà mai.
Chi è ancora vivo non dica: mai!
Quel che è sicuro non è sicuro.
Com'è, così non resterà.
Quando chi comanda avrà parlato
parleranno i comandati.
Chi osa dire: mai?
A chi si deve, se dura l'oppressione? A noi.
A chi si deve, se sarà spezzata? Sempre a noi.
Chi viene abbattuto, si alzi!
Chi è perduto, combatta!
Chi ha conosciuta la sua condizione, come lo si potrà fermare?
Perché i vinti di oggi sono i vincitori di domani
e il mai diventa: oggi!
Lode della dimenticanza
Buona è la dimenticanza!
Come potrebbe altrimenti il figlio
lasciare la madre che lo ha allattato? che gli infuse
forza nelle membra e lo trattiene dall'esercitarla.
O come potrebbe l'allievo lasciare il maestro
che gli ha dato il sapere?
Ricevuto il sapere l'allievo
deve cercarsi la sua strada.
Nuovi inquilini occupano
la vecchia casa.
Se ci fosse ancora chi l'ha costruita
la casa sarebbe troppo stretta.
La stufa scalda, è dimenticato
chi l'ha fatta.
L'aratore non riconosce la pagnotta.
Come si alzerebbe l'uomo di mattina
senza l'oblio della notte che le tracce cancella?
Come potrebbe uno, abbattuto sei volte, alzarsi la settima
e rivoltare la terra sassosa,tentare
i pericoli del cielo?
Una memoria debole
dà forza all'uomo.
Lode dell'imparare
Impara la cosa più semplice!
Per quelli il cui tempo è venuto
non è mai troppo tardi!
impara l'abc: non basta è vero,
ma imparalo! Non avvilirti!
Comincia! Devi sapere tutto!
Tocca a te prendere il potere.
Impara, uomo all'ospizio!
Impara, uomo in prigione!
Impara, donna in cucina!
Impara sessantenne!
Tocca a te prendere il potere!
Frequenta la scuola, senzatetto!
Procurati sapere tu che hai freddo!
Affamato, impugna il libro: è un'arma.
Tocca a te prendere il potere.
Compagno, non temere di chiedere!
Non dar credito a nulla,
Controlla tu stesso!
Quello che non sai di tua scienza
in realtà non lo sai.
Verifica il conto:
tocca a te pagarlo.
Poni il dito su ogni voce,
chiedi cosa significa
Tocca a te prendere il potere.
vado al mercato dove si comprano menzogne.
Pieno di speranza,
mi metto in fila in mezzo ai venditori.
BERTOLT BRECHT (canzoni, ballate, poesie)
Aria del Dio della felicità
Mi fai spuntare le lacrime, fratello,
vedo che la vita non è allegra
Ecco una mela: io ne possiedo tre,
perciò una la regalo a te.
Non ci vedo niente di eccezionale:
e l’uno e l’altro possiamo vivere.
Solo i semi, promettimelo,
avido non inghiottirli,
sputali invece a terra
prima che mi allontani.
E se poi cresce un melo
dentro il mio campicello
vieni a prenderti i frutti:
è il tuo albero quello!
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Voi che alla retta via ci esortate
e ad evitare il fango del peccato
prima di tutto fateci mangiare
e poi parlate pure a perdifiato.
Voi che alla vostra ciccia tenete e al nostro onore,
date ascolto, sappiatelo, è così:
solo saziato l'uomo può farsi migliore!
Pochi discorsi, il punto è tutto qui.
Della gran forma di pane, una fetta
anche ai reietti e ai poverelli spetta.
Ahimè, di cosa vive l'uomo? Solo assaltando
gli uomini, torturando, depredando, sbranando.
Nel mondo l'uomo è vivo solo ad un patto:
se può scordar che a guisa d'uomo è fatto.
Signori, fate a meno d'imposture:
l'uomo vive di infamie e di brutture!
Voi che dite alle donne quando possono
alzare le gonne e stralunare gli occhi,
prima di tutto fateci mangiare,
poi se volete, potrete parlare.
Voi che godete a spese del nostro disonore,
date ascolto, sappiatelo, è così:
solo saziato l'uomo può farsi migliore.
Pochi discorsi, il punto è tutto qui.
Della gran forma di pane, una fetta
anche ai reietti e ai poverelli spetta.
Ahimè, di cosa vive l'uomo? Solo assaltando
gli uomini, torturando, depredando, sbranando.
Nel mondo l'uomo è vivo solo ad un patto:
se si può scordar che a guisa d'uomo è fatto.
Signori fate a meno d'imposture:
l'uomo vive d'infamie e di brutture!
BERTOLT BRECHT
Mi siedo al margine della strada.
Il guidatore cambia la ruota.
Non sono contento di dove vengo.
Non sono contento di dove vado.
Perchè allora guardo il cambio della ruota con impazienza?
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Quello che amo
Mi ha detto
Che ha bisogno di me
Per questo ho cura di me stesso
guardo dove cammino e
temo che ogni goccia di pioggia
mi possa uccidere.
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Non lasciatevi sedurre!
Non c'è nessun ritorno.
Il giorno sta alle porte;
potete già sentire vento di notte
non verrà più nessun mattino.
Non lasciatevi ingannare!
Che è poca la vita.
Bevetela a rapide sorsate!
Non vi sarà bastata
quando dovrete abbandonarla.
Non lasciatevi consolare!
Non avete molto tempo!
Lasciate il marciume a chi è redento!
La vita è il bene più grande:
dopo, non sarà più vostra.
Non lasciatevi sedurre
da fatica e logoramento.
Che cosa vi può ancora spaventare?
Morite con tutte le bestie
e non viene niente dopo.
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Tempi brutti per la poesia
Sì, lo so: solo il felice
È amato. La sua voce
È ascoltata con piacere. La sua faccia è bella.
L'albero deforme nel cortile
È frutto del terreno cattivo, ma
Quelli che passano gli danno dello storpio
E hanno ragione.
Le barche verdi e le vele allegre della baia
Io non le vedo. Soprattutto
Vedo la rete strappata del pescatore.
Perché parlo solo del fatto
Che la colona quarantenne cammina in modo curvo?
I seni delle ragazze
Sono caldi come sempre.
Una rima in una mia canzone
Mi sembrerebbe quasi una spavalderia.
In me si combattono
L'entusiasmo per il melo in fiore
E il terrore per i discorsi dell'imbianchino.
Ma solo il secondo
Mi spinge alla scrivania.
Diamo acqua anche alle male erbe
Diamo acqua anche alle male erbe
Oh bello innaffiare il giardino, per far coraggio al verde!
Dar acqua agli alberi assetati! Dai più che basti
e non dimenticare i cespugli delle siepi, perfino
quelli che non dàn frutto, quelli esausti
e avari. E non perdermi di vista,
in mezzo ai fiori, le male erbe, che hanno
sete anche loro. Non bagnare solo
il prato fresco o solo quello arido:
anche la terra nuda tu rinfrescala
A coloro che verranno
Veramente, vivo in tempi bui!
La parola disinvolta è folle. Una fronte liscia
indica insensibilità. Colui che ride
probabilmente non ha ancora ricevuto
la terribile notizia.
Che tempi sono questi in cui
un discorso sugli alberi è quasi un reato
perché comprende il tacere su così tanti crimini!
Quello lì che sta tranquillamente attraversando la strada
forse non è più raggiungibile per i suoi amici
che soffrono?
È vero: mi guadagno ancora da vivere
ma credetemi: è un puro caso. Niente
di ciò che faccio mi da il diritto di saziarmi.
Per caso sono stato risparmiato.
(Quando cessa la mia fortuna sono perso.)
Mi dicono: "Mangia e bevi! Accontentati perché hai!"
Ma come posso mangiare e bere se
ciò che mangio lo strappo a chi ha fame, e
il mio bicchiere di acqua manca a chi muore di sete?
Eppure mangio e bevo.
Mi piacerebbe anche essere saggio.
Nei vecchi libri scrivono cosa vuol dire saggio:
tenersi fuori dai guai del mondo e passare
il breve periodo senza paura.
Anche fare a meno della violenza
ripagare il male con il bene
non esaudire i propri desideri, ma dimenticare
questo è ritenuto saggio.
Tutto questo non mi riesce:
veramente, vivo in tempi bui!
Voi, che emergerete dalla marea
nella quale noi siamo annegati
ricordate
quando parlate delle nostre debolezze
anche i tempi bui
ai quali voi siete scampati.
Camminavamo, cambiando più spesso i paesi delle scarpe,
attraverso le guerre delle classi, disperati
quando c'era solo ingiustizia e nessuna rivolta.
Eppure sappiamo:
anche l'odio verso la bassezza
distorce i tratti del viso.
Anche l'ira per le ingiustizie
rende la voce rauca. Ah, noi
che volevamo preparare il terreno per la gentilezza
noi non potevamo essere gentili.
Ma voi, quando sarà venuto il momento
in cui l'uomo è amico dell'uomo
ricordate noi
con indulgenza.
(1939)
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Ho sentito che non volete imparare niente.
Deduco: siete milionari.
Il vostro futuro è assicurato – esso è
Davanti a voi in piena luce. I vostri genitori
Hanno fatto sì che i vostri piedi
Non urtino nessuna pietra. Allora non devi
Imparare niente. Così come sei
Puoi rimanere.
E se, nonostante ciò, ci sono delle difficoltà, dato che i tempi,
Come ho sentito, sono insicuri
Hai i tuoi capi che ti dicono esattamente
Ciò che devi fare affinché stiate bene.
Essi hanno letto i libri di quelli
Che sanno le verità
Che hanno validità in tutti i tempi
E le ricette che aiutano sempre.
Dato che ci sono così tanti che pensano per te
Non devi muovere un dito.
Però, se non fosse così
Allora dovresti studiare..
GENERALE
Generale, il tuo carro armato è una macchina potente.
Spiana un bosco e sfracella cento uomini.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un carrista.
Generale, il tuo bombardiere è potente.
Vola più rapido di una tempesta e porta più di un elefante.
Ma ha un difetto:
ha bisogno di un meccanico.
Generale, l'uomo fa di tutto.
Può volare e può uccidere.
Ma ha un difetto:
può pensare.
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