CATULLO - CARMI
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Odio e amo.
Come sia non so dire.
Ma tu mi vedi qui crocifisso
al mio odio ed amore.
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Mi chiedi, Lesbia, quanti tuoi baci
bastino per saziare la mia voglia di te.
Quanti sono i granelli di sabbia africana
che è sparsa in cirene ricca di silfio,
tra l'oracolo torrido di giove
e il sacro sepolcro dell'antico batto;
o quante stelle nella notte silente
spiano gli amori furtivi degli uomini:
questo è il numero di baci
che vuole Catullo, pazzo di te.
Che i curiosi non possono contarli
né una lingua maligna maledirli.
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Viviamo mia Lesbia e amiamo,
e ogni mormorio dei vecchi perfidi
abbia per noi il peso della più vile moneta.
I giorni possono morire e risorgere
noi, tramonta la nostra breve luce.
Dovremo dormire una notte infinita.
Dammi mille baci, e quindi cento,
poi dammene altri mille e altri cento
ancora. E quando ne avremo a migliaia
li confonderemo, per non sapere,
perché nessuno getti
il malocchio invidioso
per un così alto numero di baci.