* * * * Charles Bukowski * * * *
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La gente è il più grande spettacolo del mondo. E non si paga il biglietto.
CHARLES BUKOWSKI
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DELPHIN ENJOLRAS - La toilette
CHARLES BUKOWSKI - Le ragazze
Contemplo
lo stesso
paralume
da
5 anni
e s'è coperto
d'una polvere da scapolo
e
le ragazze che entrano qui
sono troppo
indaffarate
per pulirlo
Ma io non ci bado
anch'io sono stato troppo
indaffarato
per accorgermi
finora
Che la luce
balugina
fioca
dietro questi
5 anni
di vita.
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Scrivere poesie non è difficile. Difficile è viverle.
CHARLES BUKOWSKI
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FRANK DICKSEE - Confessione
*Confessione
Aspettando la morte
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che aspetta di nascere. CHARLES BUKOWSKI
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FRANZ VON STUCK
Charles Bukowski - *Fuori posto
Brucia all’inferno questa parte di me
che non si trova bene in nessun posto
mentre le altre persone trovano cose
da fare nel tempo che hanno
posti dove andare insieme
cose da dirsi.
Io sto bruciando all’inferno
da qualche parte nel nord del Messico.
Qui i fiori non crescono.
Non sono come gli altri
gli altri sono come gli altri.
Si assomigliano tutti:
si riuniscano
si ritrovano
si accalcano
sono allegri e soddisfatti
e io sto bruciando all’inferno.
Il mio cuore ha mille anni.
Non sono come gli altri.
Morirei nei loro prati da picnic
soffocato dalle loro bandiere
indebolito dalle loro canzoni
non amato dai loro soldati
trafitto dal loro umorismo
assassinato dalle loro preoccupazioni.
Non sono come gli altri.
Io sto bruciando all’inferno.
L’inferno di me stesso.
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Ognuno di noi ha i suoi inferni, si sa. Ma io ero in testa, di tre lunghezze
sugli inseguitori. CHARLES BUKOWSKI
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ALPHONSE MUCHA - Notte di primavera
*SOLO TU
nessuno può salvarti se non
tu stesso.
sarai continuamente messo
in situazioni praticamente
impossibili.
ti metteranno continuamente alla prova
con sotterfugi, inganni e
sforzi
per farti capitolare, arrendere e/o morire silenziosamente
dentro.
nessuno può salvarti se non
tu stesso
e sarà abbastanza facile fallire
davvero facilissimo
ma non farlo, non farlo, non farlo.
guardali e basta.
ascoltali.
vuoi diventare così?
un essere
senza volto, senza cervello, senza cuore?
vuoi provare
la morte prima della morte?
nessuno può salvarti se non
tu stesso
e vale la pena di salvarti.
è una guerra non facile da vincere
ma se c'è qualcosa che vale la pena vincere
è questa.
pensaci su
pensa al fatto di salvare il tuo io.
il tuo io spirituale.
il tuo io viscerale.
il tuo io magico che canta e
il tuo io belllissimo.
salvalo.
non unirti ai morti-di-spirito.
mantieni il tuo io
con umorismo e benevolenza
e alla fine
se necessario
scommetti sulla tua vita mentre combatti, fottitene
del prezzo.
fallo!fallo!
allora saprai esattamente di cosa
sto parlando.
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Passai accanto a duecento persone e non riuscii a vedere un solo
essere umano. CHARLES BUKOWSKI
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Sprecare la vita - Charles Bukowski
per tacere di un bravo ragazzo
qualunque ( me)
e il peggio è che chi
si lamenta
nemmeno si accorge di farlo
a meno che non glielo dici
e perfino se glielo dici
non ci crede.
E così non si conclude
niente
ed è solo un altro giorno
sprecato,
preso a calci,
mutilato
mentre il Buddha
siede nell'angolo
e sorride.
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Pensate a tutti i milioni di persone che vivono insieme anche se non gli piace, odiano il lavoro ma hanno paura di perderlo, non c'è da meravigliarsi se hanno la faccia che hanno. CHARLES BUKOWSKI
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MATISSE - La danza
Charles Bukowski - Voi sapete e io so e tu sai
Voi sapete e io so e tu sai
che quando la tendina gialla si strappa
quando il gatto balza inferocito
quando il vecchio barista si appoggia al bancone
quando il colibrì dorme
voi sapete e io so e tu sai
quando i carri armati si esercitano su finti campi di battaglia
quando lasci correre le gomme in autostrada
quando il nano ubriaco di bourbon a buon mercato la notte
-piange solo
quando i tori vengono allevati con cura per i matador
quando l'erba ti guarda e gli alberi ti guardano
quando il mare racchiude creature immense e vere
voi sapete e io so e tu sai
la tristezza e la gloria di due pantofole sotto un letto
la danza del tuo cuore che balla col tuo sangue
le fanciulle amorose che prima o poi odieranno gli specchi
fare gli straordinari all'inferno
pranzare con un'insalata andata a male
voi sapete e io so e tu sai
la fine per come la conosciamo adesso
sembra uno squallido imbroglio dopo una squallida agonia ma
voi sapete e io so e tu sai
la gioia che a volte spunta da non si sa dove
sorgendo come un falco che vaga nell'impossibilità
voi sapete e io so e tu sai
la strabica pazzia dell'euforia assoluta
sappiamo che alla fine non siamo stati truffati
voi sapete e io so e tu sai
quando guardiamo le nostre mani i nostri piedi le nostre vite
-la nostra strada
il colibrì addormentato
la morte assassinata dagli eserciti
il sole che ti mangia mentre lo guardi
voi sapete e io so e tu sai
sconfiggeremo la morte.
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ADOLPH MENZEL
*al limite
una stanza piena di fumo al limite, è sempre
stata una stanza piena di fumo al
limite.
il limite non se ne va mai.
a volte lo capisci
meglio,
a volte gli parli addirittura, potresti
dirgli: "ciao, vecchio mio"
ma è privo di senso dell'umorismo, ti colpisce dritto allo
stomaco, dicendoti:
"questa è una faccenda seria, sono qui per
ucciderti o per farti impazzire".
"va bene" rispondi "ho
capito".
stasera questa stanza è piena di fumo
e sono solo
mentre ascolto il silenzio,
sono stanco di aspettare la vita,
ci ha messo così tanto ad arrivare e un attimo ad
andarsene,
le strade e le città sono vuote,
l'amore è su un maledetto crocifisso
e la morte ride nella stanza
alle mie spalle.
al limite, al limite, al limite.
è così triste: i fiori stanno ancora cercando
di compiacermi,
il sole urla il mio nome,
ma il coraggio mi abbandona
mentre gli animali guardano avanti con occhi
spalancati.
questa stanza piena di fumo.
un tappeto macchiato.
qualche libro.
uno o due quadri.
una sedia rotta.
un vecchio uomo stamco.
debiti postergati.
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JEAN BERAUD - Le bal mabile
PIOGGIA
Un'orchestra sinfonica.
scoppia un temporale,
stanno suonando un'overture di Wagner
la gente lascia i posti sotto gli alberi
e si precipita nel padiglione
le donne ridendo, gli uomini ostentatamente calmi,
sigarette bagnate che si buttano via,
Wagner continua a suonare, e poi sono tutti
al coperto. vengono persino gli uccelli dagli alberi
ed entrano nel padiglione e poi c'è la Rapsodia
Ungherese n. 2 di Liszt, e piove ancora, ma guarda,
un uomo seduto sotto la pioggia
in ascolto. il pubblico lo nota. si voltano
a guardare. l'orchestra bada agli affari
suoi. l'uomo siede nella notte nella pioggia,
in ascolto. deve avere qualcosa che non va,
no?
è venuto a sentire
la musica.
MATISSE - Gioia di vivere
Dolce musica
E' meglio dell’amore perché non
ti ferisce: al mattino
lei accende la radio, Brahms o Ives
o Stravinskij o Mozart. Fa bollire le
uova contando a voce alta i secondi: 56,
57, 58... le pela,
me le porta a letto. Dopo colazione sulla
stessa sedia ascolta musica
classica, è al primo scotch
e alla terza sigaretta. Le dico
che devo andare alle corse. E' qui
da circa 2 notti e 2 giorni. «Quando
ti rivedo? » chiedo. Insinua che
dipenda da me. Annuisco
e alla radio c’è Mozart.
REPIN - Studente nichilista 1883
Un tempo
quando avevo 16 anni
c'era solo qualche scrittore
a darmi speranza
e conforto.
A mio padre non piacevano
i libri e
a mia madre neppure
(perché non piacevano al babbo)
specie i libri che prendevo io
in biblioteca:
D.H. Lawrence
Dostoevskij
Turgenev
Gorkij
A. Huxley
Sinclair Lewis
e altri.
Avevo la mia camera da letto
ma alle 8 di sera
bisognava filare tutti a nanna:
"il mattino ha l'oro in bocca,"
diceva mio padre.
poi gridava:
"LUCI SPENTE!".
Allora mettevo la lampada
sotto le coperte
e continuavo a leggere
sotto la luce calda e nascosta:
Ibsen
Shakespeare
Čechov
Jeffers
Thurber
Conrad Aiken
e altri.
Mi offrivano una opportunità e qualche speranza
in un posto senza opportunità
speranza,
sentimento.
me la guadagnavo.
Faceva caldo sotto le coperte.
Qualche volta fumavano le lenzuola
allora spegnevo la lampada,
la tenevo fuori per
raffreddarla.
Senza quei libri
non sono del tutto sicuro
di cosa sarei diventato:
delirante;
parricida;
idiota;
buonannulla.
Quando mio padre gridava
"LUCI SPENTE!"
Son sicuro che lo terrorizzava
la parola ben tornita
e immortalata
una volta per tutte
nelle pagine migliori
della nostra più bella
letteratura.
Ed essa era lì
per me
vicina a me
sotto le coperte
più donna di una donna
più uomo di un uomo.
Era tutta per me
e io
la presi.
VITTORIO CORCOS - La morfinomane
*Il cuore che ride
La tua vita è la tua vita.
Non lasciare che le batoste la sbattano
nella cantina dell'arrendevolezza.
Stai in guardia.
Ci sono delle uscite.
Da qualche parte c'è luce.
Forse non sarà una gran luce ma
la vince sulle tenebre.
Stai in guardia.
Gli Dei ti offriranno delle occasioni.
Riconoscile, afferrale.
Non puoi sconfiggere la morte ma
puoi sconfiggere la morte
in vita,
qualche volta.
E più impari a farlo
di frequente,
più luce ci
sarà.
La tua vita è la tua vita.
Sappilo finché
ce l'hai.
Tu sei meraviglioso
gli Dei aspettano di compiacersi in te.
PAUL CEZANNE - Ragazzo dal gilet rosso
*Dove ero finito?
Non sapevo da dove venissi
o dove stessi
andando.
Ero perso.
Mi ritrovavo seduto
in strani ingressi
per ore,
senza pensare
semza muovermi
finché mi chiedevano
di andarmene.
Non voglio dire che ero
idiota o
stupido.
Quello che voglio dire è che
ero senza
interessi.
Non me ne fregava niente se cercavate
di uccidermi.
Non vi avrei fermato.
Stavo vivendo un esistenza che
non significava niente per
me.
Trovavo posti dove stare.
Stanzette in affitto. Bar. Prigioni.
Sonno e indifferenza sembravano
le uniche
possibilità.
Tutto il resto sembrava
privo di senso.
Una volta rimasi tutta la notte a guardare
il Mississipi.
Non so perché.
Il fiume scorreva lì accanto e
l'unica cosa che ricordo è che
puzzava.
Mi sembrava sempre di essere
su una corriera
che attraversava il paese
diretta
da qualche parte.
A guardare fuori da un finestrino
sporco
il nulla
assoluto.
Sapevo sempre esattamente quanti
soldi avevo
con me.
Per esempio:
un biglietto da cinque e due da uno
nel portafoglio
una moneta da venticinque, una da dieci e una
da due centesimi nella tasca
destra davanti.
Non avevo voglia di parlare
con nessuno e non volevo che nessuno
mi parlasse.
Ero considerato un
disadattato e un tipo
strambo.
Mangiavo pochissimo ma
ero incredibilmente
forte.
Una volta, quando lavoravo in una fabbrica
dei ragazzotti giovani, strafottenti,
stavano cercando di sollevare un pezzo
di macchinario pesante
dal pavimento.
Non ci riusciva nessuno.
"Ehi, Hank, provaci tu!" Dissero
ridendo.
Mi avvicinai, lo sollevai,
lo rimisi a terra,
tornai al
lavoro.
Mi valse il loro rispetto
non so perché
ma io non lo
volevo.
A volte abbassavo
le tapparelle nella mia stanza
e me ne stavo a letto per una
settimana o più.
Ero in uno strano viaggio
ma era
privo di senso.
Non avevo idee.
Non avevo progetti.
Dormivo.
Non facevo altro che dormire
e aspettare.
Non mi sentivo solo.
Non soffrivo di vittimismo.
Ero solo invecchiato in una
vita nella quale
non riuscivo a trovare alcun
senso.
Allora ero
un giovanotto di
mille anni.
Adesso sono un vecchio
che aspetta di rinascere.
Un uccello azzurro
vuole uscire
ma con lui sono inflessibile,
gli dico: rimani dentro, non voglio
che nessuno ti
veda.
nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io gli verso addosso whisky e aspiro
il fumo delle sigarette
e le puttane e i baristi
e i commessi del droghiere
non sanno che
lì dentro
c'è lui
nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io con lui sono inflessibile,
gli dico:
rimani giù, mi vuoi fare andar fuori
di testa?
vuoi mandare all'aria tutto il mio
lavoro?
vuoi far saltare le vendite dei miei libri in
Europa?
nel mio cuore c'è un uccello azzurro che
vuole uscire
ma io sono troppo furbo, lo lascio uscire
solo di notte qualche volta
quando dormono tutti.
gli dico: lo so che ci sei,
non essere
triste
poi lo rimetto a posto,
ma lui lì dentro un pochino
canta, mica l'ho fatto davvero
morire,
dormiamo insieme
così col nostro
patto segreto
ed è così grazioso da
far piangere
un uomo, ma io non
piango, e
voi?
la tragedia delle foglie
mi destai alla siccità e le felci erano morte,
le piante in vaso gialle come grano;
la mia donna era sparita
e i cadaveri dissanguati delle bottiglie vuote
mi cingevano con la loro inutilità;
c'era ancora un bel sole, però,
e il biglietto della padrona ardeva d'un giallo caldo
e senza pretese; ora quello che ci voleva
era un buon attore, all'antica, un burlone capace di scherzare
sull'assurdità del dolore; il dolore è assurdo
perché esiste, solo per questo;
sbarbai accuratamente con un vecchio rasoio
l'uomo che un tempo era stato giovane e,
così dicevano, geniale; ma
questa è la tragedia delle foglie,
le felci morte, le piante morte;
ed entrai in una sala buia
dove stava la padrona di casa
insultante e ultimativa,
mandandomi all'inferno,
mulinando i braccioni sudati
e strillando
strillando che voleva i soldi dell'affitto
perché il mondo ci aveva tradito
tutt'e due.
PIERO MARUSSIG - Venere addormentata
*Sì sì
Quando Dio creò l'amore non ci ha aiutato molto
quando Dio creò i cani non ha aiutato molto i cani
quando Dio creò le piante fu una cosa nella norma
quando Dio creò l'odio ci ha dato una normale cosa utile
quando Dio creò Me creò Me
quando Dio creò la scimmia stava dormendo
quando creò la giraffa era ubriaco
quando creò i narcotici era su di giri
e quando creò il suicidio era a terra
Quando creò te distesa a letto
sapeva cosa stava facendo
era ubriaco e su di giri
e creò le montagne e il mare e il fuoco
allo stesso tempo
Ha fatto qualche errore
ma quando creò te distesa a letto
fece tutto il Suo Sacro Universo.
FRAGONARD - La lettera
POSTA
la posta aumenta.
lettere su lettere per dirmi
che grande scrittore
che sono,
e poesie, romanzi, novelle,
racconti, ritratti.
qualcuno chiede solo un autografo,
un disegno, una parola.
altri propongono una corrispondenza
permanente.
io leggo tutto, butto tutto,
faccio i miei
affari.
so bene che nessuno è
un"grande"scrittore.
può esserlo
stato,
ma scrivere è un'impresa
che ricomincia da capo
ogni volta
e tutti gli elogi,
i sigari, le bottiglie
di vino inviate
in tuo onore
non garantiscono
come sarà la riga successiva,
e soltanto quella conta,
il passato è
inutile,
siede sulle ginocchia
degli dei
mentre i secoli
svaniscono
nel loro marcio
celere
sfarzo.
Non ho più voglia di innamorarmi,
solo al pensiero di una che senza un vero mot...ivo
mi invade e tutto distrugge.
E io lì sempre quello che ama di più..
e poi tutte le stronzate.. il pensarti..
il voler volere.. il voglio.. ti voglio.. ancora..
No! Non ho voglia di innamorarmi.. e di perdermi..
ho solo voglia di Te.
Quando vedo quei cowboy che vanno in autostrada
con il loro pick-up rosso fiammante
diciamo
un giorno di sole di marzo
con un bel cane
(o dei cani)
slegati e sobbalzanti sul
pianale
mi viene da chiedermi, con
che filosofia vivono e quale
seguono,
quali nobili sentimenti
li muovono,
e quando mi accosto per
dare un'occhiata
prima agli animali impauriti
e poi ai loro padroni incuranti,
non sono mai preparato
all'eccesso di
rabbia
che mi monta dentro,
una disperazione dello spirito
talmente forte che
la percepisco
come qualcosa di
fisico,
come una mazzata
su stomaco, testa e
mente, e
allora capisco perché
ho avuto tanti guai
nelle fabbriche
nei bar
alle feste
i picnic
a ogni riunione della
gente,
grande o piccola:
quella gente non è altro che
braccia, gambe, teste, orecchie, occhi, parti
vuote
cucite insieme
senza
alcun significato dentro.
Non c'è proprio niente che gli si
possa dire e
imprecargli contro sarebbe
come
sparare in un mucchio di
merda.
Gli animali schiacciati che vedo
lasciati sul ciglio
dll'autostrada
già morti o morenti -
non li lasceremmo mica degli uomini
così
a spirare e marcire al sole,
ci ricorderebbe
troppo
delle nostre deboli morti a venire
che
il più delle volte
passato il funerale
sono di gran lunga
più farsesche che
profonde.
Sii gentile
Ci viene sempre chiesto
di comprendere l'altrui
punto di vista
non importa quanto sia
antiquato
stupido o
disgustoso.
Uno dovrebbe
guardare
agli errori degli altri
e alle loro vite sprecate
con
gentilezza,
specialmente se si tratta di
anziani.
Ma l'età è la somma
delle nostre azioni.
Sono invecchiati
malamente
perché hanno
vissuto
senza mettere mai a fuoco,
hanno rifiutato di
vedere.
Non è colpa loro?
Di chi è la colpa?
Mia?
A me si chiede di mascherare
il mio punto di vista
agli altri
per paura della loro
paura.
L'età non è un crimine
ma l'infamia
di un'esistenza
deliberatamente
sprecata
in mezzo a tante
esistenze
deliberatamente
sprecate lo è.
Attraversa l'anima
Attraversa l'anima
come una lama
e ne sonda i paesaggi
ora mesti, ora bui
dove corvi neri come pece
gracchiano così forte
da grattarti le pareti del cuore.
Percorre deliziosi giardini
decorati da candide margherite
e scaldati da un tiepido sole primaverile.
Ma quando la sua linfa
Giunta all'apice scoppia
il foglio si macchia.
Unico tampone per tale ferita.
Le parole
Le parole non hanno occhi né gambe,
non hanno bocca né braccia,
non hanno visceri
e spesso nemmeno cuore,
o ne hanno assai poco.
Non puoi chiedere alle parole
di accenderti una sigaretta
ma possono renderti più piacevole
il vino.
E certo non puoi costringere le parole
a fare qualcosa che non
voglion fare.
Non puoi sovraccaricarle
e non puoi svegliarle
quando decidono di dormire.
A volte
le parole ti tratteranno bene,
a seconda di quel
che gli chiedi
di fare.
Altre volte,
ti tratteranno male,
qualunque cosa
tu gli chieda di fare.
Le parole vanno
e vengono.
Qualche volta ti tocca
di aspettarle a lungo.
Qualche volta non tornano
più indietro.
Qualche volta gli scrittori
si uccidono
quando le parole li lasciano.
Altri scrittori
fingeranno di averle ancora
in pugno
anche se le loro parole
sono già morte e sepolte.
Fanno così
molti scrittori famosi
e molti meno famosi
che sono scrittori soltanto
di nome.
Le parole non sono
per tutti.
E per la maggioranza,
esistono
soltanto per poco.
Le parole sono
uno dei più grandi
miracoli
al mondo,
possono illuminare
o distruggere
menti,
nazioni,
culture.
Le parole sono belle
e pericolose.
Se vengono a trovarti,
te ne accorgerai
e ti sentirai
il più fortunato
della terra. Nient'altro avrà più
importanza
e tutto sembrerà importante.
Ti sentirai
il dio sole,
riderai del tempo che fugge,
ce l'avrai fatta,
lo sentirai
dalle dita
fino alle budella,
e sarai diventato,
finché
dura,
un fottutissimo scrittore
che rende possibile
l'impossibile,
scrivendo parole,
scrivendole,
scrivendole.
Musica per organi caldi
Caddi in uno dei miei patetici periodi di chiusura.
Spesso, con gli esseri umani, buoni e cattivi, i miei sensi
semplicemente si staccano, si stancano: lascio perdere.
Sono educato.
Faccio segno di sì.
Fingo di capire, perché non voglio ferire nessuno.
Questa è la debolezza che mi ha procurato più guai. Cercando di
essere gentile con gli altri spesso mi ritrovo con l'anima a fettucce,
ridotta ad una specie di piatto di tagliatelle spirituali.
Non importa...
Il mio cervello si chiude.
Ascolto.
Rispondo.
E sono troppo ottusi per rendersi conto che io non ci sono...
**********************************
E così vorresti fare lo scrittore?
Se non ti esplode dentro
a dispetto di tutto,
non farlo
a meno che non ti venga dritto
dal cuore e dalla mente e dalla bocca
e dalle viscere,
non farlo.
se devi startene seduto per ore
a fissare lo schermo del computer
o curvo sulla macchina da scrivere
alla ricerca delle parole,
non farlo.
se lo fai solo per soldi o per fama,
non farlo
se lo fai perché vuoi
delle donne nel letto,
non farlo.
Se devi startene lì a
scrivere e riscrivere,
non farlo.
se è già una fatica il solo pensiero di farlo,
non farlo.
se stai cercando di scrivere come qualcun altro,
lascia perdere.
se devi aspettare che ti esca come un ruggito,
allora aspetta pazientemente.
se non ti esce mai come un ruggito,
fai qualcos'altro
se prima devi leggerlo a tua moglie
o alla tua ragazza o al tuo ragazzo
o ai tuoi genitori o comunque a qualcuno,
non sei pronto.
non essere come tanti scrittori,
non essere come tutte quelle migliaia di
persone che si definiscono scrittori,
non essere monotono o noioso e
pretenzioso, non farti consumare dall'autocompiacimento
le biblioteche del mondo
hanno sbadigliato
fino ad addormentarsi per tipi come te
non aggiungerti a loro
non farlo
a meno che non ti esca
dall'anima come un razzo,
a meno che lo star fermo
non ti porti alla follia o
al suicidio o all'omicidio,
non farlo
a meno che il sole dentro di te stia
bruciandoti le viscere,
non farlo.
quando sarà veramente il momento,
e se sei predestinato,
si farà da sè e continuerà finchè tu morirai o morirà in te.
non c'è altro modo
e non c'è mai stato.
LANCIA IL DADO
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
Altrimenti, non cominciare mai.
Se hai intenzione di tentare, fallo fino in fondo
Ciò potrebbe significare perdere fidanzate,
mogli, parenti, impieghi
e forse la tua mente.
Fallo fino in fondo.
Potrebbe significare non mangiare per 3 o 4 giorni.
Potrebbe significare gelare su una panchina del parco.
Potrebbe significare prigione,
Potrebbe significare derisione, scherno , isolamento.
L’isolamento è il regalo, le altre sono una prova della tua resistenza,
di quanto tu realmente voglia farlo.
E lo farai a dispetto dell’emarginazione e delle peggiori diseguaglianze
E ciò sarà migliore di qualsiasi altra cosa tu possa immaginare.
Se hai intenzione di tentare,
fallo fino in fondo
Non esiste sensazione altrettanto bella
Sarai solo con gli Dei
E le notti arderanno tra le fiamme
Fallo, fallo, fallo.
FALLO!
Fino in fondo,
fino in fondo
Cavalcherai la vita fino alla risata perfetta
E’ l’unica battaglia giusta che esista.
Uno spazio di pausa
Uno spazio di pausa
devi averne uno, altrimenti le pareti ti schiacceranno.
Devi mollare tutto quanto, gettarlo
via, liberarti di tutto.
Devi guardare ciò che guardi
o pensare ciò che pensi
o fare ciò che fai
oppure non fai
senza pensare ai vantaggi
personali
senza accettare la guida di nessuno.
La gente si consuma per
la fatica
si nasconde nelle abitudini
comuni.
Le sue preoccupazioni sono
le preoccupazioni del gregge.
Soltanto pochi sono capaci di fissare
una vecchia scarpa per
dieci minuti
o di pensare a cose strampalate
tipo chi ha inventato
il pomello della porta ?
Le persone perdono il senso della vita
perché sono incapaci di
fermarsi
di disfarsi di se stessi
di sciogliersi
di smettere di vedere
di disimparare
di mettersi in salvo.
Ascolta la propria falsa
risata, e poi
puoi andar
via.
CULTURA & SVAGO