POESIE

 

 

CORRADO GOVONI

 

TU, DIO ...

 

Tu, Dio senza sonno e senza morte,

come puoi tu vedere con occhi di stelle,

bruciato e travolto

da quel tuo stesso fuoco creatore

nei vorticosi abissi

dell'incolmabile nulla,

la nostra condizione umana

legata alla stagione di un secondo

di quel grano di sabbia del tuo mare

ch'è questa oscura faticosa terra?

Vedere china al focolare

la madre mentre soffia l'anima

sopra la passeggera brace,

col cuore gonfio di parole chiuse

e la bocca dolente come piaga,

come se stesse al fuoco  la risposta:

quasi che con la cenere di torba

e col rancido pianto

si potesse impastare un po' di pane

per la scalza covata;

o contorcersi al suolo

come un verme tagliato dalla vanga

sul figlio trucidato?

Come puoi tu vederci,

se nella nostra notte d'uomini

tutta la nostra luce son le lagrime?

Siam per te come l'atomo, invisibili

sotto il bombardamento

dei tuoi ardenti sguardi;

senza fisionomia e senza storia

come l'erba dei fossi, amaramente

bruciati dalla morte.

Chi può illudersi ancora

che tu veda salire

a te quel grigio fiocco

d'incenso andato a male

che scoppiò ad Hiroshima

e fa sempre tremare il cuore agli uomini?

O che tu senta

crescere lentamente nel tuo mare

di celeste pazienza impallidendone,

tra i fiori di subacquee mine,

il corallo di sangue di Mathausen

e delle Fosse Ardeatine?

Che senso mai può avere per te

questa vita più breve

dell'andare e tornare della rondine

con caldo nido in bocca, con un sonno

che accelera la pena

del vivere agitandola di sogni,

e il nostro disperato grido

con quell'eco già morta

prima ancora di battere

allo spietato muro

del tuo eterno silenzio per aiuto?

Per strapparti il conforto d'una sillaba

invano l'uomo sta in ascolto:

o cieco Dio, o Dio sordomuto,

Dio senza volto.

 

AFORISMI SU DIO