* * * * * Poesie di Ezra Pound * * * * *

John Singer Sargent

EZRA POUND

 

*Soffitta

 

Vieni, compiangiamoli quelli che stanno meglio di noi.
Vieni, amica, e ricorda
che i ricchi han maggiordomi e non amici,
E noi abbiamo amici e non maggiordomi.
Vieni, compiangiamo gli sposati e i non sposati.
L'aurora entra a passettini
come una dorata Pavlova,
E io son presso al mio desiderio.
Né ha la vita in sé qualcosa di migliore
Che quest'ora di chiara freschezza,
l'ora di svegliarsi in amore.

CAMILLE CLAUDEL - Valse

*EZRA POUND

 

Ciò che sai amare non ti sarà strappato.
Ciò che sai amare rimane, il resto è scoria
ciò che sai amare non ti sarà strappato
ciò che sai amare è il tuo vero retaggio
il mondo, quale? Il mio, il loro
o di nessuno?
Prima venne la vista, poi diventò palpabile
Eliso, fosse pure in quell’antro d’inferno,
ciò che tu sai amare è il tuo vero retaggio
ciò che tu sai amare non ti sarà strappato.
La formica è centauro nel suo mondo di draghi.
Deponi la tua vanità, non è l’uomo
che ha fatto il coraggio, o l’ordine o la grazia,
deponi la tua vanità, dico, deponila!
La natura t’insegni quale posto ti spetta
per gradi d’invenzione o di vera maestria,
deponi la tua vanità,
Paquin, deponila!
Il casco verde tua eleganza offusca.
“Padroneggia te stesso, e gli altri ti sopporteranno”.
Deponi la tua vanità
sei cane bastonato sotto la grandine
tronfia gazza nel sole delirante,
mezzo nero mezzo bianco
tu non distingui fra ala e coda
giù la tua vanità
spregevole è il tuo odio
che si nutre di falso,
deponi la tua vanità,
sollecito a distruggere, avaro in carità,
deponi la tua vanità
dico, deponila!
Ma avere fatto piuttosto che non fare
questa non è vanità
aver bussato, discretamente,
perché un Blunt ti apra
avere colto dall’aria una tradizione viva
o da un occhio fiero ed esperto l’indomita fiamma
questa non è vanità.
L’errore sta tutto nel non fatto,
sta nella diffidenza che tentenna…
(Ezra Pound, da Canti Pisani)

EZRA POUND - Histrion

 

Nessuno mai osò scrivere questo,
ma io so come le anime dei grandi
talvolta dimorano in noi,
e in esse fusi non siamo che
il riflesso di queste anime.
Così son Dante per un po' e sono
un certo Francois Villon, ladro poeta
o sono chi per santità nominare
farebbe blasfemo il mio nome;
un attimo e la fiamma muore.
Come nel centro nostro ardesse una sfera
trasparente oro fuso, il nostro "Io"
e in questa qualche forma s'infonde:
Cristo o Giovanni o il Fiorentino;
e poi che ogni forma imposta
radia il chiaro della sfera,
noi cessiamo dall'essere allora
e i maestri delle nostre anime perdurano.

EZRA POUND - L'albero mi è penetrato nelle mani

 

L'albero m'è penetrato nelle mani,
La sua linfa m'è ascesa nelle braccia,
L'albero m'è cresciuto nel seno -
Profondo,
I rami spuntano da me come braccia.
Sei albero,
Sei muschio,
Sei violette trascorse dal vento -
Creatura - alta tanto - tu sei,
E tutto questo è follia al mondo.

GUSTAV KLIMT - L'albero della vita

Ezra Pound

 

*L'albero

 

Immobile fui un albero nel bosco,
Conobbi la verità di cose mai viste prima;
Di Dafne e dalla fronda d'alloro
E di quei vecchi sposi che festeggiarono gli dèi
E divennero un rovere in mezzo alla brughiera.
Essi poterono compiere un tale miracolo
Solo dopo che gli dèi furono
Gentilmente pregati e accolti
Al focolare della loro amata casa.
Sono stato comunque un albero nel bosco
E ho inteso molte cose nuove che prima
Parevano follia alla mia mente.

EZRA POUND - Francesca

 

Venivi innanzi uscendo dalla notte
recavi fiori in mano
ora uscirai fuori da una folla confusa,
da un tumulto di parole intorno a te.
Io che ti avevo veduta fra le cose prime
mi adirai quando sentii dire il tuo nome
in luoghi volgari.
Avrei voluto che le onde fredde sulla mia mente fluttuassero
e che il mondo inaridisse come una foglia morta,
o vuota bacca di dente di leone, e fosse spazzato via,
per poterti ritrovare,
sola.

GEORGE HALL LOWTHIAN - Paesaggio con fiume e montagne 1879

COMMIATO DA UN AMICO


Montagne azzurre a nord della muraglia,
Orlate da un bianco fiume;
Qui ci dobbiamo separare
E incamminarci per mille miglia d'erba morta.
La mente, come una gran nube veleggiante,
Tramonto, come vecchi amici che si lasciano
Inchinandosi, su mani congiunte, a distanza.
L'uno all'altro nitriscono i cavalli
                 mentre ci distacchiamo.

EZRA POUND - L'usura

 

Con usura nessuno ha una solida casa
di pietra squadrata e liscia
per istoriarne la facciata,
con usura
non v'è chiesa con affreschi di paradiso
harpes et luz
e l'Annunciazione dell'Angelo
con le aureole sbalzate,
con usura
nessuno vede dei Gonzaga eredi e concubine
non si dipinge per tenersi arte
in casa ma per vendere e vendere
presto e con profitto, peccato contro natura,
il tuo pane sarà staccio vieto
arido come carta,
senza segala né farina di grano duro,
usura appesantisce il tratto,
falsa i confini, con usura
nessuno trova residenza amena.
Si priva lo scalpellino della pietra,
il tessitore del telaio
CON USURA
la lana non giunge al mercato
e le pecore non rendono
peggio della peste è l'usura, spunta
l'ago in mano alle fanciulle
e confonde chi fila. Pietro Lombardo
non si f è con usura
Duccio non si f è con usura
nè Piero della Francesca o Zuan Bellini
nè fu "La Calunnia" dipinta con usura.
L'Angelico non si f è con usura, nè Ambrogio de Praedis,
nessuna chiesa di pietra viva firmata : "Adamo me fecit".
Con usura non sorsero
Saint Trophine e Saint Hilaire,
usura arrugginisce il cesello
arrugginisce arte ed artigiano
tarla la tela nel telaio, nessuno
apprende l 'arte d'intessere oro nell'ordito;
l'azzurro s'incancrena con usura; non si ricama
in cremisi, smeraldo non trova il suo Memling
usura soffoca il figlio nel ventre
arresta il giovane amante
cede il letto a vecchi decrepiti,
si frappone tra giovani sposi
CONTRO NATURA
Ad Eleusi han portato puttane
carogne crapulano
ospiti d'usura.

Commissione

Andate, mie canzoni, dai solitari e dagli insoddisfatti,
Andate anche da chi ha i nervi a pezzi, dagli schiavi delle convenzioni,
Portate loro il mio disprezzo per i loro oppressori.
Andate come un’onda d’acqua fresca,
portate loro il mio disprezzo per gli oppressori.

Parlate contro l’oppressione inconscia,
Parlate contro la tirannia di chi è privo di fantasia,
Parlate contro i vincoli.
Andate dalla borghesia che sta morendo della propria noia,
Andate dalle donne dei sobborghi.
Andate da quelle orrendamente maritate,
Andate da coloro il cui fallimento è celato,
Andate dai malaccompagnati,
Andate dalla moglie comprata,
Andate dalla donna ereditata.

Andate da coloro che hanno una concupiscenza delicata,
Andate da coloro i cui desideri delicati vengono frustrati,
Andate come peste sull’ottusità del mondo;
Andate contro di essa con il vostro taglio,
Rafforzate le corde sottili,
Recate fiducia alle alghe e ai tentacoli dell’anima.

Andate in maniera amichevole,
Andate con parlar aperto,
Siate tesi a scoprire nuovi mali, nuovi beni,
Siate contro ogni forma di oppressione.
Andate da coloro che sono ispessiti dalla mezza età,
Da coloro che hanno perso ogni tipo d’interesse.

Andate dagli adolescenti soffocati dalle famiglie-
Oh quanto è odioso
Vedere tre generazioni della stessa famiglia riunite!
E’ come un vecchio albero con dei germogli,
E con alcuni rami marci e cadenti.

Andate e sfidate l’opinione pubblica,
Andate contro questa schiavitù vegetale del sangue.
Siate contro ogni forma di manomorta.

Ezra Pound, Poesie, 1997, Newton Compton Editori s.r.l.

Silet

Quando vedo come il nero inchiostro immortale
Gocciola dalla mia immortale penna - ah, avanti!
Perché dobbiamo fermarci a dire quel che penso?
Vi è abbastanza in ciò che mi capita di dire.

Basta che una volta siamo stati insieme;
A cosa serve metterlo in versi?
Troviamo la primavera quando è autunno,
O raccogliamo il maggio dall'aspro vento di tramontana?

Basta che una volta siamo stati insieme;
Cosa importa se il vento si è girato contro la pioggia?
Basta che una volta siamo stati insieme;
Il tempo ha visto, e non tornerà indietro;

E che diritto abbiamo, noi che conosciamo l'ultimo intento,
Di affliggere il domani con un testamento!

Verona 1911

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Cos’hai, anima mia, con il paradiso?
Non sarebbe meglio, conquistata la libertà,
correre in luogo chiaro ove ‘l sole
ci lascerà penetrare per le foglie dell’olivo
da una liquida gloria? Se a Sirmione,
mia anima, ti incontrerò, oltrepassata questa vita,
non troveremo un promontorio consacrato
da aurei apostoli di una terrena letizia,
non verrà fondato il nostro culto nelle onde,
zaffiro chiaro, cobalto, cianina,
nei trini azzurri, gli impalpabili
tremoli specchi dell’eterno mutamento?
Anima, se Lei ci incontrasse lì, quale detto
del cielo più alto e di desiderabili corti
potrà sedurci oltre le cime nuvolose di Riva?