RENOIR -The ingenue

FERNANDO PESSOA

 

*Quasi anonima sorridi

 

Quasi anonima sorridi

e il sole indora i tuoi capelli.

Perché per essere felici

è necessario non saperlo?

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Dormo e sdormo…
il silenzio della casa tocca l’infinito.
Sento cadere il tempo,
goccia a goccia
e nessuna goccia
che cade
si sente cadere.

Guardando i bambini la mia anima si rallegra

 

Quando i bimbi giocano

e li odo giocare

qualcosa nella mia anima

comincia a rallegrarsi

e tutta quell’infanzia

che non ebbi mi viene

in un’onda di allegria

che non fu di nessuno.

Se chi fui è un enigma,

e chi sarò visione,

chi sono almeno questo

senta nel cuore.

(Da POESIE SCELTE)

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  Io amo infinitamente il finito, io desidero

impossibilmente il possibile.

FERNANDO PESSOA

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FERNANDO PESSOA - Non sto pensando a niente

 

Non sto pensando a niente,

e questa cosa centrale, che a sua volta non è niente,

mi è gradita come l'aria notturna,

fresca in confronto all'estate calda del giorno.

 Che bello, non sto pensando a niente!

 Non pensare a niente

è avere l'anima propria e intera.

Non pensare a niente

è vivere intimamente

il flusso e riflusso della vita...

Non sto pensando a niente.

È come se mi fossi appoggiato male.

Un dolore nella schiena o sul fianco,

un sapore amaro nella bocca della mia anima:

perché, in fin dei conti,

non sto pensando a niente,

ma proprio a niente, a niente...

SALVADOR DALI' - La persistenza della memoria

*Non erano le ore (23)

 

Non erano le ore che noi perdemmo,
nè il treno che non arrivò.
Fu solo la nave e il gesto dei remi
e la vita che già passò.

Tutto ci dava l'impressione di avere
fra traverse errato la via,
e di non trovare l'amore, e di non avere
per la tristezza che la Luna...

Tutto questo fu come se non fosse...
Magari fosse durato di meno...
Infine, che importa? Non c'è possesso...
e solo i cieli eterni sono sereni...

Ho pena delle stelle

 

Ho pena delle stelle
che brillano da tanto tempo,
da tanto tempo...
Ho pena delle stelle.

Non ci sarà una stanchezza
delle cose,
di tutte le cose,
come delle gambe o di un braccio?

Una stanchezza di esistere,
di essere,
solo di essere,
l’essere triste lume o un sorriso...

Non ci sarà dunque,
per le cose che sono,
non la morte, bensì
un’altra specie di fine,
o una grande ragione:
qualcosa così, come un perdono?

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Dalla lampada notturna
guizza la fiamma
E alta la stanza vacilla.

Gli dei concedono
ai tranquilli credenti
che mai loro tremoli
la fiamma della vita
perturbando l'aspetto delle cose circostanti,
ma ferma e slanciata
come preziosa
e antica pietra
conservi la sua calma
Bellezza continua.

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La vita è un viaggio sperimentale fatto involontariamente.
FERNANDO PESSOA
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VINCENT VAN GOGH - Il riposo pomeridiano

FERNANDO PESSOA - *Stanchezza

 

Quello che c’è in me è soprattutto stanchezza
non di questo o di quello
e neppure di tutto o di niente:
stanchezza semplicemente, in sé,
stanchezza.
La sottigliezza delle sensazioni inutili,
le violente passioni per nulla,
gli amori intensi per ciò che si suppone in qualcuno,
tutte queste cose -
queste e cio’ che manca in esse eternamente -
tutto ciò produce stanchezza,
questa stanchezza,
stanchezza.
C’è senza dubbio chi ama l’infinito,
c’è senza dubbio chi desidera l’impossibile,
c’è senza dubbio chi non vuole niente -
tre tipi di idealisti, e io nessuno di questi:
perchè io amo infinitamente il finito,
perchè io desidero impossibilmente il possibile,
perchè voglio tutto, o ancora di più, se può essere,
o anche se non può essere…
E il risultato?
Per loro la vita vissuta o sognata,
per loro il sogno sognato o vissuto,
per loro la media fra tutto e niente, cioè la vita…
Per me solo una grande, una profonda,
e, ah, con quale felicità, infeconda stanchezza,
una supremissima stanchezza,
issima, issima, issima,
stanchezza…

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Perchè voglio tutto, o ancora di più, se può essere,

o anche se non può essere... FERNANDO PESSOA

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MARC CHAGALL - Il violinista blu

FERNANDO PESSOA - *Il violinista pazzo

Non fluì dalla strada del nord
né dalla via del sud
la sua musica selvaggia per la prima volta
nel villaggio quel giorno.
Egli apparve all'improvviso nel sentiero,
tutti uscirono ad ascoltarlo,
all'improvviso se ne andò, e invano
sperarono di rivederlo.
La sua strana musica infuse
in ogni cuore un desiderio di libertà.
Non era una melodia,
e neppure una non melodia.
In un luogo molto lontano,
in un luogo assai remoto,
costretti a vivere, essi
sentirono una risposta a questo suono.
Risposta a quel desiderio
che ognuno ha nel proprio seno,
il senso perduto che appartiene
alla ricerca dimenticata.
La sposa felice capì
d'essere malmaritata,
L'appassionato e contento amante
si stancò di amare ancora,
la fanciulla e il ragazzo furono felici
d'aver solo sognato,
i cuori solitari che erano tristi
si sentirono meno soli in qualche luogo.
In ogni anima sbocciava il fiore
che al tatto lascia polvere senza terra,
la prima ora dell'anima gemella,
quella parte che ci completa,
l'ombra che viene a benedire
dalle inespresse profondità lambite
la luminosa inquietudine
migliore del riposo.
Così come venne andò via.
Lo sentirono come un mezzo-essere.
Poi, dolcemente, si confuse
con il silenzio e il ricordo.
Il sonno lasciò di nuovo il loro riso,
morì la loro estatica speranza,
e poco dopo dimenticarono
che era passato.
Tuttavia, quando la tristezza di vivere,
poiché la vita non è voluta,
ritorna nell'ora dei sogni,
col senso della sua freddezza,
improvvisamente ciascuno ricorda -
risplendente come la luna nuova
dove il sogno-vita diventa cenere -
la melodia del violinista pazzo.

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Ah, poter essere te essendo io! Avere la tua lieta incoscienza
 ed esserne cosciente!
Fernando Pessoa

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EDVARD MUNCH - Notte a Saint Cloud

FERNANDO PESSOA

 

*Furtiva mano di un fantasma occulto

fra le pieghe del buio e del torpore

mi scuote, e io mi sveglio, ma nel cuore

notturno non trovo gesto o volto.

 

Un antico terrore, che insepolto

porto nel petto, come da un trono

scende sopra di me senza perdono,

mi fa suo servo senza cenno o insulto.

 

E sento la mia vita di repente

legata con un filo di Incosciente

a ignota mano diretta nell'ignoto.

 

Sento che niente sono, se non l'ombra

Di un volto imperscrutabile nell'ombra:

e per assenza esisto, come il vuoto.

 

Súbita mão de algum fantasma oculto


Súbita mão de algum fantasma oculto
Entre as dobras da noite e do meu sono
Sacode-me e eu acordo, e no abandono
Da noite não enxergo gesto ou vulto.

Mas um terror antigo, que insepulto
Trago no coração, como de um trono
Desce e se afirma meu senhor e dono
Sem ordem, sem meneio e sem insulto.

E eu sinto a minha vida de repente
Presa por uma corda de Inconsciente
A qualquer mão nocturna que me guia.

Sinto que sou ninguém salvo uma sombra
De um vulto que não vejo e que me assombra,
E em nada existo como a treva fria.

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Mi perdo se mi incontro, dubito se trovo, non possiedo se ho ottenuto. Come se passeggiassi, dormo, ma sono sveglio. Come se dormissi, mi sveglio, e non mi appartengo. In fondo la vita è in se stessa una grande insonnia e c'è un lucido risveglio brusco in tutto quello che pensiamo e facciamo.

Fernando Pessoa

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VAN GOGH - Coal Barges

FERNANDO PESSOA - Orizzonte

 

Mare anteriore a noi, le tue paure

avevano corallo e spiagge e alberete.

Sbendate la notte e la caligine,

le tormente passate e il mistero,

si apriva in fiore la Lontananza, e il Sud siderale

splendeva sulle navi dell'iniziazione.

 

Linea severa della riva remota:

quando la nave si approssima, s'alza la costa

in alberi ove la lontananza nulla aveva;

più vicino, s'apre la terra in suoni e colori:

e, allo sbarco, ci sono uccelli, fiori,

ove era solo, di lontano, l'astratta linea.

 

Il sogno è vedere le forme invisibili

della distanza imprecisa, e, con sensibili

movimenti della speranza e della volontà,

cercare sulla linea fredda dell'orizzonte

l'albero, la spiaggia, il fiore, l'uccello, la fonte:

i baci meritati della Verità.

 

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Fra il tuo corpo e il mio desiderio di esso sta l'abisso che tu sia cosciente:
  potessi amarti senza che tu esistessi!... FERNANDO PESSOA

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CLAUDE MONET

FERNANDO PESSOA

 

*Contemplo il lago silenzioso

 

Contemplo il  lago silenzioso

che la brezza fa rabbrividire.

Non so se penso a tutto

o se tutto mi dimentica.

Nulla il lago mi dice

né la brezza cullandolo.

Non so se sono felice

né se desidero esserlo.

Tremuli solchi sorridono

sull'acqua addormentata.

Perché ho fatto dei sogni

la mia unica vita?

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Non oso guardare le cose. Come continua questo sogno?

FERNANDO PESSOA

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FERNANDO PESSOA - Di nuovo ti rivedo

 

Di nuovo ti rivedo,
città della mia infanzia, spaventosamente perduta...
Città triste e allegra, eccomi tornato a sognare...
Io? Ma sono lo stesso che qui è vissuto, che qui è tornato,
e che qui è tornato a tornare, e a ritornare,
e di nuovo a ritornare?
O siamo tutti gli Io che qui sono stato o sono stati,
una serie di grani-enti legati da un filo-memoria,
una serie di sogni di me di qualcuno fuori di me?

CLAUDE MONET (1872)

Un piano nella mia via

 

Un piano nella mia via...

       Bambini che giocano...

Il sole della domenica e la sua

      allegria che indora.

 

Il dolore che m'invita

      ad amare tutto l'indefinito...

Ebbi poco nella vita

      ma mi duole averlo perduto.

 

Um piano ma minha rua

creanças a brincar...

o sol do domingo e a sua

alegria a doirar.

 

A magua que me convida

a amar todo o endefinido...

Eu tive pouco na vida

mas doe-me tel-o perdido.

Salvador Dali'

FERNANDO PESSOA - *Non basta aprire la finestra

 

Non basta aprire la finestra per vedere la campagna e il fiume.
Non basta non essere ciechi per vedere gli alberi e i fiori.
Bisogna anche non aver nessuna filosofia.
Con la filosofia non vi sono alberi:
vi sono solo idee. Vi è soltanto ognuno di noi,
simile ad una spelonca.
C'è solo una finestra chiusa
e tutto il mondo fuori; e un sogno
di ciò che potrebbe esser visto
se la finestra si aprisse, che mai è quello che si vede
quando la finestra si apre.

AMEDEO MODIGLIANI - Ritratto di leopold Zsborovsky

PESSOA - *Se io (con testo originale)

 

 

 

Se io, ancor che nessuno,

Potessi avere sul volto

Quel lampo fugace

Che quegli alberi hanno,

  

Avrei quella gioia

Delle cose al di fuori,

Perché la gioia è dell'attimo;

Dispare col sole che gela.

 

 

Qualunque cosa mi avrebbe meglio

giovato della vita che vivo

-vivere questa vita di estraneo

che da lui, dal sole, mi era venuta!

 

SE EU...

  

Se eu, ainda que ninguém,

Pudesse ter sobre a face

Aquele clarão fugace

Que aquelas árvores têm,

Teria aquela alegria

  

Que as coisas têm de fora,

Porque a alegria é da hora;

Vai com o sol quando esfria.

 

Qualquer coisa me valera

Melhor que a vida que tenho

- Ter esta vida de estranho

Que só do sol me viera!

FERNANDO PESSOA - Sonetto già antico

 

Senti Daisy: quando morirò, ti chiedo
di dire ai miei amici lì a Londra,
anche se non lo senti, che nascondi
il gran dolore per la mia morte. Andrai

da Londra a York, dove sei nata (lo dici tu...
ma io non credo mai a ciò che dici),
e racconterai a quel povero ragazzino
che mi ha dato tante ore felici,

che sono morto, anche se non lo saprai...
Perfino a lui, che tanto ho creduto di amare,
non importerà nulla... Poi vai a dare

la notizia a quella strana Cecily
che credeva che un giorno sarei stato grande...
Accidenti alla vita e a chi la vive!

Nulla

 

Gli angeli vennero a cercarla
la trovarono al mio fianco,
lì dove le sue ali l'avevano guidata.
Gli angeli vennero per portarla via.
Aveva lasciato la loro casa,
il loro giorno più chiaro
ed era venuta ad abitare presso di me.
Mi amava perché l'amore
ama solo le cose imperfette.
Gli angeli vennero dall'alto
e la portarono via da me.
Se la portarono via per sempre
tra le ali luminose.
È vero che era la loro sorella
e così vicina a Dio come loro.
Ma mi amava perché
il mio cuore non aveva una sorella.
Se la portarono via,
ed è tutto quel che accadde.

FERNANDO PESSOA

 

Viaggiare! Perdere paesi!
Essere altro costantemente,
non avere radici, per l'anima,
da vivere soltanto di vedere!
Neanche a me appartenere!
Andare avanti, andare dietro
l'assenza di avere un fine,
e l'ansia di conseguirlo!
Viaggiare così è viaggio.
Ma lo faccio e non ho di mio
più del sogno del passaggio.
Il resto è solo terra e cielo.

FERNANDO PESSOA - La poesia

 

Nella mia mente è scolpita una poesia

che esprimerà la mia anima intera

La sento vaga come il suono e il vento

eppure scolpita in piena chiarezza.

 

Non ha strofa, verso né parola

non è neppure come la sogno.

E’ un mero sentimento, indefinito,

una felice bruma intorno al pensiero.

 

Giorno e notte nel mio mistero

la sogno, la leggo e riprovo a sillabarla,

e sempre la parola precisa è sul bordo di me stesso

come per librarsi nella sua vaga compiutezza.

 

So che non sarà mai scritta.

So che non so che cosa sia.

Ma sono contento di sognarla,

e una falsa felicità, benché falsa, è felicità.

FERNANDO PESSOA - Porto dentro di me

 

Porto dentro il mio cuore,
come un cofanetto pieno che non si può chiudere,
tutti i luoghi dove sono stato,
tutti i porti a cui sono arrivato,
tutti i paesaggi che ho visto da finestre o da oblò,
o dai ponti di poppa delle navi, sognando,
e tutto questo, che è tanto, è poco per quello che voglio.

Ho viaggiato per più terre di quelle che ho toccato...
Ho visto più paesaggi di quelli su cui ho posato gli occhi...
Ho fatto esperienza di più sensazioni
di tutte le sensazioni che ho sentito,
perché, per quanto sentissi, sempre qualcosa mi mancava,
e la vita sempre mi afflisse, sempre fu poco, e io infelice.

Non so se la vita è poco o è molto per me.
Non so se sento troppo o poco, non so
Se mi manca lo scrupolo spirituale, il punto di
Appoggio dell'intelligenza,
la consanguineità con il mistero delle cose, scossa
ai contatti, sangue sotto i colpi, fremito ai rumori,
o se un altro significato più comodo e felice c'è per questo.
Sia come si vuole, era meglio non essere nato,
perché, per quanto interessante in ogni momento,
la vita finisce per dolere, nauseare,
tagliare, radere, stridere,
a dar voglia di urlare, saltare, restare per terra, uscire
fuori da tutte le case, da tutte le logiche
e da tutte le pensiline,
e andare a essere selvaggi verso la morte fra alberi e oblii,
fra cadute, e pericoli e assenza del domani,
e tutto ciò dovrebbe essere un'altra cosa
più vicina a ciò che penso,
a ciò che penso o sento, che non so nemmeno
cosa sia, oh vita.

FERNANDO PESSOA
Non sono nulla, non posso nulla,
non perseguo nulla.
Illuso, porto il mio essere con me.
Non so di comprendere,
né so se devo essere,
niente essendo, ciò che sarò.
A parte ciò, che è niente, un vacuo vento
del sud, sotto il vasto azzurro cielo
mi desta, rabbrividendo nel verde.
Aver ragione, vincere, possedere l'amore
marcisce sul morto tronco dell'illusione.
Sognare è niente e non sapere è vano.
Dormi nell'ombra, incerto cuore.

WILLIAM BOUGUEREAU - La primavera

FERNANDO PESSOA - *Amo tutto ciò che è stato

 

Amo tutto ciò che è stato,
tutto quello che non è più,
il dolore che ormai non mi duole,
l’antica e erronea fede,
l’ieri che ha lasciato dolore,
quello che ha lasciato allegria
solo perché è stato, è volato
e oggi è già un altro giorno.


FERNANDO PESSOA - Apri a chi non bussa alla tua porta

 

Se qualcuno un giorno bussa alla tua porta,
dicendo che è un mio emissario,
non credergli, anche se sono io;
ché il mio orgoglio vanitoso non ammette
neanche che si bussi
alla porta irreale del cielo.
Ma se, ovviamente, senza che tu senta
bussare, vai ad aprire la porta
e trovi qualcuno come in attesa
di bussare, medita un poco. Quello è
il mio emissario e me e ciò che
di disperato il mio orgoglio ammette.
Apri a chi non bussa alla tua porta.

FERNANDO PESSOA

 

Non sono niente.
Non sarò mai niente.
Non posso voler d'essere niente.
A parte questo, ho in me tutti i sogni del mondo.

FERNANDO PESSOA - SE RICORDO CHI FUI

 

Se ricordo chi fui, diverso mi vedo,
e il passato è il presente della memoria.
Chi sono stato è qualcuno che amo,
ma soltanto nei sogni. È la nostalgia che m'affligge la mente,
non è mia né del passato veduto,
ma di chi abito
dietro gli occhi ciechi.
Nulla, se non l'istante, mi conosce.
Nulla il mio stesso ricordo, e sento
che chi sono e chi sono stato
sono sogni differenti. (da “Odi di Ricardo Reis”).

FERNANDO PESSOA - E’ l’amore che è essenziale


E’ l’amore che è essenziale.
Il sesso è solo un accidente.
Può essere uguale
o differente.
L’uomo non è un animale
è una carne intelligente,
anche se a volte malata.

Ah, tudo é símbolo e analogia!
O vento que passa, a noite que esfria
São outra cousa que a noite e o vento —
Sombras de vida e de pensamento.

Tudo que vemos é outra cousa.
A maré vasta, a maré ansiosa,
É o eco de outra maré que está
Onde é real o mundo que há.

Tudo que temos é esquecimento.
A noite fria, o passar do vento
São sombras de mãos cujos gestos são
A ilusão mãe desta ilusão.

FERNANDO PESSOA - Nulla mi lega a nulla

 

Nulla mi lega a nulla.

Voglio cinquanta cose allo stesso tempo.

Bramo con un'angoscia di fame di carne

quel che non so cosa sia

definitivamente l'indefinito.

Dormo irrequieto e vivo in un irrequieto sognare

di chi dorme irrequieto, mezzo sognando.

FERNANDO PESSOA - Non so se è amore (Não sei se é amor)

Non so se è amore che possiedi
o amore che simuli
quello che mi dai.
Dammelo. Questo mi basta.

Se non lo sono più per età,
che io sia giovane per sbaglio.

Poco gli déi ci danno,
e quel poco è illusorio.
E tuttavia,
quando ce lo danno,
pur illusorio,
come dono è autentico.
Lo accolgo,
chiudendo gli occhi: mi basta.
Ma che pretendo di più?

Não sei se é amor que tens,
ou amor que finges,
o que me dás.
Dás-mo. Tanto me basta.

Já que o não sou por tempo,
seja eu jovem por erro.

Pouco os deuses nos dão,
e o pouco é falso.
Porém,
se o dão,
falso que seja,
a dádiva è verdadeira.
Aceito,
cerro olhos: é bastante.
Que mais quero?

PREAULT - Silenzio

FERNANDO PESSOA

 

*No, non dire nulla (Não: não digas nada)

No: non dire nulla.
Supporre ciò che dirà
la tua bocca silenziosa
è come udirlo già.

Udirlo è meglio
di come lo diresti.
Ciò che è non affiora
dalle frasi e dai giorni.

Sei migliore di quello che sei.
Non dir nulla: so.
Grazia del corpo ignudo
che invisibile si vede.

Não: não digas nada!
Supor o que dirá
A tua boca velada
É ouvi-lo já.

É ouvi-lo melhor
Do que o dirias.
O que és não vem à flor
Das frases e dos dias.

Eacute;s melhor do que tu.
Não digas nada: sê!
Graça do corpo nu
Que invisível se vê.

FERNANDO PESSOA

 

La stanchezza di tutte le illusioni,
e di tutto ciò che c'è nelle illusioni
- la loro perdita, l'inutilità di averle,
la prestanchezza di doverle avere per perderle,
il rammarico di averle avute, la vergogna intellettuale
di averle avute sapendo che avrebbero fatto tale fine.

L’Altrove

Andiamo via, creatura mia,
via verso l'Altrove.
Lì ci sono giorni sempre miti
e campi sempre belli.

La luna che splende su chi
là vaga contento e libero
ha intessuto la sua luce con le tenebre
dell'immortalità.

Lì si incominciano a vedere le cose,
le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
là le canzoni reali-sognate sono cantate
da labbra che si possono contemplare.

Andiamo via, creatura mia,
via verso l'Altrove.
Lì ci sono giorni sempre miti
e campi sempre belli.

La luna che splende su chi
là vaga contento e libero
ha intessuto la sua luce con le tenebre
dell'immortalità.

Lì si incominciano a vedere le cose,
le favole narrate sono dolci come quelle non raccontate,
là le canzoni reali-sognate sono cantate
da labbra che si possono contemplare.

Il tempo lì è un momento d'allegria,
la vita una sete soddisfatta,
l'amore come quello di un bacio
quando quel bacio è il primo.

Non abbiamo bisogno di una nave, creatura mia,
ma delle nostre speranze finché saranno ancora belle,
non di rematori, ma di sfrenate fantasie.

Oh, andiamo a cercare l'Altrove.

FERNANDO PESSOA – Tutte le lettere d'amore

 

Tutte le lettere d’amore sono 

ridicole. 

Non sarebbero lettere d’amore se non fossero

ridicole.

 

Anch’io ho scritto ai miei tempi lettere d’amore, 

come le altre, 

ridicole.

 

Le lettere d’amore, se c’è l’amore, 

devono essere

ridicole.

 

Ma dopotutto

solo coloro che non hanno mai scritto 

lettere d’amore

sono

ridicoli.

 

Magari fosse ancora il tempo in cui scrivevo

Senza accorgermene

Lettere d’amore

Ridicole

 

La verità è che oggi sono i miei ricordi

Di quelle lettere

A essere

Ridicoli.

(Tutte le parole sdrucciole

Come tutti i sentimenti sdruccioli

Sono

Naturalmente

ridicole)

Fari lontani

Fari lontani,
con una luce all'improvviso così accesa,
con notte e assenza così rapidamente tornata,
nella notte, sulla coperta della nave, quali afflitte conseguenze!
Pena ultima di chi si accomiatò,
finzione del pensare...
Fari lontani...
Incertezza della vita...
È tornata in un crescendo la luce accesa ingigantendosi,
nella casualità dello sguardo perduto...
Fari lontani...
La vita non serve a nulla...
Pensare alla vita non serve a nulla...
Pensare di pensare alla vita non serve a nulla...
Andiamo lontano e la luce che arriva grande arriva meno grande,
fari lontani...

Il mio sguardo è nitido come un girasole

 

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l'abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me...
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero...
Mi sento nascere a ogni momento
per l'eterna novità del Mondo...

Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire...
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un'infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso...

Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l'amo, e l'amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare...

Amare è l'eterna innocenza,
e l'unica innocenza è non pensare...

Segui la tua sorte

 

Segui la tua sorte,
annaffia le tue piante,
ama le tue rose.
Il resto è l'ombra
d'alberi stranieri.
La realtà
è sempre di più o di meno
di quello che vogliamo.
Solo noi siamo sempre
uguali a noi stessi.
Dolce è vivere solo.
Grande e nobile è sempre
vivere con semplicità.
Lascia il dolore sulle are
come offerta agli dei.
Guarda la vita da lontano,
e non interrogarla mai.
Nulla essa può
dirti. La risposta
è al di là degli dei.
Ma serenamente
imita l'Olimpo
nel segreto del tuo cuore.
Gli dei sono dei
perché non si pensano.

Carpe diem

 

Alcuni, con gli occhi rivolti al passato,

vedono quello che non vedono; altri,

gli occhi fissi nel futuro, vedono

quello che non si può vedere.

Perché cercare tanto lontano ciò che ci sta vicino,

la nostra sicurezza? Questo è il giorno,

questa è l’ora, questo è il momento, questo

è ciò che siamo, e non v’è altro.

Senza sosta scorre l’interminabile ora

che proclama la nostra nullità. Con lo stesso

boccone col quale siamo vissuti, moriremo.

Carpe diem, altra cosa non sei.

Sensazione

I miei pensieri sono qualcosa che la mia anima teme.
Fremo per la mia allegria.
A volte mi sento invadere da
una vaga, fredda, triste, implacabile
quasi-concupiscente spiritualità.

Mi fa tutt'uno con l'erba.
La mia vita sottrae colore a tutti i fiori.
La brezza che sembra restia a passare
scrolla dalle mie ore rossi petali
e il mio cuore arde senza pioggia.

Poi Dio diventa un mio vizio
e i divini sentimenti un abbraccio
che annega i miei sensi nel suo vino
e non lascia contorni nei miei modi
di vedere Dio fiorire, crescere e splendere.

I miei pensieri e sentimenti si confondono e formano
una vaga e tiepida anima-unità.
Come il mare che prevede una tempesta,
un pigro dolore e un'inquietudine fanno di me
il mormorio di un incalzante stormo.

I miei inariditi pensieri si mescolano e occupano
le loro interpresenze, e usurpano
gli uni il posto degli altri. Non distinguo
nulla in me tranne l'impossibile
amalgama delle molte cose che sono.

Sono un bevitore dei miei pensieri
l'essenza dei miei sentimenti inonda la mia anima...
La mia volontà vi si impregna.
Poi la vita ferma un sogno e fa sfiorire
la bellezza nel dolore dei miei versi.

Dicono...

 

Dicono che fingo o mento
quando io scrivo. No:
semplicemente sento
con l'immaginazione
non uso il sentimento.
Quanto traverso o sogno,
quantofinisce o manco
è come una terrazza
che dà su un' altra cosa.
E' questa cosa che è bella.
Così, scrivo in mezzo
a quanto vicino non è
libero dal mio laccio,
sincero di quel che non è.
Sentire? Senta chi legge.

Magnificat

Quando passerà questa notte interna, l’universo,
e io, l’anima mia, avrò il mio giorno?
Quando mi desterò dall’essere desto?
Non so. Il sole brilla alto:
impossibile guardarlo.
Le stelle ammiccano fredde:
impossibile contarle.
Il cuore batte estraneo:
impossibile ascoltarlo.
Quando finirà questo dramma senza teatro,
o questo teatro senza dramma,
e potrò tornare a casa?
Dove? Come? Quando?
Gatto che mi fissi con occhi di vita,
chi hai là in fondo?
Si, sì, è lui!
Lui, come Giosuè, farà fermare il sole
e io mi sveglierò;
e allora sarà giorno.
Sorridi nel sonno, anima mia!
Sorridi anima mia: sarà giorno!

Vieni premurosa

Vieni, premurosa,
vieni, materna,
in punta di piedi, infermiera antichissima che ti sedesti
al capezzale degli dei delle fedi ormai perdute,
e che vedesti nascere Geova e Giove,
e sorridesti perché per te tutto è falso, salvo la tenebra e il silenzio,
e il grande Spazio Misterioso al di la di essi... Vieni, Notte silenziosa ed estatica,
avvolgi nel tuo mantello leggero
il mio cuore... Serenamente, come una brezza nella sera lenta,
tranquillamente, come un gesto materno che rassicura,
con le stelle che brillano (o Travestita dell'Oltre!),
polvere di oro sui tuoi capelli neri,
e la luna calante, maschera misteriosa sul tuo volto.

Tutti i suoni suonano in un altro modo quando tu giungi
Quando tu entri ogni voce si abbassa
Nessuno ti vede entrare
Nessuno si accorge di quando sei entrata,
se non all'improvviso, nel vedere che tutto si raccoglie,
che tutto perde i contorni e i colori,
e che nel cielo alto, ancora chiaramente azzurro e bianco all'orizzonte,
già falce nitida, o circolo giallastro, o mero diffuso biancore, la luna comincia il suo giorno.

Di tutto restano tre cose

 

Di tutto restano tre cose:
la certezza
che stiamo sempre iniziando,
la certezza
che abbiamo bisogno di continuare,
la certezza
che saremo interrotti prima di finire.
Pertanto, dobbiamo fare:
dell'interruzione,
un nuovo cammino,
della caduta,
un passo di danza,
della paura,
una scala,
del sogno,
un ponte,
del bisogno,
un incontro.

Il mio sguardo è nitido come un girasole

 

Il mio sguardo è nitido come un girasole.
Ho l'abitudine di camminare per le strade
guardando a destra e a sinistra
e talvolta guardando dietro di me...
E ciò che vedo a ogni momento
è ciò che non avevo mai visto prima,
e so accorgermene molto bene.
So avere lo stupore essenziale
che avrebbe un bambino se, nel nascere,
si accorgesse che è nato davvero...
Mi sento nascere a ogni momento
per l'eterna novità del Mondo...

Credo al mondo come a una margherita,
perché lo vedo. Ma non penso ad esso,
perché pensare è non capire...
Il Mondo non si è fatto perché noi pensiamo a lui,
(pensare è un'infermità degli occhi)
ma per guardarlo ed essere in armonia con esso...

Io non ho filosofia: ho sensi.
Se parlo della Natura, non è perché sappia ciò che è,
ma perché l'amo, e l'amo per questo
perché chi ama non sa mai quello che ama,
né sa perché ama, né cosa sia amare...

Amare è l'eterna innocenza,
e l'unica innocenza è non pensare...

STRACCIO

La giornata s’è fatta piovosa.
Eppure il mattino era piuttosto azzurro.
La giornata s’è fatta piovosa.
Sin da stamane mi sentivo un po’ triste.
Presentimento? Tristezza? Una cosa da nulla?
Non saprei: già al risveglio ero triste.
La giornata s’è fatta piovosa.
Lo so: la penombra della pioggia è elegante.
Lo so: il sole, essendo così ordinario, opprime un elegante.
Lo so: essere suscettibili ai cambiamenti di luce non è elegante.
Ma chi ha detto al sole o agli altri che io voglio essere elegante?
Datemi il cielo azzurro e il sole ben visibile.
Nebbia, piogge, buio – sono già dentro di me.
Oggi voglio soltanto quiete.
Amerei persino il focolare, purché non ce l’avessi.
Mi viene sonno dalla voglia di avere quiete.
Non esageriamo!
Effettivamente ho sonno, senza spiegazioni.
La giornata s’è fatta piovosa.

Tenerezze? Affetti? Sono ricordi …
Bisogna essere bambini per averli …
La mia alba perduta, il mio vero cielo azzurro!
La giornata s’è fatta piovosa..

Bocca adorabile della figlia del fattore,
polpa di frutta di un cuore da mangiare …
Quand’è stato? Non lo so …
Nel’azzurro del mattino …

La giornata s’è fatta piovosa.

Fernando Pessoa – Da “Álvaro de Campos”, in “Nei giorni di luce perfetta”