Aristotele

Kant

L'Illuminismo

Il Romanticismo

L'Idealismo tedesco

Fichte - Schelling

 

HEGEL (1770-1831)

 

RAPPORTI CON LE FILOSOFIE PRECEDENTI

 

Hegel e l’Illuminismo – Hegel critica il concetto di Ragione finita, parziale ed astratta e rifiuta l’atteggiamento antistoricistico degli Illuministi, rivendica il valore della storia e sostiene che la storia dell’uomo e della natura si identifica con la storia della ragione. Contro il cosmopolitismo esalta la Nazione, che si identifica con lo Stato, in cui si manifesta la volontà universale. Lo Stato è l’incarnazione della Ragione ed è la massima espressione dello Spirito. Soltanto nello Stato i cittadini realizzano la loro vera libertà.

 

Hegel e Kant

Mentre Kant afferma la distinzione tra fenomeno e noùmeno, gli idealisti superano tale dualismo. Hegel afferma l’identità di pensiero ed essere: tutto è conoscibile e la distinzione fra fenomeno e noùmeno viene a cadere. Hegel considera artificioso il criticismo di Kant, che critica la validità della conoscenza prima dell’analisi di essa: l’indagine sulla conoscenza può avvenire soltanto nella conoscenza e non al di fuori di essa. Voler conoscere prima che si conosca è assurdo”. Kant aveva costruito una filosofia del finito: la ragione per Kant ha dei limiti insuperabili e non può raggiungere l’Infinito. Pertanto la conoscenza è valida soltanto entro i limiti dell’intelletto. Hegel supera i limiti dell’intelletto ed esalta la dialettica (a cui Kant aveva negato valore conoscitivo), considerandola come la suprema forma di conoscenza. Kant rifiutava la contraddittorietà; Hegel invece la considera il fondamento della realtà: tesi ed antitesi non si escludono a vicenda (come nelle antinomìe di Kant), ma si conciliano nella sintesi. Mentre Kant riteneva illusorie le idee della ragione, perché sono contraddittorie, Hegel coglie il legame logico fra ogni concetto e la sua negazione.

 

Hegel e il Romanticismo

La concezione hegeliana della realtà e dello Spirito nasce dall'aspirazione dei romantici verso l’infinito, ma viene conclusa e superata: per Hegel lo Spirito non tende incessantemente verso l’infinito, ma è esso stesso l’infinito. Mentre i romantici credevano di poter cogliere in modo immediato l’Infinito ricorrendo al sentimento, Hegel sostiene che esso può essere colto soltanto in modo mediato, attraverso la speculazione e la ragione, ossia con la conciliazione degli opposti. La dialettica è lo strumento mediante il quale si coglie la verità.

 

Le opere giovanili

La filosofia deve giustificare la conciliazione di finito e Infinito. Nelle opere giovanili  Hegel prova nostalgia per il mondo greco, realizzazione di una civiltà basata sulla libertà politica, sulla saggezza filosofica e sulla perfezione dell’arte.   La religione greca mescolava l’elemento umano con quello divino e i greci realizzavano, nella religione, un’unione profonda con la natura e la divinità per sconfiggere le mortificazioni del clima e le calamità naturali. Perciò la loro vita era felice. Gli Ebrei hanno realizzato un contrasto fra l’umano e il divino, fra l’individuo e la natura. Tipico della religione ebraica è il sentimento di schiavitù dell’uomo nei confronti di Dio e della sua legge.  Cristo è la conciliazione degli opposti in una sintesi superiore, una conciliazione fra la grecità e l’ebraismo, fra la natura e la legge, fra l’uomo e Dio, tra finito e Infinito. Per Hegel la realtà è infinita: l’infinito non è la semplice negazione dei finiti (gli uomini, le cose naturali e le entità storiche), ma è la loro unità e conciliazione dialettica che si realizza nella storia.

 

Il rapporto tra finito e Infinito

La filosofia deve giustificare la conciliazione di finito e Infinito. Fichte aveva tentato di dedurre tutta la realtà da un unico principio, l’Io, concepito come attività infinita, che oppone a sé il non-io e cerca di superarlo in un processo all’Infinito.

Secondo Hegel la filosofia di Fichte mira a un falso infinito, come una semiretta che insegue l’infinito all’infinito. Essa è come una semiretta che insegue l’infinito all’infinito. La realtà non è il finito che deriva da un principio infinito: la realtà è l’Infinito in quanto è attuazione infinita. L’infinito non è la semplice negazione dei finiti (gli uomini, le cose della natura e le entità storiche), ma è la loro unità e conciliazione dialettica che si realizza nella storia.

Schelling aveva descritto l’Assoluto come un’unità indifferenziata, derivando da esso la natura e gli esseri in modo confuso. La filosofia di Schelling appare ad Hegel vuota ed artificiosa; inoltre l’Assoluto schellinghiano è statico: per Hegel l’Assoluto è vitale, è dinamico; esso è Ragione che si determina nella realtà. Solo una Ragione non astratta ma reale può spiegare la molteplicità delle cose. La realtà è dinamica, non è l’unità indifferenziata di Natura e Spirito.

 

La dialettica

Per Platone la dialettica è la forma più alta di sapere; con Kant la dialettica è collegata alla natura della ragione, che tende a cogliere idee in perenne contrasto, senza mai raggiungerle, essendo limitata al fenomeno. La novità di Hegel sta nel considerare la dialettica come una legge interna e necessaria del pensiero e della realtà, uno sviluppo che tende al concreto (dialettica del concreto). Il concreto non è il contrario dell’astratto, ma il compimento di un processo, l’unità degli opposti, che hanno bisogno l’uno dell’altro per realizzarsi e si integrano in una nuova più ricca unità. La contraddizione è il fondamento della realtà: tesi ed antitesi non si escludono a vicenda (come nelle antinomìe di Kant), ma si conciliano nella sintesi. La negazione dialettica è l’affermazione di una realtà più alta e perfetta, un passaggio a un diverso modo di essere. Hegel coglie il legame logico fra ogni concetto e la sua negazione.

La realtà è Pensiero, Spirito, è attività, è processo, è dinamismo, divenire continuo. Il pensiero è un’attività unificatrice, che si manifesta in una successione necessaria di realtà viventi, ognuna delle quali è collegata alle altre in un unico sistema di vita. La realtà in quanto tale è Spirito infinito. La realtà è pensiero, è Spirito. Lo Spirito infinito hegeliano è come un circolo, in cui principio e fine coincidono in maniera dinamica: la realtà è ragione. Hegel afferma che “ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale”: la realtà è governata dalla ragione; essa non è materia caotica, ma è l’espressione della ragione. La ragione non è soltanto un modo di pensare dell’uomo, ma è l’essenza e lo scopo della realtà, di cui l’uomo è una manifestazione. La razionalità dell’universo giunge a conoscersi concettualmente attraverso la natura e la storia. Tale forma di sapere è la filosofia, che deve rivelare l’esistenza di un’unica struttura razionale di tutto l’universo: l’identità di razionale e reale. La filosofia deve cogliere l’Idea, che si manifesta nel temporale attraverso una serie infinita di forme, nella natura e nella storia, nella vita della coscienza e nello Stato. L’esistenza non è reale, ma possibile. Veramente reale è l’intero divenire come manifestazione dell’Idea, che è principio di vita che deve realizzarsi negandosi, ossia manifestandosi in ciò che è temporale ed apparente.

 

Lo sviluppo triadico

Il pensiero è un processo dinamico, il cui sviluppo si articola in tre momenti:

1)momento astratto (tesi): è quello che considera un concetto in modo determinato e definito, ossia statico. L’intelletto astrae i concetti distinguendoli fra loro. Essi agiscono in base al principio di identità (A = A) e a quello di non contraddizione (A non è non-A).

2)momento dialettico (antitesi): supera le rigidità dell’intelletto, evidenziando le contraddizioni del reale. La dialettica collega ogni concetto col suo opposto, basandosi sul principio di contraddizione (A implica il non-A).

3)momento speculativo (sintesi): consiste nel cogliere l’unità degli opposti, dalla cui sintesi emerge l’aspetto razionale del reale. Lo sviluppo della Ragione si realizza mediante un processo triadico: ogni triade comprende i tre momenti della tesi, dell’antitesi e della sintesi. Ogni sintesi rappresenta un ritorno arricchito alla tesi. L’affermazione di un concetto è la tesi; la sua negazione costituisce l’antitesi; la sintesi accoglie tesi e antitesi in una sintesi superiore, in cui non vengono annullate, ma permangono con la loro diversità. La ragione non deve eliminare la contraddittorietà del reale, ma deve esprimersi nella conciliazione degli opposti.

 

La realtà come Spirito

La realtà è Pensiero, Spirito. Essa è attività, è processo, è dinamismo, divenire continuo. Il pensiero è un’attività unificatrice, che si manifesta in una successione necessaria di realtà viventi, ognuna delle quali è collegata alle altre in un unico sistema di vita. La realtà in quanto tale è Spirito infinito. Lo Spirito infinito hegeliano è come un circolo, in cui principio e fine coincidono in maniera dinamica: la realtà è ragione. “Ciò che è razionale è reale e ciò che è reale è razionale”. Infatti la realtà è governata dalla ragione; essa non è materia caotica, ma è l’espressione della ragione. La ragione non è soltanto un modo di pensare dell’uomo, ma è l’essenza e lo scopo della realtà, di cui l’uomo è una manifestazione. La razionalità dell’universo giunge a conoscersi concettualmente attraverso la natura e la storia. Tale forma di sapere è la filosofia, che deve rivelare l’esistenza di un’unica struttura razionale di tutto l’universo: l’identità di razionale e reale.

 

Partizione della filosofia: Idea, Natura e Spirito

Il sistema hegeliano si articola in tre parti, che costituiscono i tre momenti fondamentali del divenire della Ragione:

1)Idea in sé (tesi), ossia l’Idea considerata al di fuori della sua concreta realizzazione nel mondo (Dio prima della creazione);

2)Idea fuori di sé (antitesi), ossia la Natura, il mondo naturale;

3)Idea che ritorna in sé (sintesi), ossia lo Spirito, l’idea che si esprime nell’uomo.

 

 

 

 

 

 

 

ASSOLUTO o IDEA

 

IDEA IN SÉ (Logica)

 

 

 

IDEA FUORI DI SÉ (Natura)

 

 

 

IDEA CHE RITORNA IN SÉ

             (Spirito)

Essere

Essenza

Concetto

 

Meccanica

Fisica

Organica

 

Spirito soggettivo

Spirito oggettivo

Spirito assoluto

 

 

LA LOGICA

La logica di Hegel è concreta perché esprime l’identità di ragione e realtà. Il concetto hegeliano unifica contenuto e forma, finito e infinito, individuale e universale. Il concetto di casa non contiene soltanto l’universale (i caratteri comuni a tutte le case), ma anche le determinazioni particolari (ci dice che cosa è la casa e come sono le singole case). Una casa pensata da sola è astratta se non si riferisce alle case concrete.

La logica di Hegel si sviluppa attraverso definizioni successive dell’Assoluto, categorie esposte in forma triadica, che sono determinazioni del pensiero e della realtà, concetti oggettivi che esprimono la realtà in sé. Il processo dialettico della logica inizia partendo dalle categorie più povere e astratte e si conclude con le categorie più ricche e concrete.

 

L’essere

L’essere è la Realtà, l’Assoluto visto nella sua immediatezza, come indeterminazione e soggettività. Punto di partenza della logica, intesa come idea in sé, è un concetto generalissimo: l’essere, il soggetto astratto, al di fuori di ogni relazione, il soggetto pensante senza l’oggetto pensato. Esso è la concezione più povera dell’Assoluto. L’essere indeterminato, vuoto di contenuto, è impensabile, si identifica con il nulla, lo si pensa come non-essere. La sintesi tra essere e non-essere è il divenire, che comprende sia l’essere che il non-essere e coglie la realtà come processo dinamico.

 

L’essenza

All’essere come immediatezza e indeterminazione si contrappone l’essenza, che coglie la verità dell’essere, la sua struttura profonda. La logica dell’essenza coglie il pensiero non come identità, ma come differenza. L’essenza si realizza nella triade identità – differenza –contraddizione: l’identità di qualsiasi realtà si coglie soltanto attraverso la differenza (io sono io in quanto sono diverso da un altro). Identità e differenza trovano la loro sintesi nella contraddizione, vera essenza della realtà: tutte le cose sono contraddittorie; il negativo è insieme anche positivo.

All’essenza come struttura profonda dell’essere si contrappone l’apparenza, che si sviluppa mediante la triade: esistenza (manifestazione concreta dell’essenza di un ente), fenomeno (apparizione dell’esistenza) e rapporto essenziale (sintesi di esistenza e fenomeno). Essenza ed esistenza trovano la loro sintesi nella realtà in atto: non vi è separazione tra verità ed apparenza, tra fenomeno e cosa in sé. La realtà in atto si evolve nella triade sostanzialità – causalità – reciprocità, che si richiama alle categorie kantiane della relazione.

 

 

 

 

 

 

 

ESSENZA

 

Essenza

 

 

 

Apparenza

 

 

 

Realtà in atto

Identità

Differenza

Contraddizione

 

Esistenza

Fenomeno

Rapporto essenziale

 

Sostanzialità

Causalità

Reciprocità

 

Il concetto

Il concetto, sintesi di essere ed essenza, è la realtà assoluta, è il nome più ricco per esprimere l’Assoluto. Grazie al concetto scopriamo che la realtà è il soggetto che si autocrea e, autocreandosi, crea tutte le determinazioni. Il concetto si autorealizza dapprima come concetto soggettivo (tesi), ossia il concetto astratto e formale, la cui triade è il concetto (inteso come determinazione statica), il giudizio (identità dinamica tra soggetto individuale e predicato universale) e il sillogismo, in cui l’individuale si universalizza e l’universale si individualizza e dimostra la razionalità del mondo. Il secondo momento è dato dal concetto oggettivo, che si manifesta negli aspetti fondamentali della natura (meccanismo, chimismo e finalismo). Il terzo momento, sintesi di concetto soggettivo e oggettivo è l’Idea, unità di soggetto e oggetto, di reale e ideale, di finito e infinito, di corpo e anima. Nella sua forma immediata l’Idea è vita, cioè l’anima realizzata in un corpo; nella forma mediata è conoscenza, momento in cui soggetto e oggetto appaiono distinti, benché uniti; la sintesi di vita e conoscenza è l’Idea assoluta, che è l’identità di vita conoscitiva e vita pratica, la totalità del pensiero e dell’essere.

 

 

 

 

 

 

 CONCETTO

 

Concetto soggettivo

 

 

 

Concetto oggettivo

 

 

 

Idea

Concetto

Giudizio

Sillogismo

 

Meccanismo

Chimismo

Finalismo

 

Vita

Conoscenza

Idea assoluta

 

LA FILOSOFIA DELLA NATURA

 

La sostanza assoluta si esprime nella forma dell’esteriorità, dando origine alla natura. La natura è l’Idea che esce fuori di sé, si aliena, si concretizza, attraverso un movimento dialettico. Hegel vuole provare che la natura si eleva dalla pura esteriorità fino alla soglia dell’interiorità. La sostanza, originariamente spirituale, ritorna liberamente a sé dopo essersi esteriorizzata nel mondo naturale; pertanto lo spirito costituisce non l’inizio, ma il fine supremo della natura. La filosofia della natura è ritenuta concordemente la parte meno soddisfacente del sistema hegeliano, ma svolge una funzione ineliminabile: una filosofia razionalistica deve poter spiegare non solo il mondo umano, ma anche quello naturale.

La triade prevede tre momenti: la meccanica, la fisica e l’organica; quest’ultima prevede tre momenti interni: natura geologica, natura vegetale, natura animale. Hegel è fortemente polemico con le concezioni romantiche della natura; rifiuta sia il carattere divino della natura (la natura non è la sostanza infinita, ma una "caduta", una "negazione", necessaria per la successiva realizzazione dialettica dello spirito), sia la concezione romantica di una natura spirituale: spirito e natura si oppongono e lo spirito può sorgere solo se la natura, in quanto non-pensiero, in quanto esteriorità e accidentalità, viene negata e risolta in un momento interno all'Idea. In comune con la filosofia romantica, Hegel rifiuta la tradizione newtoniana e illuministica. Al metodo matematico, che impone agli oggetti una razionalità astratta ed estrinseca, egli sostituisce il metodo dialettico.

 

 

               Meccanica

Natura      Fisica               natura geologica

               Organica           natura vegetale

                                       organismo animale

 

LA FILOSOFIA DELLO SPIRITO

 

Idea logica e Natura sono poli dialettici di cui lo Spirito è la sintesi vivente. L’Idea che ritorna in sé è l’emergere dello Spirito. Nello Spirito si manifesta la circolarità dialettica: esso è il momento dialetticamente conclusivo, il risultato del processo, la più alta manifestazione dell’Assoluto. Se l’Idea è la possibilità logica dello Spirito, lo Spirito è la realizzazione di questa possibilità, la vivente attualizzazione e autoconoscenza dell’Idea, l’autorealizzarsi e l’autoconoscersi di Dio. La filosofia dello Spirito è strutturata in maniera triadica e divisa in tre momenti: lo Spirito soggettivo è il primo momento dell’autorealizzazione e dell’autoconoscenza dello Spirito; nello Spirito oggettivo lo Spirito si autoattua pienamente come libertà; nello Spirito assoluto lo Spirito si autoconosce pienamente e si scopre come principio e verità di tutto.

 

Lo spirito soggettivo

Nel primo momento lo Spirito si manifesta ancora legato alla finitudine: è un’apparenza che lo Spirito si autopone come barriera da superare per manifestarsi come libertà.

Le tappe dello Spirito soggettivo sono:

  • l’antropologia, che considera l'uomo come unità psicofisica e studia l’anima intesa come la parte dell'uomo legata all'elemento biologico, alla finitudine. Una triade fondamentale dell'anima (intesa come sviluppo della personalità) è costituita da un primo momento, l'infanzia (tesi), che vede l'essere umano in armonia col mondo esterno; l'adolescenza (antitesi), caratterizzata dal contrasto con l'ambiente e infine la maturità (sintesi), in cui l'individuo, nonostante le difficoltà, riesce ad adattarsi all'ambiente e a raggiungere l'equilibrio. Con l'ultima fase l'anima diventa coscienza;
  • la fenomenologia, che studia il processo che dalla coscienza, intesa come consapevolezza della propria differenza rispetto all'ambiente (esteriorità); attraverso l’autocoscienza (consapevolezza di sé, interiorità), porta alla ragione (sintesi di esteriorità e interiorità); la ragione è consapevolezza di tutte le cose, è lo Spirito che non si è ancora dispiegato interamente;
  • la psicologia, che studia lo spirito del singolo, dalla fase teoretica, in cui lo Spirito conosce gli oggetti come altro da sé (intuizione, rappresentazione, pensiero), attraverso la fase pratica, in cui lo Spirito è inteso come attività che modifica gli oggetti, fino allo Spirito libero, sintesi di attività teorica e pratica.

Ma lo spirito libero, in quanto spirito individuale, gode di una libertà ancora astratta. Occorre superare la libertà come puro sapere di sé, per affermare lo spirito come principio di organizzazione di un mondo concreto.

 

                                                    Antropologia

SPIRITO SOGGETTIVO                 Fenomenologia

                                                    Psicologia

 

LO SPIRITO OGGETTIVO

 

Allo Spirito oggettivo è fondamentale l’attività: lo spirito perde ogni carattere particolare per divenire universale concreto e vivere la vita dell’umanità. Lo spirito oggettivo è la società nei suoi tre gradi dialettici.

 

Diritto – Il diritto si fonda sul concetto di persona, volontà singola, essere razionale libero, che rappresenta la più elementare forma di relazione fra le persone. La persona si impadronisce di una cosa priva di volontà nella proprietà. Il diritto regola la condotta esteriore dell’uomo.

 

Moralità – È la morale astratta che domina le intenzioni. L’individuo deve subordinare se stesso alla legge e accettarla incondizionatamente. Per attuare il bene concreto occorre sapere che cosa fare, perché nascono conflitti tra i doveri, tra le finalità particolari e quelle universali.

 

Eticità – È la morale concreta, unità di esistenza esterna ed interna, che determina concretamente il bene, che si realizza nella famiglia, nella società e nello Stato.

 

La famiglia è l’eticità nella sua esistenza immediata, che sorge per l’attrazione dei sessi e si concretizza nel matrimonio monogamico. L’eticità della famiglia si realizza nell’educazione dei figli. 

La società è creata da comunità vaste che, a loro volta, comprendono più famiglie. Nella società civile l’organizzazione economica si realizza con la divisione del lavoro e la distinzione in classi.

Lo Stato costituisce la realtà assoluta dello Spirito, perché esso è unità di particolare e universale. Lo Stato è lo spirito vivente, la ragione immediata, il dio terreno, che subordina a sé l’individuo e fonda la morale e il diritto. La persona vive per lo Stato (liberalismo).

 

Per mezzo dei diversi Stati che si succedono nelle diverse età, l’Idea dello Stato si realizza gradatamente: l’Assoluto non può essere rinchiuso in una determinazione particolare. Lo Stato ideale è quello in cui la volontà di tutti gli individui e i loro diritti si identificano con lo stato. Gli Stati entrano in conflitto tra loro per la dialettica dell’Assoluto, mediante la guerra, che è un mezzo attraverso cui lo spirito del mondo attua la storia universale. Ogni guerra è una guerra di idee: gli uomini combattono per motivi ideali, spinti dalla ragione. La guerra è l'astuzia della ragione. Gli stati nascono, passano e muoiono, ma la Storia vive sempre. La storia assume un posto fondamentale nell’identificazione di razionale e reale, perché esprime la razionalità dell'Idea: la storia è l’attuazione dello Spirito, la rivelazione dialettica di Dio.

 

Nel tentativo di tracciare la storia dialettica dello spirito umano Hegel distingue quattro periodi: l’Oriente (età dell’infanzia); la Grecia (adolescenza); Roma (età virile); la Germania (anzianità costruttiva).

 

Ogni popolo esprime un momento dello sviluppo dello Spirito del mondo. Quando esso ha compiuto la sua missione, decade e subentra un altro popolo. Il popolo germanico è la sintesi dei tre precedenti ed ha una sua missione. In questo tentativo di sintesi sono svalutati i singoli individui di fronte allo stato e gli stati di fronte allo spirito del mondo. Unica eccezione sono i profeti, come Napoleone, incarnazione dello spirito che, servendo le loro violente passioni, servono inconsciamente lo spirito del mondo nella realizzazione di fini universali.  

                                           Diritto

SPIRITO OGGETTIVO          Moralità       Famiglia

                                         Eticità         Società        Oriente

                                                            Stato          Grecia e Roma

                                                                              Germania

 

LO SPIRITO ASSOLUTO

Lo spirito oggettivo raggiunge la massima coscienza di sé quando diventa consapevole di essere insufficiente ad esprimere lo spirito: si riconosce solo nella totalità del reale e diventa Spirito assoluto, Spirito di popolo. Le forme dello Spirito assoluto, che esprimono lo stesso contenuto e si differenziano soltanto nella forma, sono quelle nelle quali lo spirito di un popolo si manifesta a se stesso, si comprende nelle sue spiritualità e comprende l’immanenza dell’Assoluto.

 

Arte - È la rivelazione sensibile o soggettiva dell’Assoluto, con cui lo Spirito o Idea manifesta se stesso in forme sensibili e intuitive. L’arte è l’espressione dell’infinito (il divino) in forme finite. Il bello, oggetto dell’arte, è l’Idea che si manifesta visibilmente, è un’oggettivazione che esprime la libertà originaria dello Spirito. Tre sono le forme essenziali dell’arte:

a)simbolica, caratteristica degli orientali, legata alla materia (architettura);

b)classica, in cui l’Idea trova la forma adeguata, l’interiorità si esprime attraverso l’esteriorità (la figura umana);

c)romantica, dominata dall’interiorità, che si esprime nella pittura, nella musica e nella poesia, ossia attraverso mezzi sempre meno materiali per esprimere l’Assoluto. 

 

Religione – E’ il momento della pura oggettività, in cui la coscienza dell’Assoluto è rappresentata come unità di finito e infinito, come fondamento della realtà e della vita. E’ l’espressione del divino in rappresentazioni fantastiche (rappresentazioni per immagini). Nella religione è Dio stesso che si rivela alla coscienza come Assoluto: la religione è l’autocoscienza dello Spirito assoluto. La religione è il rapporto dell’uomo con Dio. La prima forma religiosa del rapporto uomo-Dio è il sentimento che, pur offrendo la certezza dell’esistenza di Dio, non può giustificare una certezza oggettiva. L’intuizione di Dio mediante l’arte rappresenta Dio oggettivamente, ma mantiene il dualismo tra soggetto e oggetto. La contraddizione si risolve quando la religione si trasforma in sapere, ossia chiarimento del contenuto religioso per mezzo della fede.

 

Lo sviluppo dell’idea di Dio nella coscienza umana si effettua storicamente in tre tempi:

1)religione naturale (magia, feticismo, simbolismo);

2)religione spirituale (culto del sublime negli ebrei, del bello nei greci, del pio nei romani);

3)religione cristiana priva di trascendenza e di soprannaturalità: il Verbo si fa carne, l’Assoluto si immanentizza.

 

Filosofia – E’ la sintesi di soggettivo e oggettivo, di arte e religione, è la rivelazione dell’Assoluto come principio del reale nella forma del pensiero, cioè della ragione umana. La filosofia è l’atto del pensiero divino che pensa se stesso attraverso la totalità dell’essere. Nella filosofia l’Assoluto si rivela trasparente a se stesso. La filosofia sorge e fiorisce in epoche di crisi, quando si perde l’armonia tra i vari aspetti di una civiltà: essa inizia con il tramonto di un mondo reale e concilia, nel pensiero, le aspirazioni di un popolo e la realtà. I vari sistemi filosofici vanno intesi dialetticamente come bisognose di integrazione e superamento per la conquista del sapere assoluto, attraverso le seguenti fasi:

  • Filosofia antica greca
  • cristianità medioevale
  • modernità tedesca, che si esprime nell’Idealismo.

Con Hegel la filosofia ha raggiunto la meta, la piena maturità e ha ultimato il suo processo, scoprendo la verità assoluta ed eterna; essa è il risultato degli sforzi compiuti dallo spirito in 2500 anni.

 

                                                 Simbolica

                                 Arte         Classica

                                                 Romantica

 

                                                 Magica

Spirito Assoluto         Religione   Spirituale

                                                 Cristiana

 

                                                 Greca

                                 Filosofia   Cristiana medioevale

                                                 Idealismo tedesco

 

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