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Un test per conoscersi: il disegno della figura umana
Il test della figura umana è una tecnica di indagine della personalità realizzata da Machover, che permette di formulare una diagnosi di personalità basata sull’interpretazione del disegno della figura umana.
Il test richiede l’esperienza di psicologi professionisti e deve essere utilizzato ricorrendo a notevole cautela nell’interpretazione.
Se vuoi provare a conoscerti meglio, esegui il disegno della figura umana prima di leggere le indicazioni seguenti. Utilizza ora i criteri di valutazione che indichiamo.
La somministrazione del test è relativamente semplice: si invita il soggetto a disegnare una figura umana a suo piacere su un foglio bianco, senza fornirgli indicazioni sul sesso, sull’età, sulle modalità di esecuzione o altro. Lo s'incoraggia a realizzare il disegno “meglio che può”, specificando che l’estetica del disegno non ha alcun interesse e che qualunque realizzazione sarà considerata valida.
Il foglio bianco è come uno schermo in cui, inconsciamente, il disegnatore proietta l’immagine del suo corpo, la concezione di sé e il suo atteggiamento nei confronti dell’ambiente.
Indicazioni di equilibrio psicologico sono:
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l’età e il sesso della figura devono corrispondere a quelli del disegnatore;
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la figura deve risultare completa di tutti gli elementi essenziali (la testa con i lineamenti del volto, tronco, arti superiori ed inferiori, mani e piedi);
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la figura deve essere vestita ma priva di dettagli inutili,
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il disegno deve essere eseguito con tratto fermo e deciso.
Indicazioni di disagio psichico sono:
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sesso ed età non corrispondenti;
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nudità;
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dettagli eccessivi nell’abbigliamento;
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tratto incerto e tremolante;
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figura troppo grande o eccessivamente piccola.
PER SAPERNE DI PIÙ
L. Ancona - Dinamica della percezione, Mondadori, Milano, 1970.
D. ANZIEU – I test proiettivi, Angeli Milano 1988.
A. OLIVERIO FERRARIS – Il significato del disegno infantile, Boringhieri Torino 1973.
D. WIDLOCHER – L’interpretazione del disegno infantile, Armando Roma 1971.
SIGNIFICATO E SIMBOLISMO DEI COLORI
L'interpretazione del disegno infantile richiede prudenza ed esperienza. Anche i colori denotano taluni bisogni e caratteristiche psichiche, soprattutto se usati in modo atipico (il sole azzurro o l'albero rosso). Un segnale positivo è il ricorso a molti colori, in modo che dal disegno emerga piacere e voglia di vivere. Se avete procurato bambino fogli, matite e molti colori e gli avete chiesto di disegnare liberamente, un disegno monocromatico può essere un campanello di allarme. Se, nel disegno della figura umana, vi è un moderato ricorso al nero per elementi quali i capelli e le scarpe, bisogna evitare di interpretarli come elemento negativo.
Il colore viola denota urgenza di esprimersi. Appare frequentemente nei disegni dei bambini che vivono in un contesto che non consente loro di muoversi liberamente per l’eccesso di regole imposte. Se è presente accanto ad altri colori, è indice di estro, creatività e capacità artistiche. Se è il colore predominante nel disegno, rivela instabilità e turbamenti psichici.
Il colore blu rappresenta il controllo dell’affettività. Un ricorso moderato al colore denota equilibrio (soprattutto se è associato al rosso e al verde), ma anche rassegnazione (se è associato ai colori acromatici: grigio e nero).
Il rosso è il colore dell'energia; utilizzato con altri colori esprime la forza vitale del bambino, il suo bisogno di azione, il bisogno di essere nel mondo agendo con tutto se stesso, con il suo corpo.
Se vi è una preferenza esclusiva per il rosso indica una tendenza alla regressione infantile (desiderio di ritornare indietro nel tempo).
Il rifiuto del rosso anche per gli oggetti e gli elementi che hanno questo colore (ad es. labbra non rosse, tetti delle case incolori) denuncia una fuga dall’affettività.
Il verde è il colore della determinazione e della perseveranza, della crescita intellettuale e della relazione con gli altri. Con il verde cresce il processo creativo del bambino e la sua autoaffermazione in tutti i campi. Rappresenta un elemento positivo soprattutto se viene utilizzato con i colori dell’affettività (rosso ed arancione). Una preferenza esclusiva per il verde denota, invece, introversione e tendenza a chiudersi in se stesso.
Il colore giallo rappresenta la selettività, la capacità di scegliere tra tutti gli elementi che la realtà ci offre. Se utilizzato unitamente ad altri colori, è indice di maturazione ed evoluzione, capacità di determinazione.
Se il giallo è il colore predominante, può indicare intolleranza ed estremismo. La perseverazine di Vincent van Gogh nell’uso del giallo denota la sua inquietudine.
L'arancione rappresenta la capacità di vivere fino in fondo le proprie scelte; è il colore dell'evoluzione. Una preferenza netta per l’arancione denota un bisogno di protagonismo e l’esigenza di emergere a tutti i costi.
Il rosa rappresenta desiderio di perfezione.
L'azzurro rappresenta una tendenza ad andare oltre l’esperienza e di vivere al di fuori dei propri condizionamenti.
Il colore marrone, utilizzato con altri colori, rappresenta la gioia di vivere in modo gioioso un'esperienza che si sta vivendo. L'integrazione del marrone con gli altri colori
esprime più direttamente questo modo di affrontare la vita. Se viene scelto in modo esclusivo, può indicare un rifiuto dell’ambiente e negativismo (rifiuto di considerazione verso le esigenze
altrui).
Il colore bianco indica una pausa di fronte alle possibilità offerte dalla vita. Un eccesso di bianco può denotare un bisogno di fuggire da qualcosa. Il rifiuto del bianco rivela una paura dell’ignoto.
Il grigio rappresenta uno stato di tensione. E’ spesso utilizzato unitamene ad altri colori. utilizzato da solo, rappresenta una tensione conflittuale, oppure apatia e ansia.
Il nero non è un colore: è il buio, l’assenza di luce e di colore; è il simbolo dell'inattività. La sua presenza è sempre indice di situazioni particolari che il bambino vive. Esso denota repressione, immobilismo, inattività.
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