* * * * * * * JORGE CARRERA ANDRADE * * * * * * *
JORGE CARRERA ANDRADE (1902-1978) è stato un grande poeta dell'Ecuador, uomo politico e ambasciatore. Nelle sue poesie, di alto lirismo, esprime il bisogno di cogliere liberamente l'universo in ogni suo aspetto, mostrandone soprattutto i colori, i suoni, offrendone immagini in grado di suscitare forti emozioni.
La sua prima raccolta di poesie (1922) si intitola El Estanque inefable, a cui seguono, nel 1937, Biografia para uso de los pajaros, nel '1944 Microgramas, nel 1945 Lugar de origen, nel 1948 Aquì yace la espuma, nel 1954 Familia de la noche, nel 1959 Hombre planetario.
Jorge Carrera Andrade - Verrà un giorno
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo.
Una luce nuova
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno per le strade
ormai liberi dalla morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.
Il mondo allora apparterrà alle fonti
e alle spighe che imporranno il loro impero
di abbondanza e freschezza senza frontiere.
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No he venido a burlarme de este mundo! Sino a amar con pasion todos los seres (Non sono venuto a burlarmi di questo mondo, ma ad amare con passione tutti gli esseri). JORGE CARRERA ANDRADE
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Sono l'uomo universo
Io sono l’abitante delle pietre
senza memoria, con sete di ombra verde,
io sono il cittadino di cento villaggi
e delle prodigiose Capitali,
l’Uomo Planetario
marinaio di tutte le finestre
della terra stordita di motori,
sono l’uomo di Tokio che si nutre
di bambù e pesciolini
il minatore d’Europa
fratello della notte,
il contadino del Congo e dell’arena,
il pescatore di grosse ostriche polinesie,
sono l’indio d’America, il meticcio
il giallo, il nero
e sono gli altri uomini del pianeta.
Sopra il mio cuore firmano i popoli
Un trattato di pace fino alla morte.
EL HOMBRE PLANETARIO
Yo soy el habitante de las piedras
Sin memoria con sed de sombra verde,
yo soy el ciudadano de cien pueblos
y de las prodigiosas Capitales,
el Hombre Planetario,
tripulante de todas las ventanas
de la tierra aturdita de motores
soy l’hombre de Tokio que se nutre
de bambu y pececillos
el minero de Europa
herman de la noche,
el labrador del Congo y de l’arena
el pescador de ostiones polinesios,
soy el indio de America, el mestizo,
el amarillo, el negro
yo soy los demas hombres del planeta.
Sobra de mi corazon firman los pueblos
un tratado de paz hasta la muerte.
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Dolce chiave solare che scalda la mia mano, estesa agli uomini senza frontiere...JORGE CARRERA ANDRADE
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Dipinto di autore sconosciuto
Rondini
Che mi cerchino domani.
Oggi ho appuntamento con le rondini.
Nelle piume bagnate dalla prima pioggia
giunge il messaggio fresco dei nidi celesti.
La luce va cercando un nascondiglio.
Le finestre voltano folgoranti pagine
che si spengono improvvise in vaghe profezie.
Fu un paese fecondo ieri la coscienza.
Oggi campo di rocce.
Mi rassegno al silenzio
ma comprendo il grido degli uccelli
il grido grigio d'angoscia
di fronte alla luce soffocata dalla prima pioggia.
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...la musica del mondo, il tenero cantico della famiglia universale degli esseri nell'unita' terrena, planetaria della sua comune origine: la luce madre"..
JORGE CARRERA ANDRADE
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EUGENE DE BLAAS
JORGE CARRERA ANDRARE
Il tuo corpo è composto di frutti.
La notte esali un odore di pesche.
Scende il tuo bacio dalla gola al cuore
come va l'acqua d'una fontana.
E la mia pelle freme alle carezze
come al soffio di Dio l'erba dei campi.
Sei una coppa di frutti posata
accanto alle mie labbra tutti i giorni.
Il tuo corpo è un giardino
Il tuo corpo è un giardino, massa di fiori
e giunchi animati.
Dominio dell’amore: sui suoi colli
inseguo gli eterni bagliori.
Territorio di gigli, patria pura
che la mia mano in un istante percorre.
Le mie labbra nel tuo specchio palpitante
prosciugano fonti di dolcezza.
Isola per le mie braccia nuotatrici,
santuario del sospiro:
Sul tuo territorio, amore, spiro
albero strangolato dai fiori.
IL CACCIATORE DI NUVOLE
Io vengo dalla terra dove la chirimoya
rete di broccato, con il suo involucro impedisce
che goccioli la dolcezza della sua neve rotonda,
e dove l'aguacate di verde pelle liscia
nella sua clausura ovale, elabora in segreto
la sua sostanza di Bores, di vene e di climi.
Terra che sfama uccelli apprendisti di lingue,
piante che, cotte, danno la morte o l'amore
o la magia del sogno o la forza felice,
teneri animaletti di alimento e di indolenza
piccoli insetti di carne vegetale e di musica
o di luce minerale o petali che volano.
(Da LUOGO DI ORIGINE) (1945-1947)
Yo vengo de la tierra donde la chirimoya,
talega de brocado, con su envoltura impide
que gotee el dulzor de su nieve redonda,
y donde el aguacate de verde piel pulida
en su clausura oval, en secreto elabora
su substancia de ßores, de venas y de climas.
Tierra que nutre pàjaros aprendices de idiomas,
plantas que dan, cocidas, la muerte o el amor
o la magia del sueňo o la fuerza dichosa,
animalitos tiernos de alimento y pereza
insectillos de carne vegetal y de musica
o de luz mineral o pétalos que vuelan.
RUBENS - Efesto
*Io sono il possessore della chiave del fuoco
Io sono il possessore della chiave del fuoco,
la chiave pacifica del fuoco naturale
che apre le invisibili serrature del mondo,
la chiave dell'amore e del papavero,
del rubino primordiale e della melagrana,
del pepe cosmico e della rosa.
Yo soy el poseedor de la llave del fuego
del fuego natural llave pacifica
que abre las invisibles cerraduras del mundo,
la llave del amor y la amapola,
del rubi' primordial y la granada,
del cosmico pimiento y de la rosa
(Da La chiave del fuoco 1948-50)
Aria di solitudine
Aria di solitudine, dio trasparente
che edifichi in segreto la tua dimora
su pilastri di vetro di quali fiori?
sulla galleria illuminata
di quale fiume, di quale fonte?
Il tuo santuario è la grotta di colori.
Lingua di splendori
parli, dio nascosto
all'occhio e all'udito.
Solamente nella pianta, nell'acqua e nella polvere ti affacci
con il tuo vestito di ali di colombe
risvegliando la freschezza e il movimento.
Sul tuo cavallo azzurro vanno gli aromi,
Solitudine diventata elemento...
Aire de soledad, dios transparente
que en secreto edificas tu morada
¿en pilastres de vidrio de que' ßores?
¿sobre la galeria iluminada
de que' rio, que' fuente?
Tu santuario es la gruta de colores.
Lengua de resplandores
hablas, dios escondido
al ojo y al oido.
Solo en la planta, el agua, el polvo asomas
despertando el frescor y el movimiento.
En tu caballo azul van los aromas,
Soledad convertida en elemento...
(Da Dettato dall'acqua 1952-53)
La luce mi guarda: esisto
...La luce mi guarda: esisto. La luce guarda
tutto attorno a me, perfino la pietra,
ed ogni albero afferma la propria esistenza
attraverso le sue foglie sottomesse, che si bagnano
nello sguardo totale dell'altezza.
Un fiume possiede nella sua anima quello sguardo,
che cercano invano di cancellare con il blu
piccole pietre o rami che affondano
e solamente fanno sorgere tra le acque
la forma del grande occhio che si apre
nel turbare la trasparenza addormentata.
...La luz me mira: existo. La luza mira
en torno mio todo, hasta el guijarro,
y cada arbol afirma su existencia
por sus hojas sumisas, que se bañan
en la total mirada de la altura.
Un rio en su alma esa mirada,
que borrar con azul en van intentan
piedrecillas o ramas, que se hunden
y hacen solo surgir entre las aguas
la forma del gran ojo que se abre
al turbar la dormida transparencia...
Lo straniero
Un gelido territorio mi circonda
una zona impermeabile e silenziosa
dove gli ardenti segni si spengono
e perdono il loro senso gl'idiomi terrestri.
Distese di piante e di città
che solo anima l'ubicuità del vento,
latitudine ridotta dalla notte,
meridiani sperduti nella mappa del sonno.
Non un gesto d'amicizia dell'uccello o della nube
o del gregario tetto accigliato.
Un muto monaco verde abita in ogni albero
e un cielo senza pupille guarda il mondo.
Tra volti cangianti ed edifici che crescono
cerco la compagnia salvatrice,
ma il suo frutto nasconde un nocciolo amaro
e mi resta tra le mani la loro forma di cenere.
Tu, solitudine perduta e recuperata,
affidi agli uccelli il tuo dominio senza limiti
e m'addentro nelle tue intime provincie
custodito da forze invisibili.
Senza memoria di bussola né di idiomi terrestri,
spronato di cielo,
guadando solitudini senza fiumi,
attraverso la muta geografia del pianeta.
El extranjero
Un territorio helado me rodea,
una zona impermeable y silenciosa
donde se apagan los ardientes singnos
y sun sentido pierden los terrestres idiomas.
Extensiones de plantas y ciudades
que anima solamente la ubicuidad del viento,
latidud abreviada por la noche,
meridianos perdidos en el mapa del sueño.
Ni un gesto de amistad del pájaro o la nube
o el gregario tejado cejijunto.
Un mudo monje verde en cada árbol habita
y un cielo sin pupilas mira el mundo.
Entre rostros cambiantes y edificios que crecen
busco la salvadora compañía,
mas esconde su fruta un hueso amargo
y me queda en las manos su forma de ceniza.
Tú, soledad perdida y recobrada,
entregas a lo pájaros tu dominio sin límites
y me interno en tus intimas provincias
custodiado de fuerzas invisibles.
Sin memoria de brújula ni terrestres idiomas,
espoleado de cielo,
vadeando soledades como rios,
la muda geografía del pianeta atravieso.
Verrà un giorno
Verrà un giorno più duro degli altri:
scoppierà la pace sulla terra
come un sole di cristallo. Un fulgore nuovo
avvolgerà le cose.
Gli uomini canteranno nelle strade
liberi ormai della morte menzognera.
Il frumento crescerà sui resti
delle armi distrutte
e nessuno verserà
il sangue del fratello.
Il mondo sarà allora delle fonti
e delle spighe che imporranno il loro impero
d'abbondanza e freschezza senza frontiere.
CULTURA & SVAGO