* * * * * * Juan Ramon Jimenez * * * * * *

JUAN RAMON JIMENEZ (1881 - 1958) 

 

Poeta spagnolo, nacque a Moguer, Andalusia, nel 1881. Fu insignito del premio Nobel per la letteratura nel 1956. Morì a San Juan de Puerto Rico nel 1958.

GUSTAV KLIMT - Veritas

D'un tratto, mi dilata

 

D'un tratto, mi dilata
la mia idea,
e più grande mi fa dell'universo.

Allora, tutto sta
dentro di me. Stelle
dure, mari profondi,
idee d'altri, terre
vergini, sono la mia anima.

E a tutto comando io,
mentre senza comprendermi,
tutto pensa a me.

CAILLEBOTTE - Jeune homme a la fenetre

Non tornerò

 

 

Io non tornerò. E la notte
tiepida, serena e tacita,
addormenterà il mondo, ai raggi
della luna solitaria.
Non ci sarà il mio corpo,
e dall'aperta finestra
entrerà una brezza fresca,
chiedendo della mia anima.
Non so chi starà ad attendermi
dopo il duplice, lungo esilio,
chi bacerà il mio ricordo,
frammezzo a carezze e lacrime.
Ma ci saran stelle e fiori
e sospiri e speranze,
e amore per i viali
all'ombra dei rami.
E quel piano suonerà
come in questa notte placida,
e non avrà chi l'ascolti,
pensoso, alla mia finestra.

Canzone

 

Quando le tue mani erano luna,
colsero dal giardino del cielo
i tuoi occhi, violette divine.

Che nostalgia, quando i tuoi occhi
ricordano, di notte, il loro cespo
alla luce morta delle tue mani!

Tutta la mia anima, col suo mondo,
metto nei miei occhi della terra,
per ammirarti, moglie splendida!

Non incontreranno le tue due violette
il leggiadro luogo a cui elevo
cogliendo nella mia anima l'increato?

Lascia colare il tuo bacio

 

Lascia colare il tuo bacio
come una fonte -
filo fresco nella tazza
del mio cuore!

Il mio cuore, poi, sognando,
ti restituirà, doppia, l'acqua del tuo bacio,
dal canale del sogno,
da sotto la vita.

E l'acqua del tuo bacio
- o nuova aurora della fonte!
sarà eterna,
perché il mio cuore sarà la sua sorgente.

 

GIOVANNI BOLDINI

JUAN RAMON JIMENEZ - Destino (Ventura)

 

Destino! Che albero invisibile e infinito

dà il tuo frutto, che l'anima

a volte raccoglie, maturo?

 

Quali di queste idee sono i tuoi rami,

di questi sentimenti sono i tuoi fiori,

di queste canzoni sono i tuoi uccelli,

di questi sorrisi i tuoi profumi?

 

Cosa alimenta le tue radici?

In che modo, da dove, come

in questo limone dalla mia finestra, tu entri

nella nostra stanza più interna

e lì sfiori, dolcemente, il cuore?

 

¡Ventura: ¿qué árbol invisible e infinito

da tu fruto, que el alma

a veces coje, pleno?

 

¿Cuáles de estas ideas son tus ramas

de estos sentimientos son tus flores,

de estas canciones son tus pájaros,

de estas sonrisas tus aromas?

 

¿Qué te alimenta tus raíces?

¿Cómo, por dónde, iqual

que este limón por mi ventana,

entras en nuestra cámara más honda

y rozas allí, dulce, el corazón?

CLAUDE MONET - Signora in giardino

JUAN RAMON JIMENEZ

 

*Sei bella come è bello il prato 

 

Sei bella come
è bello il prato tenero dietro l'arcobaleno
nel tacito meriggio d'acqua e sole,
come i riccioli della primavera
nel sole dell'aurora,
l'avena fine della staccionata
contro il sole calante dell'estate,
come i tuoi occhi verdi e il mio riso vermiglio,
Il mio profondo cuore e il mio amoroso palpito.

Il Ricordo

I

Non te ne andare, ricordo, non te ne andare!
Volto, non svanire così,
come nella morte!
Continuate a guadarmi, occhi fissi,
come un momento mi guardaste!
Labbra sorridetemi,
come un momento mi sorrideste!

II

Ah fronte mia, datti da fare;
non lasciare che si sparga
la sua forma fuori del suo ambiente!
Comprimi il suo sorriso ed il suo sguardo,
fino a farli divenir mia vita eterna!

III

-Sebbene mi dimentichi di me stesso;
sebbene prenda il mio volto, nel soffrir tanto per lui,
la forma del suo volto;
sebbene io sia lei,
sebbene si perda in lei la mia struttura! -

IV

Oh ricordo, sii me!
Tu - lei - sii ricordo, tutto e solo, per sempre;
ricordo che mi guardi e mi sorrida
nel nulla;
e ricordo, vita con mia vita,
divenuto eterno cancellandomi, cancellandomi

Solitudine

 

Di te stesso sei colmo, e tuttavia,
quanto di te stesso sei privo,
solo, e lontano, sempre da te stesso!

Aperto in mille ferite, ogni istante,
come la fronte,
van le tue onde, come i pensieri,
vengono, vanno e vengono,
baciandosi, fuggendo,
in un eterno conoscersi,
mare, e dimenticarsi.

Sei tu, e tu non lo sai,
batte il tuo cuore in te, senza saperlo...
Che colmo di solitudine, mare!

Incontro di due mani

 

Incontro di due mani
in cerca di stelle,
nella notte!

Con che pressione immensa
si sentono le purezze immortali!

Dolci, quelle due dimenticano
la loro ricerca senza sosta,
e incontrano, un istante,
nel loro circolo chiuso,
quel che cercavano da sole.

Rassegnazione d'amore,
tanto infinita come l'impossibile!

Principio di primavera

 

Con il fiore ancora a terra
-oh rosso arboscello! -
mi tendeste, nel vento ancora freddo,
le braccia delicate.

Vita!

 

Giorno difficile, in cui il sole
e le nuvole combattono
a tratti aperto, fiore,
a volte chiuso, frutto,
per confondersi nella notte!

Vita!

Veglia in cui gli occhi
si aprono e si chiudono,
in un gioco stanco
di verità e menzogna,
per confondersi nel sogno!

Vita!

CLAUDE MONET - San Giorgio Maggiore at Sunset

Nostalgia del mare

 

Quanto dolore,
bellezza!

L'odio accende fuochi di passione
sui fuochi lontani fari, grandi fiori rossi,
delle coste del mare; grida all'erta
di fiamma bianca e verde,
sulle grida di fiamme
dei sogni, che, come nei sogni,
non si sa, in verità, se furono...
E sono quelli ancor mal desti
che brutta espressione, che freddo!
contro quelli ancor mal addormentati
che brivido, che espressione ancor più brutta!

E la morte si unisce con la vita

inaspettatamente, qua e là, come in bagliori
di cento colori tragici ed acuti;
si unisce con il sogno,
che preferisce morire anzichè svegliarsi.
si unisce con il sogno.

Comincia a far giorno rosso e bianco.
Coste che fumano, nel primo sole,
per quelli che vivono ancora!

Io non sono io


Io non sono io
sono colui
che cammina accanto a te senza che io lo veda;
che, a volte, sto per vedere,
e che, a volte, dimentico.
Colui che tace, sereno, quando parlo,
colui che perdona, dolce, quando odio,
colui che passeggia là dove non sono,
colui che resterà qui quando morirò.

 

Yo no soy yo.
                            Soy este
que va a mi lado sin yo verlo,
que, a veces, voy a ver,
y que, a veces olvido.
El que calla, sereno, cuando hablo,
el que perdona, dulce, cuando odio,
el que pasea por donde no estoy,
el que quedará en pie cuando yo muera.

Rampicanti

 

Sei come il fiore
del ramo più alto
del cielo.
Il tuo profumo viene
che buono! Da tanto lontano
come io reco,
col ramo più profondo
della terra, il mio bacio.

Tramonto sul mare - HOLMBOE THOROLF

Universo

 

Il tuo corpo: gelosia del cielo.
La mia anima: gelosia del mare.
Altro cielo pensa la mia anima.
Altro mare sogna il tuo corpo.

Risveglio

 

Vorrei essere sempre per te, vita,
come il fiore, che durante la notte
dal sogno infinito di tesori
delle sue foglie chiuse,
dona, in un momento, aprendosi col giorno,
tutta l'essenza del suo sogno!

GIORGIO DE CHIRICO - Manichini Il giorno E LA Notte 1926

Nel nostro amore, la pena e la gioia

 

Nel nostro amore, la pena e la gioia
si accendono e si spengono,
come, a primavera,
la mattina e la sera.

Oh soave scontro dolce
dell'ombra e della luce,
della luce e dell'ombra
-né luce del tutto,
né ombra del tutto -,
belle loro due, come quelle due;
simulacro di lotte,
uguali nella disfatta e nel trionfo!

Rose

Mi cammini dentro,
moglie nuda,
come la mia anima.

E, con te, il mio corpo
è come una lunga galleria magica,
che sbuca in un mare soleggiato senza nessuno.

 

Notturno

Ti bacerò nel buio,
senza che il mio corpo tocchi
il tuo corpo.
-Abbasserò le tende,
ché neanche la nebbia entri
dal cielo-.
Ché nella morte assoluta
di tutto, esista solo,
nuovo mondo, il mio bacio.

Rigoglio

sta con me! Ma la primavera,
rinnovando lo sfondo
della sua fuga, ripete
la sua fuga nel presente.

E l'immagine del mio amore
se ne va, inseguita
dal mio vivo ricordo, con l'anima
di lei, di cui resta
il corpo, vano, col mio corpo
vano!

Ristagno

 

L'amore, tra me e me,
è così impalpabile, così sereno, così in sé,
come l'aria invisibile,
come l'acqua invisibile, tra la luna
del cielo
e la luna del fiume.

Il mio amore era così unico

Il mio amore era così unico
come il cielo iridato di una goccia
di rugiada, in un fiore dell'alba.
Il tuo sole mi colpì nel sangue,
evaporò la rugiada,
e restai senza cielo.

Amore

Intera, nel mattino, giorno a giorno,
per me: completa, corpo e anima
- fiore chiuso di nuovo con l'aurora,
col suo profumo stretto in sé,
barca tornata al porto, con il sole,
dalla pesca notturna in mare aperto,
con la vela piegata -,
mentre mi fai con gioia - per me intera -,
come regina buona, tra sorrisi dimentichi del regno,
il regalo del sonno!

Io e Me

Mi sfidi, mi fronteggi
come nello
specchio d'acqua zampillo ed immagine.

Come potrò trovare la via eterna
ch'offre lo specchio all'anima degli occhi
se vieni tu dal fondo della via
con la forza di quest'ansia che a un tratto
nasce da me, non so di dove, come tu da te stesso?

Intorno, tutto è luce.
Ma io non posso andare all'infinito di cui l'anima ha sete
per questo luogo - il suo! - dal quale tu
mi vieni incontro.

Ah, forza della mia immagine - vita! -
più forte di me stesso!

Venne, Dapprima, Pura

Venne, dapprima, pura,
vestita d'innocenza.
E l'amai come un bimbo.

Dopo s'andò coprendo
di non so quali vesti.
E presi, senza saperlo, ad odiarla.

Fu infine una regina,
sfarzosa di tesori...
Che ira, quale amarezza insensata!

... Ma ecco, s'andò svestendo.
E io le sorridevo.

Rimase con la tunica
dell'innocenza antica.
Credetti ancora in lei.

E si tolse la tunica,
apparì tutta nuda... Oh poesia
nuda, passione della mia
vita, ora mia per sempre!

È cosi Breve il Nostro Cammino

È cosi breve il nostro cammino
Nel sogno dell'amore!
Il mondo di una rosa!

Ma noi lo rendiamo
Immenso con soste
Di lunghi baci
Sulle foglie aperte.

Canzone

 

Il cuore mi adornai

con le rose del sogno

e cominciai il mio viaggio nell'azzurro.

 

Le stelle stavan tutte

sedute, bimbe nude, dondolando

senza fine nell'azzurro le gambe,

in fila sopra il margine dei cieli.

 

Mentre arrivavo, per giuoco mi urtavano

coi piedi l'anima, e

ridendo mi gettavano

nel giorno frastornato dal ridesto.

Amore
Il terreno, grazie a te,
piacevole, diventò
celeste.
Poi
il celeste, grazie a me,
piacevole, diventò
umano.