* * * * * * * * * Marcos Ana * * * * * * * *
MARCOS ANA (1920)
Il poeta spagnolo Fernando Macarro Castillo, scelse come nome d'arte quello dei suoi genitori, il padre Marcos e la madre Ana. Per le sue idee politiche rivoluzionarie, a soli 19 anni, sotto il regime franchista, fu imprigionato; visse in celle di rigore e fu più volte torturato e condannato a morte due volte. In cella compose poesie che furono imparate a memoria dai suoi compagni di prigionia. Le sue poesie, divulgate dagli amici che, una volta liberati, pubblicate e illustrate da Pablo Picasso, commossero tutto il mondo. Fu liberato nel 1962. Ha scritto una struggente autobiografia, Ditemi com'è un albero.
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Il momento più difficile fu la libertà. Avrei potuto sopportare
altri cento anni di carcere. È stato molto più doloroso
il processo di adattamento alla vita. MARCOS ANA
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Ditemi com'è un albero
Ditemi com’è un albero.
Ditemi il canto del fiume
quando si copre di uccelli.
Parlatemi del mare. Parlatemi
del vasto odore della campagna.
Delle stelle.
Dell’aria.
Recitatemi un orizzonte
senza serratura né chiavi
come la capanna di un povero.
Ditemi com’è il bacio
di una donna.
Datemi il nome
dell’amore: non lo ricordo.
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Sono diventato un professore di sogni, ma ancora adesso non riesco a evitare di sognare la prigione. MARCOS ANA
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La mia casa e il mio cuore (sogno di libertà)
Ma se io dovessi rinascere
e ricominciare da capo,
io amerei all'infinito sempre
e comunque.
Se un giorno tornerò alla vita,
la mia casa non avrà chiavi,
sempre aperta,
come il mare, il sole, l'aria.
Che entrino la notte e il giorno,
la pioggia azzurra, la sera,
il pane rosso dell'aurora, la luna:
mia dolce amante.
Che l'amicizia non trattenga
il passo sulla soglia,
né le rondini in volo,
né l'amore le labbra.
Nessuno.
La mia casa,
il mio cuore, mai chiusi.
che passino gli uccelli,
gli amici, l'amore e l'aria.
Sarà che i miei sogni spaventano il tiranno
Sarà che i miei sogni spaventano il tiranno
come un lontano canto,
come sepolte campane,
come tutte le voci che non capisce.
Sarà che i miei sogni,
di uomo e di poeta,
sono coperti dal ferro
che mi rinchiude la vita
e ora sogno spade allegre.
Sarà, mi domando,
che ancora non capiscono
che incarcerarono l'uomo
perché non furono capaci,
dell'assalto vincente
al forte dei suoi sogni
che con più forza lo fa sognare.
CULTURA & SVAGO