Modi di dire

ETIMOLOGIA        VOCABOLI       FILOSOFIA       UMORISMO     HOME PAGE 

 

**********************

 

MODI DI DIRE

 

A bizzeffe - Si richiama all'usanza romana di concedere la grazia al supplicante con la formula a bis fiat, ma la concessione della grazia in forma piena era data a bis fiat fiat, che in forma contratta diventata a bis ff , ossia a bis effe.

 

Abbassare la cresta - E' il comportamento tipico del gallo quando perde nel confronto con l'avversario. Dal mondo contadino e animale è derivato questo modo di dire, che indica la necessità di abbassare le proprie pretese e adattarsi alla situazione.

 

Acqua in bocca (=fare silenzio, non riferire un segreto). L'origine di questo modo di dire deriva dal rimedio proposto da un confessore a una donna pettegola e chiacchierona, che non riusciva a mantenere i segreti: le consigliò di riempirsi d'acqua la bocca ogni volta che voleva rivelare qualcosa.

 

Acquolina in bocca - Si riferisce alla salivazione che si verifica alla vista di un cibo particolarmente gradito, collegandolo con esperienze precedenti. Nasce dall'esperimento di Pavlov sul riflesso condizionato.

 

Ai posteri l'ardua sentenza - è un modo di dire utilizzato quando è difficile pronunziarsi su un evento.

Fu ALESSANDRO MANZONI a scrivere "ai posteri l'ardua sentenza" nell'ode Il 5 maggio.

 

Ai tempi in cui Berta filava - Questo modo di dire, che indica il Medioevo, l'antichità, si riferisce a Berta, moglie di Pipino il breve e madre di Carlo Magno, patrona delle filatrici.

 

Al di là del bene e del male - Significa al di fuori delle convenzioni e dei giudizi morali. Si richiama all'omonima opera di Friedrich Nietzsche.

 

Alla chetichella - Significa andarsene in silenzio, di nascosto e deriva da cheto (=quieto, tranquillo, silenzioso).

 

Alle calende greche (ossia mai) -  Mentre i Romani denominavano calende i primi giorni del mese, i Greci non avevano calende; perciò è nato questo modo di dire, con cui si indica un evento che non avverrà mai.

 

Allevare una serpe in seno (Aiutare qualcuno che in seguito potrebbe rivelarsi pericoloso). Deriva da una favola di Fedro, nella quale si parla di un contadino che salvò una serpe da morte certa e ne fu poi morso mortalmente.

 

Andare a Canossa - Questo modo di dire, che indica una grave, ma necessaria umiliazione, ha un'origine storica. Nella lotta per le investiture Enrico IV fu costretto a chiedere perdono a papa Gregorio VII, recandosi presso la contessa Matilde di Canossa, che aveva ospitato il pontefice. In quell'inverno rigido il re, scalzo e seminudo, dovette aspettare tre giorni e tre notti prima di essere ricevuto dal papa e perdonato.

 

Andar per la maggiore (essere in voga). Nella Firenze medievale tale frase indicava l’essere iscritto ad una delle arti maggiori.

 

A tutta birra , ossia a gran velocità, è un modo di dire di origine francese. Deriva infatti dall'espressione popolare a toute bride, ossia a briglia sciolta, tradotta e interpretata nel modo che è giunto fino a noi.

 

Avere il bernoccolo per la matematica, per il disegno, per la musica ... - Questo modo di dire ha un'origine pseudoscientifica. Un medico tedesco settecentesco, Franz Joseph Gall, fondatore della frenologia, sostenne che diverse funzioni psichiche e, in particolare, le attitudini, dipendevano dalle differenti conformazioni craniche; studiando le protuberanze e il contorno del cranio era possibile analizzare le diverse caratteristiche delle personalità. Gall collezionava diversi crani umani su cui conduceva le sue ricerche e misurazioni. La frenologia ebbe successo per almeno un secolo e soltanto alla fine dell'Otttocento ne fu dimostrata l'infondatezza.

 

Avere l'argento vivo addosso - Deriva dalle caratteristiche del mercurio che, allo stato liquido a temperatiura ambiente, si muove all'impazzata.

 

Avere le corna - Questo modo di dire deriva dal mondo animale. I cervidi, durante la stagione degli amori, sviluppano grossi palchi di corna, che li rendono vistosi anche in lontananza e particolarmente appetibili dalle femmine, le quali scelgono il maschio con le corna più vistose.

 

Avere un asso nella manica - Si riferisce all'usanza dei bari di nascondere nella manica, per tirarla fuori al momento opportuno, la carta di valore più alto, ossia l'asso.

 

A  ufo (es. mangiare pane a ufo) - Deriva dalla siglia Auf (ad usum fabricae operis) posta sul materiale edilizio destinato alla fabbrica di San Pietro, per il quale, dunque, non era dovuto il dazio. 

 

Avere sangue blu nelle vene - Questa locuzione, nata nell'Ottocento, deriva dal fatto che i membri delle famiglie regnanti inglesi fossero affetti da emofilìa, caratterizzata da una notevole riduzione della capacità di coagulazione, per cui le vene sono molto scure (blu). Ne era affetta la regina Vittoria.

 

Battere cassa - Significa chiedere denaro. Risale ad epoche in cui non esisteva la carta moneta: per sapere se c'era denaro in cassa, bastava batterla (scuoterla): se non suonava, significava che era vuota. Suonava soltanto se c'era denaro.

 

Capro espiatorio - Indica la persona accusata ingiustamente di aver commesso ingiustizie e atti criminosi. Ha un'origine biblica e si riferisce all'usanza di invocare Dio sacrificandogli un ovino (un capro).

 

Cercare col lanternino - Questo modo di dire, che si riferisce al filosofo Diogene, il quale girava per il villaggio con una lanterna, dichiarando di cercare l'uomo.

 

Chi ha fatto trenta può fare trentuno - Espressione nata quando papa Leone X, chew aveva deciso di nominare trenta nuovi cardinali, si accorse di aver dimenticato di nominare un degnissimo prelato. A qualcuno che gli chiese come mai ne avesse nominati proprio trentuno, il pontefice rispose: Chi ha fatto trenta può fare trentuno.

 

Ci vorrebbe il pozzo di San Patrizio (= si vorrebbero soddisfare i desideri). Deriva dal fatto che un tempo si credeva che nel pozzo di San Patrizio di Orvieto vi fosse sempre acqua in abbondanza a causa della sua profondità inimmaginabile.

 

Color giallo Isabella - Si tratta di una particolare tonalità di giallo-rossiccio. Secondo la tradizione, la voce deriverebbe da Isabella d'Austria, che avrebbe fatto voto di non cambiarsi la camicia durante l'assedio di Ostenda fino alla vittoria del marito, l'arciduca Alberto d'Austria. Poiché Ostenda resistette più del previsto, la battaglia durò ben tre anni e l'arciduca poté tornare vincitore solo tre anni più tardi: nel frattempo, la camicia di Isabella aveva assunto un colore giallastro che da lei prese il nome.

 

Combattere con i mulini a vento - Questo modo di dire, che significa condurre una battaglia inutile, si richiama ad un notissimo personaggio letterario, Don Chisciotte, protagonista dell'omonima opera di Miguel de Cervantes.

 

Croce di Sant'Andrea (Croce a X) – Deriva da Sant'Andrea, fratello di San Pietro, che morì crocefisso a Patrasso su una croce a forma di X.

 

Dare i numeri (nel senso di sragionare o strafare) deriva dal gioco del lotto e, in particolare, dalla Smorfia napoletana, che fa corrispondere arbitrariamente ad ogni numero una figura (ad esempio 90=la paura; 47=morto che parla). 

 

Dare un colpo al cerchio e uno alla botte - Gli antichi bottai, per costruire le botti, colpivano col martello delle doghe (= assi di legno) riscaldate, dando un colpo alla doga e uno al cerchio.

 

Darsi all'ippica - Deriva da un evento storico: il gerarca fascista Achille Starace arrivò ad un convegno di medicina con un'ora di ritardo. Si giustificò dicendo: Fate ginnastica e non medicina. Abbandonate i libri e datevi all'ippica.

 

Di punto in bianco - Questo modo di dire, nato in campo militare, si riferisce al tiro delle artiglierie che, all’improvviso, sparavano direttamente senza elevazione e con il congegno di puntamento in bianco, cioè che non segnava nessun valore.

 

Dormire sugli allori - Si riferisce all'antica usanza di coronare i vincitori e i poeti con corone di alloro.

 

È un altro paio di maniche - L'espressione si diffuse nell'età medievale e rinascimentale, quando, per necessità pratiche, o  per esigenza decorativa, i vestiti erano corredati di maniche di ricambio ed era possibile scegliere, ogni volta, quali maniche abbinare al vestito indossato. Le maniche erano spesso realizzate con tessuti preziosi e le dame, nei tornei, se le staccavano e le donavano ai cavalieri vincitori. Le maniche venivano scambiate come dono tra innamorati. Da qui l'origine della parola mancia (da manche, che in francese significa manica). 

 

Essere al settimo cielo - Essere al  culmine della felicità. Questo modo di dire deriva dalla concezione aristotelico-tolemaica, a cui fa riferimento anche Dante Alighieri, secondo la quale la Terra, ferma al centro dell'universo, era circondata da sette cieli concentrici.

 

Essere al verde - Secondo un'usanza medievale, nelle aste pubbliche all'inizio si accendeva una candela di sego tinta di verde nella parte terminale, per cui, quando si arrivava al verde, l'asta aveva termina.

Secondo un'interpretazione più recente, questo modo di dire è nato nelle case da gioco, dove il giocatore che, all'inizio della giocata ha a disposizione tante fiches che gli ricoprono il tavolo, quando ha perso tutto è al verde, non vedendo davanti a sé altro che il tavolo verde.

 

Essere come il Franceschiello - Significa organizzare riunioni piene di aspettative, ma incapaci di produrre risultati. Si riferisce al Vicerè Francesco di Napoli, detto Franceschiello che, in battaglia, collezionava più sconfitte che vittorie.

 

Essere in bolletta - Essere in difficoltà economiche. La bolletta era la polizza rilasciata dal Monte di Pietà.

 

Essere in tredici a tavola porta sfortuna perché all'Ultima cena erano tredici i commensali: Gesù e i dodici apostoli; Giuda, il tredicesimo,  lo tradì, condannandolo a morte.

  

Essere sosia di qualcuno – Il sosia è una persona che viene scambiata per un’altra, a causa dell’elevata somiglianza. Deriva da una commedia di plauto, Anfitrione. Per aiutare Giove, innamoratosi della bella Alcmena, assume le sembianze di suo marito, Anfitrione, Mercurio, assume le sembianze di Sosia, servo di Anfitrione.

 

Essere un anfitrioneAnfitrione è, per antonomasia, il padrone di casa generoso che accoglie generosamente gli ospiti. Anfitrione (vedi voce precedente), re di Tirinto, ospite generoso, sposò Alcmena, donna molto bella e fedele, della quale si era innamorato Zeus che, approfittando dell'assenza del marito, ne prese le sembianze infilandosi nel letto di Alcmena. Dalla relazione nacque Ercole.

 

Essere un pezzo da novanta - Questo modo di dire deriva dal gergo militare e si riferisce al calibro (novanta, appunto) del pezzo forte (ossia il cannone).

 

Essere una palla al piede - L'espressione, riferita a cosa o persona estremamente fastidiosa, deriva dalla palla di piombo legata al piede dei prigionieri per impedirne la fuga.

 

Essere sul letto di Procuste - Significa non essere liberi di pensare o di agire, sentirsi condizionati. La locuzione ha origine mitologica. Procuste era un brigante che aveva costruito un letto scavato nella roccia. Egli si appostava su un monte e costringeva i malcapitati passanti ad adattarsi alla lunghezza del letto: se erano troppo piccoli, ne stirava le membra fino a farle arrivare alla lunghezza del letto; se erano troppo lunghi, amputava la parte sporgente. Fu sconfitto da Teseo.

 

Fare baccano - Dalle feste romane dette baccanali, in nome del dio Bacco (Dioniso per i greci), che erano delle vere e proprie orge. 

 

Fare bancarotta - Risale all'antica usanza di rompere il banco del mercato al commerciante che dichiarava fallimento.

Fare a scaricabarile - Deriva dall'antica consuetudine (in epoche in cui non vi erano i mezzi usati oggi dai ponpieri) di spegnere un incendio affidando ad alcune persone, equidistanti nel tragitto dal pozzo alla casa in fiamme, di porgere il barile colmo d'acqua all'altro e questi al successivo e così via. In questo modo nessuno era responsabile se l'incendio non veniva domato.

 

Fare come l'asino di Buridano - Significa essere talmente indeciso di fronte a due alternative valide, da farle diventare irrealizzabili. Si riferisce al famoso  paradosso attribuito al filosofo Giovanni Buridano, secondo il quale un asino, posto di fronte a due quantità perfettamente uguali di fieno, indeciso fra le due, si lascia morire di fame, essendo incapace di decidersi.

 

Fare fiasco - Deriva dall'antica arte di fabbricare il vetro. Quando il vetraio, soffiando sul composto rovente per farne un vaso cilindrico, otteneva un prodotto scadente, soffiava ancora per gonfiarlo al centro e poi lo ricopriva di paglia.

 

Fare il bastian contrario - (Bastian = diminutivo di Sebastiano e  contrario). Nel 1747 nella battaglia dell’Assietta  fu dato ordine all’esercito di ripiegare sulla seconda linea. Solo il conte di San Sebastiano disubbidì.

 

Fare il diavolo a quattro - Significa strepitare, fare confusione. Questo modo di dire deriva dalle rappresentazioni medievali che venivano denominate gran diavolerie, perché prevedevano la comparsa di quattro o più diavoli.

 

Fare le cose alla carlona (= fare tutto in modo approssimato e impreciso). Deriva dall'imperatore Carlo Magno, uomo semplice ed ignorante, che si affidava agli esperti in tutto.

 

Farsi infinocchiare significa farsi abbindolare senza rendersene conto. Questo modo di dire, di origine contadina, deriva dal fatto che il sapore intenso del finocchio riesce a modificare positivamente il gusto di cibi e bevande, I furbi contadini, dovendo vendere del vino scadente, offrivano ai compratori del finocchio da mangiare durante la degustazione.

 

In bocca al lupo è l'augurio che si fa a chi sta per affrontare una situazione impegnativa, ad esempio un esame. Colui che riceve l'augurio deve rispondere Crepi il lupo. Entrambi i modi di dire derivano dalla notissima fiaba di Cappuccettorosso: essere in bocca al lupo indica un pericolo che, alla fine, viene superato; a tale scopo il lupo deve morire (crepiil lupo) per mano del cacciatore, che riesce così a salvare Cappuccetto Rosso.

 

In primo luogo, ossia all'inizio del discorso, è un modo di dire che sembra risalire all'oratore e filosofo latino Cicerone, il quale, per memorizzare i suoi discorsi, utilizzava quello che oggi è chiamato "il metodo dei loci", ossia scomponeva il discorso in un certo numero di parole-chiave, associando ciascuna di esse alle stanze (luoghi o loci) di una casa di sua conoscenza. Successivamente, gli bastava ripercorrere l'itinerario da una stanza all'altra per ricordare l'intero discorso.

 

La mia metà - Questo modo di dire, usato da uomini e donne per riferirsi ai rispettivi consorti, risale al pensiero di Platone il quale, nel Simposio, propone il mito dell'androgino, un essere metà uomo e metà donna. Secondo la narrazione platonica, gli androgini erano così fieri di sé da provocare il risentimento di Zeus, il quale, per punirli, li divise a metà, separando i due sessi. Uomini e donne, da allora, vanno ansiosamente alla ricerca della loro metà. Per Platone l'amore consiste sostanzialmente in un bisogno, nel desiderio di completamento che caratterizza l'essere umano.

 

Lavarsene le mani - Nel senso di disinteressarsi di qualcosa, di non assumersene la responsabilità, risale al Nuovo Testamento e si riferisce a Ponzio Pilato che, interpellato sulla condanna a morte di Gesù, non volle pronunziarsi e chiese dell'acqua per lavarsi le mani.

 

Mangiare la foglia (= Diventare furbi). - Deriva dal mondo animale. Il baco da seta inizialmente cresce nel suo bozzolo, poi comincia a nutrirsi delle foglie del gelso e produce la seta.

Mettere alla berlina - L'espressione deriva da un'antica punizione, che consisteva nell'esporre il condannato alle offese e agli insulti dei passanti, mettendolo in ginocchio legato, incatenato e con la testa e le mani infilate in un'asse di legno con appositi fori (che si chiamava berlina).

 

Mettere i puntini sulle i - L'espressione risale all'epoca dell'invenzione della stampa. Inizialmente la i, senza puntino, poteva facilmente essere confuso con altri segni; per distinguerla, fu necessario aggiungere il puntino alla i, ma ciò apparve un'inutile pignoleria.

 

Nato con la camicia - Si dice di nenato che nasce ancora avvolto nel sacco amniotico. Nel Medioevo si riteneva che questi neonati fossero destinati a una vita felice e fortunata.

 

Non avere il becco di un quattrino - Il quattrino era una moneta di scarso valore, su cui era raffigurata una nave romana da guerra col rostro (becco). Non avere il becco di un quattrino significa non riuscire a vedere neppure una monetina.

 

Non avere né arte né parte - L'arte deriva dalle corporazioni medievali, in cui i lavoratori erano suddivisi in base al loro mestiere o alla loro categoria; la parte (guelfa o ghibellina) riguardava la posizione politica nei confronti dello Stato o della Chiesa; chi non aveva né Arte né Parte non si poteva riconoscere in nessuna corporazione.

 

Non c'è trippa per i gatti - Frase attribuita a Ernesto Nathan, sindaco di Roma che, a causa delle gravi ristrettezze economiche in cui versava il Comune, operò una serie di tagli alvbilancio, compresa la somma stanziata fino ad allora per nutrire i gatti della città.

 

Non essere né carne né pesce - Fino a qualche decennio fa, il cristiano il venerdì di Quaresima doveva astenersi dal mangiare la carne; nei tempi antichi, il cristiano doveva scegliere soltanto alimenti che non fossero né carne né pesce. Scegliere alimenti che non fossero né carne né pesce diventava un problema.

 

Non essere uno stinco di santo - Nei reliquiari, dove si conservano i resti del corpo dei santi, la reliquia più voluminosa è costituita dall'osso della gamba, lo stinco.

 

Non plus ultra - Deriva dalla scritta Nec plus ultra, che secondo la leggenda era scritta sulle colonne d'Ercole (stretto di Gibilterra), ritenute i confini del mondo.

 

Pagare salato - Nell'antichità l'estrazione del sale dal mare dipendeva da sistemi di lavorazione costosissimi e pericolosi, per cui il sale che se ne ricavava aveva un valore altissimo, sproporzionato alla piccola quantità di sale concessa al lavoratore come mercede del suo lavoro.

 

Perdere la Trebisonda - Questo modo di dire, che equivale a perdere la bussola, deriva dal nome della città turca di Trebisonda, che costituiva un importantissimo punto di riferimento visivo per le navi, al punto che, se veniva percorsa una rotta sbagliata, ne derivavano pericoli e naufragi.

 

Perdere le staffe - Questo modo di dire, che significa arrabbiarsi al punto da non controllarsi più, si riferisce alle staffe, ossia gli anelli che venivano attaccati alle zampe dei cavalli per consentire ai cavalieri di montare in sella comodamente.

 

Pesce d'aprile - Un giorno l’imperatore Domiziano convocò d’urgenza il Senato. I senatori, molto agitati e preoccupati, accorsero subito. Entrarono due schiavi che portavano un vassoio con un grosso pesce. Domiziano, con aria molto seria, chiese ai presenti: Ecco il dilemma! Come bisogna cucinarlo? Poiché quel giorno era il primo di aprile, la tradizione ritiene che da quell’episodio sia nato il pesce d'aprile.

 

Piangere lacrime di coccodrillo (fingere di avere rimorso). I coccodrilli versano abbondanti lacrime, ossia si lubrificano gli occhi, per motivi fisiologici. Un tempo si credeva che piangessero dopo aver divorato una preda.

 

Piantare in Asso - Ha un'origine mitologica e si riferisce a Teseo, il quale era stato aiutato da Arianna a sconfiggere il Minotauro e ad uscire dal labirinto, ma poi l'abbandonò sull'isola di Nasso (Da piantare in Nasso deriva erroneamente la frase oggi usata piantare in asso).

Piove, governo ladro! - Questa locuzione ha un'origine storica: nel 1861 i mazziniani avevano organizzato una grande manifestazione ma, nel giorno stabilito, piovve tanto che la manifestazione non si fece. In una vignetta satirica sul giornale Il Pasquino venne allora pubblicata una vignetta raffigurante tre mazziniani che si riparavano dalla pioggia. La didascalia della vignetta era proprio Piove, governo ladro!

 

Piovere dal cielo - Espressione di origine biblica. Jahvé, per aiutare il popolo eletto durante una carestia, fece cadere la manna dal cielo per alimentarli.

 

Piovere sul bagnato - Questo modo di dire deriva dalle prose di Giovanni Pascoli: Piove sul bagnato: lagrime su sangue, sangue su lagrime. L'espressione ebbe fortuna e da allora è entrata nel gergo comune.

 

Roba da chiodi - Deriva dall'usanza dei fabbri di utilizzare gli scarti di lavorazione del ferro per fabbricare i chiodi e indica prodotti e manufatti di qualità scadente.

 

Salvare capre e cavoli - Significa cercare di difendere i diritti di tutti quelli che sono in pericolo e deriva da un antichissimo gioco di logica.

 

Senza infamia e senza lode - Questo diffuso modo di dire, che sta a indicare la mediocrità, risale a un famoso verso della Divina Commedia di dante Alighieri il quale, indicando gli ignavi, li chiama “coloro che visser sanza ‘nfamia e sanza lodo”.

 

Spada di Damocle - La locuzione denota l'insicurezza e la pericolosità sempre in agguato nella vita delle persone di potere. Questo modo di dire ha un'origine mitologica: Damocle invidiava il lusso e l'agiatezza del tiranno Dionigi, il quale gli propose per un giorno di scambiarsi i ruoli. per quel giorno Damocle ebbe agi e comodità a disposizione e poteva comandare su tutti ma, quando sedette a tavola, una spada legata al soffitto gli pendeva costantemente sulla testa.

 

Tallone di Achille (= l'unico difetto, l'unica debolezza). La ninfa Teti, per rendere immortale il figlio Achille, lo immerse nel fiume Stige trattenendolo solo per il tallone, che rimase fuori dall'acqua. Paride, subito dopo la morte di Ettore, colpì mortalmente Achille con una freccia.

 

Tagliare la corda - Espressione legata alla barca, che veniva legata a riva con una corda. Per salpare, naturalmente, bisognava tagliare la corda.

 

Tempo di vacche magre - Espressione di origine biblica, che deriva dal sogno riferito da Giuseppe al faraone. Le vacche magre stavano ad indicare una lunga carestia.

 

Tornare con le pive nel sacco - Le pive sono strumenti musicali. Questo modo di dire nasce da un'antica usanza militare: in caso di vittoria l'esercito trionfante rientrava accompagnato da canti e musiche mentre, in caso di sconfitta, rientrava in silenzio e gli strumenti venivano chiusi (nel sacco).

 

Trovarsi tra Scilla e Cariddi - Significa dover scegliere tra due situazioni ugualmente pericolose. Sclla e Cariddi, secondo la mitologia, erano due mostri che si fronteggiavano tra la costa calabra e quella della Sicilia. Nei loro gorghi le navi naufragavano.

 

Uscire per il rotto della cuffia – Secondo l’accezione più accreditata, si riferisce al copricapo imbottito, indossato dagli antichi cavalieri sotto la celata. Poiché nelle giostre medievali i colpi assestati sulla cuffia erano considerati validi, uscire per il rotto della cuffia significa cavarsela a malapena.

 

Vincere sul filo di lana - Sembra che questo modo di dire sia nato nell'ambiente delle gare di corsa podistica dove, per stabilire con precisione chi fosse il vincitore, veniva teso un filo di lana sulla linea del traguardo.

Spazio pubblicitario. Per informazioni cliccate qui

Newsletter