POETESSE ITALIANE CONTEMPORANEE
IN QUESTA PAGINA LEGGERETE POESIE DI
AMALIA GUGLIELMINETTI
ANNIE VIVANTI
EVELINA CATTERMOLE MANCINI
VITTORIA AGANOOR POMPILI
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ANNIE VIVANTI- Quando sarò partita
Quando sarò partita, piangerai
Alta la testa e il viso indifferente,
Riderai forte, riderai sovente;
Ma la mia voce non soffocherai
Che in fondo al cuor ti suonerà fremente
No! la mia voce non la scorderai.
Quando sarò partita, studierai
Chino sovra i tuoi libri attentamente;
Ma ti starò dinanzi sorridente,
Ed echeggiar nel vuoto core udrai
Il suon del riso mio, lieto, insistente.
Il mio sorriso non lo scorderai.
Quando sarò partita, ingrasserai;
Mangerai bene; e pacificamente
La notte dormirai. Ma, in sogno, ardente
Sul viso il soffio mio ti sentirai,
E i baci miei ti renderan demente;
Le mie carezze non le scorderai
ANNIE VIVANTI - Tra poco
Tra poco, quando cesserò d’amarti,
Ritroverò il mio riso ...impertinente,
Ritroverò le mie perfidie e l’arti
Di torturare e innamorar la gente.
Tra poco, quando cesserò d’amarti,
Serena, smemorata e senza addio,
Contenta di fuggire e di scordarti
Riprenderò il vagabondaggio mio.
Tra poco, quando cesserò d’amarti,
Scontrandoti per via smorto e severo,
Passerò accanto senza salutarti
Cogli occhi rilucenti e il cor leggiero.
Amar stasera ed obliar domani,
Ecco il mio fato. Oh, tu cogli in quest’ora
Il fior de’ baci miei, gl’incanti strani
Della mia fantasia che t’innamora.
No, non impallidir! Baciami ancora.
*AMALIA GUGLIELMINETTI
Ella va sola
nei molti canti
amari ed allegri…
Non è Ada Negri
né Annie Vivanti.
Ma quando una carola
d’amore intreccia
ella scivola, sfreccia
rapida e civettuola…
E non va sola!
Pure originalmente
nell’Olimpo s’accampa
per la sua vampa
dolcistruggente…
Non è Gaspara Stampa,
Veronica Gambara,
né la Contessa Lara.
Ella va sola,
certo non vibra
però se il canto libra
fuor dell’umana scorza,
talvolta vola;
prende a cantar con forza
ma poi si smorza,
la cetra sua si scheggia
e il suono ondeggia
tra un bacio ed uno schiaffo.
No, non è Saffo!
Ma aggiungi un’emme
al nome di battesimo
ed ecco l’incantesimo
delle sue gemme,
o moderna Castalda
in diciottesimo:
Guglielminetti? Ammalia!
*
Poetessa autrice eccétera,
son la Guglielminetti
se più ce n’hai, ne metti,
ché mi farà piacer…
CONTESSA LARA (Evelina Cattermole Mancini) - Aspettando
Mi sussurrò - Domani?
-Ed io: - Domani
m'avrai ne le tue braccia a l'istessa ora;
fra i tuoi capelli passerò le mani,
tu, sognando, dirai che m'ami ancora.
Ecco, son qui. Lo attendo.
A i più lontani
passi, a ogni lieve suon che vien da fuora
tendo l'orecchio,
e in desideri arcani
frugo con gli occhi la gentil dimora.
E' un vago nido. Le finestre aperte
di primavera invitano a l'incanto:
scherza il sole tra i fiori e su 'l velluto.
Io, l'armi antiche e ei quadri, onde coperte
son le mura, contemplo;
e penso intanto
qual tesoro di baci ho già perduto.
VITTORIA AGANOOR POMPILI - E' nel mio sogno...
E' nel mio sogno un prato tutto verde
solitario, tra due
spalle di monte, e l'erba trema al soffio
dell'ombra.
Di là, nel sole, cantano,
ma il canto va lontano e poi si perde.
Più solitario resta
e più silenzioso,
nel mio sogno, quel prato tutto verde.
*AMALIA GUGLIELMINETTI
Amo la mia squisita sensibilità di malata
d’anima, che dilata con l’ansia del sogno la vita.
Amo l’irrequieta ansietà che sempre mi tenne,
la mia attesa perenne, la curiosità che m’ asseta.
...
Io non voglio guardar la giovinezza
de’ chiari cieli. Io non voglio bere
a quell’onda di luce. A plaghe nere
l’anima mia naviga. Un’ebrezza
folle mi assale di lanciare all’alto
il mio singulto stridulo e superbo
come una sfida. Ma tu, o ciel, l’acerbo
mio grido non udire, ciel di cobalto,
che m’appari velato da sottile
trama di ramoscelli esuli e spogli.
AMALIA GUGLIELMINETTI - Ironia
Quando amor vuole imporre aspra catena
si compiace affinar sua tirannia
e su le ignare vittime balena
un sottile sogghigno d’ironia.
Ei fa del saggio un misero che pena
e arranca ed ansa per un’ardua via,
sopra l’orma di chi, con pari lena,
dietro altri passi, indocile, s’avvia.
<<Ama chi t’ama è fatto antico>> insegna
messer Francesco. Per destin talvolta
sprezziam chi ci ama e amiam chi ci disdegna.
Questi a noi porge supplicanti braccia;
noi un altro invochiam che non ci ascolta:
e l’ironia ci ride allegra in faccia.