I PROVERBI
I millenni son passati; i proverbi son restati.
ARCIMBOLDO - Il libraio
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PROVERBI
Abbondanza genera baldanza
A can che lecchi cenere non affidar farina
Accade in un’ora quel che non avviene in mille anni
A chi dai il dito si prende il braccio
A chi Dio vuol bene manda delle pene
A chi ben crede, Dio provvede
A chi è affamato ogni cibo è grato
A chi nulla tenta, nulla riesce
A ciascuno piace il suo
Acqua che corre non porta veleno
Acqua cheta rovina i ponti
Acqua passata non macina più
Acquista buona fama e mettiti a dormire
Al buio tutti i gatti son grigi
Al ladro fa paura anche il sorcio
Al morto non si dà torto
Al più potente cede il più prudente
Altezza è mezza bellezza.
Altri tempi, altri costumi
Ama chi t’ama e rispondi a chi ti chiama
Amato non sarai se a te solo penserai
Amore e signoria non voglion compagnia
A nemico che fugge ponti d’oro
Amor nuovo va e viene, amor vecchio si mantiene
Approfitta degli errori altrui, piuttosto che criticarli
A quattrino a quattrino si fa il fiorino
Aria di finestra colpo di balestra
A rubar poco si va i galera,
a rubar tanto si fa carriera
A sé l’aiuto nega chi ad altri lo nega
Asino di natura
chi non capisce la sua scrittura
Assai sa chi tacer sa
Attività è madre di prosperità
Aver fame e non gradire, aver sonno e non dormire,
aver fretta e non venire, son tre cose da morire
A veste logorata poca fede vie prestata
Bacco, tabacco e Venere riducono l'uomo in cenere
Belli e brutti il cielo li copre tutti
Beltà e follìa van spesso in compagnia
Beni di fortuna durano come la Luna
Bisogna fare la veste secondo il panno
Buona volontà supplisce facoltà
Buon principio fa buon fine
Buon sangue non mente
Caldo di panno non fa mai danno
Campa cavallo che l’erba cresce
Campana possente lontano si sente
Cane affamato non teme bastone
Canta carta e villan dorme
Casa con due porte mal si guarda
Cattiva lingua taglia più della spada
Chi aspettar puole ha ciò che vuole
Chi ben comincia a alla metà dell’opera
Chi di gallina nasce convien che razzoli
Chi di speranza vive, disperato muore
Chi è in difetto è in sospetto
Chi è sano è più del sultano
Chi fa le fosse nelle gote si marita senza dote.
Chi guarda ad ogni nuvola non fa mai viaggio
Chi ha coraggio, ha vantaggio
Chi la fa l’aspetti
Chi lascia la via vecchia per la nuova,
sa quello che lascia ma non sa quello che trova
Chi muore giace e chi vive si dà pace
Chi muore esce d'affanni (Metastasio)
Chi non fa non sbaglia
Chi non ha coraggio, abbia gambe
Chi non ha darebbe e chi ne ha ne vorrebbe
Chi non ha, non è
Chi non sa tacere non sa parlare
Chi parla sempre di galateo, non lo ha mai letto
Chi primo arriva primo macina
Chi promette in debito si mette
Chi regala e toglie, il diavolo lo accoglie
Chi ride il venerdì piange la domenica
Chi si loda s’imbroda
Chi sta seduto su due sedie cade per terra
Chi tardi arriva male alloggia
Chi troppo vuole nulla stringe
Chi va con lo zoppo, impara a zoppicare
Chi vive sperando muore cantando
Chi vuole, vada; chi non può, mandi
Chiacchiere e compagnia abbreviano la via
Chi presto crede, bene non crede
Confidenza toglie riverenza
Consiglio di vecchio e aiuto di giovane
Cosa fatta, capo ha
Cuor contento non sente stento
Da Dio vengono le grazie e da noi le disgrazie.
Dall’opera si conosce il maestro
Del peccato dei signori
fanno penitenza i poveri
Denari e santità,
metà della metà
Del senno di poi sono piene le fosse
Di'di no, e fa' di sì
Dimmi con chi vai e ti dirò chi sei
Dio non è uno e trino, ma quattrino
Di Venere e di Marte
non si sposa e non si parte
Dio manda il freddo secondo i panni
Dio non paga il sabato
Donna barbuta è sempre piaciuta
Dopo il contento viene il tormento
Dove c'è gusto non c'è perdenza
Dove entra il sole non entra il medico
Duro con duro non fa buon muro
Fare e disfare è tutto un lavorare
È bene comprare quando altri vuol vendere
È l’uccello più veloce che afferra il verme
E' meglio essere invidiati che compianti
Esperienza è madre di scienza
Faccia tosta, poco costa
Fatta la legge, trovato l’inganno
Fuggi da cane che non abbia
Gesticolante, molto ignorante
Gioco di mani, gioco di villani
Gioia inaspettata, quando arriva è più grata
Giornata senza risata è giornata sciupata
Gli avari e i falliti facilmente stanno uniti
Gli assenti han sempre torto
Gran pericolo, gran guadagno
Guardati dai segnati da Dio
Il cieco sa ascoltare,
il sordo ha una vista acuta
Il diavolo li fa e poi li accoppia
Il giovane cammina più svelto dell'anziano,
ma l'anziano conosce la strada
Il meglio è nemico del bene
Il mondo è di chi se lo piglia
Il mondo è fatto a scale:
c'è chi scende e c'è chi sale
Il risparmio non è mai guadagno
Il sole è di tutti
Il tempo è galantuomo
Il vino di casa non ubriaca
In casa sua ogni villano è re
In terra di ciechi l’orbo è re
I soldi vanno e vengono
La barba non fa il filosofo
La bellezza è potente, il denaro onnipotente
La fortuna è cieca
La mattina al monte, la sera al fonte
La migliore vendetta è il perdono
L’amore è come la tosse (non si può nascondere)
L’avaro accumula con sudore ciò che dovrà lasciare con dolore
La rabbia smisurata si spegnerà in giornata
Lascia fare, lascia dire, ma non farti compatire
La lingua batte dove il dente duole
La più gran ricchezza è la giovinezza
La ruggine mangia il ferro
La vera carità non dice quanto dà
La veste di lana tiene la pelle sana
La strada dell’inferno è lastricata di buone intenzioni
L’asino porta il vino e beve l’acqua
La superbia va a cavallo e torna a piedi
La verità è senza varietà
La volpe nel vicinato non fa mai danno
Lavora come se avessi a campare ognora,
adora come avessi a morire allora
Lavorare è mezzo pregare
L'acqua bevuta di mattina è meglio di una medicina
L'avaro e lo scroccone s'intendono benone
L’eccezione conferma la regola
Le azioni rivelano le passioni
Le finestre del paese
han le orecchie sempre tese
Le parole non riempiono il sacco
Le persone prudenti misurano i commenti
Le teste di legno fan sempre chiasso
Le ore del mattino hanno l'oro in bocca
L’occhio è lo specchio dell’anima
L'ottimismo è tutta salute
Lontano dagli occhi, lontano dal cuore
L'ultima di tutte paga per tutte
L’uomo propone e Dio dispone.
Mal comune, mezzo gaudio
Mano fredda, cuor sincero
Mano callosa, mano gloriosa
Medico vecchio e barbiere giovane
Meglio essere invidiati che compatiti
Meglio un asino vivo che un dottore morto
Morto un papa, se ne fa un altro
Naso da pappagal, d'avarizia è segnal
Nel buio più fitto, chi teme sta zitto
Nella bocca chiusa non entrano mosche
Nemico diviso è mezzo vinto
Nessuna buona, buona nuova
Ne uccide più la gola che la spada
Non c’è due senza tre
Non c'è migliore specchio di un amico vecchio
Non c’è peggior sordo di chi non vuol sentire
Non chiedere all’oste se ha buon vino
Non dir quattro se non l'hai nel sacco
Non è savio chi non sa essere pazzo
Non lasciare il poco per l'assai,
ché forse l'uno e l'altro perderai
Occhio non vede, cuore non duole
Oggi a me, domani a te
Ogni bel gioco dura poco
Ogni simile ama il suo simile
Ogni soverchio rompe il coperchio
Ospite raro, ospite caro
Parla poco, ascolta assai
e giammai non sbaglierai
Parole care valgono più se sono rare
Passati gli ottanta, di rado si canta
Per il peccatore il giusto paga
Più la causa pende, più rende
Poca scienza e molta coscienza
Portano le liti danni infiniti
Roba impegnata è quasi venduta
Roba poca sempre avanza
Quale la padrona tale la serva
Qual è il cappellano, tale è il sacrestano
Quando il diavolo t’accarezza, vuole l’anima
Quando si chiude una porta, si apre un portone
Quattrino risparmiato è tutto guadagnato
Raglio d’asino non arriva al cielo
Rimorsi e segreti tengono inquieti
Roma non fu fatta in un giorno
Rosso, mal pelo
Sacco vuoto non sta in piedi
Sbaglia anche il prete a dir messa
Sbagliando s'impara
Scarpe grosse, cervello fino
Scherza coi fanti e lascia stare i santi
Se vuoi udir novelle, dal barbier si dicon belle
Si dice il peccato, ma non il peccatore
Si raccoglie quello che si semina
Solo gli animi forti
riconoscon tutti i torti
Sono le botti vuote quelle che cantano
Sono lunghe le ore di un vecchio rancore
Tal padrone, tal servitore
Tentar non nuoce
Tradimento piace assai;
traditor non piacque mai
Tutti i salmi finiscono in gloria.
Tutti nasciamo piangendo e nessuno muore ridendo
Tutto il mondo è paese
Una mano lava l'altra
e tutt'e due lavano il viso
Una volta non fa usanza
Una scarpa non è buona per ogni piede
Un cane non inciampa due volte contro la stessa pietra. (Congo)
Un oggi per le mani vale più di due domani
Usanza della culla mai più s'annulla
Un'ora di contento sconta cent'anni di tormento
Uno e nessuno è tutt’uno
Uomo avvisato, mezzo salvato