* * * * * Poesie di Sandro Penna * * * * *

RUBENS - Prometeo incatenato
RUBENS - Prometeo incatenato

SANDRO PENNA

 

La mia poesia non sarà

un giuoco leggero

fatto con parole delicate

e malate

(sole chiazze di marzo

su foglie rabbrividenti

di platani di un verde troppo chiaro).

La mia poesia lancerà la sua forza

a perdersi nell'infinito

(giuochi di un atleta bello

nel vespero lungo d'estate).

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Amavo ogni cosa della vita. E non avevo che questo bianco taccuino

sotto il sole. SANDRO PENNA.

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SANDRO PENNA - Forse la giovinezza

Forse la giovinezza è solo questo
perenne amare i sensi e non pentirsi.

 

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Che ne sai di una vita tersa e amara tu che sparli di me,

bocca corsara? SANDRO PENNA

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Notte bella, riduci la mia pena.

Tormentami se vuoi, ma fammi forte.

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Leggera piomba sul bene e sul male / la loro dolce fretta di godere.

SANDRO PENNA

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*La vita... è ricordarsi di un risveglio
triste in un treno all'alba: aver veduto
fuori la luce incerta: aver sentito
nel corpo rotto la malinconia
vergine e aspra dell'aria pungente.

Ma ricordarsi la liberazione
improvvisa è più dolce: a me vicino
un marinaio giovane: l'azzurro
e il bianco della sua divisa, e fuori
un mare tutto fresco di colore.

******************

E' bello lavorare nel buio di una stanza con la testa in vacanza

lungo un azzurro mare. SANDRO PENNA

******************

SANDRO PENNA

 

Sole senz'ombra su virili corpi

abbandonati. Tace ogni virtù.

Lenta l'anima affonda - con il mare -
entro un lucente sonno. D'improvviso
balzano - giovani isolotti - i sensi.

Ma il peccato non esiste più.

 

*************************

Ogni giorno era bello. In cuor la vita cresceva come vela a mare colmo. Ogni gioia che era in cuor finita ricresceva nel cuor di vita colmo.

SANDRO PENNA

*************************

E' dolce piangere quando il cielo è sereno
 
E' dolce piangere quando il cielo è sereno
e brillano le acque nei cantieri
della disperazione giovanile.

*****************

Nude campane che la vostra storia non raccontate mai con precisione. In me si fabbricò tutto il meriggio intorno ad una storia senza nome.

SANDRO PENNA

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Felice chi è diverso

 

Felice chi è diverso
essendo egli diverso.
Ma guai a chi è diverso
essendo egli comune.

EDOUARD LEON CORTE S- Champs Elysees
EDOUARD LEON CORTE S- Champs Elysees
*E vivere, vivere
 
...E vivere, vivere
sentirsi pienamente vivere
secondo la propria anima libera.
Morire di sensazioni, ascoltare
poi, nelle notti incantate,
da una finestra di albergo
il silenzio del mondo: i canti
dei ricordi folli di luci intrecciandosi
vertiginosamente nell'anima
fragile e sbigottita.
CLAUDE MONET - Lillà sotto le nuvole 1872
CLAUDE MONET - Lillà sotto le nuvole 1872
Mi adagio nel mattino 
 
Mi adagio nel mattino
di primavera. Sento
nascere in me scomposte
aurore. Io non so più
se muoio oppure nasco

SANDRO PENNA

 

Nel sonno incerto sogno ancora un poco.
E' forse giorno. Dalla strada il fischio
di un pescatore e la sua voce calda.
A lui risponde una voce assonnata.

 

Trasalire dei sensi - con le vele,
fuori, nel vento? - lo sogno ancora un poco.

Nell'alto arido eremo (SANDRO PENNA)

Nell'alto arido eremo salmastri
venti a ridarmi dolore di luce.
(E la notte di aprile chiari astri
...e nuovi cuori sempre riconduce...)

Vanamente rivivo
in questi cuori: oh assorte
lontananze. È più vivo
distacco Amor che la confusa Morte.

SANDRO PENNA - Amico sei lontano

 

Amico, sei lontano. E la tua vita
ha intorno a sé colori ch'io non vedo.
Ha la mia vita intorno a sé colori
che io non vedo.

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Nella notte profonda si consumano le stelle. Un dolore m’inonda: un amor di cose belle. SANDRO PENNA
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SANDRO PENNA

 

Il vento ti ha lasciata un'eco chiara,
nei sensi, delle cose ch'ài vedute
- confuse - il giorno. All'apparir del sonno
difenderti non sai: un crisantemo,
un lago tremulo e una esigua fila
d'alberi gialloverdi sotto il sole.

JOSEPH TURNER - Chiaro di luna 1797
JOSEPH TURNER - Chiaro di luna 1797

SANDRO PENNA - *Notte 

 

Notte - sogno di sparse
finestre illuminate.
Sentire la chiara voce
dal mare. Da un amato
libro veder parole
sparire... - Oh stelle in corsa
l'amore della vita!

SANDRO PENNA - *Mi avevano lasciato solo

 

Mi avevano lasciato solo
nella campagna, sotto
la pioggia fina, solo.
Mi guardavano muti
meravigliati
i nudi pioppi. Soffrivano
della mia pena. Pena
di non saper chiaramente...

 

E la terra bagnata
e i neri altissimi monti
tacevano vinti. Sembrava
che un dio cattivo
avesse con un sol gesto
tutto pietrificato.

 

E la pioggia lavava quelle pietre.

CAMILLE CLAUDEL - Aurore
CAMILLE CLAUDEL - Aurore

SANDRO PENNA

 

Se la vita sapesse il mio amore!
me ne andrei questa sera lontano.
Me ne andrei dove il vento mi baci
dove il fiume mi parli sommesso.

Ma chi sa se la vita somiglia
al fanciullo che corre lontano ...

SANDRO PENNA - Città

 

Livida alba, io sono senza Dio

Visi assonnati vanno per le vie

sepolti sotto fasci d'erbe diacce.

Albe più dense di colori vidi

su mari su campagne inutilmente.

Mi abbandono all'amore di quei visi.

 

 

NANCY CROOKSTON - Smooth Sailing
NANCY CROOKSTON - Smooth Sailing

SANDRO PENNA

 

Ecco il fanciullo acquatico e felice.
Ecco il fanciullo gravido di luce
più limpido del verso che lo dice.
Dolce stagione di silenzio e sole
e questa festa di parole in me.

SANDRO PENNA - Il mio amore era nudo

 

Il mio Amore era nudo
in riva di un mare sonoro.
Gli stavamo d'accanto
- favorevoli e calmi -
io e il tempo.

Poi lo rubò una casa.
Me lo macchiò un inchiostro. lo resto
in riva di un mare sonoro.

SANDRO PENNA - Amore in elemosina

 

Amore in elemosina, solfeggio.
Oh luce del meriggio senza un cenno.
Ritornerà più tardi, ricco d'ali
l'incendio dei ricordi personali.

SANDRO PENNA - Il sole che ha brunito questo corpo

 

Il sole che ha brunito questo corpo

di giovinetto cede la sua forza.

Ma resta al bacio tenue ancora
il giovinetto immobile: già sogno.

 

SANDRO PENNA - Come è forte il rumore dell'alba! 

Come è forte il rumore dell'alba!
Fatto di cose più che di persone.
Lo precede talvolta un fischio breve,
una voce che lieta sfida il giorno.
Ma poi nella città tutto è sommerso.
E la mia stella è quella stella scialba
mia lenta morte senza disperazione.

MONET - Scogliera a Etrerat
MONET - Scogliera a Etrerat

SANDRO PENNA

 

Il mare

 

Il mare è tutto azzurro.

Il mare è tutto calmo.

Nel cuore è quasi un urlo di gioia.

E tutto è calmo.

SANDRO PENNA - L'aria di primavera

 

L'aria di primavera
invade la città.
Ai fanciulli la sera
cresce un poco l'età.

SANDRO PENNA - E' forse detto che l'amore umano


E' forse detto che l'amore umano
vano non debba rimanere mai...
Se la vallata è cosi chiara, il sole
- ormai sul monte - con leggero amore
vi scherza. Né si duole più la terra.

UMBERTO BOCCIONI - Ciclista
UMBERTO BOCCIONI - Ciclista

SANDRO PENNA - *E' pur dolce il ritrovarsi

 
E' pur dolce il ritrovarsi
per contrada sconosciuta.
Un ragazzo con la tuta
ora passa accanto a te.

 

Tu ne pensi alla sua vita
- a quel desco che l'aspetta.
E la stanca bicicletta
ch'egli posa accanto a sé.

 

Ma tu resti sulla strada
sconosciuta ed infinita.
Tu non chiedi alla tua vita
che restare ormai com'è.

FILIPPO DE PISIS - Scene di strada
FILIPPO DE PISIS - Scene di strada

SANDRO PENNA - Ero per la città

 

Ero per la città, fra le viuzze
dell'amato sobborgo. E m'imbattevo
in cari visi sconosciuti... E poi,
nella portineria dov'ero andato
a cercare una camera, ho trovato...
Ho trovato una cosa gentile.

La madre mi parlava dell'affitto.
lo ero ad altra riva. Il mio alloggio
era ormai in paradiso. Il paradiso
altissimo e confuso, che ci porta
a bere la cicuta...

Ma torniamo
alla portineria, a quei sinceri
modi dell'una, a quel vivo rossore...

Ma supremo fra tutto era l'odore
casto e gentile della povertà.

leighton ritratto di ragazzo
leighton ritratto di ragazzo

SANDRO PENNA

 

Con un rapido vezzo hai liberato

la fronte dal ciuffetto. Fieramente

hai dato fuoco alla tua sigaretta.

Ma ricade il ciuffetto. E la stagione indugia,

e ride assai languidamente.

SANDRO PENNA - NEL CHIUSO LAGO

 

Nel chiuso lago, sola, senza vento

la mia nave trascorre, ad ora ad ora.

Fremono i fiori sotto i ponti.

Sento la mia tristezza accendersi ancora.

 

 

SANDRO PENNA - Mi nasconda la notte e il dolce vento

 

Mi nasconda la notte e il dolce vento.
Da casa mia cacciato e a te venuto
mio romantico antico fiume lento.

Guardo il cielo e le nuvole e le luci
degli uomini laggiù così lontani
sempre da me. Ed io non so chi voglio
amare ormai se non il mio dolore.

La luna si nasconde e poi riappare
- lenta vicenda inutilmente mossa
sovra il mio capo stanco di guardare.

Se son malato vago tra la folla

 

Se son malato vago tra la folla
del sobborgo. Ma l'umido grigiore
invernale mi rende triste e solo.
A soffi sale sulla via un afrore
caldo da una palestra sotterranea
ove giovani e nude belve assalgono
nemici immaginari, in basso a scatti soffiando.
Un vecchio mendicante guarda,
con me, la scena senza nostalgie.

Negli azzurri mattini

 

Negli azzurri mattini
le file svelte e nere
dei collegiali. Chini
su libri poi. Bandiere
di nostalgia campestre
gli alberi alle finestre.

SANDRO PENNA

 

Se la notte d'estate cede un poco
su la riva del mare sorgeranno
- nati in silenzio come i suoi colori -
uomini nudi e leggeri che vanno.

 

Ma come il vento muove il mare, muovono
anche, gridando, gli uomini le barche.

 

Sorge sull'ultimo sudore il sole.

Falsa primavera

 

Placidi gatti, amanti
(sul prato l'ora è ferma)
di vetri luccicanti.

Goffamente beati,
da odore di caserma
si spogliano i soldati.

Ma effimero è alle cave
ansie il sole che ami.
Al vespro aspro, è grave
il cielo ai secchi rami.

SANDRO PENNA

 

Basta all'amore degli adolescenti
sentirsi possedere
dal sole entro la sabbia calda immoti.

 

Tutto è così. Non viene un forte vento
a rovesciare la calma accecante.

 

La sera, all'ombra della cattedrale,
con gridi e gridi giuocano i fanciulli.
Ma nel silenzio è inutile la voce

 

anche delle campagne.

Sera nel giardino

 

La sera mi ha rapito
i rissosi fanciulli.
Le loro voci d'angeli
in guerra.
Adesso in seno
a nuove luci stanno
là sull'opposte case.

Resta sul cielo chiaro
d'un eroe s'un cavallo
incisa macchia muta

sotto la prima stella.

SANDRO PENNA

 

Le nere scale della mia taverna
tu discendi tutto intriso di vento.
I bei capelli caduti tu hai
sugli occhi vivi in un mio firmamento
remoto.

Nella fumosa taverna
ora è l'odore del porto e del vento.
Libero vento che modella i corpi
e muove il passo ai bianchi marinai.

Favola

 

In un salone in cui gridano gli ori
- sorpresi dalla luce dell'aprile -
un re ascolta cento e cento prìncipi.

(Su vivi prati aleggiano taciuti
i canti...? Poi festosamente arriva
il grido umano della ragazzaglia).

Cadono voci e luci al vespro: frali
consistenze in aprile. Il re si perde
entro un lontano battere di ali.

Fantasia per un inizio di primavera

 

I tuoi occhi infernali
non mi guardano più.
Sento nascere ali
in me. Già guardo in su.

Solcano verdi prati
leggeri treni neri
e scordano, beati,
le stazioni di ieri.
Ove - ferme le ore
su attoniti quadranti -
ritorna un vago amore
alle cose vaganti.

Partire è ancora lieve
se ti lasci alle spalle
- dimentico - la neve
che scende al fondo valle.

SANDRO PENNA

 

Sotto il cielo di aprile la mia pace
è incerta. I verdi chiari ora si muovono
sotto il vento a capriccio. Ancora dormono
l'acque ma, sembra, come ad occhi aperti.

Ragazzi corrono sull'erba, e pare
che li disperda il vento. Ma disperso
solo è il mio cuore cui rimane un lampo
vivido (oh giovinezza) delle loro
bianche camicie stampate sul verde.

SANDRO PENNA - Il balcone

 

Sorprendeva il fanciullo in avventure,
entro libri lontane, dalle ville
il monotono canto delle serve
- la noia verde della primavera.

Vuoti abbagli sul mare.
Ma la nera lenta teoria dei seminaristi
sulla riva lontana disegnava
- ancora - vaste fantasie di viaggi.

Veleggiavano nuvole di marmo
dorate sullo spento monastero.
Ritornava dal cimitero, lieve,
nelle vie del paese un carro nero.

SANDRO PENNA

 

Dorme sul lento carro un uomo. E' giugno.
E l'anima si leva in una vaga
certezza. O cieli fermi. E nudi corpi.

Ma le vivaci lotte dei fanciulli
non sostano nel sole... Antica notte
li piegherà più tardi con amore.

SANDRO PENNA

 

Le stelle sono immobili nel cielo.
L'ora d'estate è uguale a un'altra estate.
Ma il fanciullo che avanti a te cammina
se non lo chiami non sarà più quello ...

Vacanze

 

Già declina l'estate e il plenilunio
porta vigore nuovo. Ed io son solo.

Dalla casa di Baldo, contadino
antico, viene un suono di organetto.
Poi si levan due voci in alta gara.

L'una è virile e l'altra, ancor più bella,
è forse Baldo il giovinetto amico.

SANDRO PENNA

 

Già mi parla l'autunno. Al davanzale
buio, tacendo, ascolto i miei pensieri
piegarsi sotto il vento occidentale
che scroscia sulle foglie dei miei neri
alberi solo vivi nella notte.
Poi mi chiudo nel letto. E mi saluta
il canto di un ragazzo che la notte,
immite, alleva: la vita non muta.

CAILLEBOTTE
CAILLEBOTTE

SANDRO PENNA - *Piove sulla città

 

Piove sulla città. Piove sul campo
ove incontrai, nel sole, il lieto amico.

Ei, nell'età gentile, ha il cuore vago.
E a me certo non pensa. Ma innocenti
peccati in me la pioggia riaccende.

SANDRO PENNA

 

Esco dal mio lavoro tutto pieno
di aride parole. Ma al cancello
hanno posto gli dèi per la mia gioia
un fanciullo che giuoca con la noia.

SANDRO PENNA - Finestra

 

E' caduta ogni pena. Adesso piove
tranquillamente sull'eterna vita.
Là sotto la rimessa, al suo motore,
è - di lontano - un piccolo operaio.

Dal chiuso libro adesso approdo a quella
vita lontana. Ma qual è la vera
non so.
E non lo dice il nuovo sole.

SANDRO PENNA

 

L'opaca moltitudine si aggira
tutt'intorno alla musica. Contenta
non sai di che. Una bellezza sola ...

Invisibile a tutti e più a se stessa.

SANDRO PENNA

 

Se sono vuoti gli alberi e il gennaio
comincia appena, a un puro sole brilla
sulla ghiaia del parco ora deserto
lo sputo del fanciullo ch'à passato
forse correndo mosso dall'aprile
lontano ...

SANDRO PENNA

 

Mi portano

Lontano
dal mondo le campane
del vespro. Ma le umane
trite cose? La mano
di quell'uomo al lavoro
su la spiaggia lontana
che già s'abbuia ...
Umana tenerezza nel coro.

SANDRO PENNA - Sogno dello scrivano romantico

 

Suona il vento e la notte sulla gloria
del Ministero scordato sul monte.

Viene l'ora d'amore. Ed è la storia,
Julien, della tua mano all'orizzonte.

SANDRO PENNA

 

Ritornava il borghese alla sua casa
pel mezzogiorno. In riva al fiume amico
un ragazzo operaio sue guerriere
voglie sfogava nel lanciare all'acque
sassi veloci. Ora al borghese piacque
nel sole il giuoco. E a lui disse parole
di cauta simpatia. Ma s'accigliò l'operaio
non uso a confidenze. Insistere dovette con suoi modi
amorosi il borghese a fare il chiaro.
Quando in fine apparì dietro l'altera
espressione una luce limpidissima -

ma quanto limpida.
Tornò il borghese
alla sua casa con la nuova luce.

SANDRO PENNA

 

Oh desolato all'alba
volo di basse rondini
sulla città deserta.

Tornerai fra le polveri
dolci di primavera
fra luccicanti macchine.

SANDRO PENNA

 

Dal portiere non c'era nessuno.
C'era la luce sui poveri letti
disfatti. E sopra un tavolaccio
dormiva un ragazzaccio
bellissimo.
Usci dalle sue braccia annuvolate,
esitando, un gattino.

SANDRO PENNA

 

Trovato ho il mio angioletto
fra una losca platea.
Fumava un sigaretto
e gli occhi lustri avea...

SANDRO PENNA

 

Anche se il vento copre
la primavera, il popolo
canta alla notte.

L'ascolto io dal mio letto. Lascio
« La vita di Gesù ». Ardo a quel canto.

SANDRO PENNA


Sotto il sole vivace e rumorosa
fu la gara. Rimane solo il campo.
E si prepara ad ascoltare il fiume
nascosto
come il lento ragazzo si allontana
ultimo, ancora non vestito bene.

SANDRO PENNA

 

Se mezzanotte viene, ancora gli uomini
sono attaccati al bicchiere e all'amico.
Ma richiamato ai sogni di domani
con lenta grazia già ripiega un volto
adolescente.

SANDRO PENNA


Lungo il vecchio sobborgo
non vive malinconia.
Vivon gli stracci una vita gentile
indorati dal sole. E così sia.

Sera di primavera di Arnold Böcklin
Sera di primavera di Arnold Böcklin

*Ride su me la primavera

 

Ride su me la primavera.
Tornano le rondini, si sa.
Volano via via
le parole degli amici stolti.
Ritornano, per me, ora le antiche
parole dell'amore.
In te, fanciullo, splendono.
Giuocano nei tuoi passi incerti.
Ma certa in me cammina
solitaria e tranquilla la felicità.

SANDRO PENNA

 

Era il settembre. Riandava la gente
rumorosa alle strade. Il sole amava
il vino e l'operaio. I canti ardevano
fino alla notte fonda.

Ma restava
attonito un fanciullo, ormai legato
- sotto il caldo fogliame di una sera -
al ridere innocente di un amico...

SANDRO PENNA - Il vegetale

 

Lasciato ho gli animali con le loro
mille mutevoli inutili forme.
Respiro accanto a te, ora che annotta,
purpureo fiore sconosciuto: assai
meglio mi parli che le loro voci.
Dormi fra le tue verdi immense foglie,
purpureo fiore sconosciuto, vivo
come il lieve fanciullo che ho lasciato
dormire, un giorno, abbandonato all'erbe.

SANDRO PENNA

 

La veneta piazzetta,
antica e mesta, accoglie
odor di mare. E voli
di colombi. Ma resta
nella memoria - e incanta
di sé la luce - il volo
del giovane ciclista
vòlto all'amico: un soffio
melodico: « Vai solo? »

Ero solo e seduto. La mia storia

 

Ero solo e seduto. La mia storia
appoggiavo a una chiesa senza nome.
Qualche figura entrò senza rumore,
senz'ombra sotto il cielo del meriggio.
Nude campane che la vostra storia
non raccontate mai con precisione.
In me si fabbricò tutto il meriggio
intorno ad una storia senza nome. 

SANDRO PENNA - Il mio amore

 

Il mio amore è furtivo

come quello di un povero.

Ognuno può rubarlo.

Ed io dovrò lasciarlo.

Per ciò, fiume silente,

per ciò, mio dolce colle,

io non posso chiamarlo

amor semplicemente.

 

Ma tu, colle dorato,

e tu, mio fiume molle,

sapete che il mio amore

davvero è un grande amore.

 

Il pericolo odiato

per adesso non c’è?

Ma voi sapete, amici,

che nel mio cuore è.

 

Piangere mi vedrete,

o voi sempre felici,

non come piango già,

non di felicità.    

 

SANDRO PENNA

 

Amore, gioventù, liete parole,
cosa splende su voi e vi dissecca?
Resta un odore come merda secca
lungo le siepi cariche di sole.

Un po' di pace è già nella campagna
L'ozio che è il padre dei miei sogni guarda
i miei vizi coi suoi occhi leggeri.
Qualcuno che era in me ma me non guarda
bagna e si mostra negligente: appare
d'un tratto un treno coi suoi passeggeri
attoniti e ridenti - ed è già ieri.

SANDRO PENNA

 

Io vivere vorrei addormentato
entro il dolce rumore della vita.

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