TRADIZIONI, SAGRE, FESTE

Alfred Glendening
Alfred Glendening

LE TRADIZIONI NEI COMPLEANNI

La torta con le candeline

Sembra che l'usanza di mettere le candeline sulla torta risalga agli antichi Greci, i quali erano soliti offrire dolci ad Artemide, dea della Luna, nel sesto giorno di ogni mese. Questi dolci dovevano rappresentare la luna piena; pertanto erano rotondi come le torte. Su di essi ponevano delle candele, in modo che brillassero come la Luna.

 

Spegnere le candeline esprimendo un desiderio

In occasione dei compleanni il festeggiato spegne le candeline, esprimendo un desiderio, perché nell'antichità si riteneva che il fumo potesse trasportare i desideri fino al cielo.

LE TRADIZIONI NEL GIONO D'OGNISSANTI E IN QUELLO DEI MORTI

Il giorno dei santi

 

Nell'antichità si usava festeggiare i santi nel giorno della loro morte, che coincide con quello della loro rinascita nel Cielo. Questa usanza era presente fin dal II secolo in Oriente.

A partire dal IV secolo, fu stabilito di festeggiare tutti i santi, sia quelli più famosi, sia santi minori, nella stessa giornata.

Il giorno dei morti

 

Il 2 novembre la tradizione cristiana commemora tutti i defunti. L’abitudine di ricordarli come portatori di vita e non solo di morte è presente nelle tradizioni di molti popoli.

 

Gli Etruschi credevano che i defunti, seduti accanto ai vivi, partecipassero  al banchetto funebre in loro onore.

 

I Romani portavano nel luogo di sepoltura latte, miele e vino affinché i defunti partecipassero al banchetto.

La festa in onore di tutti i morti ricorreva nel mese di febbraio.

 

La tradizione della festività del 2 novembre risale ai Celti, i quali celebravano la presenza dei morti sulla terra il primo giorno del mese.

Portare fiori ai defunti

 

I Romani erano soliti spargere corone di fiori e viole intorno al luogo di sepoltura.

I Celti, in occasione del loro capodanno, attendevano il ritorno dei defunti nel mondo dei vivi e li richiamavano tra loro portando corone di fiori sulle tombe.

LE TRADIZIONI DELL'ESTATE DI SAN MARTINO

I TORRONCINI DI SAN MARTINO

 

Il giorno della festa di San Martino è occasione di grande allegria nella tradizione di vari paesi. Si mangiano castagne e si beve vino novello.

In provincia di Novara vengono distribuiti del pani benedetti; i contadini versano in un barile il vino nuovo che viene offerto al santo (ufficio della secchia). 

Secondo un'antica tradizione, San Martino è anche il protettore dei "cornuti".

In occasione della festa di San Martino (11 novembre), nelle province di Napoli e di Salerno, secondo un'antica usanza, gli uomini offrono alle loro mogli un vassoio di torroncini come premio per la loro fedeltà e per evitare che li tradiscano. E' probabile che questa usanza si sia originata dal fatto che, in questa ricorrenza, nel mondo agricolo, si svolge la più importante fiera degli animali con le corna come mucche, tori, buoi e capre. La fantasia popolare ha voluto vedere negli animali con le corna l'emblema dei mariti e ha trasformato il santo francese nel "patrono dei becchi".

A Nepi si svolge un corteo di giovani che si adornano con le corna, passando di casa in casa, ridendo e sghignazzando.

Nella Pianura Padana si banchetta con l’oca, un animale presente nell’iconografia del santo, derivante da una tradizione celtica.

In Francia S. Martino portava i doni ai bambini buoni e puniva quelli cattivi, lasciando una frusta vicino alla cappa del camino.

 

Nella valle di Gressoney, nella domenica di novembre dopo san Martino ha luogo la "battaglia delle capre" ("bataille des cheures"),  un'antica sagra che vede in lizza i più begli esemplari di capre, secondo un antichissimo cerimoniale, che si richiama alla "bataille des reines", o battaglia delle regine, che si svolge tra le più belle mucche della Valle d'Aosta.

A San Giorgio di Valpolicella, presso Verona, nella seconda domenica di novembre, si tiene un'antichissima sagra delle fave, di origine pagana. Nell'antichità, infatti, si riteneva che i semi della "Vicia faba" rappresentassero la forza generatrice maschile, un talismano per raggiungere I'immortalità.

In Germania il giorno della festa di San Martino coincide con l'inizio dei festeggiamenti i festeggiamenti di Natale. In quel giorno si costruiscono delle lanterne, che i bambini porteranno in processione.

LA TRADIZIONE DI SANTA LUCIA

A Paola (provincia di Cosenza) il 13 dicembre si festeggia Santa Lucia con la preparazione della “Cuccìa”: una cioccolata calda molto aromatica, arricchita con frutta secca, chiodi di garofano e frutta candita. Ogni famiglia ne prepara grandi quantità per poterla scambiare con parenti e amici.

La cuccìa

 

In Sicilia, per la festa di santa Lucia, sono banditi pane e pasta in ricordo di una lunga carestia che colpì l'isola. I siciliani pregarono tanto e, in loro soccorso, il 13 di dicembre arrivò nel porto di Palermo una nave carica di grano. La gente, affamata, prese il grano e lo bollì per poterlo consumare più rapidamente. Il termine deriva da “cocciu“, che in dialetto siciliano significa chicco, o dal verbo “cuccìare” (=sgranare).

Esistono diverse varianti, sia salate che dolci. tra le cuccìe dolci, ricordiamo la cuccìa al cioccolato e quella alla ricotta.

In Svezia le celebrazioni del Natale iniziano il 13 Dicembre con la festa di Santa Lucia: la mattina del 13 dicembre una bambina indossa un abito bianco e una corona di candele; sveglia i familiari che dormono e mangia con loro torta e caffè.

LE TRADIZIONI NATALIZIE

Il Presepe

 

Il primo presepe della  storia fu realizzato nel 1224 da  San Francesco d'Assisi, il quale che nel 1224 decise di creare la Natività secondo il racconto letterale del Nuovo Testamento. Egli creò il presepe  nel paese di Greccio, utilizzando figure intagliate, paglia e animali veri.
Si trattava di un messaggio semplice e diretto, indirizzato a tutti, ricchi e poveri. Da Greccio la popolarità del presepe si estese in tutto il mondo.

In Inghilterra l'albero di Natale viene riccamente decorato, spesso viene allestito all'aperto con luci, nastri e ghirlande.
I bambini, la notte di natale, mettono sul tavolo di cucina un bicchiere di latte e una fetta di dolce per Babbo natale e una carota per la sua renna.

In Francia, nella notte tra il 5 e il 6 dicembre, i bambini dispongono i loro zoccoletti e i loro calzini, in cui St. Nicolas lascerà dei doni per loro.
La vigilia di Natale le famiglie accendono un ceppo di legna (la bûche), per scaldare il Bambino che gira nella notte fredda. Anche il dolce natalizio francese più diffuso richiama il ceppo: si tratta del “Tronchetto di Natale”, fatto di pan di spagna e cioccolato arrotolato a forma di tronco e variamente decorato.
La bûche de Noel risale ad una tradizione pagana: era infatti il dolce da realizzare in occasione del solstizio invernale.
Un altro dolce tipico delle feste natalizie francesi è la “Torta dei re” (Galette des Rois), fatta di pasta a sfoglia al cui interno viene deposta una “fava”. Il fortunato che riceverà la fetta contenente la fava sarà il re o la regina.

La Finlandia è il paese di Babbo Natale: egli abita a Korvatunturi (una frazione della città di Rovaniemi), in provincia di Savukoski, in Lapponia. Per tradizione i bambini di tutto il mondo scrivono la loro letterina a Babbo Natale, indirizzandola proprio qui.

L’albero di Natale in Finlandia è principalmente un abete vero: non si utilizzano in nessun caso abeti finti.

 

In Finlandia il Natale si festeggia il 24 dicembre con rituali precisi: la mattina i genitori riscaldano la sauna e tutti devono entrare nella sauna prima di colazione. A mezzogiorno si sintonizzano i canali delle televisioni per seguire la Dichiarazione di Pace del Natale dalla città di Turku, una tradizione che risale al Medioevo. 

 

Oltre all'albero preparato in casa, si realizza un secondo alberello per gli uccellini, in cui vengono collocati dei semi appetitosi.

La Germania

 

L'Albero di Natale è originario della Foresta Nera in Germania.

In Germania, nel periodo dell'Avvento, si pongono nelle camere dei bambini dei calendari con 24 finestrelle, per segnare quanti giorni mancano al Natale. Ogni giorno i bambini aprono una finestrella e promettono di compiere una buona azione.
Il 6 dicembre arriva San Nicola a portare dolci, cioccolato e dolci speziati come i Lebkuchen o i Christollen.
La notte del 24 Saint Nicholas porta i doni ai bambini.

In molti paesi della Germania, il 25 dicembre, la gente sparge del grano sul tetto delle case affinché anche gli uccellini possano festeggiare.

La Festa della Stella

 

In Polonia, il 24 dicembre si celebra la Festa della Stella: per cenare si aspetta che appaia in cielo la prima stella.

Il pranzo di Natale deve comprendere 12 portate.
A tavola si lascia un posto libero per un eventuale ospite inatteso.

Nei quattro angoli di una stanza si mettono dei covoni di grano, per ricordare la nascita di Gesù, che avvenne in una stalla.

 

In Spagna il 28 dicembre arrivano los Reyes (i Re Magi) a cavallo o su carri e distribuiscono dolci e caramelle.

 

Nei presepi spagnoli, oltre alle figure tradizionali, vengono inseriti il Tio (un tronchetto d'albero che, se scosso, sprigiona dolcetti) e il Caganer (un portafortuna natalizio).

 

In Grecia, nella notte che precede il Natale, si canta e si suonano i tamburelli e i triangoli.

Nel giorno di natale e a capodanno si portano doni ai poveri.

Nelle festività si mangiano fichi secchi, dolci, noci e il Christopsomo, un tipico pane speziato greco.

In Egitto il Natale viene festeggiato il 7 dicembre e l'Avvento dura 40 giorni, durante i quali è proibito mangiare carne e latte.Si fa visita ad amici e vicini di casa, portando in omaggio biscotti da mangiare e il Kaik da bere.

In India gli alberi addobbati per natale sono dei grossi banani. In questi giorni gli indiani si scambiano visite, portando in dono frutti, dolci e fiori e cantando in compagnia.

In Messico, nei giorni che precedono il Natale si organizza una tradizionale posada: due bambini, che rappresentano Giuseppe e Maria, seguiti da un corteo, vanno di casa in casa a chiedere ospitalità ("posada"). Ricevono rifiuti da tutti, tranne una casa, dove sono accolti con musiche e cori; tutti insieme consumano dolci e bevande. Infine si gioca alla piñata: un bambino bendato dovrà rompere una pentola di terracotta (pignatta) appesa, piena di dolci e giocattoli.

La leggenda degli alberi sempreverdi

 

Tanto tempo fa, in inverno, un uccellino si ferì ad un'ala e rimase solo in mezzo al bosco. Non potendo più volare, rischiava di morire per il gran freddo. Decise di chiedere aiuto agli alberi, per riceverne protezione e calore. Chiese ad un enorme faggio di accoglierlo tra i suoi grandi rami, ma l'albero gli negò sdegnosamente ogni aiuto. Si rivolse allora ad un grosso castagno, ma ottenne un secondo rifiuto.

Mentre si intristiva sempre più, sentì una voce dire: "Uccellino, vieni tra i miei rami e troverai riparo dal freddo". L'uccellino scoprì che era stato un piccolo pino a parlare. Saltò su uno dei rami; nel frattempo le vicine piante di ginepro gli offrirono le loro bacche per nutrirsi. L'uccellino, commosso da tanta generosità, poté superare agevolmente il rigido freddo invernale. Ma Dio aveva visto tutto e decise di ricompensare la generosità del pino e del ginepro, ordinando al vento di non far mai più cadere loro le foglie: da quel giorno quelle piante diventarono "sempreverdi" .

LE TRADIZIONI DI CARNEVALE

Il Carnevale

 

Il carnevale è una festa di origine contadina. La fine dell'inverno doveva essere festeggiata con canti, gioia ed allegria. Ognuno poteva trasformarsi in animale con l'utilizzazione di una maschera e di travestimenti vari.

 

Carnevale in Grecia


In Grecia il carnevale viene chiamato “Apokries” e consiste in due settimane di festa. A Patrasso tutti ballano e devono per tutta la giornata, organizzando una grande parata in costume. Si ritiene che l’usanza abbia origini pagane e che derivi dalle antiche feste per il culto di Dioniso, dio del vino e della festa.

Bruciare un fantoccio a Carnevale

 

In tutte le occasioni in cui il mondo contadino avvertiva l'esigenza di allontanare gli spiriti malefici, venivano realizzati dei fantocci che avevano le loro sembianze e che venivano bruciati in pubblico, tra le risa e i canti della gente.

Il lunedì pulito dei Greci

 

Il Carnevale greco, che dura due settimane, si conclude di lunedì, il lunedì pulito (Katari deftera), che coincide con il primo giorno della Quaresima (Saracosti) durante il quale si organizzano picnic ed è tradizione far volare l’aquilone, che è proprio il simbolo del lunedì pulito.

Il gioco del Lotto

 

Anche se Napoli è considerata la capitale del gioco del lotto, esso si è diffuso solo nel 1682. Il gioco nacque a Genova nel 1539 dalle scommesse illegali che si facevano sui novanta nomi dei candidati per le elezioni al SenatoInizialmente la Chiesa lo osteggiò, considerandolo un gioco immorale.  Anche i governi lo considerarono pericoloso e lo misero al bando. Vittorio Amedeo II lo abolì  nel 1713. Nei decenni seguenti, invece,  per far fronte allacrisi finanziaria, il governo decise di legalizzarlo per trarne profitti.  Dal 1817 le estrazioni avvengono ogni sabato. Oggi il gioco del lotto è regolato dal Ministero delle Finanze.

La Smorfia

 

La Smorfia napoletana consiste in una serie di numeri, derivati dalla lettura di alcuni elementi dei sogni, da giocare al Lotto. L'etimologia del nome è incerta, ma, essndo legata al mondo dei sogni, potrebbe derivare da Morfeo, il dio del sonno. 

 

La storia del munaciello (monachino)

 

Secondo una nutrita tradizione napoletana,  lo spiritello è un piccolo monaco dotato di vasti poteri magici. Secondo le circostanze, lo spiritello può assumere atteggiamenti dispettosi o propiziatori; a volte si presenta alle persone sotto le spoglie di un bambino nano con sembianze da vecchio mostruoso.

Un ramo di ginepro sulla porta

 

Un ramo di ginepro, posto sull'uscio di casa, tiene lontano i ladri e gli ospiti indesiderati. L'usanza derva dal fatto che, nelle regioni settentrionali, nelle case circondate da cespugli spinosi di ginepro i ladri non riuscivano a penetrare.

PETALI PROFUMATI - I vostri haiku

Se siete iscritti a Facebook e volete cimentarvi con la scrittura degli haiku, oppure siete esperti e volete contribuire con i vostri componimenti, vi invito a iscrivervi al mio gruppo PETALI PROFUMATI - I nostri haiku.  Il link per gli iscritti a facebook è il seguente:

 https://www.facebook.com/groups/petaliprofumati/

 

Se chiedete l'iscrizione, daremo una veloce occhiata  al vostro diario di Facebook (per evitare di iscrivere buontemponi e perditempo). Sono graditi coloro che amano l'arte, la bellezza, la gioia e coloro che vogliono leggere o scrivere haiku. Il gruppo propone diverse attività: organizziamo giochi e gare di haiku (in premio diamo pergamene virtuali).