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IL PESCIOLINO D'ORO

(Liberamente tratto da una fiaba dei fratelli GRIMM)

 

C'era una volta un pescatore, che abitava con la moglie in una misera catapecchia vicino al mare: ogni giorno andava a pescare con la lenza. Un giorno pescò un pesciolino d’oro, che gli disse: Lasciami andare, non sono un vero pesce, ma un principe stregato. Se mi lascerai andare, farò la tua fortuna.

Il pescatore lo rimise in acqua e tornò a casa. Raccontò l’accaduto alla moglie, che lo rimproverò: Perché non gli hai chiesto qualcosa in cambio della vita? Dovremo sempre restare in questa catapecchia? Vai e chiedigli una capanna.

Il pescatore tornò a mare e pregò il pesciolino d’oro di farsi rivedere. Il pesciolino spuntò dall’acqua e il pescatore gli spiegò che sua moglie era molto esigente e lo pregò di donargli una capanna.  È cosa fatta! rispose il pesciolino.

Quando rientrò trovò la moglie sull’uscio di una bella capanna, con una cucina e una camera da letto, un giardino pieno di piante e alberi da frutto e un cortile con oche e galline. Disse: Ora saremo felici.

Dopo pochi giorni la moglie si lamentò perché la capanna era troppo stretta e gli chiese di recarsi di nuovo al mare per chiedere al pesciolino d’oro un castello. Il povero pescatore si recò al mare, chiamò il pesciolino e gli riferì la richiesta della moglie. È cosa fatta, gli rispose.

Tornò così da sua moglie che, questa volta, lo aspettava in un grande palazzo con venti camere, dieci servi e i mobili tutti d’oro. Intorno al castello c’era un gran parco con tanti animali: cervi, caprioli e cavalli. Ah, finalmente qui vivremo contenti, disse il pover’uomo.

Ma  la mattina dopo la moglie gli disse che avrebbe voluto essere non solo la padrona del castello, ma la regina del paese e impose al marito di tornare al mare a parlare col pesciolino d’oro. Appena il pescatore arrivò in mare, chiamò il pesciolino d’oro e gli chiese di far diventare re e regina lui e sua moglie. È cosa fatta, lo rassicurò il pesciolino.

Tornò dalla moglie che sembrò felice di essere una regina e di non avere più nulla da desiderare. Pochi giorni dopo, però, si lamentò col marito di essere annoiata di essere soltanto la regina: Voglio essere imperatrice e tu imperatore. E gli impose di fare la richiesta al pesciolino d’oro. Gli fece la richiesta di farli diventare imperatore e imperatrice e il pesciolino rispose: È cosa fatta.

Tornò dalla moglie, che adesso sedeva su un trono d’oro altissimo con tre corone d’oro in testa. Finalmente sembrava soddisfatta. Macché! Dopo alcuni giorni gli disse:

Se hai potuto diventare re e imperatore, puoi anche diventare papa. Vai subito a chiedere al pesciolino d’oro di farti diventare papa. Il pescatore non voleva assolutamente essere trascinato nel suo delirio di onnipotenza: era fin troppo contento di ciò che aveva ottenuto. Ma dovette andare dal pesciolino d’oro a chiedergli di farlo diventare papa. Il pesciolino rispose: È cosa fatta.

Disse alla moglie: Finalmente sarai contenta. Non puoi desiderare nulla di meglio. Ma la moglie non era affatto contenta e disse che voleva essere lei a far sorgere e tramontare il sole, a far apparire la luna in cielo e che voleva diventare Dio.

Il povero pescatore, disperato, disse che non poteva condividere con lei queste pretese, perché avevano già avuto più di quanto nessun essere umano potesse mai desiderare, ma la moglie gli impose di correre dal pesciolino d’oro per chiedergli di farla diventare Dio.

Allora l'uomo andò disperato dal pesciolino e chi riferì la richiesta della moglie. Il pesciolino rispose: Va’ pure da tua moglie. La troverai nella vostra catapecchia.

E il pescatore e la moglie  si ritrovarono nella loro catapecchia e ci vivono ancora.

 

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