HO LETTO LIBRI DI FILOSOFIA E DI RIFLESSIONE CRITICA SULLA REALTA'

G. VATTIMO, P. ALDO ROVATTI (a cura di) - Il pensiero debole, Feltrinelli 1985

 

Nella premessa gli autori sostengono che il dibattito filosofico contemporaneo non pone come premessa una fondazione unica. ultima e normativa, ma propone un'alternativa. Non più una metafisica schematica, ma un pensiero "negativo", in cui permangono molti residui metafisici, ancora attivi benché nascosti (MarxHegel).

La crisi dei fondamenti si sposta all'interno dell'idea di "verità". Non più una filosofia dell'essere, ma un'apertura anche al mondo delle apparenze e dei simboli, una via per incontrare l'essere come traccia e ricordo, un essere indebolito, ma altrettanto degno di attenzione.

1. Nel primo saggio del libro, Gianni Vattimo ci scrive che il pensiero contemporaneo si scopre debole nei confronti del mondo e della società, ma non rinuncia ad esplorare nuove vie per andare oltre. Se la razionalità non riesce più a rimanere schematizzata all'interno delle categorie della metafisica tradizionale, oggi tende a riappropriarsi di tutti i campi che erano sfuggiti al pensiero forte del passato.

Rivediamo il concetto di dialettica, Se Hegel sosteneva che "il vero è l'intero",  secondo Vattimo esso varrà soprattutto come sforzo di ricomposizione di un nuovo punto di vista, capace di cogliere la totalità come tale. Se l'idea del tempo come svolgimento lineare non può più essere ripercorsa, può però presentarsi come ma riappropriazione di una moltitudine di possibilità, di valori e di immagini. L'essere non si definisce come ciò che è, ciò che sta, ma come ciò che si ricorda, ciò che si tramanda,

2. Nel saggio di Pier Aldo Rovatti "Trasformazioni nel corso dell'esperienza", cambia anche la prospettiva della conoscenza, intesa pur sempre come relazione tra soggetto conoscente e oggetto conosciuto, ma se l'oggetto da conoscere non è determinato dalle categorie della filosofia del passato, ora si riferisce ad un essere che si cela, ma c'è. Non vi è più la ricerca dell'identità, ma l'accettazione della differenza, senza troppa nostalgia del passato e accettando la paura del nuovo.

Il pensiero debole non è un conoscere, ma è una presa con la realtà, in cui il soggetto non si riduce alle categorie tradizionali del soggetto, perché non può essere considerato isolato, distaccato ma agisce, si allarga, in un viaggio controcorrente. Il pensiero debole si situa provvisoriamente tra "la ragione forte che dice la verità e l'impotenza speculare di chi contempla il proprio nulla". 

3. Nel saggio sull'invecchiamento della "scuola del sospetto" Maurizio Ferraris riprende il concetto di "scuola del sospetto" che Paul Ricoeur riferiva alla triade NietzscheFreud e Marx. Pensare significa interpretare. L'ermeneutica si presenta oggi come memoria e trasformazione della tradizione filosofica.

JOSTEIN GAARDER - Il mondo di Sofia (1991)

 

Sofia riceve delle lettere anonime in cui le viene chiesto chi siamo e da dove provenga il mondo.

Successivamente riceve una lettera che le spiega che cosa sia la filosofia. L'autore della lettera le scrive che gli uomini, fin dall'antichità, si sono posti le stesse domande, cercando una risposta attraverso i miti. In questa lettera  il misterioso filosofo spiega a Sofia la mitologia nordica.

In una lettera successiva, le parla in modo suggestivo dei filosofi dell'antichità, a partire dai filosofi della natura, invogliandola non tanto a rispondere alla domande quanto a cercare di rispondere con la ragione, filosoficamente. 

Altre lettere, di volta in volta, le presenteranno il pensiero di Democrito e paragona gli atomi ai mattoncini lego, con cui è possibile costruire ogni cosa, Socrate e la sua affermazione che il saggio è colui che sa di non sapere. Successivamente è la volta di Platone e del suo mondo delle Idee, poi è la volta di Aristotele, dell'Ellenismo.

Successivamente Sofia incontra un frate, che le parla del Medioevo, con riferimento alla Patristica e alla Scolastica, al problema dei rapporti tra scienza e fede.

Incontra il filosofo, il quale le parla della nuova concezione dell'uomo nel Rinascimento. Discorrono sulle difficoltà nel'origine della ricerca scientifica. Egli le parla di altri pensatori del secolo della scienza: Spinoza, gli Empiristi e l'Illuminismo. Spfia avverte i problemi dello scetticismo e si interroga sulla sua stessa esistenza. Troverà una risposta affrontando il pensiero di Kant e, successivamente della filosofia dell'800 fino a concludere con il Bing Bang.

La lettura di questo romanzo filosofico è consigliabile a tutti, in particolare agli adolescenti.

PETALI PROFUMATI - I nostri haiku

 

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