HO LETTO LIBRI DI MATEMATICA, FISICA E ASTROFISICA

PIERGIORGIO ODIFREDDI - Il matematico impertinente, Longanesi 2005 

 

Il matematico impertinente è un saggio divulgativo che affronta tematiche di attualità come la teoria dell'evoluzionismo e le moderne teorie scientifiche criticando il creazionismo, i dogmi della Chiesa cattolica, i pregiudizi e le superstizioni ed esaltando il possibile ruolo della matematica  e della scienza.

"Se la matematica e la scienza prendessero il posto della religione e della superstizione nelle scuole e nei media, il mondo diventerebbe un luogo più sensato, e la vita più degna di essere vissuta"

Ogni tema è affrontato sotto forma di "intervista impossibile" a personaggi storici (Gesù, Aristotele, Newton) ma anche interviste reali a personaggi viventi (Chmsky, José Saramago) e il Dalai Lama.

MARGHERITA HACK - Dove nascono le stelle, Sterling Paperback 2004

 

Nell'introduzione l'astrofisica si interroga sulle domande e sulle curiosità che, da sempre, hanno attanagliato l'uomo. Il fenomeno del calore spingeva l'uomo primitivo a credere in un dio del Sole, di volta in volta benefico o anche crudele. Se era terrorizzato dalle eclissi di sole e di luna, credevano che un mostro orribile li oscurasse. Per secoli gli uomini continuarono a credere che i fenomeni terrestri e celesti fossero determinati da forze divine o irrazionali.

Con l'avvento dell'agricoltura e delle tecniche più efficaci per trarre giovamento dalla terra, gli uomini compresero che maggiori conoscenze li avrebbero resi i padroni della loro terra. Anche il cielo assunse un aspetto familiare, inteso come una cupola che avvolgeva la Terra e in cui si muovevano il Sole, la Luna e le stelle.

Una volta abituati a raggruppare insieme alcuni corpi celesti e a riconoscere le costellazioni, se ne avvalsero per la semina e per la raccolta.Il cielo era sempre presente nella vita degli antichi e ne scandiva il tempo, i giorni, le stagioni e lo scorrere degli anni. Il cielo era di tutti e tutti conoscevano i nomi delle stelle e delle costellazioni.

Oggi sappiamo cosa sono le stelle e i pianeti e conosciamo la nostra Galassia e sappiamo che esistono miliardi di altre galassie; sappiamo che l'universo è certamente esistito 15 miliardi di anni fa.Non sappiamo com'era prima e, soprattutto, se c'è stato un "prima".

La prima domanda che Margherita Hack si pone è "siamo soli nell'universo"? Ella si richiama alle intuizioni di filosofi dell'antichità: Anassagora credeva che i semi della vita fossero sparsi nell'universo; Epicuro e Lucrezio credevano che esistessero infiniti mondi simili al nostro; Giordano Bruno credeva che infinito fosse l'universo e infiniti i mondi, mentre solo Aristotele credeva che l'universo fosse uno e finito. 

La studiosa si chiede se ci sono, oltre a Marte e Venere, altri luoghi nel sistema solare dove la vita è potuta sbocciare. Ed ecco che si chiede l'origine della vita e dove può svilupparsi.

Passa poi a parlarci delle stelle, del Sole e delle galassie.

Nella parte conclusiva del libro, la grande scienziata si pone nuovamente l'interrogativo iniziale: Cosa c'era prima delle stelle e delle galassie? Qual è stato l'inizio dell'universo? L'universo è evolutivo o stazionario?

L'ultima domanda, la più interessante, è: Come mai si è originato l'universo? La sua conclusione è che "l'universo può essersi originato dal vuoto fisico (che non è il nulla), in cui si creano continuamente coppie di particelle e antiparticelle. si può ipotizzare che in un tempo infinitesimo si sia realizzata una gigantesca fluttuazione di energia da cui si sarebbe materializzato l'universo. questo vuoto infinito potrebbe rappresentare l'universo stazionario in cui continuamente si creano e si distruggono universi evolutivi simili o completamente diversi dal nostro".

PETALI PROFUMATI - I nostri haiku

 

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