POESIE

 

POESIA E PROSA DI KAHLIL GIBRAN

 

*Farò della tua anima

*Il ricordo

*Per sempre me ne andrò

I figli sono le risposte

Dio mi guardi dall'uomo

Sofferenza

Sogno e realtà

Donare

Parlaci del dolore

 

KAHLIL GIBRAN - *Farò della tua anima

 

Farò della mia anima uno scrigno

per la tua anima,

del mio cuore una dimora

per la tua bellezza,

del mio petto un sepolcro

per le tue pene.

Ti amerò come le praterie

amano la primavera,

e vivrò in te la vita di un fiore

sotto i raggi del sole.

Canterò il tuo nome come la valle

canta l'eco delle campane;

ascolterò il linguaggio della tua anima

come la spiaggia ascolta

la storia delle onde.

LAWRENCE ALMA-TADEMA - Tra le rovine
LAWRENCE ALMA-TADEMA - Tra le rovine

KAHLIL GIBRAN - *Il ricordo

 

Non lascio che neanche un singolo fantasma del ricordo
svanisca con le nuvole,
ed è la mia perenne consapevolezza del passato
che causa a volte il mio dolore.
Ma se dovessi scegliere tra gioia e dolore,
non scambierei i dolori del mio cuore
con le gioie del mondo intero.

(Da Self-Portrait)

 

DE NITTIS - Mare in burrasca
DE NITTIS - Mare in burrasca

KAHLIL GIBRAN *Per sempre me ne andrò per questi lidi

 

Per sempre me ne andrò per questi lidi,

Tra la sabbia e la schiuma del mare.

L'alta marea cancellerà le mie impronte,

E il vento disperderà la schiuma.

Ma il mare e la spiaggia dureranno 

In eterno. 

KAHLIL GIBRAN - Sogno e realtà

 

Com'è cieco colui che immagina 
e progetta qualcosa
fino ai più realistici dettagli.
e quando non riesce a darne conto interamente
con misure superficiali e prove verbali,
crede che la sua idea 
e la sua fantasia siano vanità!
Se invece riflettesse con sincerità,
si convincerebbe che la sua idea è reale
tanto quanto l'uccello in volo,
solo che non è ancora cristalizzata;
e capirà che l'idea è un segmento
di conoscenza
ancora inesplicabile in cifre e parole,
poichè troppo alta e troppo vasta
per essere imprigionata
nel momento presente;
ancora troppo profondamente immersa
nello spirituale
per piegarsi al reale.

 

(Da A treasury of Kahlil Gibran)

DANTE GABRIEL ROSSETTI - Ginevra (1857)
DANTE GABRIEL ROSSETTI - Ginevra (1857)

KAHLIL GIBRAN - Armonia della sera

 

Uno sguardo che rivela 
il tormento interiore
aggiunge bellezza al volto,
per quanta tragedia e pena riveli,
mentre il volto
che non esprime, nel silenzio,
misteri nascosti non è bello,
nonostante la simmetria dei lineamenti.
Il calice non attrae le labbra
se non traluce il colore del vino
attraverso la trasparenza del cristallo

Un Amico

Cos'è per te un amico,
Perché tu debba cercarlo
Per ammazzare il tempo?
Cercalo sempre per vivere il tempo.
Deve colmare infatti le tue necessità,
non il tuo vuoto.
E nella dolcezza dell'amicizia
Ci siano risate,
E condivisione di momenti gioiosi.
Poiché nella rugiada
delle piccole cose
Il cuore trova il suo mattino
E si rinfresca.

**********************

Non sono né un artista né un poeta.
Ho trascorso i miei giorni scrivendo e dipingendo,
ma non sono in sintonia
con i miei giorni e le mie notti.
Sono una nube,
una nube che si confonde con gli oggetti,
ma ad essi mai si unisce.
Sono una nube,
e nella nube è la mia solitudine,
la mia fame e la mia sete.
La calamità è che la nube, la mia realtà,
anela di udire qualcunaltro che dica:
"Non sei solo in questo mondo
ma siamo due, insieme,
e io so chi sei tu".

Stevenson Memorial
Stevenson Memorial

KAHLIL GIBRAN

 

O luce che si diffonde con il risveglio,
O inizio di un giorno colmo
d'infinito,
O tempo che vai nel tuo pellegrinaggio,
O appuntamento, io ti osservo al principio,
E ti osservo alla fine di
ogni notte.
poi la notte si rischiara ed io intraprendo il cammino di tutti.
Dal principio la mia immaginazione anela alla luce.
E
tuttavia la mia vita è come quella dei deboli che si amano.
Essi
sono nel buio e si augurano di camminare tra
le tue schiere.
Io
sono un cuore radicato all'ombra della sabbia,
ma vorrei fremere come
fanno i rami per la gioia di
accarezzare il nuovo giorno.

KAHLIL GIBRAN

 

Interrogo la tristezza e scopro
che non ha il dono della parola;
eppure, se potesse,
sono convinto che pronuncerebbe
una parola più dolce della gioia.

KAHLIL GIBRAN

 

E i figli sono le risposte che la vita dona a ognuno di noi.
Sono loro l’essenza del vostro sorriso.
Sono sangue e carne della vostra carne
ma non il vostro sangue e la vostra carne.
Loro sono i figli e le figlie della fame che la vita ha di se...stessa.
Attraverso di voi giungono, ma non da voi.
E benché vivano con voi, non vi appartengono.
Affidategli tutto il vostro amore ma non i vostri pensieri:
Essi hanno i loro pensieri.
Potete offrire rifugio ai loro corpi ma non alle loro anime:
Esse abitano la casa del domani, che non vi sarà concesso visitare neppure in sogno.
Potete tentare di essere simili a loro, ma non farli simili a voi:
La vita è una strada che sempre procede in avanti e mai si ferma sul passato.
Voi siete gli archi da cui i figli, come frecce vive, sono stati scoccati in avanti.

KAHLIL GIBRAN

 

Dio mi guardi dall'uomo
che si proclama fiaccola
che illumina il cammino dell'umanità.
Ben venga l'uomo che cerca il suo cammino
alla luce degli altri.

(da Massime spirituali)

KAHLIL GIBRAN - Donare

 

Spesso dite:
"Voglio donare, ma solo a chi merita".
Non così dicono
gli alberi del vostro frutteto,
né gli animali che portate al pascolo.
Danno per vivere perché trattenere é perire.
Sicuramente l'uomo che è degno di ricevere
i suoi giorni e le sue notti
è degno di ricevere da voi qualsiasi altra cosa.

 

(Da Il Profeta)

KAHLIL GIBRAN - La vita

 

La vita è un'isola in un oceano di solitudine:
le sue scogliere sono le speranze,
i suoi alberi sono i sogni,
i suoi fiori sono la vita solitaria,
i suoi ruscelli sono la sete.

KAHLIL GIBRAN - Sofferenza

Il tuo dolore è lo spezzarsi del guscio
che racchiude la tua capacità di comprendere.
E se potessi mantenere il cuore
sospeso in costante stupore
ai quotidiani miracoli della vita,
il dolore non ti sembrerebbe
meno meraviglioso della gioia;
e accetteresti le stagioni del tuo cuore,
come hai sempre accettato
le stagioni che passano sui tuoi campi.
(Da Il Profeta)

KAHLIL GIBRAN - Parlaci del dolore

 

Allora un donna disse: Parlaci della Gioia e del Dolore: Ed egli
rispose: La vostra gioia è il vostro dolore senza maschera.
Quanto
più a fondo si scava il dolore, tanta più gioia potrete contenere.
Quando
siete gioiosi, guardate nelle profondità del vostro cuore e scoprirete
che è proprio ciò che ieri vi ha fatto penare a darvi ora la gioia.
E
quando siete tristi, guardate ancora nel vostro cuore e vedrete che
state in realtà piangendo per quello che ieri vi ha dato godimento
Ma
io vi dico che gioia e dolore sono inseparabili. Essi giungono insieme,
e quando l'uno si siede con voi alla vostra mensa,
ricordate che
l'altro è addormentato sul vostro letto.

 GIBRAN - La conoscenza

  E un uomo disse: Parlaci della Conoscenza.
   E lui rispose dicendo:
Il vostro cuore conosce nel silenzio i segreti dei giorni e delle notti.
   Ma il vostro orecchio è assetato dal rumore di quanto il cuore conosce.
   Vorreste esprimere ciò che avete sempre pensato.
   Vorreste toccare con mano il corpo nudo dei vostri sogni.
   Ed è bene che sappiate:
   La fonte nascosta della vostra anima dovrà necessariamente effondersi e fluire mormorando verso il mare;
   E il tesoro della vostra infinita profondità si mostrerà ai vostri occhi;
   Ma non con la bilancia valuterete questo sconosciuto tesoro;
   E non scandaglierete con asta o sonda le profondità della vostra conoscenza.
   Poiché l'essere è un mare sconfinato e incommensurabile.

   Non dite: "Ho trovato la verità", ma piuttosto, "Ho trovato una verità".
   Non dite: "Ho trovato il sentiero dell'anima", ma piuttosto, "Ho incontrato l'anima in cammino sul mio sentiero".
   Poiché l'anima cammina su tutti i sentieri.
   L'anima non procede in linea retta, e neppure cresce come una canna.
   L'anima si schiude, come un fiore di loto dagli innumerevoli petali.

GIBRAN l'amico

 

   E allora uno studioso disse: Spiegaci la Parola.
   E lui rispose dicendo:
   Voi parlate quando avete perduto la pace con i vostri pensieri;
   E quando non potete più sopportare la solitudine del cuore voi vivete sulle labbra, e il suono vi è di svago e passatempo.
   E molte delle vostre parole quasi uccidono il pensiero,
   Poiché il pensiero è un uccello leggero che in una gabbia di parole può spiegare le ali, ma non prendere il volo.

   Tra voi vi sono quelli che cercano uomini loquaci per timore di restare soli.
   Il silenzio della solitudine mette a nudo il loro essere, ed essi vorrebbero fuggirlo.
   E vi sono quelli che, senza consapevolezza o prudenza parlano di verità che non comprendono.
   E quelli invece che hanno dentro di sé la verità, ma non la esprimono in parole.
   Nel loro petto lo spirito dimora in armonico silenzio.

   Quando per strada o sulla piazza del mercato incontrate un amico, lasciate che lo spirito vi muova le labbra e vi guidi la lingua.
   Lasciate che la voce della vostra voce parli all'orecchio del suo orecchio;
   Poiché custodirà nell'anima la verità del vostro cuore come si ricorda il sapore del vino.
   Quando il colore è dimenticato e la coppa è perduta.