TRAME DI ROMANZI DI AGATHA CHRISTIE

Dieci piccoli indiani

Assassinio sull'Orient-Express

Il pericolo senza nome

Il ritratto di Elsa Greer

Le due verità

L'assassino di Roger Ackroyd

Un delitto avrà luogo

La morte nel villaggio

Dopo le esequie

Assassinio allo specchio

Poyrot a Styles Court

La parola alla difesa

La serie infernale

Addio Miss Marple

 

Dieci piccoli indiani

 

Anthony Marston, John Macarthur, Emily Brent, Lawrence Wargrave, William Blore, Edward Armstrong, Philip Lombard e Vera Claythorne, invitati dal signor Owen, si ritrovano a Nigger Island per una vacanza retribuita.

Gli invitati non si conoscono tra di loro e non conoscono il signor Owen; all'arrivo sull'isola scoprono che ci sono solo due domestici a loro disposizione e nessun altro.

In ciascuna delle camere loro assegnate è appesa una filastrocca macabra su dieci piccoli indiani che vengono uccisi ad uno ad uno.

Al centro del tavolo della sala da pranzo vi sono dieci statuette di indiani.

Dopo cena sentono una voce incolparli di essere degli assassini che meritano la pena di morte. Ad ognuno di loro viene attribuita una  colpa circostanziata. Sconvolti, provano a discolparsi fra loro, ma comprendono immediatamente che non devono fidarsi di nessuno, perché, anche se loro fossero innocenti, certamente gli altri sono degli assassini.

All'improvviso muore il signor Marston. Il giorno dopo muore la domestica. Al centro del tavolo mancano due statuette.

Il terrore li travolge, perché non sanno da chi devono guardarsi le spalle. Non possono tornare sulla terraferma, ma devono restare sull'isola. Provano a ispezionare il luogo ma, al loro rientro, scoprono che il generale MacArthur è morto. Naturalmente scompare un'altra statuetta: è chiaro che l'assassino è tra loro.

Il giorno dopo viene trovato morto il domestico e, subito dopo, muore anche Emily Brent, per un'iniezione di cianuro di potassio. Soltanto il dottor Armstrong avrebbe potuto praticarle l'iniezione, perciò i superstiti capiscono che il colpevole è lui. 

I quattro rimasti scoprono che anche Armstrong è morto. Il cerchio dei sospetti si restringe e ciascuno di loro teme per la propria vita. Il finale è davvero sorprendente e inaspettato.

Alla fine del romanzo si parla di una lettera trovata all'interno di una bottiglia in mezzo al mare, indirizzata alla polizia. L'assassino, che è proprio uno dei personaggi, il più insospettabile,  dichiara di aver scelto come vittime delle persone che, pur avendo commesso un delitto, sono riusciti a sfuggire alla giustizia.

Egli ammette di essere responsabile della morte di tutti e dichiara di aver deciso di uccidere per primi i meno colpevoli tra tutti, lasciando per ultimi coloro che si sono macchiati di delitti efferati, in modo da aggiungere il terrore e la paura alla condanna che ha deciso di infliggere loro.

Le due verità

 

Il dottor Calgary, afflitto da un terribile rimorso per non aver evitato la condanna ingiusta di un innocente, si reca dalla famiglia Argyle e sostiene di poter dimostrare l'innocenza di Jacko, accusato di aver ucciso la madre adottiva, incarcerato e morto durante la prigionia.

Calgary rivela alla famiglia Argyle di aver dato un passaggio a Jacko proprio il giorno in cui fu uccisa la madre adottiva di lui. Il giovane sostenne, non creduto, di avere un alibi e di poter dimostrare che, all'ora del delitto, era ben lontano da casa, ma non si riuscì a trovare la persona che avrebbe potuto dimostrarne l'innocenza. Sfortunatamente Calgary, non essendo stato al corrente della condanna di Jacko, non poté testimoniare a suo favore al processo, che si concluse con la condanna e la morte di Jacko.

Egli crede di compiere il proprio dovere sostenendo la piena innocenza del giovane e dandone ampia prova. Poiché Jacko era con lui nell'ora del delitto, non poteva essere il colpevole e doveva essere pienamente riabilitato.

Il dottor Calgary credeva di portare sollievo ad una famiglia affranta dal dolore per la colpa commessa dal giovane. Inaspettatamente, la sua rivelazione provocò sgomento e paura: se non era stato Jacko ad uccidere Rachel Argyle, chi era il colpevole? Poteva essere stata una persona esterna alla famiglia o bisognava cercarlo all'interno delle mura domestiche?

Tutti cominciarono a pensare che ci fosse sia un altro colpevole proprio tra loro. Dal momento della rivelazione, ognuno guarda agli altri con sospetto e terrore.

Nonostante il suo intervento sia stato considerato inopportuno dalla famiglia e guardato con sospetto dalla polizia, Calgary avverte come obbligo morale la riabilitazione del ragazzo.

Le indagini, condotte dalla polizia e anche da Calgary, portano alla luce sentimenti ambivalenti dei figli adottivi verso la donna che ha dato loro un nome e una casa, ma che pretendeva anche riconoscenza e amore. Un groviglio di sentimenti di rancore, invidia, odio malcelati vengono allo scoperto, ma sarà ancor più difficile individuare il responsabile della morte della donna. Anche qui si tratta di una persona veramente insospettabile. 

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