TRAME E RECENSIONI 2004 - 2005

MARKUS ZUSAK – La bambina che salvava i libri (2005)

GESS TERRITSEN - Sparizione, Longanesi 2005 

STIEG LARSSON - Uomini che odiano le donne (2005)

JAMES PATTERSON- Le donne del club omicidi (2005)

KHALED HOSSEINI - Il cacciatore di aquiloni, Piemme 2004

DAN BROWN - Angeli e demoni, Mondadori 2004

PHILIPPA GREGORY – Il giullare della regina, Sperling & Kupfer 2004 

 

MARKUS ZUSAK – La bambina che salvava i libri (2005)

 

Siamo nella Germania nazista del 1939. La piccola Liesel Meminger, mentre vede morire suo fratello in un incidente ferroviario, trova a terra un libro abbandonato, il Manuale del necroforo. Pur non sapendo leggere, lo prende con sé, sperando di imparare a leggerlo.

Viene adottata da una coppia di tedeschi, Hans e Rosa Hubermann, che vivono a Himmelstrasse ed hanno già due figli adulti. Il padre è un uomo buono e paziente, che le dimostra molta comprensione e le insegna a leggere. Rosa è dura, aspra, poco disponibile a comprendere le difficoltà di inserimento della bambina in una famiglia nuova. Ma per fortuna c’è il papà.

Liesel aiuta la madre a consegnare il bucato presso le case altrui A poco a poco, nonostante la severità di Rosa, la bambina impara ad apprezzare la madre,  che nasconde i suoi lati umani dietro i rimbrotti e le parole severe.

Nella Germania nazista Liesel attribuisce alle parole una funzione quasi magica. I libri rappresentano il mondo che vorrebbe, senza persecuzioni, senza ingiustizie. Ogni volta che vede un libro abbandonato, lo salva e lo conserva con cura. Pian piano, con l’aiuto di Hans, impara a leggere tutte le parole. Raccoglie diversi libri, ne ruba qualcuno e li conserva come preziose reliquie.

Frequenta alcuni coetanei e nasce una grande amicizia con Rudy, che si innamora di lei e non perde occasione per chiederle un bacio, cosa che Liesel non gli concede. Imparano entrambi ad entrare in case e negozi per rubare qualcosa; una mela, caramelle, libri.

Presso la famiglia Hubermann si rifugia un ebreo, Max. Liesel aiuta i genitori e stabilisce con Max un bellissimo rapporto con lui. Gli legge i suoi libri e lo mette a parte di questo suo mondo fantastico; gli racconta ciò che le accade a scuola e con gli amici. Gli riferisce anche com'è il tempo fuori dalla cantina in cui è rinchiuso. Si raccontano i propri sogni e i propri incubi.

Riviviamo gli orrori del nazismo attraverso gli occhi di una bambina: la mamma deportata perché comunista; i bambini che a scuola devono pronunziare correttamente "Heil Hitler"; gli ebrei trascinati via a piedi per portarli nei campi di sterminio; il compleanno di Hitler, i roghi dei libri pericolosi, i bombardamenti e i rifugi, gli incendi.

La voce narrante è quella della morte, che è costretta a portarsi via l’anima delle persone, ma mostra sentimenti e umanità e sembra sgomenta di fronte agli orrori che essa stessa provoca.

La morte porterà via tutti i protagonisti. Una bomba dilanierà  Himmelstrasse. Moriranno i genitori della bambina e Rudy, che muore senza che Liesel possa dargli quel bacio da lui tanto desiderato; moriranno tanti ebrei e i vicini di casa; sopravvive Max.

Molti anni dopo la morte porterà via anche Liesel, ormai anziana.

Lo stile narrativo può provocare, inizialmente, una certa perplessità nella lettura ma, subito dopo, entriamo a far parte anche noi di quella storia narrata dalla morte e ci sentiamo partecipi. Accettiamo anche la voce della morte come se la raccontasse un personaggio della storia.

Il libro è molto coinvolgente. La lettura è consigliata a tutti.

GESS TERRITSEN - Sparizione, Longanesi 2005 

 

Una giovane anatomopatologa sta completando la sua attività di routine quando sente un gran rumore nella cella frigorifera: una giovane donna, consegnata per essere sottoposta a esame autoptico, è in realtà ancora viva.

La ragazza si riprende ben presto, subito circondata da agenti di polizia, che vorrebbero conoscere la sua identità. Con un abile colpo di mano lei ruba la pistola ad uno degli agenti e lo uccide; si barrica nell'ala dell'ospedale ricattando tutti.

Gli anatomopatologi, eseguendo l'autopsia sul corpo della guardia uccisa, scoprono che si tratta di un falso agente, che era stato provvisto di un'arma letale per uccidere la sconosciuta.

 

Polizia e FBI  alla fine scopriranno che la giovane fuggiasca si chiama Olena. Indagando su di lei si scopre la sparizione di centinaia di ragazze che fuggono dal loro Paese alla ricerca di un lavoro negli Stati Uniti, sognando una carriera o, almeno, un lavoro dignitoso. Ben presto si risveglieranno dai loro sogni, saranno picchiate, violentate e tenute segregate come schiave per uomini facoltosi, per persone al di sopra di ogni sospetto, uomini dall'apparente vita integerrima, che coltivano vizi nascosti. Grazie a Olena un orrendo giro di violenza inaudita e di depravazione viene così fermato per sempre.

JAMES PATTERSON- Le donne del club omicidi (2005)

 

A San Francisco la poliziotta Lindsay Boxer è alle prese con un assassino che tortura e frusta le sue vittime prima di ucciderle. Mentre è al bar con le amiche, fuori servizio, il collega Jacobi la informa di aver saputo  che l’assassino viaggia su una Mercedes nera. Senza alcuna esitazione, Lindsay raggiunge il collega per inseguire l’auto segnalata. Durante l’inseguimento i due scoprono che sull’auto vi sono soltanto due minorenni, in stato confusionale e visibilmente scossi. Presi da pietà per lo stato di malessere in cui i due, fratello e sorella, versano, i due poliziotti prestano loro le cure necessarie ma, ahimé, la ragazzina all’improvviso prende una pistola e spara ad entrambi. Lindsay è costretta a far fuoco sui due, uccidendo la ragazzina e ferendo gravemente il fratello

Nonostante sia stata chiaramente costretta a sparare per legittima difesa, Lindsay è costretta a subire un processo, in cui vede trionfare la sua piena innocenza, Ma le indagini non sono finite: vengono scoperti altri assassini insospettabili, altri tentativi di omicidio e Lindsay stessa scopre che qualcuno vuole ucciderla.

La narrazione si presenta fluida e molto scorrevole, accattivante e coinvolgente dalla prima all’ultima pagina. Il finale non è per niente scontato o prevedibile e la lettura viene caldamente consigliata a tutti, non solo agli amanti dei thriller.

STIEG LARSSON - Uomini che odiano le donne (2005)

 

Il libro costituisce il primo romanzo di una fortunata trilogia. Protagonista del romanzo, ambientato in Svezia, è il giornalista Mikael Blomkvist, il quale, dopo aver accusato il finanziere Wennerström di illeciti, viene condannato per diffamazione. La notizia della sua condanna suscita tantissimo clamore: il veto degli ambienti giornalistici  potrebbe in futuro nuocere gravemente a Mikael, che non riceverebbe più incarichi. 

 

Inaspettatamente gli viene offerto un incarico misterioso, per il quale gli viene promesso un compenso molto elevato e la possibilità di ricevere su un piatto d’argento la prova definitiva della colpevolezza di Wennerström. Il compito si presenta quasi impossibile: dovrà mettersi alla ricerca di Harriet Vanger, scomparsa dal suo paese da oltre trent’anni senza lasciare alcuna traccia. Avrà a disposizione tutto il materiale (informazioni e fotografie) raccolto nel corso dei decenni e potrà avvalersi dell’aiuto di tutti gli esperti che riterrà opportuno convocare.

 

Chiede l’aiuto di un’hacker, Lisbeth Salander, una ragazza assai stravagante dalla personalità complessa e sconvolgente. Nasce tra i due un’amicizia che potrebbe anche diventare amore, ma il tutto finisce con una relazione sessuale e una rottura definitiva. 

 

Mikael riuscirà a rintracciare Harriet, che è stata oggetto di violenze inenarrabili proprio da parte dei familiari e costretta all’omicidio e alla fuga.

PHILIPPA GREGORY – Il giullare della regina, Sperling & Kupfer 2004 

 

Hannah Green è figlia di un’ebrea condannata al rogo, fuggita dalla Spagna per sfuggire all’Inquisizione e rifugiatasi in Inghilterra.

Qui viene sequestrata e costretta a fare da giullare di re Edoardo VI, indossando abiti maschili.

Per conto di Robert Dudley Hannah a corte conosce le storie delle due figlie di Enrico VIII, Maria d’Inghilterra (figlia di Caterina d’Aragona, detta Maria la Cattolica, che si era attirata ingiustamente l’appellativo di  Maria la sanguinaria, essendo una donna credente, desiderosa di riportare la fede cattolica nel regno, presentata nel libro come una donna affettuosa ed amorevole) ed Elisabetta, figlia di Anna de Boleyn. Scopre gli intrighi di corte del figlio di Enrico VIII e di Jane Seymour. Per non inimicarsi nessuno porta informazioni all’una o all’altra delle due sorellastre.

 

Hannah scopre anche che Elisabetta trama contro la sorellastra per spodestarla ed assicurarsi la successione al regno. Resta fedele a Maria, preferendola all'astuta e calcolatrice Elisabetta ambiziosa e avida di potere, desiderosa di far soffrire la sorella.

PETALI PROFUMATI - I nostri haiku

 

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