TRAME DI ROMANZI 2006 - 2007

TRAME DI ROMANZI

 

In queste pagine troverete le trame dei romanzi più diffusi degli ultimi trent'anni, La lettura della trama può invogliare a leggere un libro sconosciuto (o di cui si conosce solo  il titolo) e può costituire un incentivo per la scelta di  un regalo che possa piacere particolarmente ad una persona cara.

Buona lettura a tutti!

 

 Dipinto di Berthe Morisot - Reading

ISABEL ALLENDE - Ines dell'anima mia (2006)

NICCOLÒ AMMANITI – Come Dio comanda (2007) 

KEN FOLLET - Mondo senza fine 2007

MURIEL BARBERY - L'eleganza del riccio, Edizioni E/O 2007  

DIANE SETTERFIELD - La tredicesima storia (2007)

ILDEFONSO FALCONES – La cattedrale del mare, Longanesi 2006

CARLOS LUIS ZAFON – L’ombra del vento, Mondadori 2006

JOHN BOYNE - Il bambino con il pigiama a righe (2006)

 

KEN FOLLET - Mondo senza fine 2007

 

Mondo senza fine, come il primo romanzo della trilogia, è ambientato nella  città di Kingsbridge. Gli eventi narrati si collocano intorno al XIV secolo, verso la fine del medioevo. La popolazione che dovrà fronteggiare la terribile epidemia di tutti i tempi: la Peste Nera, che decima la popolazione

Le prime morti per peste furono giustificate dalla chiesa come la giusta punizione di Dio contro i peccatori, ma quando il contagio si diffuse in modo massiccio in tutte le comunità, il popolo iniziò a dubitare di Dio e preferì rivolgersi alla Madonna, dando anche il giusto valore alla figura femminile, capace di far sentire la sua presenza accanto ai malati.

Il popolo sopravvissuto cominciò a costruire chiese e cappelle dedicate alla Madonna, con una nuova icona religiosa, che veniva venerata, invocata e pregata.

Anche la Chiesa, per contrastare la crescente delusione della gente in Dio, decise la  “discesa in campo” di Maria, la madre di Dio.

La storia ruota attorno alla costruzione di un ponte e della torre campanaria della cattedrale. Quattro sono i piccoli protagonisti, che seguiamo nella loro crescita personale all’interno di eventi ben più grandi di loro: la peste, le carestie, le guerre, la lotta per la sopravvivenza, il prepotere dei pochi contro la povertà e la sottomissione della popolazione.

Il giorno dopo Halloween quattro bambini si allontanano da casa a Kingsbridge. Si tratta di Merthin, un ragazzino molto intelligente; di suo fratello Ralph; di Caris, una ragazzina molto ambiziosa e di Gwenda, figlia di un ladro che ha subito come punizione l’amputazione della mano. Il gruppo assiste nella foresta all'omicidio di due uomini, uccisi per rubare una lettera indirizzata al conte di Shiring istruzioni in materia di tasse.

Seguiremo le vicende di questi quattro ragazzi nella loro crescita, sullo sfondo delle guerre, delle carestie e della trasformazione di un mondo che tende sempre più a lasciarsi alle spalle il buio per aprirsi alla scienza e alla ricerca.

Alla fine la lettera viene ritrovata: Merthin cederà la lettera al re in cambio dell’elezione di un nuovo vescovo per  Kingsbridge.

 

NICCOLÒ AMMANITI – Come Dio comanda (2007)

 

La storia è ambientata in un paesino del nord-es Italia.

Protagonisti sono Rino e Cristiano Zena, padre e figlio tredicenne, abbandonati dalla madre di Cristiano poco dopo la sua nascita. Vivono nei sobborghi con altri balordi, Quattro Formaggi e Danilo.

Rino ha idee di ultradestra, è un forte bevitore e vive di espedienti; è orientato alla violenza, all’attacco e non solo alla difesa e cerca di inculcare gli stessi principi nel figlio, il quale vorrebbe che il padre fosse orgoglioso di lui, vorrebbe imitarlo, ma ci riesce solo in parte.

Ha un intenso legame col figlio Cristiano e teme di perderlo.

Cristiano è un timido, che cerca di seguire come modello ideale quello incarnato dal padre, senza riuscirvi. E’ continuamente alla ricerca di se stesso. Il ragionamento lo porterebbe a comportarsi ben diversamente dal padre ma, in realtà, non fa altro che seguirlo cercando in lui la sua unica fonte di affetto e il suo unico punto di riferimento.

Cristiano ama la bellissima Fabiana, una ladra dedita a furti nei negozi, ma deve limitarsi ad ammirarla e desiderarla da lontano, senza osare rivelarle il suo amore. D’improvviso, finalmente la incontra, la conosce e la ragazza lo bacia, lasciandolo scioccato.

Una notte Quattro Formaggi rincorre e violenta Fabiana, che muore. Rino, informato dell’uccisione della ragazza, decide di non coprire il crimine e va da Quattro Formaggi ma, improvvisamente, si sente mancare le forze, ha un mancamento ed entra in coma.

Cristiano si adopererà per nascondere il corpo della ragazza temendo che l’assassino sia il padre e cerca di difenderlo da tutti, anche da un assistente sociale zelante ma poco efficiente. Continuerà a difendere l’innocenza del padre, convinto invece che sia lui il colpevole.

DIANE SETTERFIELD - La tredicesima storia (2007)

 

Margaret, una giovane libraia antiquaria, che trascorre la sua vita fra i libri antichi e si è anche cimentata in qualche biografia, riceve una strana richiesta da parte della scrittrice più famosa del momento, Vida Winter: recarsi da lei per scrivere la sua biografia, quasi sfidandola a "scoprire la verità". Strano è il modo in cui è espressa la richiesta, strana perfino la grafia della lettera, ma la ragazza ne resta incuriosita e decide di accettare, soprattutto perché scopre di avere con lei un elemento in comune: entrambe sono nate gemelle.

Recatasi presso l'abitazione della scrittrice, cerca di raccogliere il maggior numero di informazioni per scrivere la storia della sua vita, ma soprattutto per scoprire il motivo per cui la scrittrice, autrice di numerosi libri di successo, avesse pubblicato il suo primo libro, dal titolo provvisorio I Tredici racconti, in cui manca proprio la tredicesima storia.

 

Numerosi personaggi animano la narrazione. Alcuni di essi presentano caratteristiche strane, alcune volte sconvolgenti, altre tali da rasentare la follia. Situazioni fortemente drammatiche, incendi e crimini potrebbero essere attribuiti a un fantasma, come suggerisce la scrittrice? Forse, ma la giovane risolverà l'enigma e, nello stesso tempo, compirà un'introspezione su se stessa. 

 

Troverete qui l'incipit del libro.

MURIEL BARBERY - L'eleganza del riccio, Edizioni E/O 2007  

Quest'opera ha ricevuto critiche positive ed ha incontrato il successo del pubblico nonostante la struttura narrativa presenti delle peculiarità che rendono il racconto decisamente poco scorrevole, fatto reso ancor più impegnativo dalle numerosissime e dotte citazioni di cui è infarcito il libro.

Le due protagoniste, sin dalle prime pagine, catturano la nostra attenzione di lettori perché parlano in prima persona, alternandosi.

La prima, Renée, è una portinaia che, trascurata in famiglia, semianalfabeta, ha deciso caparbiamente di apprendere tutto ciò che la sua mente era in grado di recepire e anche quello che le sembrava di non capire subito, per rifletterci successivamente. Nutrendo quotidianamente la mente con le letture della biblioteca, Renée era riuscita a formarsi una solida cultura di base, che le permetteva di avere padronanza grammaticale e sintattica al punto da saper individuare immediatamente gli errori altrui; era riuscita ad amare diversi autori classici, di cui conosceva bene le opere e con i cui personaggi si identificava. Amava la letteratura russa: in onore di Tolstoj il suo gatto si chiamava Lev. Non disdegnava, naturalmente, la saggistica; la filosofia era la sua passione, al punto da ritenere di non poter leggere un trattato di Fenomenologia di Husserl senza conoscere Kant.

La sua preparazione attraversava tutti i grandi pensatori fino al Novecento.

Ecco come si esprime per dire che nella sua portineria tutto procede regolarmente: "E' l'eterno ritorno dell'uguale" (con un chiaro riferimento nietzschiano).

Ama la musica classica, adora l'arte, ma nasconde accuratamente al condominio il suo livello di conoscenze: non compete ad una portinaia avere maggior erudizione dei condomini. Ciò non le impedisce di compiere una profonda introspezione dentro il suo animo. Si lascia andare soltanto con la sua cara amica Manuela nei loro momenti di intimità in cui bevono thè e mangiano pasticcini, ma per pudore si danno del "lei"

 

L'altro personaggio intorno al quale si dipana la narrazione è Paloma Joss, appartenente ad una ricca famiglia. Il padre è un ministro che fa della politica uno strumento di potere e di aggressione. La madre è debole e fragile, perennemente alle prese con disagi di cui non è riuscita a liberarsi con la psicoanalisi e dipendente dagli psicofarmaci.

Molto intelligente, la ragazzina non riesce ad entrare in comunione con i familiari, anzi è spesso in contrasto con la sorella saccente e stupida.

La ragazza avverte acutamente la mancanza di senso della vita e decide che, al compimento del suo tredicesimo compleanno, la farà finita: si impiccherà e incendierà la casa. Cerca disperatamente i segni del movimento della vita, ma crede di non trovarne intorno a sé.

 

Inizialmente i due personaggi non si incontrano, anzi si ignorano, ma un bel giorno arriva un nuovo inquilino, Kakuro, un giapponese benestante e colto che, con "occhio clinico" coglie, dietro l'apparente sciatteria e trascuratezza di Renée, una grande sensibilità d'animo, un cultura critica, una capacità di analisi del reale che la donna camuffa più che può.

Un legame di simpatia lega tra la giovane Paloma e Kakuro, così diverso dagli altri inquilini vuoti e interessati soltanto all'esteriorità. Entrambi appaiono sorpresi di scorgere, ben nascosti nella portineria, dei libri di filosofia a livello universitario e cercano di scoprire chi sia veramente Renée, certi di aver a che fare con una persona di grande spessore culturale; così decidono di avvicinarla.

Kakuro le regala un'elegante edizione di "Anna Karenina", mostrandole di aver intuito il suo amore per la letteratura classica. La invita a casa sua a cena, dove possono liberamente confrontare le loro opinioni in merito all'arte contemporanea, alla politica e alla filosofia.

 

Anche Paloma, dal canto suo, arriva spesso in guardiola e va spesso a bere una confortevole tazza di thè con la donna e a imbarcarsi in dotte dissertazioni su tematiche assai care ad entrambe.

 

Qualcosa comincia a scalfire il "riccio" dietro il quale Renée si è nascosta. Ma il destino è in agguato. In una bella mattina di sole Renée, uscita per lavoro, incontra un clochard spesso ubriaco e, per evitare che venga investito da un camioncino, ne viene investita a sua volta.

E' la fine di ogni speranza. Solo da poco stava assaporando il piacere di potersi comportare alla pari con persone stimabili che l'apprezzavano. I suoi ultimi pensieri vanno al gatto, a Paloma (le sarebbe davvero piaciuto avere una figlia così) e a Kakuro, tanto gentile da farle sperare che la loro relazione potesse aspirare a diventare quello che entrambi avrebbero voluto! Pensa a Manuela e le si rivolge dandole finalmente del tu, ma troppo tardi!

 

Di fronte alla tragicità degli ultimi eventi, Paloma compie una profonda riflessione e si rende conto di non aver mai capito che la vita ha senso soltanto se le diamo noi un senso. Comprende la ridicolezza del gesto estremo che voleva compiere, soprattutto prova rimorso al pensiero del male che avrebbe fatto ai suoi familiari incendiando la casa. Rivolge un grato pensiero a Renée: "Non preoccuparti, Renée, non mi suiciderò e non darò fuoco proprio a un bel niente. Perché d’ora in poi, per te, andrò alla ricerca dei sempre nel mai. La bellezza, qui, in questo mondo."

Quest'opera ha ricevuto critiche positive ed ha incontrato il successo del pubblico nonostante la struttura narrativa presenti delle peculiarità che rendono il racconto decisamente poco scorrevole, fatto reso ancor più impegnativo dalle numerosissime e dotte citazioni di cui è infarcito il libro. Libro non consigliabile a tutti, può piacere molto o non piacere affatto.

ISABEL ALLENDE - Inés dell'anima mia (2006)

 

Si tratta della biografia romanzata di Inés de Suárez, realmente esistita, che fu l'unica donna spagnola a partecipare alla Conquista del Cile nel 1540.

Ines Suarez, una giovane spagnola, si innamorò di Juan de Malaga, donnaiolo e gran giocatore e, contro il volere della famiglia, lo sposò.  Il marito ben presto l’abbandonò per recarsi nel nuovo Mondo sognando oro e ricchezza. Ines partì alla volta del Sudamerica alla ricerca del marito.

A Cuzco incontrò Pedro de Valdivia ed entrambi si innamorarono appassionatamente l’uno dell’altra. Per amore affrontarono un viaggio avventuroso attraverso il deserto di Acatama per  conquistare i paradisiaci territori di un paese ancora inesplorato, il Cile, dove fondarono la città di Santiago. 

Ines, donna, amante, guerriera, eroina, ottenne l’amore, la terra e il potere, diventando infine governatrice accanto a Pedro.

 

ILDEFONSO FALCONES – La cattedrale del mare, Longanesi 2006

 

 

Il contadino Bernat Estanyol sposa la bella Francesca ed organizza un bel banchetto nuziale. All’improvviso appare il conte, il quale reclama lo ius primae noctis per ogni contadino del suo feudo che, sposandosi, deve cedergli il posto nel suo talamo la prima notte. Anche Bernat non può negare al conte questo diritto.

Francesca rimane incinta e partorisce Arnau. Il conte reclama la paternità di questo figlio ed obbliga Francesca a trasferirsi al suo palazzo assieme al bambino.

Bernat s’introduce nel castello e rapisce il bimbo, ma non può far nulla per Francesca, abbrutita dalle violenze che subisce quotidianamente dai servi del conte; fugge col figlio diretto a Barcellona, da sua sorella.

In questa città viene concessa la cittadinanza  a tutti coloro che trascorrono almeno un anno di permanenza, affrancandoli per sempre dal rango di servi della gleba.

A casa della sorella Bernat lavora come artigiano, acquistando grande abilità ma. dopo pochi anni, la malasorte lo colpisce: perde il lavoro e si rassegna a fare lo stalliere con suo figlio. Durante una sommossa popolare viene catturato e impiccato.

Arnau viene assunto come scaricatore  del porto di Barcellona. Sposa Maria, ma coltiva un rapporto adultero con Aledis, che lo ricatta.

Nel 1344 si arruola nell’esercito del re Pietro IV il Cerimonioso e incontra Francesca, diventata matrona delle prostitute. La donna, pur non rivelandogli di essere sua madre, lo libera dal ricatto di Alexis.

Si diffonde in città la peste e Maria muore. Come spesso è accaduto nel corso della storia, la responsabilità del morbo viene addebitata a una minoranza, in questo caso gli ebrei. Ma sarà proprio un ebreo, riconoscente ad Arnau per aver salvato i suoi figli, a donargli tanto denaro da poter iniziare l’attività di cambiavalute. Arnau diventa ricchissimo; concede prestiti ai suoi amici di un tempo, diventando molto popolare a Barcellona. Lo stesso re lo nomina barone.

A Barcellona, durante la Pasqua, scoppia una furiosa rivolta contro gli ebrei. Arnau viene indicato all’Inquisitore, incarcerato e condannato come eretico. Gli amici ebrei lo salvano, patteggiando la sua salvezza con il re.

Alla fine Arnau e la sua famiglia assistono all’inaugurazione della cattedrale di Santa Maria del Mar.

CARLOS LUIS ZAFON – L’ombra del vento, Mondadori 2006

 

La storia è ambientata nella Barcellona degli anni Quaranta, all’ombra del Franchismo.

Daniel Sempere, voce narrante del libro, orfano di madre, vive a Barcellona col padre libraio, proprietario di un piccolo negozio di libri usati.

 

Un giorno il padre lo conduce in un luogo misterioso, sconosciuto ai più, il Cimitero dei Libri dimenticati, una gigantesca biblioteca che comprende migliaia di libri caduti nell’oblio. Il padre lo invita a scegliere un libro, con l’impegno di adottarlo e averne cura per sempre, sottraendolo all’oblio a cui sarebbe altrimenti destinato.

Il giovane Daniel sceglie L’ombra del vento, un’opera scritta da Julian Carax,  un autore sconosciuto. Daniel legge voracemente il libro e si entusiasma al punto da voler scoprire anche le altre opere dell’autore.

 

Decide così di contattare tutti coloro che hanno conosciuto Carax e di scavare nella sua travagliata vita, scoprendone l’infanzia difficile, gli amori, le scelte travagliate, le sofferenze; mette allo scoperto sentimenti, amore e odio, amicizia e crudeltà, lealtà e tradimenti, passione e disperazione dei numerosi personaggi coinvolti.

 

Daniel sarà oggetto di strane persecuzioni, ma anche le persone a lui care correranno gravi pericoli. Violenze e crimini, amore e morte si rincorrono nell'arco di questa lunga e appassionante narrazione.

 

Intorno al protagonista ruotano tanti personaggi strepitosi, tra cui mi piace ricordare Fermín Romero De Torres. Dapprima ricercato dalla polizia e torturato, poi costretto ad una vita misera e travagliata e successivamente entusiastico collaboratore della libreria di Sempere, è un soggetto estremamente interessante, sempre stravagante, irrequieto dongiovanni, gran chiacchierone ma anche ricco di saggezza e profondamente umano.

 

JOHN BOYNE - Il bambino con il pigiama a righe (2006)

 

Bruno, un bambino tedesco di famiglia agiata, che vive a Berlino in una splendida villa a cinque piani con tanta servitù a disposizione, uno spettacolare giardino fiorito, tanti giochi, è costretto a lasciare la sua bella casa, i tre amici del cuore e i nonni per trasferirsi con la famiglia in una località lontana. Il padre di Bruno è un capitano dell'esercito tedesco, che riceve dal Furio in persona (N.B. alcuni nomi sono volutamente storpiati per rendere credibile la loro errata pronuncia da parte di un bambino) la richiesta di trasferirsi in Polonia per sorvegliare un campo di prigionieri.

Decisamente scontenti, Bruno e la sorella Gretel entrano nella nuova casa a tre piani, decisamente meno sontuosa e anche un po' fatiscente rispetto alla splendida casa di Berlino. Anche qui hanno a disposizione tanta servitù, tra cui un ex medico, attualmente prigioniero del lager, che viene adibito alla pulizia delle verdure per i pasti della famiglia. Questo splendido personaggio interagisce con pazienza con Bruno, il quale non riesce a credere che un medico sia potuto retrocedere al rango di servo. Piano piano riesce a conquistare la fiducia del bambino.

La casa è del tutto isolata: non ci sono altre case nel circondario. Bruno teme di dover restare completamente isolato, senza amici con cui giocare. Dalla finestra della sua camera, guardando in lontananza, vede uno stranissimo campo, tutto recintato con filo spinato, in cui riesce a malapena a intravedere esseri umani (bambini e vecchi), stranamente tutti vestiti con un pigiama a righe. Nei suoi lunghi e desolati pomeriggi in cui non ha nulla da fare, si improvvisa esploratore e cerca di scoprire chi siano quelle persone così stranamente abbigliate che vivono non lontano da casa sua. Scopre persone sofferenti, tristi, deperite, che svolgono stentatamente qualche lavoro.

Fra i tanti, scorge un bambino e cerca di interagire con lui.

Il piccolo ebreo e il bambino tedesco diventano subito amici. Bruno, intenerito dalle condizioni del suo nuovo amico, affamato e infelice, gli porta ogni giorno qualche alimento che è riuscito a sottrarre alla mensa familiare.

I due si incontrano proprio sul bordo del reticolato, anche se il piccolo ebreo teme sempre di essere ripreso e punito dalle guardie.

Un giorno il piccolo confessa all'amico di non riuscire più a trovare il padre. Bruno, che da grande vorrebbe diventare esploratore, decide di fare un'ispezione all'interno del campo. D'accordo con l'amico, entra di soppiatto da una piccola apertura della rete di recinzione. L'amico gli fornisce alcuni capi di abbigliamento dei prigionieri. Spogliatosi dei suoi abiti e abbandonati anche stivali e calzini, Bruno diventa "uno di loro" e si confonde nella massa.

Per una crudele coincidenza, proprio quel giorno i due bambini odono una voce e vengono tutti radunati in un locale dove ci sono le docce. Dietro le loro spalle cade una pesante saracinesca di metallo: nessuno potrà più uscire da lì. Sconvolgente e quasi allucinante il finale tragico, aperto solo alla catastrofe. 

I genitori di Bruno lo cercheranno lungamente e inutilmente, senza più trovarne traccia.

Mi è difficile raffigurarmi l'incredibile posizione di un'abitazione di un capitano delle S.S. nei pressi del lager; ritengo ancor più inverosimile la possibilità che un bambino riesca ad aggirare i nazisti posti a guardia del reticolato del lager stesso. Sappiamo che le squadre di controllo del reticolato avevano a disposizione luci, mezzi. agenti e strumenti di controllo perché nulla neppure un oggetto minuscolo, sfuggisse al loro attento controllo.

Nonostante queste perplessità, Il bambino con il pigiama a righe resta un libro memorabile, che racconta la tragica storia dell'Olocausto con gli occhi dei bambini coinvolti nella storia e degli adulti che si occupano di loro.

 

Tra i personaggi spicca per la sua grandezza la nonna paterna di Bruno, ex attrice amante della recitazione, che ha incoraggiato i nipoti a rivestire tanti ruoli in alcune recite domestiche allestite da lei. Questa donna, rivoltandosi contro il figlio, che vanta l'amicizia col Fuhrer ed è certo di servire la patria, si dispera per aver potuto mettere al mondo uno uomo così incapace di capire gli eventi, così privo della consapevolezza dell'imminente catastrofe della Germania e degli altri Paesi coinvolti. La donna tenta inutilmente di fermare la progressiva trasformazione di suo figlio in un "burattino senza fili" che non sa di essere manipolato e crede di essere un grande capo.

 

PETALI PROFUMATI - I vostri haiku

 

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