TRAME DI ROMANZI 2010 - 2012

TRAME DI ROMANZI

 

In queste pagine troverete le trame dei romanzi più diffusi degli ultimi trent'anni, La lettura della trama può invogliare a leggere un libro sconosciuto (o di cui si conosce solo  il titolo) e può costituire un incentivo per la scelta di  un regalo che possa piacere particolarmente ad una persona cara.

Buona lettura a tutti!

 

Dipinto di Allan R. Banks -  Reading on a sunlit afternoon

 

CLARA SANCHEZ - Il profumo delle foglie di limone, Garzanti 2011 

SARAH ADDISON ALLEN -  Il profumo del pane alla lavanda, Sonzogno 2011

VANESSA DIFFENBAUGH - Il linguaggio segreto dei fiori, 2011

SILVIA AVALLONE - Acciaio, Rizzoli 2010

KRISTIN HARMEL - Finché le stelle saranno in cielo, Garzanti Libri, 2010 

SUSAN ABULHAWA  - Ogni mattina a Jenin, Mondadori 2010 

SARAH ADDISON ALLEN Il profumo del pane alla lavanda, Sonzogno 2011

 

Claire Waverley appartiene ad una famiglia molto apprezzata nel villaggio, nonostante appaia a tutti “molto strana”. Si racconta di un grande albero di melo del giardino che sembra inseguire le persone lanciando loro addosso i suoi frutti. Chi mangerà un frutto scoprirà il proprio futuro (di vita o di morte).

Claire decide di sfruttare commercialmente la strana fama che circonda il nome Waverley e diventa un’abilissima organizzatrice di “catering” per le feste del paese. Ha appreso dalla nonna antiche ricette, preparate sfruttando i preziosi segreti delle piante del giardino, che hanno lo strano potere di aiutare le persone in difficoltà.

Tutte le piante del giardino, da lei curato con amore, nascondono segreti tramandati a lei dalle ave. I suoi prodotti, preparati rigorosamente a mano, vanno a ruba nelle sagre e nelle feste di paese e sono molto richiesti dai compaesani.

Claire vive sola nella grande casa col giardino e trascorre una vita fin troppo ordinata e prevedibile, nel costante timore di perdere i propri punti di riferimento e le proprie certezze, a lei tanto care.

Claire è stata abbandonata ancor piccola dalla madre assieme ad una sorella più piccola, Sydney. Sono state educate da alcune parenti straordinarie, ossia la nonna e l’anziana cugina Evanelle, che “sa” regalare strani oggetti a persone diverse, perché, dopo un po’ di tempo, “risulteranno molto utili”.

Una sera Evanelle regala delle lenzuola a Claire (la quale non crede di averne bisogno): il giorno dopo arriva all’improvviso, del tutto inattesa, la sorella Sidney, che porta con sé la figlioletta Bay. 

Non si incontravano da molti anni. La madre le abbandonò entrambe per inseguire il suo destino ed esse crebbero affidate alla nonna e alla zia.

Anche la piccola Bay sembra avere un potere segreto: sa “dove le cose devono sempre stare” e s’ingegna a farle tornare al posto giusto.

Sydney riesce a serbare per sé i suoi segreti: Claire non deve sapere come, dove e con chi ha trascorsi i dieci anni in cui sono rimaste separate.

Claire conosce il vicino di casa, Tyler; prova per lui una strana attrazione ma non vuole perdere le sue certezze e teme l’ignoto; perciò lo tiene a distanza regalandogli dei manicaretti, che dovrebbero distogliere le attenzioni del giovane da lei, ma i risultati sono esattamente il contrario di quanto si è prefisso.

A sua volta Sydney rivede i due uomini più importanti della sua adolescenza: colui che aveva tanto amato, ma che non si era fatto scrupoli a preferirne e sposarne un’altra; e Henry, il ragazzo tanto timido da non sapersi dichiarare, ora divenuto un abile e onesto lavoratore, che potrebbe assicurarle quella pace e serenità familiare di cui lei e Bay hanno bisogno.

Ma, ancor prima di affidarsi all’amore, Sidney deve aiutare la sorella a “lasciarsi andare”, ad abbandonarsi all’amore ed avere fiducia nel futuro.

Le confida i suoi segreti: una vita di ruberìe, di paure, di fughe da una città all’altra, finché incontra un balordo, resta incinta. Lo accetta per amore della figlia e ne riceve solo violenza e brutalità. Riesce a sfuggirgli per qualche anno, ma poi lui la ritrova e riprende a pianificare la loro vita e a soffocare la sua voglia di vita e di libertà.

Sidney è costretta così, con la piccola Bay, a fuggire lontano, in un posto a lui sconosciuto, dove non potrà più ritrovarle, ossia a casa di Claire, della cui esistenza egli è ignaro.

Contrariamente alle sue aspettative, David le troverà: piomba all'improvviso nel loro piccolo gruppo felice; è armato di pistola e spara ad Henry, ferendolo. Dall'albero gli rotola addosso una mela ed egli la mangia: scoprendo il suo atroce destino, scappa terrorizzato. Finirà in prigione e farà una brutta fine.

Sydney sa che l'albero le proteggerà e decide di non denunciare David Alla fine entrambe le sorelle conosceranno l’amore ed avranno diritto alla loro felicità, relegando nella soffitta i brutti ricordi della loro infanzia. 

Il finale è prevedibile, ma la storia appare sufficientemente scorrevole e risulterà senz’altro gradita agli amanti del genere.

 

SUSAN ABULHAWA  - Ogni mattina a Jenin, Mondadori 2010

 

Il libro narra la saga di una famiglia araba, costretta a confrontarsi e scontrarsi con altre culture, altre popolazioni ed altre civiltà.

Il confronto con la cultura occidentale risale al 1948, quando gli inglesi permisero agli ebrei sopravvissuti di ritornare in Palestina per riappropriarsi delle loro terre: il libro racconta i soprusi, i saccheggi, le violenze compiuti contro coloro che le avevano popolate fino ad allora.

Il confronto con la cultura occidentale rivive nella giovane araba Amal che, negli Stati Uniti d’America, tra l’indifferenza generale per le condizioni in cui vivono popolazioni lontane da loro, la ragazza tenta disperatamente di farsi accettare come Amy per inserirsi in quell’ambiente. Tornata a Jenin, ella rinuncia ad essere Amy e si riappropria finalmente con orgoglio del proprio nome Amal e della propria identità culturale palestinese.

 

Lo scontro con la cultura ebraica si incarna drammaticamente nel personaggio di Is’mail, nato arabo, rapito ancor bambino da un ebreo e divenuto David, il quale diventerà un fiero combattente che si scontrerà con il fratello Yussef, membro dell’OLP.

 

La narrazione si snoda lungo ben quattro generazioni, a partire dai nonni palestinesi di Amal, costretti, dopo la nascita dello Stato di Israele, a lasciare la terra che amano e a raggiungere un campo profughi a Jenin, per concludersi con Sara. La lettura è molto coinvolgente: al di là delle nostre pur limitate conoscenze della questione palestinese e della nostra posizione in merito, ci lasciamo tutti travolgere dalle storie d’amore di Yaheya e Bassima, di Hassan e Dalia, di Yussef e Fatima, di Amal e Majid;  condividiamo l’amore di questo popolo per la sua terra; avvertiamo l'intensità delle loro continue preghiere a Dio; partecipiamo alle risate e ai giochi dei bambini ma, soprattutto, sentiamo tutto il peso della loro solitudine.

 

  

Alla fine sarà Amal, superando le proprie reticenze e la propria paura di amare, a ricostruire le tante gioie e gli infiniti dolori della loro famiglia e del loro popolo, per affidarne la storia alla memoria della figlia Sara, che la custodirà.

 

SILVIA AVALLONE - Acciaio, Rizzoli 2010

 

Francesca e Anna sono due amiche quattordicenni, che vivono a Piombino, in un quartiere riservato agli operai dell’acciaieria, a pochi chilometri dal mare, che sembra una meta irraggiungibile per chi vive  in condizioni di povertà, di violenza e miseria.

 Francesca vive in una famiglia dominata dal padre, gelosissimo di lei, violento, con una madre rassegnata ed apatica. Anna vive con la madre, il fratello Alessio, tossicodipendente e il padre piccolo delinquente. Sognano entrambe un futuro di ricchezza e opulenza,

Compagne di scuola e amiche di sempre, cominceranno a frequentarsi meno quando sceglieranno indirizzi di studio diversi:  Anna sceglie il ginnasio mentre Francesca si iscriverà a un istituto professionale.

Un giorno Francesca si sente attratta fisicamente da Anna, la bacia spingendo l’amica a scappare e creando uno strappo, forse irreparabile, alla loro amicizia.

Anna comincia a sognare l’amore con Mattia, un amico di suo fratello, anch’egli operaio. Qualche tempo dopo, si rende conto dell’inconsistenza del loro rapporto.

In una circostanza sfortunata, Mattia, investe e uccide Alessio.

Anche la famiglia di Francesca subisce un crollo a causa di un incidente, che menoma l’esistenza del padre di lei.

Tutti i sogni finiscono all’alba. Una mattina Francesca, di ritorno dalla discoteca in cui lavora, rivede Anna e tra le due rinasce l’empatia e il forte legame affettivo che le ha unite per tanti anni: tutto si può risolvere e la riconciliazione avviene senza drammi. Adesso il sogno di raggiungere l’isola d’Elba sembra più vicino.

 

KRISTIN HARMEL - Finché le stelle saranno in cielo, Garzanti Libri, 2010

 

Hope, reduce da un divorzio, alle prese con una figlia adolescente ribelle, ha ereditato dalla nonna Rose l’amore per i dolci e realizza splendide ricette, riportate fedelmente nel libro. Rinuncia definitivamente al sogno di diventare avvocato e conduce con abilità e competenza la pasticceria di famiglia. 

Attanagliata dai debiti, Hope rischia di perdere l’attività di famiglia perché le banche pretendono la restituzione di un prestito e si districa tra le difficoltà economiche e quelle familiari: la nonna, ormai anziana, finisce per perdere i suoi più cari ricordi per l’avanzare dell’Alzheimer, che le ruba progressivamente tutto ciò che conserva nella mente e nel cuore.

In uno dei suoi rari momenti di lucidità, Rose affida a Hope il compito di ritrovare le tracce della sua famiglia e le consegna un elenco di nomi, chiedendole di recarsi a Parigi.

 

La donna, nonostante i numerosi problemi che la tormentano, decide di esaudire il desiderio della nonna.

A Parigi si susseguono inaspettate scoperte, che portano Hope non soltanto a vedere la nonna sotto una nuova luce, ma perfino a interrogarsi sulla propria identità personale e culturale. Scopre che la nonna, che credeva cattolica, è ebrea, perseguitata dai nazisti che le hanno sterminato la famiglia. Aiutata da una famiglia musulmana, è riuscita a nascondersi durante le persecuzioni e a rifugiarsi in America, che per lei rappresentava il sogno di una terra libera da pregiudizi, discriminazioni e persecuzioni religiose.

Di scoperta in scoperta, Hope è costretta a recuperare e ricostruire il proprio rapporto con la madre e con la stessa nonna, ma anche a rivedere la propria immagine di sé e ad analizzare la propria difficoltà di abbandonarsi al sentimento.

 

Nella narrazione a due voci (l’io narrante è costituito, alternativamente, da Hope e dalla stessa Rose), tra le angosce del presente e del passato, passando per gli orrori dell’Olocausto, viene faticosamente ricostruita, tassello dopo tassello, un’intera saga familiare, in cui spiccano la  tenera storia d’amore di Rose e di Jacob, destinata a durare “finché le stelle saranno in cielo” e tante storie di coraggio e di grande solidarietà tra perseguitati. 

CLARA SANCHEZ - Il profumo delle foglie di limone, Garzanti 2011

 

La storia inizia quando due vecchi amici, Juliàn e Salva,che non si incontravano da molto tempo, decidono di rivedersi. Un tempo erano stati cacciatori di nazisti e, insieme, ne avevano fatti arrestare parecchi. Ormai sono entrambi anziani. 

Salva rivela all'amico di aver individuato in Spagna un medico nazista e la moglie infermiera, entrambi colpevoli di efferatezze condotte contro tanti prigionieri inermi. 

 

Juliàn, nonostante sia gravemente malato, decide di seguire le indicazioni dell'amico, ma scopre che il poveretto è morto povero in una casa di riposo. Inizia la sua ricerca e scopre che il medico nazista e la sua infermiera hanno acquistato una bella villa circondata da un terreno lussureggiante vicino al mare, coltivato ad agrumeto, in cui i limoni emettono un grato profumo. 

 

Perché la vita permette che dei criminali invecchino serenamente, circondati dal lusso e dall'odore dei limoni, mentre il suo amico è morto in miseria e lui stesso, condannato da una malattia incurabile, non sa se riuscirà a condurre in porto la propria ricerca? Juliàn non conosce la risposta ma, pur vivendo in ristrettezze economiche, deve spendere il poco denaro rimastogli per pagare l'albergo e le spese necessarie per condurre le indagini: lo considera un dovere verso l'amico, che è morto per una missione che è anche la sua: smascherare i criminali nazisti sopravvissuti.

 

Julian trova un insperato aiuto in Sandra, una ragazza incinta che si è allontanata da casa per riflettere sulle proprie condizioni e sul proprio futuro. La ragazza, che aveva incontrato alla spiaggia i due ex nazisti, li considera come due bravi vecchietti, è entrata in confidenza con i due, che la proteggono e l'hanno presa a benvolere. Julian le apre gli occhi e, non senza difficoltà, la convince che essi sono i rappresentanti del male puro. Le racconta gli orrori compiuti da loro sulla pelle sua e di altri prigionieri.

 

Sandra, che aveva tentato di accantonare le preoccupazioni fuggendo in Spagna, si trova a dover condividere una responsabilità troppo grande, che le fa paura, ma che la spinge a non essere una spettatrice passiva di tutto ciò che le accade. Finora ha lasciato che la vita le scorresse addosso; ora sarà protagonista attiva degli eventi.

Alla fine, riuscirà a trovare le prove per smascherare i due ex aguzzini.

 

La sua vita e i suoi sforzi non sono stati inutili: il suo bambino sarà fiero di una mamma che non si è sottratta ai propri obblighi nei confronti della storia e del futuro.

 

La storia è coinvolgente, ma la narrazione, affidata a due personaggi diversi, Julian e Sandra, che si alternano e spiegano in prima persona gli eventi, non è esente da ripetizioni, passaggi eccessivamente lunghi o troppo frettolosi. La partecipazione è comunque assicurata: i processi di identificazione del lettore con i personaggi si verificano a molti livelli: perfino i "cattivi" appaiono provvisti di una loro, seppur discutibile, positività.

 

  

VANESSA DIFFENBAUGH - Il linguaggio segreto dei fiori, 2011

Abbandonata in fasce, Victoria viene affidata, di volta in volta, a famiglie diverse senza riuscire a stabilire un solido rapporto affettivo con i genitori affidatari. Finalmente viene affidata ad Elizabeth, che ama i fiori e ne conosce il linguaggio segreto. Anche il rapporto con Elizabeth è molto conflittuale: Victoria ha paura di amare e i alimentare un sentimento che le potrebbe essere negato. Elizabeth è proprio la madre ideale: la accetta con tutti i suoi limiti, si occupa di lei anche quando combina gravi disastri, riesce a perdonare e finalmente Victoria spera che il loro legame venga cementato dall'adozione, ma non andrà come sperava.

Victoria continuerà a vivere, nonostante il dolore,  convivendo con la sua sconvolgente ferita, mostrando una prepotente rabbia di vita e anelo all'amore, ma continuando a difendersi dagli esseri umani e dal timore di nuovi abbandoni. Pur nella sua scontrosità, saprà farsi apprezzare da tante persone grazie alla comunicazione con i fiori: con la complicità della natura, Victoria saprà dare speranza, sostegno e conforto a chi ne ha bisogno, anche se non riuscirà a donarli a se stessa.

Saprà crearsi una vita di speranza nel suo "giardino segreto", dove lavorerà come fioraia e, conoscendo il linguaggio dei fiori, saprà realizzare mazzi di fiori personalizzati per i diversi stati d'animo e le esigenze delle diverse persone.

Diventerà famosa e conoscerà un grande successo. Grant, che ama i fiori al pari di Victoria, riuscirà a far breccia nel suo cuore. La giovane conoscerà l'amore e sarà madre, ma continuerà ad essere tormentata finché non riuscirà a elaborare il suo "lutto". Un giorno scoprirà qualcosa che rimetterà in gioco tutte le sue certezze e i suoi ricordi... 

 

 

I due personaggi di Victoria ed Elizabeth (anche lei ha sofferto ed ha avuto paura di amare) sono molto coinvolgenti ed è facile identificarsi con loro per quella parte di noi che continua ad avvertire in sé l' "angoscia di separazione".

La narrazione è scorrevole e la lettura può essere consigliata a tutti. Una storia così drammatica non potrà non concludersi con un finale lieto. Il libro è completato da un utile vademecum sul significato nascosto dei fiori, ma la narrazione è scorrevole ed interessante anche per chi non ha il "pollice verde",

PETALI PROFUMATI - I vostri haiku

 

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