TRAME DI ROMANZI DI KHALED HOSSEINI

IL CACCIATORE DI AQUILONI 2004

MILLE SPLENDIDI SOLI

E L'ECO RISPOSE

KHALED HOSSEINI - Il cacciatore di aquiloni, Piemme 2004

 

Amin, un bambino afgano, narra in prima persona la storia della sua vita e del suo itineraro di crescita personale. Orfano di madre, di cui condivide l'amore per la lettura e la scrittura, è molto legato al padre Baba, appassionato di sport e di attività fisiche, che gli preferisce Hassan, figlio di un servo, abilissimo negli sport.

Amin cerca invano di ottenere considerazione dal padre: vorrebbe leggergli le belle storie che scrive, sentire che è fiero di lui, ma l'unica strada per conquistarne la stima passa attraverso la passione per il gioco e lo sport.

A Kabul ogni anno si svolge un'importante gara sportiva a cui partecipano tantissimi ragazzini: è la caccia all'aquilone. Hassam conosce ogni segreto per vincere e, seguendo le sue "dritte", finalmente Amin, ormai dodicenne, sconfigge gli altri. Alla fine del gioco deve riprendersi l'aquilone azzurro per farne un trofeo. Hassam corre a riprenderlo, ma il feroce Assef, l'esperto del pugno di ferro che coltiva idee naziste e altri bulli lo ostacolano e lo violentano, lasciandogli il trofeo. Amin assiste alla brutale violenza, ma non interviene per paura e scappa. Quando Hassam, che porta ancora addosso i segni della violenza subìta, gli consegna l'aquilone azzurro, finge che nulla sia accaduto.

Baba è finalmente fiero del figlio, il quale, invece, prova tanta vergogna e senso di colpa.

Nonostante tutto, Hassam cerca di mantenere i soliti rapporti amichevoli tra loro, ma Amir non sopporta più di essere messo costantemente di fronte alla propria viltà. Tenta di farlo licenziare, ma inutilmente; allora simula un furto: nasconde del denaro e un orologio sotto il materasso di Hassam e lo accusa davanti al padre. Alle domande di Baba, Hassam risponde ammettendo di aver rubato, dimostrando ancora una volta di saper rispondere con amicizia e perdono al tradimento dell'amico. Nonostante Baba non voglia perdere due persone care, che considera membri della famiglia, i due lasciano per sempre la casa.

Nel 1981, durante l'invasione sovietica dell'Afghanistan, Amin e Baba fuggono da Kabul e si rifugiano negli Stati Uniti. 

Amin sposerà l'afgana Soraya, ma non avranno figli.

Anni dopo, Amin scopre che Hassam era in realtà suo fratellastro ed aveva avuto un figlio, Sohrab; era stato ucciso e il bambino affidato ad un orfanotrofio. Decide di cercare il bambino per adottarlo e portarlo con sé in America. Scopre che Assef prelevava bambini dall'orfanotrofio per sfruttarli sessualmente. Decide di affrontarlo, di riscattarsi e di liberarsi dalle proprie negatività,; accetta una sfida col pugno di ferro per liberare il bambino; viene colpito duramente più volte; alla fine il bambino, formidabile tiratore di fionda, colpisce Assef ad un occhio.

Superando numerosi ostacoli, Amir torna con Sohrab in America.

Qui il bambino viene accolto dall'amore di Soraya, desiderosa di amare e proteggerlo come un figlio ma Sohrab, che ha subìto violenze e tradimenti, si chiude ad ogni approccio affettuoso dei suoi nuovi genitori.

 

Un giorno Amin gli parla della caccia all'aquilone ed organizza un gioco con altre persone. Tutti si appassionano e finalmente, quando Amin e Sohrab hanno raggiunto l'aquilone vincitore, il viso del bambino si atteggia ad un sorriso, che dura un attimo. Ma un sorriso c'è stato: si può ricominciare.

KHALED HOSSEINI – Mille splendidi soli (2003)

 

La principale protagonista del libro è Mariam, che vive con la madre Nana vicino a Herat. La bambina è una harami, ossia figlia illegittima, nata dalla relazione di Jahil,  che ha diverse mogli, con una serva. Egli è un ricco commerciante e proprietario terriero e non accetta la bambina nella sua casa, ma ogni giovedì si reca da lei con dei regali, trascorre con lei la giornata e stabilisce un rapporto privilegiato con la bambina, che lo preferisce alla madre, la quale la tiene reclusa in casa e isolata da tutti.

Un giorno Mariam, ormai quindicenne, decide di andare a casa del padre. Vuole conoscere gli altri fratelli e sorelle, ma egli si rifiuta di introdurla nella vasta e normale” famiglia allargata che si è costruito. Mariam resta due giorni per strada, nell’inutile attesa di essere ricevuta. Alla fine torna a casa dalla madre, che si è uccisa. Di necessità dovrà essere Jahil ad occuparsi di lei. Su consiglio delle sue mogli, decide di dare Mariam in sposa al calzolaio, Rashid,, di oltre quarant’anni. Mariam e Rashid andranno a vivere a Kabul. Mariam resta incinta, ma non riesce a portare avanti la gravidanza. Il marito la tratta duramente, la picchia e la tratta come una serva.

Una conoscente di Mariam, Fariba, ha perso entrambi i figli in guerra. Le è rimasta in vita solo la figlia Laila, una bella ragazza, che è stata istruita dal padre, professore universitario, con cui ha un bellissimo rapporto e con cui condivide numerosi interessi.

Il compagno di giochi di Laila, fin dall’infanzia, è Tariq, un ragazzo sveglio, intelligente e coraggioso, che ha perso una gamba durante un bombardamento. La loro amicizia sfuma facilmente nell’amore ed entrambi decidono di vivere insieme al più presto possibile.

Per lasciarsi alle spalle la guerra in Afghanistan, Tariq parte per il Pakistan. Laila lo raggiungerà con i propri genitori. Purtroppo un razzo colpisce la loro casa e uccide i genitori della ragazza, la quale scopre di essere rimasta incinta di Tariq.

Rashid, che ha deciso di farne la sua seconda moglie, decide di sposarla, portandola nella casa dove vive con Mariam. Le fa credere che Tariq sia morto e Laila, pur di dare un padre al bimbo che aspetta, accetta di sposare quel viscido uomo, a cui fa credere che il figlio che aspetta è suo.

La convivenza tra le due donne risulta estremamente difficile, nonostante Laila cerchi di rendersi disponibile ad ogni richiesta di Mariam, che la tratta con disprezzo.

Quando nasce la bambina, che verrà chiamata Aziza, il cuore di Mariam si scioglie e la bimba le si affezionerà moltissimo. A quel punto le due donne diventeranno sorelle, amiche e complici. Rashid, deluso dalla nascita di una femminuccia, maltratta Lalia così come prima maltrattava Mariam.

Dopo pochi anni nascerà Zalmai, un maschietto, che sarà veramente adorato dal padre Rashid, il quale sospetta che Aziza non sia sua figlia.

Intanto i Talebani hanno imposto nuove, severe, regole soprattutto per le donne, concedendo pieni poteri ai mariti.

Informato dal bambino che Laila ha incontrato Tariq, Rashid, arrabbiatissimo, decide di uccidere la moglie fedifraga e la colpisce. con violenza. Mariam si muove subito in difesa di Laila e, e con una pala, uccide il marito  per difendere Laila e i suoi bambini. Sarà condannata a morte, ma si sacrifica volentieri perché finalmente una harani ha dato un senso e un valore alla propria vita. Col denaro che Jail aveva lasciato alla figlia Mariam, Laila e Tabiq, ormai sposati, decidono di ricostruire la scuola, grati al ricordo di una donna infelice dall’infanzia, che si è sacrificata per loro e per la libertà di tutte le donne.

KHALED HOSSEINI - E l'eco rispose (2013)

 

In un villaggio afgano vive una famiglia costituita dal padre Sabur, dalla sua seconda moglie, Parwana e da tre figli: Abdullah, di dieci anni,  Pari, di tre anni (entrambi nati dalla prima moglie) e Iqbal.

Abdullah e Pari sono legati da un grande affetto.  

La famiglia è estremamente povera, al punto da vedersi costretta a vendere la bambina ad una ricca famiglia. La triste idea è venuta a Nabi, fratello di Parwana, autista e maggiordomo della signora Nila, che scrive poesie erotiche, si oppone alla morale corrente, sostiene la libertà delle donne, si trucca e si veste in modo provocante. Nila non può avere figli e vorrebbe avere con sé una bambina da accudire. Durante il viaggio di Sabur con Abdullah e Pari, l'uomo racconta ai figli la favola di un demone che ogni anno obbliga un padre a cedergli il proprio figlio e gli fa bere una pozione per fargli dimenticare l’esistenza del figlio a cui ha dovuto rinunciare. Abdullah soffre per il distacco dall'amata sorellina e non perdona al padre questa ingiustizia.

Allo scoppio della guerra russo-afghana la signora Nila e Pari si trasferiscono a Parigi. Pari deve adattarsi ad un nuovo ambiente e ad una nuova cultura; allo stesso tempo deve costruire la propria storia personale e trovare un'identità cercando di colmare le numerose falle delle narrazioni di Nila e rispondere alla numerose domande a cui la sua memoria non può rispondere.

Decenni dopo, finita la guerra, molti afgani emigrati rientrano nel proprio paese.

Il chirurgo Markos Varvaris prende in affitto la grande casa che Nabi ha ereditato dal suo vecchio padrone.  Sarà Markos a consegnare a Pari una lettera in cui suo zio Nabi spiega il suo ruolo nella storia della nipotina, sperando nel suo perdono. Pari si metterà alla ricerca di Abdullah, colpito da un ictus, che viene assistito dalla figlia, a cui ha dato il nome di Pari, come la sorellina ormai perduta.

Le due Pari si incontrano e così viene riallacciata una relazione interrotta dalla miseria e dalla guerra. L’anziana Pari scopre che il fratello, ora del tutto incapace di ricordare il passato, da piccolo ha sofferto molto per la sua lontananza ed ha conservato gelosamente uno scrigno con i poveri ricordi che avevano caratterizzato la loro infanzia e che li avevano tanto legati l’uno all’altra.

A differenza dei romanzi precedenti, vi è in questo libro non una storia dominante, ma un intreccio di molte storie, giustapposte l’una accanto o dopo l’altra, con legami forzati e macchinosi, che rendono la narrazione poco fluida e non del tutto scorrevole, lasciando una certa scontentezza nel lettore.

PETALI PROFUMATI - I nostri haiku

 

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Sono graditi coloro che amano l'arte, la bellezza e coloro che vogliono leggere o scrivere haiku. Il gruppo organizza giochi e gare di haiku (in premio diamo pergamene virtuali).