I vestiti nuovi dell'imperatore (da una fiaba di Hans Christian Andersen)

Libero adattamento teatrale a cura di Cultura&Svago

 

 

E' vietata la rappresentazione teatrale o pubblica, l'utilizzazione di questi testi e la citazione anche solo di una parte di essi. E' vietata la riproduzione a stampa o sul web, anche solo parziale.

 

PRIMO ATTO

CAMERA DELL'IMPERATORE -  Alcune sedie e un grande specchio, un appendiabiti con molti vestiti

 

PRIMA SCENA

 

IMPERATORE – (Stropicciando con le mani mille vestiti preziosissimi) Questi vestiti non sono degni di me.

SARTO DI CORTE - Maestà, vi abbiamo preparato i più bei modelli di stoffe pregiatissime, tessute appositamente per l'imperatore.

IMPERATORE - Basta. Voglio un vestito nuovo, speciale, splendido come il sole. Lo voglio assolutamente. Deve essere unico, devo possederlo solo io, che sono l’imperatore.

SARTO DI CORTE – Ma ormai non sappiamo più dive cercare altri bei tessuti in nessun posto del mondo. Dovete accontentarvi.

IMPERATORE – Non basta. Cercate ancora. Darò un premio in denaro a chi mi porterà un vestito bello come il sole.

 

SECONDA SCENA

 

CIAMBELLANO – Sono arrivati due sarti da molto lontano, per prepararvi un vestito degno solo di voi, preziosissimo e davvero unico.

IMPERATORE – Fateli accomodare.

PRIMO SARTO – Vi abbiamo portato la stoffa più bella che mai si possa immaginare. I colori e il disegno sono straordinariamente belli.

SECONDO SARTO – I  vestiti realizzati con questa stoffa hanno un potere straordinario.

PRIMO SARTO – Infatti rende la persona che lo indossa invisibile agli  occhi degli uomini incapaci e stupidi.
IMPERATORE – (Bene. Con questi potrei distinguere  gli stupidi dagli intelligenti. Sì, questa stoffa dev'essere immediatamente tessuta per me!) Eccovi una borsa coi soldi. Verrete qui a lavorare per me. Nessuno deve vedere questa tela così preziosa.

IMPERATORE - Vorrei proprio vedere come stanno realizzando questa stoffa. Chiamateli il ciambellano.

 

Al Ciambellano che arriva - Andate a vedere che cosa stanno preparando i due sarti e tenetemi informato. Voglio sapere tutto. Mi direte anche chi vede la stoffa e chi non riesce a vederla, perché è uno stupido.

 

TERZA SCENA

Un laboratorio di sartoria. I sarti con due telai fanno finta di lavorare, ma non tessono nulla.

CIAMBELLANO – Buongiorno (ai sarti) – Come va il lavoro? (Tra sé: Povero me, non vedo niente). Mostratemi la stoffa.

I due sarti a mani vuote fingono di esporre un telo delicato davanti agli occhi del ciambellano.

PRIMO SARTO – Come vi sembra questa stoffa?
CIAMBELLANO – Oh, è veramente meravigliosa, così leggiadra e ricamata. E’ bellissima.

SECONDO SARTO – L’imperatore finalmente avrà il suo abito più bello, veramente degno di lui.

IMPERATORE (rivolto al ciambellano) Allora dimmi com’è il vestito.

CIAMBELLANO (Tra sé: Non farò la figura dello stupido). Oh, maestà, è un vestito così incantevole che non ci sono parole sufficienti a descrivere tanta bellezza.

IMPERATORE Non vedo l’ora di indossarlo. Manderò anche il ministro.

MINISTRO – (Ai sarti) Buongiorno. Vengo a prendere visione dell’abito, in nome di sua maestà.

PRIMO SARTO – Guardate che meraviglia, come risplende.

SECONDO SARTO – Lo abbiamo intessuto di preziosissimi fili d’oro. E’ ineguagliabile.

MINISTRO (Fra sé: Non vedo niente. Sono diventato stupido all’improvviso? Ma non mi farò scoprire) Che splendore. Sua maestà sarà finalmente soddisfatto di questo capo unico, che solo lui può indossare.

IMPERATORE - Andrò a dare un’occhiata.(Entra nel laboratorio) Mostratemi questa meraviglia.

PRIMO SARTO – Maestà, guardate che splendore. (Mostra con le mani vuote un inesistente tessuto delicatissimo).

SECONDO SARTO – Guardate la finezza e lo splendore dei fili d’oro con cui stiamo intessendo il vostro mantello (come l’altro, finge di mostrare un tessuto delicatissimo).

IMPERATORE – (Povero me. Non vedo niente. Ma i miei sudditi penseranno che io sia uno sciocco): Che bellezza, che finezza, che delizia. Non vedo l’ora di mostrarmi ai miei sudditi con questo capo eccezionale.

PRIMO SARTO – E’ un mantello che solo voi, maestà, potete indossare.

SECONDO SARTO – Mette in risalto tutte le più elevate qualità della vostra maestà.

 

 

SECONDO ATTO

 

Fuori al palazzo imperiale è già pronto il corteo con i ministri e il ciambellano. Si aspetta l'arrivo dell'imperatore.

TUTTI - Arriva l'imperatore. (L'imperatore arriva vestito soltanto con una calzamaglia color carne).

PRIMO POPOLANO - (Che strano. Non vedo niente addosso all’imperatore, ma non lo dirò, per non passare per stupido). Che meraviglia lo splendido abito del re.

PRIMA POPOLANA – (Dio mio, non vedo niente. Penseranno che io sia stupida).  Che bel mantello con questo splendido strascico tutto d’oro.

SECONDA POPOLANA (Non vedo niente) Che splendore! Solo l’imperatore poteva indossare un mantello che sembra il sole.

SECONDO POPOLANO - (Perché lo vedo svestito?)

UOMO CON UN BAMBINO – (Quale è il vestito? Io non lo vedo) (Al bambino) Vedi? Sta passando il corteo dell’Imperatore, che ha indossato un vestito meraviglioso, bello come il sole,

BAMBINO - Ma non ha niente addosso! L’imperatore è nudo.

UOMO CON UN BAMBINOScusatelo, il bambino non capisce.

TERZO POPOLANO - Non ha niente addosso! C'è un bambino che dice che non ha niente addosso!
PRIMA POPOLANA - Non ha proprio niente addosso! 

TUTTIL'imperatore è nudo, non ha niente addosso.

 

IMPERATORE - (Mi sono fatto ingannare. Povero me! Ma ormai devo restare fino alla fine)

(Cammina dritto e fiero come se avesse un mantello con strascico. Ogni tanto si sistema l'inesistente mantello addosso).

MINISTRI E CIAMBELLANO - (Lo seguono fingendo di reggere uno strascico che non c'è).

 

Cala la tela

 

FINE