HO LETTO LIBRI DI RELIGIONE, AGNOSTICISMO E ATEISMO

JOSE' SARAMAGO - IL VANGELO SECONDO GESU' CRISTO", Feltrinelli 1997

GIUSEPPE RENSI - Apologia dell'ateismo

ERNEST RENAN - Vita di Gesù

 

PIERGIORGIO ODIFREDDI Perché non possiamo essere Cristiani e men che mai Cattolici, Longanesi 2007

JOSE' SARAMAGO - IL VANGELO SECONDO GESU' CRISTO", Feltrinelli 1997

 

In questa nuova e inusuale riscrittura della storia evangelica, Saramago ci parla di un Gesù Cristo considerato esclusivamente come uomo, senza alcuna particolarità divina.

Egli è nato da un concepimento naturale (l'unione di Maria e di Giuseppe il falegname) e non condivide alcun privilegio con Dio, ma soffre a causa dei dubbi e delle sofferenze propri della condizione umana.

Sin da piccolo, come tutti i bambini, Gesù si mostra capriccioso e dispettoso, insolente nei confronti dei propri genitori. Anche l'adolescenza viene affrontata da Gesù con le tipiche problematiche che affrontano i suoi coetanei. Successivamente egli si unirà in un rapporto d'amore con Maria Maddalena. 

Secondo Saramago  Gesù è un uomo in carne ed ossa, capace di sentimenti, inconsapevole di portare sulle spalle il fardello del piano divino, desideroso di condurre una vita come tanti altri e non di essere un Profeta, un redentore e un Salvatore. 

Saramago considera Dio come un'entità gelosa, egoista, desiderosa di potere ed assetata di sangue, che spiega a Gesù lo scopo della sua venuta sulla terra, perché gli occorre un uomo che sappia parlare agli uomini e far loro comprendere che non esiste altro Dio al di fuori di lui. Pertanto non si fa scrupolo di sacrificarlo sulla croce.

Dalla nascita a Betlemme fino al processo e infine alla morte sul Golgota. Saramago affronta le esperienze descritte nel Vangelo secondo una sua personale visione critica e logica, che gli impedisce di credere nei miracoli, ma lo pone immediatamente sullo stesso livello di Gesù,  in balìa della volontà di potenza di un Dio indifferente al dolore che provoca in Gesù e nell'umanità.

Sul Golgota, giunto alla fine del suo martirio, volgendo gli occhi al cielo, Gesù, facendo riferimento a Dio,  dirà: "Uomini, perdonatelo perché non sa quello che ha fatto"-

Anche il diavolo  viene rivisto con occhi nuovi: costretto a fare quello che fa, dimostra pietà per la condizione umana.

GIUSEPPE RENSI - Apologia dell'ateismo

 

Secondo Rensi la causa dell'ateismo si fonda sul concetto di Essere. Che cosa è Essere?  Essere significa ciò che si può vedere, toccare, percepire. È soltanto ciò che può essere visto, toccato, percepito. Quando si dice che è solo ciò che può essere percepito, la cosa che è deve possedere una natura tale per cui sia per sé suscettibile di essere vista, toccata, percepita. Ciò che è, è solo ciò che viene necessariamente pensato come tale che, date opportune condizioni, sia possibile vederlo e toccarlo. Ciò che è,  è solo ciò che, quand'anche non si possa vedere e toccare mai, pure sarebbe suscettibile di essere visto e toccato.  "Essere" non vuol dire altro che questo. Tale dunque la definizione di Essere...

Non v'è nell'universo, mente per quanto diversa dalla nostra, che possa legittimamente, partendo dal concetto e dalla parola di Essere, negare il predicato. Tolto il predicato (sensibilmente percepibile) cade necessariamente e per chiunque anche il soggetto (Essere), come tolto il predicato "esteso" cade per chiunque il soggetto "corpo". Non si può più parlare d'un altro Essere, d'un Essere d'altra natura. Bisogna dire non-Essere, come si diceva non-corpo, non-triangolo, non-cerchio...Essa è dunque la sfera del non-Essere, del Nulla...

Se raccogliamo tutti gli attributi di Dio nella qualificazione, che tutti li comprende, di infinito, il dilemma che invincibilmente ci incalza è il seguente. O Dio è limitato, circoscritto, conforme alle condizioni formali dall'esperienza, oggetto fra oggetti, e non è più Dio. O è infinito e allora cade fuori dell'Essere, è non Essere. O Essere e non-Dio, o Dio e non-Essere.

ERNEST RENAN - Vita di Gesù

 

Renan applicò rigorosi metodi scientifici (confronti filologici fra i Sinottici e il Vangelo di S. Giovanni) a verità rivelate e considerate indiscutibili. Sottopose a indagine critica e razionale ciò che veniva imposto per fede. Con grande coerenza intellettuale, Renan  condusse l’esame dei testi, ripercorrendo l’esistenza del personaggio storico di Cristo, la sua famiglia (Renan sostiene che Gesù abbia avuto fratelli e sorelle), la cultura del tempo, il rapporto con i discepoli.

Egli, pur difendendo l'esistenza storica di Cristo, ne nega la divinità e riconosce al suo insegnamento un semplice valore di esempio. Il Dio di Gesù non è il padrone inesorabile che ci uccide, ci condanna o ci salva a suo piacimento, ma è Nostro Padre. Il suo primo insegnamento comprende tutte le virtù di umiltà, di perdono, di carità, di sacrificio.

«Non fare ad altri quello che non vorresti fosse fatto a te stesso» Gesù è il rivoluzionario che tenta di rinnovare il mondo dalle sue basi, fondando in terra il suo ideale, il regno di Dio, o regno del Cielo. La rivoluzione che si propone di fare è una rivoluzione morale: agire sugli uomini mediante gli uomini, sui più semplici. Non i ricchi, non i dottori, ma le donne, gli umili.

PIERGIORGIO ODIFREDDI Perché non possiamo essere Cristiani e men che mai Cattolici, Longanesi 2007

 

Odifreddi esordisce con un’analisi etimologica del termine cristiano, che in origine significava «seguace di Cristo»; esso deriva dal francese crétin (da chrétien), termine che indica una persona semplice e innocente, ovvero stupida e insensata.

Odifreddi sostiene che il Cristianesimo è indegno della razionalità e dell'intelligenza dell'uomo e accusa il Cristianesimo di aver frenato ed ostacolato il pensiero democratico e scientifico europeo.

Egli esamina incoerenze e contraddizioni dell'Antico e del Nuovo Testamento. Da un confronto tra la Bibbia ammessa dalla CEI e l'originale ebraico dell’Antico testamento, non risulta che Dio abbia creato dal nulla. Di creazione parlò Ireneo, da cui la riprese Agostino di Ippona: "Hai creato il cielo e la terra, ma non traendoli dalla tua sostanza, perché in tal caso sarebbero stati cosa uguale al tuo unigenito, quindi a te [...] Fuori di te non esisteva nulla da cui potessi trarre le cose, o Dio, Trinità una e Unità trina. Perciò creasti dal nulla il cielo e la terra". (Confessioni).

Solo nella versione della Bibbia fornita dalla CEI leggiamo “In principio Dio creò il cielo e la terra”. Odifreddi ritiene che, dalle varie versioni, possiamo dedurre che il Dio creatore non sia altro che un Demiurgo, che plasma una materia preesistente.

Odifreddi segnala alcune incongruenze: dapprima leggiamo che Elohim crea l'uomo «a sua immagine e somiglianza, ma lo crea maschio e femmina, simultaneamente, ossia androgini (???); proseguendo la lettura, leggiamo che Elohim « li creò maschio e femmina, li benedisse e li chiamò Adamo », crea animali e uomini... La teoria di Jahvé continua proponendo degli incesti: se Adamo ed Eva hanno avuto due figli maschi, Caino e Abele, in che modo ha procreato Caino? Si accoppiò con Eva, oppure aveva delle sorelle?  In tutti i casi ci sarebbe incesto.

Altra incoerenza nel racconto biblico: Dopo l'assassinio del fratello. Caino teme di essere ucciso e «Jahvé gli impose un segno, perché non lo colpisse chiunque l'avesse incontrato». Ma chi poteva incontrarlo, se erano rimasti solo lui e i suoi genitori?

Nel Catechismo si parla di Adamo ed Eva come letterali progenitori, ai quali un letterale Dio si manifesta, e che cedono alla tentazione di un altrettanto letterale demonio.

Odifreddi prosegue analizzando la storia del Cristianesimo.

 

 

Nel 381 l'imperatore cristiano Teodosio I dichiarò il Cristianesimo  religione di Stato, nel 389 le feste pagane che non erano state trasformate in feste cristiane vennero abolite, nel 391 i riti pagani furono proibiti e i templi vennero chiusi, nel 393 le Olimpiadi furono cancellate.

I cristiani iniziarono a radere al suolo i templi dei loro persecutori per costruire al loro posto le chiese. Nel 392i fondamentalisti cristiani distrussero la famosa Biblioteca di Alessandria, con la connivenza di Teodosio. Nel 415 il vescovo Cirillo commissionò l'omicidio della protomartire laica Ipazia, la prima matematica della storia, inventrice dell'astrolabio e del planisfero: il suo corpo fu scarnificato con conchiglie affilate, smembrato e bruciato.

Il papato nel VII secolo era diventato il massimo proprietario terriero italiano e controllava l'intera area attorno a Roma. L'equilibrio tra il papa e l'imperatore risultò instabile, perché la divisione tra potere spirituale e temporale non era altro che una finzione. Nel 1075 con la lotta per le investiture Enrico IV rivendicò per sé il diritto di nominare i vescovi. I vescovi fedeli all'imperatore deposero il papa e questi scomunicò l'imperatore, che fu costretto nel 1077 a recarsi a Canossa e inginocchiarsi di fronte a lui. Tornato a casa, Enrico IV elesse comunque un antipapa e fu di nuovo scomunicato.

Dopo mezzo secolo un accordo tra Enrico V e Callisto II, che separava i poteri di Stato e Chiesa: all'imperatore spettava l'investitura feudale, e al papa quella episcopale.

Nei secoli la Chiesa ratificò molti Concordati con i potenti della Terra: concordati che la Chiesa in seguito stipulò coi potenti della terra: nel 1801 con Napoleone in Francia, nel 1855 con Francesco Giuseppe in Austria, nel 1929 con Benito Mussolini in Italia, nel 1933 con Adolf Hitler in Germania, nel 1940 con Antonio Salazar in Portogallo, e nel 1953 con Francisco Franco in Spagna; ottenne diritti e favori, promettendo un sostegno ai vari regimi. Con i Patti Lateranensi del 1929 il Cattolicesimo diventava religione di Stato e doveva essere insegnato in tutte le scuole, ma non è più religione di Stato dal 1984, grazie alla revisione del governo Craxi.

Agli insegnanti di religione delle proprie scuole lo Stato richiede un certificato di idoneità da parte dell'ordinario diocesano, ma non una laurea: basta anche un diploma di magistero in scienze religiose.

Odifreddi esamina i finanziamenti che la Chiesa cattolica riceve dallo Stato, oltre ad esenzioni fiscali di notevole entità.

Infine Odifreddi esamina il dogma della Trinità, considerandolo assurdo e contrario al buon senso. Secondo lo studioso, infatti, un modo sensato di considerare la Trinità sarebbe stato vedere le sue tre persone come tre diverse modalità di un unico Dio, oppure considerare la Trinità come un insieme di tre elementi, uno dal punto di vista dell'insieme e trino dal punto di vista degli elementi. Entrambe queste possibilità costituiscono delle eresie per la Chiesa.

Per quanto riguarda la Vergine Maria, Odifreddi egli la considera come “una signorina rimasta incinta di qualcuno che non era il suo fidanzato”

Non si salvano dalle sue critiche neppure i Sacramenti. Altre critiche vengono rivolte alle indulgenze, equiparate a business miliardari, come l’invenzione del Purgatorio,  definita come dogma nel Concilio di Firenze del 1439 e i giubilei, carnevali simoniaci che “permisero al mercato delle indulgenze di passare dal piccolo commercio locale alla grande industria globalizzata”

Odifreddi non perdona alla Chiesa Cattolica di aver mandato sul rogo Giordano Bruno e aver condannato Galilei agli arresti domiciliari perpetui.

Per quanto riguarda l’Indice dei libri proibiti, esso comprendeva opere di credenti quali Galileo, Cartesio e Kant e di miscredenti quali Leopardi, Moravia e Sartre. 

Pertanto, il matematico conclude la sua opera ripetendo quanto già scritto nel titolo: "Non possiamo essere Cristiani e meno che mai Cattolici.