Aneddoti sui musicisti 1

 

ANEDDOTI SUI MUSICISTI

 

BACH

Bach si affidava alla moglie per ogni problema di vita pratica.

Quando la moglie morì, gli fu chiesto il denaro necessario per acquistare un velo da lutto. Rispose: "Chiedetelo a mia moglie".

 

BEETHOVEN

 

1. Molte volte Beethoven faceva delle escursioni nei boschi e, per muoversi liberamente, lasciava il vestito sull'erba e ritornava a casa in maniche di camicia. Un giorno a Neustadt girava vestito in modo tanto sciatto che fu arrestato come vagabondo e nessuno gli credette quando affermò di essere il celebre misucista. Rimase in prigione fino a quando non fu liberato grazie all'intervento del direttore d'orchestra.

 

2. La Nona Sinfonia ebbe grande successo, ma Beethoven incassò, per i suoi diritti, soltanto trecento lire. Fu bersagliato dalla critica ed era infelice perché, essendo sordo, non poteva neppure ascoltare la sua opera.

 

3. Un giorno in una trattoria diede in escandescenze e gridò: Io sono Ludwig van Beethoven, ho scritto la Nona Sinfonia! Lasciatemi solo. Io non parlo con gli uomini. Parlo solo con Dio. 

 

4. Un giorno, durante un concerto, vide tra il pubblico un signore elegantemente vestito. Era il fratello farmacista, ricchissimo e stupido, che Beethoven non poteva sopportare. Immediatamente chiese all'impresario di mettere fuori quall'uomo, altrimenti non avrebbe eseguito il concerto. Per evitare lo scandalo, si dovette convincere, a fatica, il fratello di Beethoven ad andarsene, restituendogli il prezzo del biglietto.

 

BRAHMS

 

Una sera Brahms suonava con un violoncellista assai mediocre  e pestava i tasti del suo pianoforte così forte che il violoncellista gli disse: Mio caro Brahms, se continua così, finirò col non sentirmi più. E Brahms: Beato voi.

 

Un giorno Brahms, attorniato da ammiratrici troppo ciarliere, pensò di allontanarle fumando un sigaro. Una di loro gli fece notare che un gentiluomo non fuma in presenza di gentili signore e lui rispose: Care signore, dove vi sono gli angeli, vi sono anche le nuvole!

 

A una mediocre cantante che, dopo aver storpiato alcuni suoi Lieder, gli chiese un commento, rispose: Cantare è difficile. Ma alle volte ascoltare è più difficile.

 

Un giorno Brahms, attorniato da ammiratrici chiacchierone, tentò di allontanarle fumando un sigaro. Una di loro gli disse che non era da gentiluomo fumare davanti a gentili signore. Rispose: Care signore, dove vi sono gli angeli, vi sono anche le nuvole!

BELLINI

 

Vincenzo Bellini temeva il malocchio e, per scongiurarlo, indossava una spilla, formata da un grosso cristallo di rocca e da due cornetti di corniola nera.

ROSSINI

 

  Una delle opere rossiniane più eseguite e più amate debuttò con un fiasco clamoroso: il 20 febbraio del 1816 al Teatro Argentina di Roma andava in scena la prima del ‘Barbiere di Siviglia‘, che fu accolta con fischi e risate, mentre qualcuno fece arrivare sul palco un gatto nero. Il flop si deve ai sostenitori del Musicista Paisiello, che aveva messo in musica la stessa opera nel 1782. 

 

A Rossini fu chiesto di formulare un giudizio sul Lohengrin di Wagner.  Egli rispose di non poter giudicare un'opera al primo ascolto, ma di non aver intenzione di ascoltarla un'altra volta.

 

Rossini espresse il seguente giudizio su Wagner: Regala bellissimi momenti, ma anche terribili quarti d'ora.

 

Un amico, recatosi in visita a casa di Rossini, trovò sul leggìo del suo piano la partitura del Tannhauser di Wagner capovolta. Rossini spiegò di aver provato a suonarla normalmente senza riuscirci; dopo averla girata, invece, l'esecuzione era stata molto migliore.

 

Un ammiratore chiese a Rossini se avesse mai pianto in vita sua: Rispose di aver pianto te volte: quando fischiarono la sua prima opera; dopo aver sentito suonare Paganini; dopo che gli era caduto nel lago di Como uno stupendo tacchino farcito di tartufi. 

 

Gioacchino Rossini, dopo aver saputo che ala città di Pesaro gli avrebbe dedicato un monumento, chiese che dessero a lui la somma occorrente per realizzarlo. In cambio promise di stare fermo sul piedistallo per alcune ore al giorno.

 

In occasione di una visita dai Rotshschildt Rossini conobbe Antonin Carême, il cuoco più famoso dell'epoca, di cui fu grande amico. Un giorno il grande cuoco gli inviò un pasticcio di fagiano ai tartufi accompagnato dal messaggio: «Da Carême a Rossini».  Rossini, in risposta,  scrisse una composizione musicale e la indirizzò: «Da Rossini a Carême».

 

Dopo aver composto 39 opere, oltre a vari pezzi da camera e altre musiche, all’apice del successo e della carriera, Rossini a 37 si ritirò dalle scene senza fornire alcuna spiegazione.

 

Un famoso cocktail, intitolato a Rossini, è costituito da 1/3 di frullato di fragole e 2/3 di prosecco freddo.

GIUSEPPE TARTINI

 

Il compositore e violinista Giuseppe Tartini (1692-1770) sognò di aver venduto la propria anima al diavolo che, subito, prese un violino e suonò una meravigliosa sonata. Quando si svegliò, Tartini cercò di trascrivere quanto si ricordava della composizione: ne nacque il suo famoso "Trillo del diavolo". L'aneddoto è riferito da S. Freud nell'opera "L'interpretazione dei sogni".