Aneddoti sui musicisti 1

                         VENDESI

 

Pianoforte digitale Yamaha P140 in ottime condizioni, perfettamente funzionante, completo di leggìo trasparente e di panchetto vendo causa inutilizzo.

Si trova a Marina di Camerota; è possibile visionarlo sul posto telefonando al numero 3200421962.

PREZZO 200 €.

ATTENZIONE: può essere venduto solo se viene ritirato direttamente sul posto a Marina di Camerota. 

 

Per la vendita rivolgersi al proprietario tel. 3206318326.

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ANEDDOTI SUI MUSICISTI

 

BACH

Bach si affidava alla moglie per ogni problema di vita pratica.

Quando la moglie morì, gli fu chiesto il denaro necessario per acquistare un velo da lutto. Rispose: "Chiedetelo a mia moglie".

 

BEETHOVEN

 

1. Molte volte Beethoven faceva delle escursioni nei boschi e, per muoversi liberamente, lasciava il vestito sull'erba e ritornava a casa in maniche di camicia. Un giorno a Neustadt girava vestito in modo tanto sciatto che fu arrestato come vagabondo e nessuno gli credette quando affermò di essere il celebre misucista. Rimase in prigione fino a quando non fu liberato grazie all'intervento del direttore d'orchestra.

 

2. La Nona Sinfonia ebbe grande successo, ma Beethoven incassò, per i suoi diritti, soltanto trecento lire. Fu bersagliato dalla critica ed era infelice perché, essendo sordo, non poteva neppure ascoltare la sua opera.

 

3. Un giorno in una trattoria diede in escandescenze e gridò: Io sono Ludwig van Beethoven, ho scritto la Nona Sinfonia! Lasciatemi solo. Io non parlo con gli uomini. Parlo solo con Dio. 

 

4. Un giorno, durante un concerto, vide tra il pubblico un signore elegantemente vestito. Era il fratello farmacista, ricchissimo e stupido, che Beethoven non poteva sopportare. Immediatamente chiese all'impresario di mettere fuori quall'uomo, altrimenti non avrebbe eseguito il concerto. Per evitare lo scandalo, si dovette convincere, a fatica, il fratello di Beethoven ad andarsene, restituendogli il prezzo del biglietto.

 

BRAHMS

 

1. Una sera Brahms suonava con un violoncellista assai mediocre  e pestava i tasti del suo pianoforte così forte che il violoncellista gli disse:
Mio caro Brahms, se continua così, finirò col non sentirmi più.
E Brahms: Beato voi.

 

2. Un giorno Brahms, attorniato da ammiratrici troppo ciarliere, pensò di allontanarle fumando un sigaro. Una di loro gli fece notare che un gentiluomo non fuma in presenza di gentili signore e lui rispose: Care signore, dove vi sono gli angeli, vi sono anche le nuvole!

3. A una mediocre cantante che, dopo aver storpiato alcuni suoi Lieder, gli chiese un commento, rispose: Cantare è difficile. Ma alle volte ascoltare è più difficile.

ROSSINI

 

1. A Rossini fu chiesto di formulare un giudizio sul Lohengrin di Wagner.  Egli rispose di non poter giudicare un'opera al primo ascolto, ma di non aver intenzione di ascoltarla un'altra volta.

 

2. Rossini espresse il seguente giudizio su Wagner: Regala bellissimi momenti, ma anche terribili quarti d'ora.

 

3. Un amico, recatosi in visita a casa di Rossini, trovò sul leggìo del suo piano la partitura del Tannhauser di Wagner capovolta. Rossini spiegò di aver provato a suonarla normalmente senza riuscirci; dopo averla girata, invece, l'esecuzione era stata molto migliore.

 

4. Un ammiratore chiese a Rossini se avesse mai pianto in vita sua: "Sì", gli rispose, "una sera, in barca, sul lago di Como. Si stava per cenare e io maneggiavo uno stupendo tacchino farcito di tartufi. Quella volta ho pianto proprio di gusto: il tacchino mi è sfuggito ed è caduto nel lago!"

 

5. In occasione di una visita dai Rotshschildt Rossini conobbe Antonin Carême, il cuoco più famoso dell'epoca. Divennero grandi amici. Un giorno Rossini si recò a Bologna. Il grande cuoco gli inviò un pasticcio di fagiano ai tartufi accompagnato dal messaggio: «Da Carême a Rossini».  Rossini scrisse una composizione musicale e la indirizzò: «Da Rossini a Carême».

GIUSEPPE TARTINI

 

Il compositore e violinista Giuseppe Tartini (1692-1770) sognò di aver venduto la propria anima al diavolo che, subito, prese un violino e suonò una meravigliosa sonata. Quando si svegliò, Tartini cercò di trascrivere quanto si ricordava della composizione: ne nacque il suo famoso "Trillo del diavolo". L'aneddoto è riferito da S. Freud nell'opera "L'interpretazione dei sogni".