* * * * * * Leggende di Natale * * * * * *

LA LEGGENDA DEL PANFORTE DI SIENA

 

Nel XIII secolo, secondo una romantica leggenda, suor Ginevra, una giovane finita in convento per un amore infelice, mentre era intenta alla preparazione del panforte, un dolce a base di frutta secca e candita, sentì la voce del suo amato, Messer Giannetto da Perugia, da lei creduto morto durante le Crociate: emozionata al massimo, confuse gli ingredienti e fece cadere nell'impasto, oltre alla frutta secca e ai canditi, anche le spezie e il pepe, che conferiscono a questo dolce l'inconfondibile sapore. Il gusto di questo nuovo dolce fu un vero successo per il convento e si è tramandato fino a noi.

LA LEGGENDA DEL PANETTONE

 

Nella prima metà del Quattrocento, a Milano Ludovico il Moro decise di organizzare un sontuosissimo pranzo di Natale per i suoi amici nobili. In cucina tutti erano molto indaffarati; ognuno aveva qualche importante incarico e il giovanissimo Toni ebbe il compito di badare al pane. Ma egli lavorava ormai continuativamente da due giorni ed era stanco. Così si appisolò e non si accorse che il pane si era bruciato completamente. Per timore di essere rimproverato, decise di darsi da fare: recuperò la pasta di pane avanzata, la mescolò con tutto ciò che trovò ancora disponibile in cucina; fortunatamente per lui, si trattava di canditi, uvetta, burro e zucchero. Rimpastò il tutto, lo divise in panetti che fece cuocere in forno, questa volta con grandissima attenzione.

Dal forno usciva un odorino delizioso. Speranzoso, Toni lo portò al suo padrone. Ludovico il Moro ne fu estasiato e chiamò quel dolce "il pan di Toni", nome che, col tempo, si è trasformato in panettone.

LA LEGGENDA DI BABBO NATALE

 

La tradizione di Babbo Natale fa riferimento ad un santo della tradizione medievale: San Nicola di Mira, turco, appartanente ad una famiglia molto agiata. Divenne vescovo di Mira nel VI secolo d. C. Nel 1087 le sue spoglie furono trafugate da alcuni cavalieri italiani camuffati da mercanti e trasportate a Bari, dove ancor oggi sono conservate.
In vita San Nicola regalava cibo alle famiglie povere servendosi dei camini. da qui nasce la tradizione di considerarlo un arzillo vecchietto capace di calarsi nei camini delle case per portare regali ai bambini. Nasce la credenza che egli sia un abile artigiano capace di costruire giocattoli per tutti i bambini del mondo, che abiti  nei freddi paesi del nord e che, per trasportare i tanti giocattoli, si avvalga di una slitta  trainata da alcune renne.
Nella fantasia popolare San Nicola divenne "portatore di doni".

LA LEGGENDA DEL PETTIROSSO

 

Un piccolo uccellino marrone divideva la stalla a Betlemme con la Sacra famiglia. La notte, mentre la famiglia dormiva, l'uccellino notò che il fuoco che li scaldava stava per spegnersi.
Così, per tenere caldo il piccolo, volò verso le braci e tenne il fuoco vivo muovendo le ali per tutta la notte. Il mattino seguente l'uccellino fu premiato con un bel petto rosso brillante come simbolo del suo amore per Gesù Bambino.

LA LEGGENDA DELL'AGRIFOGLIO

 

Un piccolo orfanello viveva presso alcuni pastori quando gli angeli araldi apparvero annunciando la lieta novella della nascita di Cristo.
Sulla via di Betlemme, il bimbo intrecciò una corona di rami d'alloro per il neonato re.
Ma quando la pose davanti a Gesù, la corona gli sembrò così indegna che egli si vergognò del suo dono e cominciò a piangere.
Allora Gesù Bambino toccò la corona, fece in modo che le sue foglie brillassero di un verde intenso e cambiò le lacrime del pastorello in bacche rosse.

 La Leggenda del Vischio

 

Viveva una volta un vecchio mercante in una casetta sui monti. Avido ed esoso, non aveva amici e pensava soltanto ad accumulare denaro. Spesso aveva approfittato, in modo disonesto, dello stato di necessità di povere persone, bisognose di un prestito.

Una notte di dicembre il vecchio mercante non riusciva a dormire, così decise di uscire a fare una passeggiata. Per strada udì le grida festose, i canti dei bambini, le risa della gente. Incuriosito, si inoltrò tra i passanti e sentì qualcuno chiamarlo "fratello". Lui che non aveva fratelli cominciò ad ascoltare i racconti di tanti sconosciuti, voci stanche e voci allegre, storie felici ed eventi dolorosi. Pentitosi di non aver mai saputo aprire il suo animo agli altri e di non conoscere i problemi altrui, si nascose dietro un cespuglio e si mise a piangere. Le lacrime caddero sul terreno, dove brillarono come perle. Era nato il vischio.

(Leggenda trentina).

La leggenda delle Ghirlande

 

Una vigilia di Natale, quando Gesù venne a benedire gli Alberi di Natale, notò che l'albero di una casa era coperto da ragnatele, tessute da strani ragni.
Quando benedisse l'albero, Gesù trasformò le ragnatele in bellissime ghirlande d'oro e d'argento.
Da allora noi le usiamo per decorare i nostri abeti a Natale.

La leggenda della campana di natale

 

Un piccolo bimbo cieco, seduto sul lato della strada, sentendo l'annuncio degli angeli, pregò i passanti di condurlo da Gesù Bambino. Tutti i pastori erano in viaggio verso Betlemme per incontrare il neonato re. Nessuno aveva tempo per lui. Quando i pastori passarono e le strade tornarono silenziose, il bimbo udì in lontananza il lieve rintocco di una campana da bestiame. Pensò: "Forse quella mucca si trova proprio nella stalla dove è nato Gesù bambino!" e seguì la campana fino alla stalla dove la mucca lo guidò fino alla mangiatoia dove giaceva il bambino Gesù.

 

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