Poesie di giugno

Crepuscolo a giugno - Sara Teasdale

 

Sera, e tutti gli uccelli

In un coro di suoni scintillanti

Stanno alleviando i loro cuori di gioia

Per miglia intorno.

L’aria è blu e dolce,

Le poche prime stelle sono bianche,–

Oh lasciami come gli uccelli

Canta prima di notte.

Gianni Rodari - Filastrocca di giugno

 

Filastrocca del mese di giugno,

il contadino ha la falce in pugno:

mentre falcia l’erba e il grano

un temporale spia lontano.

Gli scolaretti sui banchi di scuola

hanno perso la parola:

apre il maestro le pagelle

e scrive i voti nelle caselle…

Signor maestro, per cortesia,

non scriva quel quattro sulla mia:

Quel cinque, poi, non ce lo metta

sennò ci perdo la bicicletta:

se non mi boccia, glielo prometto,

le lascio fare qualche giretto.

Giugno - Attilio Bertolucci

 

Stan le ciliege rosse tra le foglie

nella calma sera estiva

vedo il mio amore che le coglie

seria come una bambina, e così sola e schiva.

Non oso chiamarla, tanta grazia

è nella mano bruna che spicca…

Qualcuna ne mangia, ma come sazia,

movendo la capigliatura nera e ricca.

(dalla rivista Circoli, settembre-ottobre 1934)

.

Sensazione - Arthur Rimbaud

Le sere azzurre d’estate, andrò per i sentieri,

Punzecchiato dal grano, a calpestare erba fina:

Trasognato, ne sentirò la freschezza ai piedi.

Lascerò che il vento mi bagni il capo nudo.

Non parlerò, non penserò a niente:

Ma l’amore infinito mi salirà nell’anima,

E andrò lontano, molto lontano, come uno zingaro,

Nella Natura, – felice come con una donna

Sensation - Arthur Rimbaud

Par les soirs bleus d’été, j’irai dans les sentiers,

Picoté par les blés, fouler l’herbe menue:

Rêveur, j’en sentirai la fraîcheur à mes pieds.

Je laisserai le vent baigner ma tête nue.

Je ne parlerai pas, je ne penserai rien:

Mais l’amour infini me montera dans l’âme,

Et j’irai loin, bien loin, comme un bohémien,

Par la Nature, – heureux comme avec une femme.


Giugno - Giosué Carducci

 

È il mese dei prati erbosi e delle rose;

il mese dei giorni lunghi e delle notti chiare.

Le rose fioriscono nei giardini, si arrampicano

sui muri delle case. Nei campi, tra il grano,

fioriscono gli azzurri fiordalisi e i papaveri

fiammanti e la sera mille e mille lucciole

scintillano fra le spighe.

Il campo di grano ondeggia al passare

del vento: sembra un mare d’oro.

Il contadino guarda le messi e sorride. Ancora

pochi giorni e raccoglierà il frutto delle sue fatiche.

GIUGNO - Corrado Alvaro (1895-1956)

 

Canti e il tuo canto è grazioso

come il fiore che ha perso 

il ricordo dei campi e cresce gracile. 

Canti e batton le tue opre in cadenza. 

La tua voce è più intensa - 

Cicala che inasprisce il suo metro 

se il sole è più maestoso.

Aria senza riposo

corre l'estate della lunga veglia.

Con la chioma sconvolta

sembri discesa da un lungo percorso

attraverso l'inverno.

 

Ecco l'estate, il tuo antico regno

dove entrasti trionfante

sovra un carro adornato di ghirlande

di fiori artificiali.

Fanciulle nuove corrono con ali

spaventate e dipinte.

Mentre le stupefatte donne incinte

ammoniscono ad ogni angolo mute

come incantati segni zodiacali.

 

Ma tu, invece, risorta dall'inganno

procederai parata

di colori maestosi

compagna del generativo giugno.

Somigliano i tuoi anni a una pianura,

dove nell'aria muta si prolunga

il ricordo del verso

delle cicale, dopo che si è sperso

fuggendo l'ombra dell'ultima altura.

(Da "Almanacco letterario")

LA MAGNOLIA DI GIUGNO - Leonardo Sinisgalli (1908-1981)

Sono i giorni di un nuovo inferno

per me, la magnolia si spoglia

a un colpo basso di vento.

Ogni ramo cede una foglia

alle vampe di giugno.

Dietro le imposte son qui che abbocco

l'aria torbida di scirocco.

(Da "I Nuovi Campi Elisi")

 

30 GIUGNO - Maria Luisa Spaziani (1922)

Bruciano e si consumano le stelle,

regna la Grande Estate.

Passano dentro l'ombra dei balconi

figure esauste dagli occhi lucenti.

Grava sopra gli asfalti la polvere di Milano,

al chiosco dei giornali i fogli gialli

pendono come bandiere disertate.

Morder l'erba vorrei. Morire un poco

(con te, senza di te) contro la terra

che aspra inonda di profumo anche

la luna piena

                                       come quando (è certo)

lunghe notti di grilli inebriate

splenderanno di fuochi e di comete

sopra la cieca pietra che fu un giorno

Maria Luisa.

(Da "Le acque del sabato ")

 

NEL MESE DI GIUGNO - Mario Luzi (1914-2005)

 

Nel mese di giugno 

la città quando sospesa 

e alta sopra il nostro sperdimento 

si desta alla frecciata delle luci

 

all'ora incerta tra vigilia e sonno 

che il corpo inciampa nel suo peso 

ma si rialza sulla sua fatica

 

nella pausa del tempo tra la rondine e l'assiolo 

tra la vita e la sua sopravvivenza,

 

Tu che spezzi la servitù e l'orgoglio 

- dicono - della sofferenza, vieni 

se già non sei dovunque 

in veste di randagio,

 

d'infermo, di bambino tribolato. 

Segui il timido, accosta il solitario, 

ripeti: la virtù quando non giunge 

fino all'amore è cosa vana.

 

È quell'ora della metà dell'anno 

che il senza tetto strascica i suoi cenci 

sull'erba pesticciata, cerca asilo, 

la lucciola lampeggia, il cane abbaia.

(Da "Onore del vero", Neri Pozza, Venezia 1957)

Dì, non è bello, quando fa giugno, vedere,

entrare nei granai dei carri enormi pieni

di fieno? Sentire l’odore di ciò che cresce,

degli orti quando pioviscola, dell’erba rossastra?

Vedere tanto grano, le spighe piene di grano,

pensare che quel grano sarà del buon pane?

(Arthur Rimbaud)

 

 

Ancora risento quel melo

stormire e nell’aria di giugno

la tua allegria funesta

nascere dietro una foglia.

(Leonardo Sinisgalli)