Poesie d'aprile

Pioggia d'Aprile - Luigi Pirandello

 

Attoniti, dai nidi

nuovi, sui vecchi tetti

guardano gli uccelletti.

mettendo acuti gridi,

cadere l'invocata

pioggia di mezzo aprile.

Tu dietro la vetrata,

dalla finestra bassa

come lor guardi e ridi.

E' nuvola che passa.

Il fiore sul tetto - Ada Negri

 

Ieri non c'era. Or vive, tra due vecchi

embrici. Se per poco io m'arrischiassi

sovra il muretto del terrazzo, cogliere

lo potrei. Non ardisco. E' troppo bello

così: troppo mi piace, erto sul gambo,

dalle muffe dei tegoli sgorgante

senza una fronda, ma col serto d'oro

di un reuccio di fiaba. E' un fior magato.

Il suo germe, quassù, lo portò il vento.

Il suo nome lo cantano le stelle.

Nulla sa delle selve e dei giardini

sparsi pel mondo; sta, fra tetti e cielo,

felice: al mondo unico fior si crede,

ed io l'amo per questo...

Aprile - Anna Frank

 

" Prova anche tu,

una volta che ti senti solo

o infelice o triste,

a guardare fuori dalla soffitta

quando il tempo è così bello.

 

Non le case o i tetti, ma il cielo.

 

Finché potrai guardare

il cielo senza timori,

sarai sicuro

di essere puro dentro

e tornerai

ad essere felice."

Canto d'aprile - Renzo Pezzani

 

C’è fra i rovi, ieri non c’era,

l’erba che trema come un verde fuoco,

l’ha perduta per gioco

la giovane primavera.

La pecorella vestita di lana

ora strappa le tenere foglie,

e per ogni ciuffo che coglie

batte un tocco di campana.

A quel suono fiorisce il pesco,

si schiudono le finestrelle,

e le rondini col cuore fresco

giungono dalle stelle.

L’acqua chioccia nella peschiera

rotonda come una secchia,

e l’allodola dentro vi specchia

il suo canto di primavera.

Aprile dolce dormire - Vivian Lamarque

 

Aprile! Aprile!

Dolce dormire!

Non sente la sveglia

il bambino Nino,

anche se è vicina al suo lettino.

Non sente la sveglia

il merlo Guido,

anche se è vicina al suo nido.

Non sente la sveglia

il gatto Seppie,

anche se è vicina alle sue orecchie.

Non sente la sveglia

il cane Budino,

anche se è vicina al suo codino.

Non sento la sveglia nemmeno io più!

La filastrocca continuala tu!

 

Aprile - Riccardo Bacchelli

 

Primavera in mezzo agli orti. Dietro le nubi cambia paese

Il desiderio, esse vanno e io sto, l'aria

Promette ora pioggia ora incredibile tersezza,

lo sto qui seduto lungo una fila di violacciocche.

Da spalancate finestre acciottolii nelle cucine,

Voci calme di donne di varie età,

Immortali musiche cercate sui tasti

Da principianti nelle luminose facciate qui attorno,

L'aria è ferma qui, il vento è fra le nuvole,

Aprile dolce dormire. Tutto

È lontano e vicino, anche la fresca

Poesia, mentre la rimpiangevo è qui nata

All'odore di terra immollata. L'anima

Apprende un desiderio che si contenta di se stesso,

Tanto male e tanto buio sono un ricordo tra altri, 

Tutte le voglie viaggiano irreali eppur possibili,

Aprile dolce dormire. Questo bambù

S'è seccato l'inverno scorso, goccia una cannella,

Le finestre al sole si rifanno dell'invernata.

Aprile tutt'i sogni son lontani e vicini.

Sera d’aprile - Antonia Pozzi

 

Batte la luna soavemente

di là dei vetri,

sul mio vaso di primule:

senza vederla la penso

come una grande primula anch’essa,

stupita,

sola,

nel prato azzurro del cielo.

Canzone d’aprile – Giovanni Pascoli

 

Fantasma tu giungi,

tu parti mistero.

Venisti, o di lungi?

ché lega già il pero,

fiorisce il cotogno

laggiù.

Di cincie e fringuelli

risuona la ripa.

Sei tu tra gli ornelli,

sei tu tra la stipa?

Ombra! anima! sogno!

sei tu…?

Ogni anno a te grido

con palpito nuovo.

Tu giungi: sorrido;

tu parti: mi trovo

due lagrime amare

di più.

Quest’anno… oh! quest’anno,

la gioia vien teco:

già l’odo, o m’inganno,

quell’eco dell’eco;

già t’odo cantare

Cu… cu.

THE CATS WILL KNOW - Cesare Pavese

 

Ancora cadrà la pioggia

sui tuoi dolci selciati,

una pioggia leggera

come un alito o un passo.

Ancora la brezza e l’alba

fioriranno leggere

come sotto il tuo passo,

quando tu rientrerai.

Tra fiori e davanzali

i gatti lo sapranno.

Ci saranno altri giorni,

ci saranno altre voci.

Sorriderai da sola.

I gatti lo sapranno.

Udrai parole antiche,

parole stanche e vane

come i costumi smessi

delle feste di ieri.

Farai gesti anche tu.

Risponderai parole-

viso di primavera;

farai gesti anche tu.

I gatti lo sapranno,

viso di primavera;

e la pioggia leggera,

l’alba color giacinto,

che dilaniano il cuore

di chi più non ti spera,

sono il triste sorriso

che sorridi da sola.

Ci saranno altri giorni,

altre voci e risvegli.

Soffriremo nell’alba,

viso di primavera.

10 aprile 1950

(da Verrà la morte e avrà i tuoi occhi, 1951)