Poesie di luglio

Giuseppe Ungaretti - Di luglio

 

Quando su ci si butta lei,

Si fa d’un triste colore di rosa

Il bel fogliame.

Strugge forre, beve fiumi,

Macina scogli, splende,

È furia che s’ostina, è l’implacabile,

Sparge spazio, acceca mete,

È l’estate e nei secoli

Con i suoi occhi calcinanti

Va della terra spogliando lo scheletro.

ORA CHE DOMINA LUGLIO - Rocco Scotellaro (1923-1953)

 

Ancora non mi palpita una fede: 

per questo mi viene la luce 

e non me la sento il mattino 

e so il mio giorno rapito

in un vortice inane.

Se fossi zolla!

M’avrebbe rimossa la vanga, 

darei erbe e frutti

a questa stagiona che sorvola.

E sono sorgente seccata 

che mi scansano le greggi 

ora che domina luglio.

 

I PRIMI DI LUGLIO - Eugenio Montale (1896-1980)

 

Siamo ai primi di luglio e già il pensiero

è entrato in moratoria.

Drammi non se ne vedono,

se mai disfunzioni.

Che il ritmo della mente si dislenti,

questo inspiegabilmente crea serie preoccupazioni.

Meglio si affronta il tempo quando è folto,

mezza giornata basta a sbaraccarlo.

Ma ora ai primi di luglio ogni secondo sgoccia

e l’idraulico è in ferie.

 

(Da "Diario del '71 e del '72", Mondadori, Milano 1972)

Camillo Sbarbaro  - Afa di luglio. il canto che non varia

 

Afa di luglio. Il canto che non varia 

delle cicale; il ciel tutto turchino; 

intorno a me, nel gran prato supino, 

due fili d'erba immobili nell'aria. 

 

Un sopor dolce, una straordinaria 

calma m'allenta i muscoli. Persino 

dimentico di vivere. Mi chino 

coi labbri ad una bocca immaginaria...

 

E sento come divenute enormi

le membra. Nel torpore che lo lega,

mi pare che il mio corpo si trasformi.

 

Forse in macigno. Rido. Poi mi butto

bocconi. Nell'immensa afa s'annega

con me la mia miseria, il mondo, tutto.

 

MATTINA DI LUGLIO - Franco Fortini (1917-1994)

 

Nulla flette al largo la riga vergine

della mattina e nulla nell'aria trema

se non fili o la timida vertigine

 

delle fogliuzze dei salici. Chi rema

va in un medio placido sulla voragine.

I primi gridi si isolano.

 

Noi ci siamo venduti alla paura,

a vizi inavvertiti, alla speranza,

alla pietà.

I mesi dell’estate - Diego Valeri

 

Giugno, luglio, agosto.

Sono nudi come l’aria

ma ciascuno porta un suo fregio,

l’uno un ramo di ciliegio

che di frutti ondeggia e svaria;

il secondo ghirlandette

di papaveri fiammanti,

spighe il terzo barbaglianti,

in manipolo costrette.

Bravi e validi figlioli,

rosolati al solleone;

saltan come in un trescone

di gagliardi compagnoni.