Autobiografia di Margherita Hack(1922 - 2013)

Tutto il testo che segue è stato tratto dall'opera autobiografica di MARGHERITA HACK "L'amica delle stelle. Storia di una vita",  Rizzoli 1998.

 

Margherita Hack ebbe una vita molto fortunata, sia grazie ai genitori, che le avevano sempre dato fiducia, insegnandole l'amore per la libertà e la giustizia e il rispetto per ogni essere vivente, sia grazie al suo compagno, che l'ha sempre incoraggiato e aiutato nel suo lavoro e le è stato vicino in ogni difficoltà. Inoltre, ha sempre goduto di buona salute, sentendosi forte e ottimista e in grado di affrontare la vita e la carriera scientifica un po'' come lo sport, con spirito agonistico.

La sua generazione ha attraversato praticamente tutto il secolo, drammatico per guerre e rivoluzioni, ma anche entusiasmante per gli enormi progressi della scienza e della tecnologia. Sono avvenute più scoperte in questi cent'anni che nei venti secoli precedenti.

Il Novecento è stato anche un secolo tragico, segnato da due guerre mondiali, dal fascismo, dal nazismo, dalle persecuzioni razziali, dall'invenzione della bomba atomica e di quelle nucleari, ancor più distruttive.

Si ebbe l'ideale di un comunismo che rendesse tutti gli uomini liberi, che a tutti fossero date eguali possibilità, pagato con la delusione del comunismo reale. E' stato il secolo della conquista dello spazio, dell'uomo sulla Luna, il secolo dei progressi della medicina e della biologia, dei trapianti, delle madri ultrasessantenni, delle clonazioni.

I suoi primi ricordi risalivano ai suoi primi due anni. Era attratta dagl aerei e fingeva di alzarsi in volo nell'aria.

Il babbo era gentile con tutti. La mamma era schiva e introversa, aveva il diploma di maestra e quello dell'Accademia di Belle Arti. La madre era molto più istruita del babbo il quale fu un'autodidatta e leggeva molti libri di scienze, astronomia e medicina. Margherita ha vissuto in una casa ricca di cultura. Il padre protestante e la madre cattolica erano insoddisfatti della loro religione ed erano entrambi vegetariani. Essi hanno educato la figlia alla tolleranza, al rispetto di tutti gli esseri viventi in ugual misura.

E' nata e vissuta a Firenze, prima in una casa in via Caselli, supercomoda e moderna e, quando aveva circa cinque anni, in una casa di campagna non lontana dal colle di Arcetri e dall'osservatorio astrofisico. Il padre era stato licenziato dalla Fondiaria per motivi politici. A quel punto fu la madre a prendere le redini della famiglia: copiava i quadri degli Uffizi e li vendeva ai turisti.

Margherita imparò a leggere e scrivere quasi da sola sul libro di Pinocchio. Compì gli studi delle prime classi elementari da privatista perché si ammalava spesso e non poteva frequentare la scuola. Il padre, appassionato di teosofia, frequentava la grande villa della contessa Gamberini Cavallini, presidente della società teosofica, dove spesso rimanevano a dormire. La contessa si affezionò moltissimo alla bambina e la fece iscrivere in quarta elementare alla scuola privata, sobbarcandosene anche le spese. Aveva perduto una figlia piccola e tendeva a vedere in Margherita una specie di compensazione, ma l'eccesso di protezione della contessa non era ben gradito alla piccola famiglia, che preferì tornare alla casa dove vivevano precedentemente, iscrivendo la figlia in quinta alla scuola pubblica. Nel '32 superò l'esame di ammissione al ginnasio. Aveva alcuni amici, con cui giocava a nascondino e a "Liberi tutti", a palla e a guardia e ladri.

Nel 1933 si affezionò a un grande pastore maremmano e portò a casa una gattina, chiamata Ciompa in onore del tumulto dei ciompi che stava studiando in storia. Ebbe altri gattini. Studiava coscienziosamente le discipline umanistiche e il latino, ma senza entusiasmo. Venne iscritta al nuovo ginnasio Machiavelli, con pochi iscritti che si conoscevano tutti e dove Margherita faceva un po' la capopopolo. Nel periodo che stavano vivendo, non aveva ancora coscienza antifascista fino a quando non iniziò la persecuzione degli ebrei. Vedeva sparire da un giorno all'altro alunni e professori, perché ebrei. L'impegno sportivo l'appassionava molto più degli studi scolastici. Nel 1940, con l'entrata dell'Italia in guerra, Margherita non dovette affrontare gli esami di maturità. In occasione dei Giochi della Gioventù, fu inserita negli allenamenti per l lancio del peso, in cui non eccelse, mentre compì l'impresa ciclistica più esaltante della sua vita: da Firenze a Viareggio in bicicletta. 

L'università e le prime osservazioni astronomiche

Si iscrisse prima alla facoltà di lettere, poi a Fisica. Intanto vinceva i campionati littoriali. Nel '43 rivide Aldo, un amico d'infanzia, con cui ebbe diverse incomprensioni. Avevano avuto educazioni completamente diverse, la sua basata sulla fiducia e la libertà, quella di Aldo sul dovere e sull'autorità.

Nasceva la repubblica di Salò e cominciava il periodo più atroce del fascismo. 

Nel '44 Margherita preparò la tesi in fisica, uno studio di una classe di stelle variabili, chiamate cefeidi. Cominciò a occuparsi di spettroscopia stellare, che divenne il suo principale campo di ricerca.  Il suo lavoro consisteva nel fotografare su una stessa lastra gli spettri delle Pleiadi; sulla lastra gemella fotografava gli spettri della cefeide oggetto della sua tesi e delle stelle vicine come stelle di confronto. La  cefeide che doveva studiare si chiama Ff Aquilae. Tutte le notti serene compiva le mie osservazioni con l'assistenza del prof. Fracastoro.  Il 15 gennaio del 1945 poté finalmente laurearsi. 

Nell'estate del '46, l'istituto di ottica e l'osservatorio misero a disposizione dei neolaureati in fisica dell'università di Firenze un piccolo numero di borse di perfezionamento. Riuscì ad ottenerne una. Con Aldo decisero di sposarsi. Era il 1948.

I concorsi si erano rimessi in moto, la vita tornava alla normalità. Fracastoro fu promosso astronomo e la Hack fu  nominata assistente incaricata al suo posto, in attesa del concorso. 

Iniziò una serie di interessanti esperienze di ottica fisiologica, per le quali passava molte ore al buio nei laboratori dell'istituto. Imparò non solo l'ottica e l'importanza di tener conto della psicologia dell'osservatore, ma anche a prendere confidenza con numerose e delicate esperienze in laboratorio, a utilizzare la strumentazione, a fare una fisica sperimentale che i tre corsi di laboratorio universitari le avevano solo fatto intravedere.

Primi lavori

Nel 1950 vinse un concorso per il posto di assistente alla cattedra di astronomia ed entrò in ruolo, ottenendo finalmente, dopo quasi cinque anni e mezzo, la certezza di poter continuare le sue ricerche. In quegli anni, mentre Margherita trascorreva le giornate ad Arcetri, Aldo le passava a casa di Giovanni Papini, ormai semicieco, a cui leggeva e con cui discuteva i libri che i suoi occhi non vedevano più. Verso la fine del '52 Margherita ottenne una borsa per un soggiorno di sei mesi all'Institut d'Astrophysique di Parigi. 

Vita a Parigi

Aldo e Margherita si recarono a Parigi in treno. Di Parigi li colpì subito, entusiasmandoli, la grande libertà, il vivere e lasciar vivere che caratterizzava i suoi abitanti. C'era gente di tutte le razze e tutte le nazionalità; ognuno andava in giro vestito come voleva e nessuno li guardava, nessuno aveva di ridire o da criticare.

All'Institut ebbe occasione di conoscere alcuni dei più noti astronomi di allora. I sei mesi parigini stavano passando molto, troppo rapidamente. Margherita aveva ultimato il suo lavoro e consegnò i risultati a Chalonge, che li definì interessanti e degni di essere pubblicati sulla maggiore rivista francese, gli "Annales d'Astrophysique", che aveva un'ampia diffusione internazionale. 

 

Ritorno a Firenze

A Firenze riprese il lavoro interrotto sulle cefeidi e sulle stelle Be. Aveva vinto il concorso per astronomo ed era passata dai ruoli dell'università al secondo gradino della carriera, nei ruoli degli osservatori astronomici. Aveva sufficienti pubblicazioni per poter aspirare alla "libera docenza", un titolo allora indispensabile per poter  concorrere a una cattedra universitaria. L'esame di libera docenza consisteva in una discussione dei propri lavori scientifici davanti ad una commissione di tre cattedratici di materie astronomiche; si avevano poi ventiquattro ore di tempo per preparare una lezione di livello universitario su un tema estratto a sorte da un elenco di argomenti di astrofisica.

Passò gli ultimi mesi del '53 e i primi del '54 a preparare una serie di lezioni su tutti i possibili argomenti di astrofisica, così da avere una cultura più vasta, mentre negli anni precedenti si era occupata di studiare gli argomenti su cui lavorava, leggendo gli articoli specialistici pubblicati sulle tante riviste internazionali

In quel periodo lei e Aldo comprarono la loro prima automobile. Sotto la spinta di Aldo, che cominciava a interessarsi sempre di più all'astronomia, Magherita iniziò a collaborare col "Nuovo Corriere di Firenze", diretto da Romano Bilenchi. Chiese il trasferimento all'osservatorio di Merate, succursale dello storico osservatorio di Brera. Lì, oltre a un telescopio da un metro per osservazioni di spettroscopia stellare, cioè proprio il suo campo di studi, c'erano appartamenti per gli astronomi e le loro famiglie. Arrivarono a Merate carichi di entusiasmo, ma furono fatti oggetto di invidia da parte dei colleghi.

Il primo lavoro solto a Merate fu l'analisi spettroscopica della stessa cefeide su cui avevo fatto la tesi, Ff Aquilae. Oltre al lavoro di ricerca, in quei mesi terminò di scrivere un testo di fisica stellare, che venne pubblicato dall'Editrice Universitaria di Firenze. Almeno per l'Italia, il suo Corso di fisica stellare rappresentava una novità.

Un fatto di cronaca oggi inconcepibile, e indice di quanto siano cambiate le leggi e il costume, coinvolse Fausto Coppi e la sua amante, la "dama bianca". Quest'ultima finì addirittura in galera per il reato di adulterio. La cosa più mostruosa, per la mentalità aperta di margherita, fu che per questo "reato" la donna era punita in maniera ben più severa dell'uomo.

Successivamente si trasferirono a Utrecht. Aldo la spingeva e la incoraggiava continuamente. Fece domanda per un lavoro a Berkeley, all'università di California. Decise di cercare di avere una borsa di soggiorno e di viaggio. 

In America

 A Berkeley cominciò a lavorare su un'altra stella, che aveva uno spettro molto strano. Intanto completò il testo della sua ricerca su W Serpentis poco prima di tornare in Italia. L'ultimo lavoro completato a Berkeley fu lo studio di un altro oggetto allora misterioso. Si trattava di una stella binaria, ¶e Aurigae,

Sulla strada del ritorno la Hack si fermò a Liegi, dove ogni anno si tiene un colloquio internazionale su un tema di astrofisica. Quell'anno il colloquio era dedicato alle stelle con righe di emissione, e così ebbe modo di presentare il lavoro su W Serpentis. Era la prima volta che presentava un suo lavoro a un congresso internazionale ed interveniva nelle discussioni dei lavori altrui.

Tornò a Merate, dove riprese il solito tran tran. Nel '58, seppe che avrebbe avuto all'università di Pavia un incarico per il successivo anno accademico. Ma proprio pochi giorni dopo, fu richiamata a Berkeley per un anno come visiting researcher per preparare un testo di spettroscopia stellare.

1958-1961

In quel periodo Margherita Hack stava scrivendo La radioastronomia alla scoperta dell'Universo. Era un libro divulgativo, ma di livello abbastanza alto, paragonabile a quello degli articoli di "Scientific American". Era un lavoro divertente, perché la radioastronomia era allora alle prime armi e Margherita era costretta a studiare le tecniche strumentali, completamente diverse da quelle ottiche, e a leggere nelle riviste i risultati delle osservazioni, che mostravano un aspetto completamente nuovo del cielo. Aldo l' aiutò enormemente. Il suo libro sulla radioastronomia era uno dei primi a divulgare questa nuova branca dell'astrofisica, e certamente il primo in italiano. Ma l'editore era specializzato in argomenti sociopolitici e filosofici, e non lo reclamizzò a sufficienza, così che ne furono vendute relativamente poche copie.

Durante l'inverno riprese a tenere il corso libero di astrofisica e cominciò una serie di lezioni regolari di astrofisica e radioastronomia agli studenti dell'ultimo anno di fisica. Fu l'occasione per uscire dall'isolamento scientifico di Merate.

Tenne anche un corso accelerato di astrofisica e radioastronomia a un gruppo di giovani fisici dell'università di Bologna, esperti di particelle elementari, che avevano in progetto di costruire un radiotelescopio e iniziare un campo di studi del tutto nuovo per loro.

Il Natale del '60 lo passò a Firenze col babbo, rimasto solo dopo la morte della moglie. Per caso, in un vecchio mobiletto, Margherita trovò un foglietto ingiallito, con la data del 15 luglio 1945, l'anniversario del loro matrimonio. C'era una specie di testamento per il babbo e una lettera per me: "Cara Mimma mia adorata, per te ho vissuto e lavorato e resterò sempre vicino a te, mi avrai sempre accanto più viva che mai. Che l'affetto della tua mamma possa esserti di aiuto e di conforto nei momenti più difficili e dolorosi della vita. Ti bacio e ti stringo a me forte forte. Mamma". Conservò sempre nel portafoglio quel foglietto.

Nel '61 fu invitata all'università di Bari dal direttore dell'istituto di fisica, per preparare una diecina di lezioni sulla teoria della formazione ed evoluzione delle stelle.

Iniziò a collaborare col giornale "Il Giorno" fin dall'inizio, sia sotto la direzione di Italo Pietra che sotto quella di Gaetano Afeltra. Fu un piccolo contributo per far conoscere l'astrofisica, i suoi scopi, i suoi successi a una società come quella italiana, che considera cultura solo le discipline umanistiche, comprese tante chiacchiere, ma non la scienza.

Dal 15dicembre divenne titolare della cattedra di astronomia dell'università di Trieste, con l'incarico della direzione dell'osservatorio astronomico. Gli osservatori sono enti autonomi e gli astronomi potevano avere incarichi di insegnamento, ma non facevano parte delle università.

Nel 1971 l'Anra partorisce il Gruppo nazionale di astronomia, che è stato fondamentale per la crescita scientifica dell'astrofisica italiana.

La ricerca spaziale e gli anni di piombo

Verso la fine degli anni '60 e l'inizio degli anni '70, nasce la ricerca astronomica spaziale. Erano gli anni di piombo, ma ci fu anche una grande prova civile quando, nel maggio 1974, ci fu il referendum per abolire il divorzio, divenuto legge appena quattro anni prima, nel dicembre del '70. La richiesta di abrogazione fu sconfitta nettamente, e in quell'occasione Trieste dimostrò il suo carattere laico risultando una delle città in cui i "no" all'abrogazione ebbero una delle percentuali più alte.

Fu invitata a passare un periodo di due mesi all'università di Città del Messico  per tenere una serie di lezioni sulla teoria e sull'osservazione delle atmosfere stellari agli studenti di astronomia. Aveva abbastanza tempo per continuare lo studio dei dati del Copernicus e per visitare, durante i fine settimana, gli straordinari monumenti della civiltà tolteca.

Appena rientrarono a Trieste, alla fine di novembre del '74, arrivò la Checca, una gattina che rimase con loro per ben diciotto anni. Nel giardino c'erano altri gatti, alcuni di questi affettuosi e desiderosi di stare in casa, ma la Checca restò sempre la privilegiata.

Durante il '77, mentre continuavano gli atti di terrorismo, si assisté anche alla civile battaglia per la depenalizzazione dell'aborto, di cui gran merito la Hack attribuiva al Partito radicale

 

Nascono la rivista "L'Astronomia" e il dipartimento di astronomia

Nel dicembre del 1978, su iniziativa di un gruppo di piccoli industriali astrofili, fu proposto alla Hack di fondare un periodico di divulgazione astronomica, simile per livello e ricchezza di illustrazioni all'americano "Sky and Telescope", diffuso in tutto il mondo. Ebbe la soddisfazione di aver partecipato alla creazione di uno strumento che ha introdotto alla conoscenza dell'astronomia e della fisica moltissime persone e studenti ("L'Astronomia" ha sempre venduto oltre ventimila copie, un'enormità per un periodico del genere in lingua italiana, se si pensa che l'americano "Sky and Telescope", che è letto in tutto il mondo, ha una tiratura di circa ottantamila copie)-.

In quel periodo entrò nella loro vita un altro amico indimenticabile, il lupo Dick. Era un cane maltrattato dai padroni. Fu accettato da Checca e dagli altri gatti. Margherita soffrì moltissimo alla morte di Checca e di Dick. 

Nel 1978 ebbe l'onore di diventare membro di quella esclusiva accademia che è l'Accademia nazionale dei Lincei.

A partire dall'anno accademico 1984-85, nacque il dipartimento di astronomia, ospitato, come già l'istituto, nella sede dell'osservatorio astronomico. Essendo ancora l'unico professore ordinario di materie astronomiche, oltre alla direzione dell'osservatorio l'astrofisica dovette assumersi anche quella del dipartimento.

A questo nuovo impegno si aggiungeva in quegli anni un maggiore coinvolgimento in attività divulgative. La diffusione della rivista "L'Astronomia" ebbe per la Hack l'effetto di aumentare le richieste di conferenze da parte di scuole, gruppi di astrofili, circoli culturali, università e università della terza età.

Nel 1983 fu invitata a far parte della commissione internazionale per la valutazione dei programmi di osservazione con un nuovo satellite europeo, l" Hipparcos, che sarebbe stato lanciato l'8 agosto del 1989.

Nel 1986, l'astronomia ebbe un'improvvisa impennata di popolarità: dopo settantasei anni stava ritornando all'appuntamento la famosa cometa di Halley, un avvenimento che fu annunciato con gran clamore da giornali e televisioni. Ma l'appuntamento con la cometa questa volta fu davvero eccezionale, perché la sonda europea Giotto la incontrò, come previsto e in perfetto orario, da una distanza di appena 500 chilometri.

La sua orbita fu calcolata con esattezza da Edmund Halley, un astronomo e matematico inglese, amico e discepolo di Newton, in occasione del passaggio del 1682. Halley scoprì che essa obbedisce alle leggi di Keplero. Era la prova decisiva che le comete sono corpi celesti orbitanti attorno al Sole, come i pianeti, e non fenomeni atmosferici, come sostenevano alcuni. Inoltre Halley, utilizzando i dati esistenti sulle osservazioni di due comete passate nel 1607 e nel 1531, fu in grado di predire quando si sarebbe verificato il passaggio successivo. Questo avvenne nel 1759, come Halley aveva predetto; purtroppo non ebbe la soddisfazione di osservarla, poiché morì nel 1743.

Quindi, il grande merito di Halley non fu di avere scoperto la cometa, ma di averne calcolato l'orbita, svelando la vera natura delle comete, di aver capito che le comete dei due secoli precedenti erano sempre lo stesso oggetto, nonché di aver predetto esattamente il passaggio successivo. La cometa di Halley è ritornata poi nel 1835 e nel 1910.

Un decennio straordinario. Sonde, satelliti e Ufo

Il decennio scientifico comincia con la scoperta - il 24 febbraio 1987 - di una supernova esplosa nella Grande Nube di Magellano. E" un fenomeno raro.ù

Nel 1990 venne messo in orbita il grande telescopio spaziale Hubble Space Telescope (Hst), dedicato a Edwin Hubble, l'astronomo che scoprì l'espansione dell'universo. Il lancio dell" Hst avveniva con quattro anni di ritardo in conseguenza del disastro della navetta Challenger. Fra le osservazioni più importanti dell" Hst, vi è stata la scoperta di un probabile buco nero al centro di alcune galassie. Quanto all'età delle stelle più vecchie, cioè delle stelle degli ammassi globulari, la si deriva anch'essa dalla conoscenza dello splendore intrinseco. Le stelle intrinsecamente più brillanti hanno una vita più breve. Hipparcos ha mostrato che la distanza delle stelle più vecchie della Galassia è maggiore del dieci per cento rispetto alle stime precedenti; di conseguenza queste stelle sono intrinsecamente più brillanti, e la loro età è minore.  In quest'ultimo decennio furono scoperti i pianeti extrasolari.

Nel settembre del 1995 fu tenuto a Firenze un congresso dedicato alle stelle "fredde", cioè stelle come il Sole, che ha una temperatura superficiale di circa 6000 gradi, o con temperature ancora più basse, 2000 o 3000 gradi.

Per la nascita di una stella, cioè di un corpo con proprie fonti di energia nucleare, sia necessaria una massa pari ad almeno sette o otto centesimi di quella solare. Le stelle con le masse più piccole scoperte finora (una nella costellazione della Balena e un'altra nell'ammasso delle Pleiadi), hanno masse pari a otto centesimi di quella solare.

Esperienze extrascientifiche

Nel 1989 ci furono le elezioni europee, e quasi a forza la convinsero a candidarmi. Pur non sentendosi assolutamente adatta a un impegno politico, date le insistenze da parte del Pci (che era ancora unito), accettò ma non fu eletta per poche migliaia di voti.

Fra le attività extrascientifiche che la coinvolsero in questi anni, quella che le diede le maggiori soddisfazioni è stata la presidenza del circolo Che Guevara.

Dopo la morte di Checca e Dick, Margherita e il compagno decisero di adottare un cane, Lara, una bastardona tutta nera. Ebbero altre gatte: Lilli, Topa e altre.

Dal primo novembre 1997, entrò ufficialmente in pensione. 

I principali scritti (Da Wikipedia)

Corso di fisica stellare. Interpretazione degli spettri stellari, Firenze, Editrice Universitaria, 1955.

Le nebulose e gli universi-isole, con Giorgio Abetti, Torino, Ed. scientifiche Einaudi, 1959; Torino, Boringhieri, 1968.

La radioastronomia. Alla scoperta di un nuovo aspetto dell'universo, Bari, Laterza, 1960.

L'universo. Pianeti, stelle e galassie, Milano, Feltrinelli, 1963; 1967.

Esplorazioni radioastronomiche, Torino, Boringhieri, 1964.

Corso di astronomia, Trieste, Osservatorio astronomico, 1967.

Astrofisica d'oggi, Milano, Le scienze, 1973.

Il cielo intorno a noi, Novara, Istituto Geografico De Agostini, 1977.

L'universo violento della radio-astronomia, Milano, Edizioni scientifiche e tecniche Mondadori, 1983.

L'universo: ai confini dello spazio e del tempo, con Francesco Bertola e Tullio Regge, Milano, Fabbri, 1983.

Corso di astronomia. Milano, Hoepli, 1984. 

La galassia e le sue popolazioni. Incontri con le stelle, Trieste, Editoriale, 1989.

L'universo alle soglie del Duemila, Milano, Rizzoli, 1992.

Cosmogonie contemporanee. Le attuali teorie sull'origine dell'universo, Trieste, Editoriale scienza, 1994. ISBN 88-7307-034-5.

Una vita tra le stelle, Roma, Di Renzo, 1995. 

L'amica delle stelle...Storia di una vita..., Milano, Rizzoli, 1998. 

Sette variazioni sul cielo, Milano, Cortina, 1999. 

L'Universo alle soglie del terzo millennio, Milano, Biblioteca universale Rizzoli, 2000.

Storia dell'astronomia dalle origini al 2000 e oltre, Roma, Edizioni dell'Altana, 2002. Sviluppata come un completamento dell'opera Storia della Astronomia (1813) di Giacomo Leopardi.

Dove nascono le stelle, Milano, Sperling & Kupfer, 2004. 

Qualcosa di inaspettato. I miei affetti, i miei valori, le mie passioni, in collaborazione con Mauro Scanu, Laterza, 2004. 

Idee per diventare astrofisico. Osservare le stelle per spiegare l'universo, Bologna, Zanichelli, 2005. .

L'universo di Margherita. Storia e storie di Margherita Hack, con Simona Cerrato, Trieste, Editoriale Scienza, 2006.

Così parlano le stelle. [Il cosmo spiegato ai ragazzi], con Eda Gjergo, Milano, Sperling & Kupfer, 2007.

Il mio zoo sotto le stelle, con Bianca Pauluzzi, Roma, Di Renzo, 2007. 

L'universo nel terzo millennio, Milano, BUR, 2007. 

Le mie favole. [Da Pinocchio a Harry Potter (passando per Berlusconi)], Roma, Edizioni dell'Altana, 2008. 

Dal sistema solare ai confini dell'Universo, Napoli, Liguori, 2009.

Libera scienza in libero stato, Milano, Rizzoli, 2010.

Notte di stelle, con Viviano Domenici, Milano, Sperling & Kupfer, 2010. 

Perché le stelle non ci cadono in testa? E tante altre domande sull'astronomia, con Federico Taddia, Editoriale scienza, 2010.

L'anima della terra vista dalle stelle, con Ginevra Di Marco, con DVD-Video, Roma-Reggio Emilia, Aliberti, 2011. 

La mia vita in bicicletta, Portogruaro, Ediciclo, 2011. 

Il mio infinito. Dio, la vita e l'universo nelle riflessioni di una scienziata atea, Milano, Dalai, 2011. ISBN 978-88-607-3678-9.

Perché sono vegetariana, Roma, Edizioni dell'Altana, 2011. ISBN 978-88-86772-51-8.

I gatti della mia vita, Trieste, Scienza Express, 2012. ISBN 978-88-96973-53-0.

Hack! Come io vedo il mondo, Siena, Barbera, 2012. ISBN 978-88-7899-541-3.

La stella più lontana. Riflessioni su vita, etica e scienza, Massa, Transeuropa, 2012. ISBN 978-88-7580-162-5.

Io credo. Dialogo tra un'atea e un prete con Pierluigi Di Piazza, Portogruaro, Nuovadimensione, 2012. ISBN 978-88-89100-77-6.

Il lungo racconto dell'origine. I grandi miti e le teorie con cui l'umanità ha spiegato l'universo, Milano, Dalai, 2012.

Margherita Hack racconta Tolomeo e Copernico. Dalle stelle la misura dell'uomo, Roma, Gruppo Editoriale l'Espresso, 2012.

Nove vite come i gatti. I miei primi novant'anni laici e ribelli, con Federico Taddia, Milano, Rizzoli, 2012.

Sotto una cupola stellata. Dialogo con Marco Santarelli su scienza ed etica, Torino, Einaudi, 2012. 

Stelle da paura, con Gianluca Ranzini, Milano, Sperling & Kupfer, 2012. 

Stelle, pianeti e galassie. Viaggio nella storia dell'astronomia: dall'antichità a oggi, Editoriale Scienza, 2013. 

C'è qualcuno là fuori?, con Viviano Domenici, Milano, Sperling & Kupfer, 2013. 

"In piena libertà e consapevolezza. Vivere e morire da laici.", con Nicla Panciera, Baldini&Castoldi, 2013.