Biografia di Sarah Bernhardt

Sarah Bernhardt, il cui vero nome era Henriette-Rosine Bernard, nacque il 22 ottobre 1844 a Parigi, figlia di una ricca cortigiana. A sette anni frequentò  un collegio e, in una recita scolastica, interpretò il ruolo della regina delle fate.

La madre di Bernhardt iniziò a frequentare il duca di Morny, fratellastro di Napoleone III. Henriette desiderava prendere il velo, ma la madre decise per lei e l’avviò verso una carriera teatrale. Henriette era piuttosto indocile, Si esibì alla Comédie-Française per la sua prima rappresentazione teatrale, pur mostrandosi piuttosto indisciplinata.

Nel 1864, dopo una breve relazione con un principe belga, la Bernhardt diede alla luce il suo unico figlio, Maurice. Inizialmente accettò ruoli secondari al teatro di Port-Saint-Martin; successivamente venne assunta dal direttore del Théâtre de l’Ódéon, dove interpretò ruoli di rilievo per sei anni come attrice protagonista.

Il suo primo grande successo fu l'interpretazione di Zanetto in Le passant, di François Coppée, 1869.

Durante i decenni successivi, la carriera della Bernhardt fiorì. Tornata alla Comédie-Française nel 1872, recitò in alcuni dei ruoli più impegnativi del tempo, in opere teatrali di Voltaire e Racine.

Dotata di grande sensibilità umana, nel 1870 allestì nel suo teatro un ospedale da campo per i feriti nella guerra franco-prussiana. Nel caso Dreyfuss, per il suo forte spirito di giustizia, non esitò a dichiararsi apertamente dalla parte dello scrittore Zola e del suo J’accuse.

Nel 1899 Sarah Bernhardt si impegnò a gestire il Théâtre des Nations, che fu ribattezzato Théâtre Sarah Bernhard. La sua prima rappresentazione fu Tosca, seguita da altre interpretazioni di successo. I cartelloni delle sue opere,  realizzati da Alphonse Mucha, riscossero grandissimo successo, tanto che la gente li strappava dai muri per conservarli.

La collaborazione rese molto famose le opere di Mucha e celebrò la Berhnardt come la Divina. La diva divenne l'icona dello stile Art Nouveau e concesse lo sfruttamento della sua immagine per la promozione di cosmetici, vestiti e biscotti. Grandissimi pittori realizzarono ritratti della diva: De Nittis, Jules Bastien e anche Gustave Doré  (con cui ebbe una relazione intima).

 

Ottenne un successo così clamoroso da non voler più dipendere dagli impresari teatrali. Nel 1880 Sarah Bernhardt fondò una compagnia propria.  Nel 1899 acquistò un teatro a Parigi a cui diede il suo nome (oggi è il Théâtre de la Ville), con una capienza di mille posti e un grande palcoscenico che permetteva di allestire splendide scenografie e dove poter emergere in tutta la sua bellezza e far risplendere i suoi abiti meravigliosi.

Ebbe grande successo, aiutata anche dalle splendide acconciature e dagli abiti di sogno realizzati per lei; organizzò le sue tournée in molti paesi del mondo. Veniva considerata una grandissima attrice per lo stile, per la sua espressività e per la perfetta dizione: non una parola risultava incomprensibile. Recitò in opere classiche, ma anche in drammi forti e moderni, come la Tosca di Victorien Sardou. Non amava riprodurre vecchi successi, Interpretò con gran successo un ruolo maschile in Amleto.

Ispirò numerosi artisti. Per lei Oscar Wilde scrisse la Salomè. Henry James le dedicò La Musa Tragica. Sarah Bernhardt fu la stella indiscussa della scena teatrale parigina creando ammirazione e scandalo ovunque,  per più di mezzo secolo. Ebbe numerosi amanti, tra cui il Principe di Galles. Non ebbe alcuno scrupolo, in quell'epoca, a stabilire un rapporto amoroso con la pittrice Louise Abbéma. Il loro rapporto durò oltre oltre cinquant’anni.

 

Infine abbracciò anche la nuova Musa, il cinema. Interpretò vari film di successo, come Le Duel d’Hamlet, la Tosca nel 1908 e La Dame aux Camelias.

Ella recitava "Essere o non essere" con un tono meditativo, un sussurro a mezza voce, rifiutando la declamazione retorica preferita dagli attori dell'epoca.

Il successo le arrivò come diva del cinema grazie al film muto del 1912, Gli amori della regina Elisabetta.

Si cimentò con successo anche nel campo della scultura, atteggiandosi a uomo e fumando sigarette. Espose le sue opere a Londra, New York e Filadelfia e partecipò all'Esposizione Universale di Chicago del 1893 e all'Esposizione Universale di Parigi del 1900.

Possedeva alcuni animali esotici, tra cui un ghepardo e una tigre.

Ebbe una relazione affettiva ed artistica con lo scrittore Gabriele D’Annunzio, durata quindici anni, Il Vate la scelse per interpretare la protagonista della sua opera La città morta, gesto che causò la rottura definitiva tra il poeta ed Eleonora Duse. D’annunzio scrisse per la Bernhardt altre opere teatrali, tra cui La Gioconda e Francesca Da Rimini.

Nel 1915, a causa di un incidente al ginocchio e della conseguente infezione dell’arto, subì un’amputazione. Sul palco continuò a recitare facendo realizzare adeguate scenografie che le permettessero di recitare seduta in pose molto naturali. Durante la Grande Guerra andò a visitare in lettiga i soldati al fronte.

Nel 1921 la grande star compì un tour finale in Francia, ma crollò ed entrò in coma. Il 26 marzo 1923, all'età di settantotto anni, Sarah Bernhardt morì di insufficienza renale nella sua casa di Parigi. .

 Nel 1960, Bernhardt ricevette una stella sulla Hollywood Walk of Fame