BENEDETTO CROCE

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Il pensiero di Benedetto Croce rappresenta una reazione al Positivismo, da cui pur rimane profondamente influenzato. A differenza dei positivisti, i quali avevano una concezione "naturalistica ed estrinseca" della storia, Croce ne ha una concezione spiritualistica ed intrinseca. Da qui il suo incontro con il Criticismo kantiano, l'idealismo di Hegel e la sua interpretazione immanentistica di Vico.

Al Positivismo come ricerca di un metodo per studiare e classificare i fatti della natura Croce sostituisce il suo positivismo come ricerca di un metodo per intendere i fatti dell'attività umana.

Per Croce la filosofia è "filosofia dello Spirito" quale si determina nel processo concreto dell'esperienza, cioè del nostro mondo umano, con cui coincide tutto il reale (immanentismo). 

 

 

Secondo Croce due sono le forme fondamentali dell'attività spirituale: l'attività teoretica (conoscenza) e l'attività pratica, ognuna delle quali presenta due gradi.

Nella prima si distinguono l'intuizione, o conoscenza dell'individuale e il concetto, o conoscenza dell'universale.

Nella seconda troviamo l'utile, o volizione dell'individuale e il Bene, o volizione dell'universale.  Pertanto ai quattro gradi della vita dello spirito corrispondono le categorie del bello, del vero, dell'utile e del buono. Nell'unità abbiamo la distinzione di quattro gradi dell'attività spirituale: Arte (intuizione), Filosofia (concetto), Economia (utile) e Morale (bene).

 

Dalla dialettica degli opposti alla dialettica dei distinti

 Il processo dello Spirito, che è la Storia (storicismo), si svolge con ritmo dialettico che, per Croce, non è soltanto dialettica degli opposti, come per Hegel, ma soprattutto dialettica dei distinti. Mentre la dialettica degli opposti, sostenuta da Hegel, concepisce la realtà come sintesi di contrari, ciascuno dei quali, preso a sé, è un termine astratto, la dialettica dei distinti concepisce la realtà come successione di gradi dello Spirito, ognuno dei quali è reale di per sé e diverso dai precedenti, ma non ad esso contrario.

Secondo Hegel il divenire dello Spirito si attua secondo il ritmo dialettico degli opposti; secondo Croce la vita dello Spirito si svolge secondo il ritmo dialettico dei distinti.

La vita concreta dello Spirito si esplica sempre in una forma determinata di attività. Le sue forme non si negano l'una nell'altra come nella dialettica degli opposti, dove ogni momento è astratto, ed è concreto solo nella sintesi: nel suo divenire lo spirito conserva le forme in gradi che, esplicandosi, assume. Ciò, secondo Croce, non compromette la sua unità, in quanto l'unità concreta della distinzione esclude che si possa pensare alla distinzione come molteplicità, i cui termini siano, uno fuori dell'altro, reciprocamente trascendenti, perché ciascun termine di essa, ciascuna forma di spirito è insieme la condizione e il condizionato delle altre. La dialettica dei distinti è circolarità delle forme dello spirito.

I momenti dello Spirito individuati da Croce sono alcune categorie fondamentali, legate tra loro da rapporti di distinzione; esse si sviluppano su piani paralleli, pur attuando la medesima vita dello Spirito.

La dialettica degli opposti, caratteristica del pensiero hegeliano, non viene rifiutata: essa, secondo Croce, è valida all'interno di ogni forma dello Spirito intesa come confronto tra valore e disvalore. 

 

 

 

Le categorie dello Spirito

Le categorie dello spirito sono quattro, di cui due appartengono all'attività teoretica: Estetica e Logica o Filosofia, altre due dell'attività pratica: Economia, che denota la forma dello spirito rivolta alla volizione del particolare e Morale, che denota la forma dello spirito rivolta alla volizione dell'universale. Tra i diversi gradi si determina la dialettica dei distinti; all'interno di ciascuno di questi momenti si sviluppa la dialettica degli opposti: contrapposizione di bello e brutto, di vero e falso, di utile e dannoso, di buono e cattivo.

Lo Spirito passa dall'Estetica alla Filosofia, da questa all'Economia e quindi all'Etica per distinzione: ogni grado (o momento dello Spirito) si afferma non superando o annullando il momento precedente, ma distinguendosi da esso per la sua autonoma natura, pur armonizzandosi con esso nell'unità dello Spirito.  L'opposizione invece si sviluppa soltanto nell'ambito di ciascuno di questi gradi:

1. il bello supera il brutto nell'Estetica;

2. la verità vince l'errore nella Filosofia;

3. l'utile domina il dannoso nell'Economia;

4. il bene trionfa sul male nell'Etica.

Tutti i momenti sono fondamentali: il brutto è necessario al bello per il suo stesso affermarsi, come l'errore è momento necessario al determinarsi del suo opposto, che è il vero, così non vi sarebbe l'utile se questo non si affermasse come opposto al dannoso; né vi sarebbe il bene, se esso non venisse posto come antitesi al male.

Lungi dall'affermare la frantumazione della vita spirituale in quattro gradi distinti, con la conseguente perdita dell'unità dello spirito, Croce afferma la circolarità dello Spirito, che passa da una forma all'altra (teoretica e pratica) e da ogni grado a quello successivo, senza uscire da se stesso. Le due forme e i quattro gradi si compenetrano a vicenda. Infatti l'attività pratica presuppone quella conoscitiva perché non si può valere se non per ciò che si conosce; allo stesso modo l'attività conoscitiva presuppone quella pratica perché msi conosce quello che si fa e quello che è stato fatto.

Entro ciascuna delle due forme il momento universale implica e presuppone quello individuale: l'Arte è condizione della Filosofia, nel senso che non si può conoscere l'universale se non si conosce il particolare e l'Economia condiziona l'Etica, perché la volizione di un bene universale si eleva al di sopra del bene particolare e relativo, ma il grado individuale è concepibile senza l'universale: l'Arte può affermarsi senza gli altri gradi.

 

L'Arte

 

L'Arte non è un atto morale, perché non nasce come atto di volontà, essenziale all'uomo onesto, ma non all'artista. Croce afferma il principio dell'arte per l'arte. L'arte è autonoma rispetto alla morale. L'intuizione è veramente artistica quando riunisce in sintesi il sentimento e la rappresentazione. Il sentimento dà coerenza ed unità all'intuizione e, a sua volta, manifestandosi nell'immagine poetica, si libera da ogni passionalità. Perciò l'opera d'arte, che è rappresentazione di un sentimento, è sempre lirica. L'Arte non ricerca il vero, non mira ad un vantaggio, non pretende di insegnare la verità: dunque è autonoma rispetto alla Filosofia, all'Economia e alla Morale. Ha in se stessa il proprio fine, che è la ricerca del bello.

 

La Filosofia

 

La Filosofia o Logica è il secondo grado dell'attività teoretica. L'uomo non si appaga dell'intuizione lirica, ma sente il bisogno di rivolgersi all'universale mediante il concetto. Questo grado suppone l'intuizione, che offre i fatti particolari mediante la rappresentazione, che l'intelletto inquadra nei concetti.

Lo Spirito, immanente nella coscienza individuale, diventa consapevole, mediante la riflessione, della propria esistenza universale esplicata nelle manifestazioni particolari colte nel momento estetico. Il concetto è perciò atto logico universale, col quale viene pensata la realtà, cioè la Storia, intesa come lo svolgersi in atto dello Spirito.

I concetti logici devono essere universali e concreti. Croce considera pseudoconcetti sia i concetti scientifici matematici, perché sono universali, ma astratti, sia i concetti fisico-naturali, tipici delle scienze, perché sono concreti ma non universali. In tal modo Croce si pone contro il Positivismo, collocando la scienza al di fuori dell'attività conoscitiva e sostenendo che la conoscenza vera è irriducibile a quella scientifica.

 

La Filosofia Pratica

L'economia corrisponde alla volizione individuale. L'utile di una persona non corrisponde all'utile di altre persone. Occorre dar vita all'utile sociale. Da qui nasce il diritto, che non corrisponde alla morale. Anche la politica persegue interessi differenti ed è teatro di conflitti (intese e scontri). Lo Stato nasce come aggregazione di individui le cui interazioni sono regolate dal diritto e da norme giuridiche.

 

Il diritto e la politica sono attività umane che non possono essere ricondotte alla moralità intesa come attuazione di fini universali o alla conoscenza logica. Pertanto esse vengono da Croce collocate all'interno della categoria economica.

 

L'etica

 

L'etica è l'attività pratica dello Spirito che si verifica quando desideriamo un fine universale: essa è l'espressione della volizione universale, propria dello Spirito e non può essere fondata sui diritti naturali ma neppure su concetti astratti. Essa non ha contenuti specifici, ma si configura come l'attuazione stessa dello Spirito, in cui si fondono in unità il pensiero e il volere, in cui la razionalità governa gli atti e i comportamenti particolari: l'uomo morale trascende l'utile, inteso come un interesse particolare, per cogliere il bene, inteso come valore universale. In questo senso lo Spirito è libertà.

 

La storia

 

Lo Spirito, nel suo divenire, percorre necessariamente i quattro gradi, manifestandosi interamente in ciascuno di essi e, raggiunto il grado dell'Etica, inizia un nuovo ciclo che è avanzamento, progresso, rispetto ai precedenti.

La vita dello Spirito è un processo che non si verifica seguendo un percorso rettilineo: si tratta di un percorso circolare. in cui ogni punto presuppone gli altri ed è presupposto da altri.

Questo processo circolare dello Spirito si identifica con lo stesso processo del reale, ossia quello della storia in atto.

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