La Scuola Ionica

LA SCUOLA IONICA

La Scuola Ionica comprende i filosofi vissuti nella Ionia nel VI secolo a.C. Essa si rivolge alla natura (physis) per studiare la realtà e per indagare sull'origine unica di tutto ciò che è (monismo).

I primi filosofi si chiesero quale fosse la causa di tutte le cose, ossia il principio originario di tutta la realtà, l’arché (termine introdotto da Anassimandro). Il principio di tutte le cose viene ricercato nella natura (physis); perciò i  primi filosofi vennero detti naturalisti.

L'arché rappresenta

1.      la sostanza che è all'origine di tutta la realtà;

2.      la materia di cui sono costituite tutte le cose;

3.      l'elemento unico che permane nonostante i cambiamenti;

4.      la forza che spiega la formazione dell’universo..

L'arché, per gli ionici, è un elemento dotato di grande mobilità (in quanto è segno di vita) ed ha un carattere divino. La natura è considerata un grande organismo vivente e animato.  

I filosofi ionici sono accomunati dalla loro ricerca di un unico elemento in grado di spiegare  la grande variabilità di tutto ciò che esiste e che doveva dunque essere mobile e vitale. Si differenziano fra loro per aver individuato l'arché in elementi diversi, determinati o indeterminati.

Per Talete l'arché è l'acqua, perché tutte le cose vive sono umide.

Per Anassimandro il principio è l'infinito (àpeiron, che significa indeterminato) perché, se il principio avesse delle determinazioni, non potrebbe dare origine a cose tanto diverse tra loro.

Per Anassimene il principio è l'aria, perché è l'elemento più mobile dell'universo e può muoversi in tutte le direzioni.

 

TALETE

 

Per la prima volta nella storia del pensiero universale, Talete ricerca l'unificazione della natura senza fare riferimento alla divinità o al mito, ma richiamandosi ad una realtà fisica, partendo da una serie abbastanza ampia di fenomeni.

Talete sostenne che esiste un principio originario unico, causa di tutte le cose: l'acqua. Essa è il principio da cui si origina l'universo, ma, grazie alla sua notevole mobilità, è anche la causa di tutto ciò che esiste.

L'acqua è il principio dell'universo, secondo Talete, proprio in forza della sua mobilità, che spiega la mutabilità delle cose e dà loro un'anima.

Osservando la natura, Talete scoprì che il nutrimento delle cose è umido: ciò che è vivo è umido, ciò che è morto è secco.

L'acqua non è semplicemente un elemento fisico-chimico: essa è un principio di carattere divino. La natura fisica è perciò animata e divina (panteismo = la divinità è in tutte le cose).

Talete è considerato il primo filosofo perché egli ci offre il primo esempio di un'indagine razionale della realtà, che si differenzia dalla religione e dal mito. Le argomentazioni che egli offre sono razionali e non mistiche.  Per questo motivo il suo pensiero viene considerato come il punto di partenza della filosofia.

 

ANASSIMANDRO

 

Anche Anassimandro, come Talete, ci propone una spiegazione unitaria della realtà, ma egli ritiene che il principio (arché) non debba essere un elemento determinato.

Il mondo deriva da una materia comune indefinita (ápeiron), in cui gli elementi non sono ancora distinti. Dalla sostanza infinita si genera il mondo finito e nascono tutte le cose.

 

La giustizia cosmica

Una legge universale regola e domina la vita del cosmo: la legge di giustizia, che mantiene l'equilibrio fra i contrari e dà unità all'ápeiron.

Quando prevale l'ingiustizia, si rompe l'unità nasce la molteplicità e prevalgono i contrari.

Dalla sostanza primordiale, mediante un processo di separazione, derivano tutte le cose. La sostanza infinita è animata da un eterno movimento di tipo rotatorio; mediante un processo di separazione si separano i contrari: caldo/freddo, secco/umido  e si genera tutto ciò che esiste: fuoco - terra - aria - acqua.

I contrari, che derivano dall'indefinito, ad esso ritornano. Secondo Anassimandro, così si generano infiniti mondi, che si succedono secondo un ciclo eterno.

 

Formazione del mondo

Il movimento dei contrari è di tipo circolare e rotatorio ed assume il carattere di un vortice cosmico, che separa dall' ápeiron la massa che darà origine al mondo.

Tale massa mantiene il movimento rotatorio e, girando vorticosamente, assume la forma di sfera. Le particelle più leggere ruotano verso la periferia. Aria e fuoco si separano e si distribuiscono, formando il Sole, le stelle e l'atmosfera.

Le particelle più pesanti, ossia l'acqua e la terra, si dispongono al centro del vortice.

La Terra, che ha forma cilindrica, occupa immobile il centro dell'universo; essendo equidistante da tutte le sue parti, non ha bisogno di essere sostenuta da nulla.

Anassimandro sostiene l'infinità dei mondi: infiniti mondi si succedono secondo un ciclo eterno.

 

Gli esseri viventi

Il Sole dà calore e vita; riscaldando la terra, dà origine a forme elementari di vita, che si evolveanno verso forme più complesse.

Gli  esseri viventi nacquero dall'acqua ed avevano la natura dei pesci. Da essi, per trasformazione, sono nati gli uomini.

 

ANASSIMENE

 

Il principio primordiale da cui si originano le cose è unico, infinito, ma è determinato. Si tratta dell'aria, intesa come movimento incessante e forza infinita.

Dall'aria infinita nacquero e nasceranno le cose; da essa sono nati gli dei.

Mediante la rarefazione e la condensazione il mondo si origina in un perenne divenire.

La rarefazione produce il caldo: rarefacendosi l'aria si riscalda e diventa fuoco.

La condensazione produce il freddo: condensandosi, l'aria si raffredda e diventa vento, poi nuvola, acqua, terra e quindi pietra.

Così Anassimene concilia l'unità del principio e la molteplicità delle cose.

Come Anassimandro, egli sostiene il divenire ciclico del mondo, che periodicamente si origina dal principio originario e si dissolve in esso, per poi rigenerarsi in un ciclo perenne.

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