SIMONE DE BEAUVOIR (1908 – 1986)

 

Simone de Beauvoir, scrittrice e filosofa francese, nacque a Parigi da una famiglia dell'alta borghesia. Studiò alla Sorbona, dove incontrò il compagno della sua vita, il filosofo esistenzialista Jean Paul SARTRE. Erano due intellettuali molto appassionati di cinema e di jazz ed estremamente attenti e curiosi degli eventi culturalmente significativi della loro epoca; compirono insieme  compì numerosi viaggi in Spagna, in Italia, in Grecia, in Marocco. Vissero con partecipazione i grandi rivolgimenti politici di quegli anni: il nazismo in Germania, la guerra civile spagnola del 1936, la seconda guerra mondiale.

 

Nel 1947 la de Beauvoir si recò negli Stati Uniti per una serie di conferenze e conobbe lo scrittore Nelson Algren, con cui stabilì un intenso rapporto d'amore. Compì altri viaggi significativi in Russia, Cina, Cuba e Brasile, ma anche in Italia. Prese posizione a favore della lotta di liberazione algerina.

 

Nel 1949 pubblicò Il secondo sesso (Le Deuxième Sex), in cuifa il punto sulle conoscenze biologiche, psicoanalitiche, storiche, antropologiche esistenti sulla donna.

Gli anni Settanta la videro fervidamente in prima linea in varie cause del progresso civile: la dissidenza sovietica, il conflitto arabo-israeliano, l'aborto, il Cile, la condizione femminile.

Nel 1970 dedicò il saggio La terza Età al problema della vecchiaia.

Nel 1981, in seguito alla morte di Sartre, scrisse La cerimonia degli addii, cronaca degli ultimi anni del celebre pensatore. Morì il 14 aprile 1986 e venne seppellita accanto a lui.

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La femminilità è una secrezione delle ovaie o sta congelata sullo sfondo di un cielo platonico? Basta una sottana per farla scendere in terra? Benché certe donne si sforzino con zelo di incarnarla, ci fa difetto un esemplare sicuro, un marchio depositato. Perciò essa viene descritta volentieri in termini vaghi e abbaglianti, che sembrano presi in prestito dal vocabolario delle veggenti. SIMONE DE BEAUVOIR

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Nell'opera Il secondo sesso analizza la condizione femminile dal punto di vista della biologia, della psicologia, della psicoanalisi, del materialismo storico e dell'antropologia, ma soprattutto dal punto di vista della filosofia.

 

La femmina è femmina in virtù di una certa assenza di qualità", diceva Aristotele. "Dobbiamo considerare il carattere delle donne come naturalmente difettoso e manchevole"; e San Tommaso ugualmente decreta che la donna è "un uomo mancato", “un essere "occasionale". Proprio questo vuol simboleggiare la storia della Genesi in cui Eva appare ricavata da un osso "in soprannumero di Adamo".

 

L'umanità è maschile e l'uomo definisce la donna non in quanto tale ma in relazione a se stesso; non è considerata un essere autonomo.

 

L'uomo può pensarsi senza la donna: lei non può pensarsi senza l'uomo. Lei è soltanto ciò che l'uomo decide che sia; così viene qualificata "il sesso", intendendo che la donna appare essenzialmente al maschio un essere sessuato: la donna per lui è sesso, dunque lo è in senso assoluto. La donna si determina e si differenzia in relazione all'uomo, non l'uomo in relazione a lei; è l'inessenziale di fronte all'essenziale.

 

Secondo la filosofa l'uomo, nella storia del pensiero filosofico, ponendosi come il soggetto, l'unico custode della razionalità, ha trasformato la donna nell'altro, nel secondo sesso. L'uomo è il primo sesso, la donna il secondo sesso; l'uomo è il soggetto, la donna è l'oggetto; l'uomo mira alla trascendenza(*), la donna resta nell'immanenza. L'uomo sceglie e progetta la sua esistenza; la donna rinuncia alla scelta e lascia che altri progettino per lei. 

 

Simone de Beauvoir analizza e mette in luce le circostanze che portano a credere all’inferiorità delle donne e le conseguenze che tutto questo ha avuto sulle loro scelte lavorative, familiari e coniugali.

 

Donna non si nasce: si diventa.

 

La pensatrice sostiene che anche l'uomo soffre per le conseguenze che il suo ruolo sociale, la mascolinità, ha avuto sul suo comportamento, sul suo modo di gestire le emozioni, sulle sue scelte.

 

Nessuno è di fronte alle donne più arrogante, aggressivo e sdegnoso dell'uomo malsicuro della propria virilità

 

La liberazione della donna richiede la collaborazione di tutto, deve fondarsi su uno sforzo collettivo: occorre il riconoscimento della libertà e della dignità dei due sessi; l'uomo e la donna devono riconoscersi reciprocamente come soggetto.

Se i due sessi fossero uguali, entrambi sarebbero più liberi: se la donna riuscisse ad esprimersi creativamente nel lavoro e potesse avere una carriera significativa, farebbe fluire le sue energie su più oggetti, soffocando meno l'uomo e rendendosi indipendente.

 

E' indispensabile che la donna venga integrata nella società con gli stessi diritti e doveri dell'uomo e con tutte le conquiste che ne derivano: parità di salario, controllo delle nascite, aborto legalizzato, ma anche tutti i riconoscimenti civili, politici e giuridici di cui usufruiscono solo gli uomini.

 

La coppia felice che si riconosce nell'amore sfida l'universo e il tempo; è sufficiente a se stessa, realizza l'assoluto.

 

* - Simone de Beauvoir riprende il concetto sartriano di trascendenza. Secondo Sartre noi siamo tragicamente liberi, perché privi di senso. Siamo liberi e ne siamo coscienti, ma siamo liberi di fronte al nulla e la nostra libertà è una condanna. Trascenderci significa andare oltre questo mondo, conservare la nostra libertà e la nostra soggettività e dare un senso dandoci da fare nel mondo, scontrandoci con la durezza e col non senso delle cose. L'uomo non è altro che quello che fa di se stesso, ma egli è sempre responsabile di quello che è. Esercitare coscientemente questa responsabilità significa impegnarci senza riserve. La lotta dell'uomo col mondo non va condotta nell'isolamento, ma è una lotta comune, solidale.

 

L’opera Una donna spezzata vede protagonista la donna borghese e i drammi del mondo contemporaneo, come la solitudine e la frustrazione.

 

Romanzi

L'invitata (L'Invitée, 1943)

Il sangue degli altri (Le sang des autres, 1945)

Tutti gli uomini sono mortali (Tous les hommes sont mortels, 1946)

I mandarini (Les Mandarins, 1954), Premio Goncourt

Le belle immagini (Les Belles Images, 1966)

Una donna spezzata (La Femme rompue, 1967)

 

Saggi

Per una morale dell'ambiguità (Pour une morale de l'ambiguïté, 1947)

L'America giorno per giorno (L'Amérique au jour le jour, 1948)

L'Existentialisme et la Sagesse des nations (1948

Privilèges (1955)

La lunga marcia (La Longue Marche, 1957)

La terza età (La Vieillesse, 1970)

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