L'Illuminismo italiano

MONTESQUIEU

 

 

Secondo l’autore dello Spirito delle leggi le leggi e le istituzioni sono subordinate alla natura, ai costumi, alla religione e al clima dei singoli popoli (non sono arbitrarie). Il pensiero politico deve essere autonomo rispetto alla metafisica. Lo Stato nasce dall’esigenza di trovare un riparo allo stato di guerra provocato dall’aggressione umana. Il diritto delle genti regola i rapporti fra tutte le società in tempo di pace; il diritto politico regola i rapporti fra i cittadini e lo Stato. Il diritto civile regola i rapporti fra i cittadini.Le diverse forme dello stato nascono dal prevalere di sentimenti umani su altri: la monarchia si basa sull’onore; l’aristocrazia sulla moderazione; la democrazia nasce dalla virtù; il dispotismo nasce dalla paura.

 

E’ necessario che i tre poteri (legislativo esecutivo e giudiziario) siano divisi ed affidati ad organismi diversi per realizzare l’equilibrio.

 

 

L’ILLUMINISMO ITALIANO

 

L’illuminismo a Milano L’illuminismo italiano è strettamente collegato a quello francese: anche in esso prevalgono i temi morali, politici e giuridici.

 

L’illuminismo milanese si riunì intorno al periodico Il Caffè, diretto dai fratelli VERRI. 

 

 

CESARE BECCARIA 

 

 

La sua opera Dei delitti e delle pene fu l’unica opera dell’illuminismo italiano ad avere risonanza europea. Egli si richiama a Montesquieu e a Rousseau e sostiene che lo scopo della vita associata è “la massima felicità divisa nel maggio numero”. Lo Stato nasce da un contratto e l’unica autorità legittima è quella dei magistrati, che rappresentano la società unita dal contratto. Le leggi sono le condizioni necessarie del patto; le pene sono la garanzia dell’azione delle leggi. Le pene che oltrepassano il controllo della salute pubblica sono ingiuste. Quando le pene sono giuste la sicurezza diventa inviolabile e maggiore libertà viene riconosciuta dal sovrano ai sudditi. Si chiede se la pena di morte sia veramente necessaria alla sicurezza e al buon ordine della società. Non è necessario che la pena sia terribile, è sufficiente che sia certa e infallibile. 

 

L’illuminismo napoletano 

 

 

L’altro grande centro dell’illuminismo italiano fu Napoli. PIETRO GIANNONE scrisse la Storia civile del Regno di Napoli mostrando come il potere ecclesiastico, che dovrebbe agire entro limiti spirituali, avesse progressivamente indebolito quello politico.

 

FERDINANDO GALIANI criticò il mercantilismo e sostenne che la ricchezza di una nazione non si riduce al possesso di metalli preziosi. Chiamò asini patentati i filosofi sostenitori del migliore dei mondi possibili: essi non avevano terminato il loro sillogismo (Se un Dio avesse fatto il mondo, questo sarebbe senza dubbio il migliore dei mondi possibili; ma non lo è; dunque non c’è Dio) per paura di essere arrostiti. Come i filosofi francesi, sostiene che il mondo è una macchina dove tutto cammina necessariamente e in cui l’uomo si illude di essere libero. 

 

 

ANTONIO GENOVESI si richiamò al sensismo di Condillac. Sostenne che il principio motore dell'’omo e della società sia la ricerca del piacere e la fuga dal dolore. Sostenne l’immortalità dell'anima, il finalismo del mondo e l’esistenza di Dio. 

 

 

GAETANO FILANGIERI si ispirò a Montesquie nella Scienza della legislazione per realizzare una riforma della legislazione di tutti i paesi, base del progresso del genere umano verso la felicità e l’educazione del cittadino. Mostrò fiducia ottimistica nella funzione formatrice e creatrice della legge. 

 

 

MARIO PAGANO si richiama a Vico e alla sua teoria dei corsi e ricorsi. I corsi e ricorsi delle nazioni sono un ordine fatale dovuto a cause fisiche. La storia rispetta le stesse leggi del mondo fisico. La decadenza è inevitabile dopo che esse hanno raggiunto la floridezza. L’uomo non ha il potere di allontanare la catastrofe perché è un essere sensibilelegato alla natura e in balìa degli accidenti naturali. 

 

 

BIBLIOGRAFIA

 

CESARE BECCARIA - Dei delitti e delle pene.

E. CHIOSI - Lo spirito del secolo. Politica e religione a Napolinell'età dell'Illuminismo. Napoli, Giannini, 1992.

E. CODIGNOLA - Illuministi, giansenisti e giacobini nell'Italia del settecento, Roma, Edizioni di storia e letteratura, 2006.

ANTONIO GENOVESI - Scritti economici, 2 voll., Napoli, Istituto Italiano per gli Studi Filosofici.

FRANCO VENTURI - Illuministi italiani: 7 voll., Napoli-Milano, Ed. Ricciardi.

PIETRO VERRI - Discorso sull'indole del piacere e del dolore - Roma, ed. Carocci 2002.

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